ANNO xxx. N. 8.   =   AGOSTO 1906.

BOLLETTINO SALESIANO

PERIODICO DELLA PIA UNIONE DEI COOPERATORI SALESIANI DI BOSCO

SOMMARIO : Memorie ed ammaestramenti paterni 225 Congresso internazionale mariano   227

Una nuova scuola di agricoltura .   . . 227 I nostri Congressi : I. Il Congresso di Lima - II. Gli Atti del Congresso di Milano   . . 228 Pei giovani adulti desiderosi di abbracciare la carriera ecclesiastica    228 Tesoro spirituale . . . 229 Tra i nostri Emigrati : Repubblica Argentina. - Brasile. - Stati Uniti    230 Ai divoti del S. Cuore di Gesù . 234 DALLE MISSIONI : Patagonia Centrale : La Missione del Chubut. - India: Quanta fede e quanti idolatri! - Cina: Il primo Oratorio festivo. - Matto Grosso: Consolanti notizie. .   . . 235

IL CULTO Di MARIA SS. AUSILIATRICE: Feste e date memorande. - Pel 24 corrente - Echi della festa titolare. - Grazie e graziati   244

Notizie VARIE : Lieti e cordiali auguri. -A Valdocco. - In Italia: Alessandria, Bologna, Brescia, Fossano, Lugo, Milano, Mogliano Veneto, Novara, Roma, S. Benigno Canavese. - Dall'Estero Lisbona, Ibagué    251

Necrologia e Cooperatori defunti    254

Memorie ed ammaestramenti paterni

PARLARE di D. Bosco, narrare qualche episodio della sua vita o riferire anche solo qualche suo detto, è sempre un regalo pei nostri lettori, com'è per noi una dolce soddisfazione del cuore. E questa volta, nella cinquantenaria ricorrenza di un fatto, in se stesso modesto ma nell'operosissima vita di lui di non lieve importanza, noi possiamo procurare ai lettori e a noi medesimi una di tali soddisfazioni di tenerezza figliale.

Cinquant'anni or sono, la gioventù italiana da D. Bosco riceveva un dono, ,che fu uno dei più bei documenti del suo zelo di educatore e di apostolo e del suo cuor di padre. Alludiamo alla pubblicazione di quella Sfocia d'Italia, che egli, pur in mezzo a tanti pensieri e fatiche che gli dava il governo della sua già numerosa famiglia, trovò tempo di comporre e dare alla luce nel 1856, e che fu una delle opere più belle ed importanti uscite dalla sua penna. Giova ricordar la cosa, perchè non è senza ammaestramento.

*

Un consiglio di D. Cafasso affrettava il compimento di questa pubblicazione. D. Bosco si presentò al Venerabile con due quaderni, sopra ognuno dei quali aveva già scritto il titolo, e gli chiese

- Debbo comporre una Storia d'Italia, ovvero un Metodo per confessare la gioventù ?...

Il caro Don Bosco propendeva pel secondo lavoro, perchè in quei tempi da alcuni non davasi la dovuta importanza alle confessioni dei giovanetti. Il pregiudizio che fosse tempo perduto, l'impazienza e la noia cagionata dalla leggerezza e dall'ignoranza di molti fanciulli e la mancanza di esperienza riducevano in più luoghi a piccol numero i sacerdoti che sapessero o volessero confessare i giovanetti... Ordinariamente, questi non erano ascoltati che a Pasqua!...

Ma il ven. Cafasso, senza ambagi, rispose a D. Bosco

-- Scrivete la Storia d'Italia

E D. Bosco, come sempre, obbedì. D'altra parte anche il buon Padre vedeva con rammarico non pochi maligni scrittori, per mezzo di Epiloghi, di Sommarii, di Compendii, di Storie patrie e via dicendo, far barbaro scempio della Storia nostra col rimettere in luce le viete e già mille volte confutate calunnie contro i Papi che dipingevano quali nemici d'Italia, travisandone o tacendone le gesta più gloriose, per riportare invece, come verità storiche inconfutabili, le più strane invenzioni od opinioni di cervelli balzani, affin di gettare il discredito sul Papato. E tali storie, questo era il peggio, incominciavano ad adottarsi in varie scuole come libri di testo.

Siffatti tradimenti della verità e soprattutto questo funesto avvelenamento delle giovani menti amareggiavano profondamente l'animo di D. Bosco, che tosto si accinse ad apprestarvi quell'antidoto più efficace che per lui si potesse. Il nostro Superiore D. Rua, allora giovane chierico, scrisse sotto dettatura di lui tutta la nuova opera ; e il giovanetto Melchior Voli, che fu poi avvocato, sindaco di Torino e senatore del regno, aiutò D. Bosco a tracopiarla trovandosi con lui in casa Roasenda, poichè il manoscritto originale era stato coperto di correzioni. G. B. Paravia ne cominciò la stampa nel 1855 ; e D. Bosco, man mano che il lavoro avanzava, ne passava le bozze al prof. Ab. Amedeo Peyron con preghiera di un'accurata correzione; ma l'esimio professore finì per dichiarare che non gli era possibile far meglio. Così, alla metà del 1856, usciva alla luce la Storia d'Italia raccontata alla gioventù - da' suoi primi abitatori sino ai nostri giorni corredata di una carta geografica d'Italia - dal sacerdote Bosco Giovanni; che ebbe poi l'onore di ben 27 edizioni (1).

Appena fu posta in vendita, raccolse unanimi applausi. Glì scrittori della Civiltà Cattolica, levandola a cielo, la dissero un libro che nel genere non ha forse pari in Italia. Anche Niccolò Tomaseo ne scriveva - nell'Istitutore - un giudizio assai lusinghiero. Lo stesso Ministro della Pubblica Istruzione, Giovanni Lanza, fattala esaminare, l'onorava d'un premio di mille lire e mostrava il desiderio che venisse adottata come testo nelle pubbliche scuole.

Il Signore premiò adunque abbondantemente anche questa fatica di Don Bosco. In vero, Dio solo sa il bene che fece alla gioventù la sua Storia d'Italia, la quale contenendo una vera difesa della Chiesa e dei Papi - col dimostrare i benefizii resi da loro alla civiltà e specialmente all'Italia - fu per quei tempi ed in appresso un libro provvidenziale.

Anche un altro vantaggio di non lieve importanza arrecò questo lavoro del nostro buon Padre. Esso servì di modello ad altri buoni autori a scrivere libri sullo stesso argomento, e perciò cooperò salutarmente ed efficacemente a togliere dalle mani della gioventù testi di storia molto in voga, ma assai pericolosi anche per la moralità

Ricordando quest'umile data cinquantenaria, non possiamo anzìttutto non ammirare l'operosità di Don Bosco e l'amor suo tenerissimo per la gioventù, e specialmente quella cura continua che egli ebbe di rivolgere il suo zelo anche ai libri scolastici. Presto la nostra Libreria di Torino pubblicherà il nuovo

Elenco dei libri di testo pel 1906-907;

gli egregi Cooperatori, cui può interessare, non manchino di approfittarne.

In secondo luogo, giacchè la stagione ce lo consiglia, determiniamoci tutti quanti a vegliare amorosamente sulle letture dei nostri figliuoli. Molti di loro hanno abbandonato il collegio dove crescevano fra le cure più attente e delicate, per recarsi in vacanza. Che non trovino nel suolo natìo la morte dell'anima!

Uno dei pericoli più fatali e più frequenti per la gioventù durante il tempo delle vacanze è quello delle cattive letture... Per questo e per altro, D. Bosco diceva che le vacanze sono le vendemmie del demonio ! e con dolore vedeva allontanarsi i suoi figliuoli dalle case di educazione alla fine dell'anno scolastico.

Ebbene, per quello zelo di cui Don Bosco ci fu maestro ammirabile nell'allontanare la gioventù da ogni sorta di pericoli, da suoi zelanti cooperatori, vegliamo amorosamente sui giovanetti ai quali deve o può estendersi la nostra responsabilità. In questi mesi specialmente, eccitiamoli alla frequenza dei SS. Sacramenti e teniamoli lontani, non solo dall'ozio e dalle amicizie pericolose, ma pur dai giornali e dai libri cattivi.

(1) Vivente ancor D. Bosco e a sua insaputa, quest'opera venne tradotta in inglese da un exispettore Governativo delle scuole J. D. Morell, LL. D. e pubblicata dalla Tipografia Longman, Green, una delle principali ditte editrici di Londra, nell'anno 1881.

CONGRESSO INTERNAZIONALE MARIANO

a Einsielden (Svizzera).

ALLA metà di questo mese, nella storica e monumentale abbazia di Einsielden si radunerà un Congresso Internazionale Mariano.

A quanti sotto il manto della Vergine degli Eremiti si accingono a rendere sempre più caro e diffuso il culto della benedetta Madre di Dio, con la nostra adesione, l'augurio del più lieto e consolante successo.

UNA NUOVA SCUOLA DI AGRICOLTURA.

AGRICOLTURA, l'arte delle arti, quella che ha per iscopo di cavare dalla terra quanto occorre al nutrimento ed agli altri bisogni più essenziali dell'uomo, va riprendendo nella comune estimazione il posto d'onore che le compete.

Essa, in grazia dei progressi e delle scoperte fatte in questi ultimi tempi, si presenta non più come un'arte puramente manuale retta da poche massime frutto di una superficiale esperienza e della consuetudine, ma quale vera e propria scienza, che, traendo partito dalla maggior conoscenza delle piante, delle loro esigenze ed attitudini, dei terreni e loro speciali proprietà e dell'efficacia delle materie concimanti, moltiplica indefinitamente i prodotti e ne rende più vario e proficuo l'uso. Il conoscerne i segreti e praticarla con metodi razionali è divenuto non solo convenienza,. ma vera necessità per chi voglia resistere alla concorrenza nazionale ed estera ed averne un profitto proporzionato alle spese. Per questo si vedono sorgere in ogni parte scuole di agraria.

Volendo anche noi portare il nostro contributo a questa parte essenziale della pubblica e privata prosperità e nello stesso tempo provvedere alla religiosa e civile educazione dei giovani agricoltori, abbiamo pensato di aprire un Istituto che abbia per iscopo di formare abili e intelligenti coltivatori, specialmente a benefizio delle classi medie e inferiori. esso avrà sede nella già fiorente Colonia Agricola Salésiana di Ivrea.

L'insegnamento sarà teorico pratico, il corso durerà tre amai e il tempo verrà diviso in conveniente proporzione tra la scuola e il lavoro, in guisa che gli allievi non solo imparino le nozioni indispensabili per ogni ramo dell'agricoltura, ma si esercitino a praticarle e vederne per própria esperienza i risultati.

Per il programma e per le condizioni di ammissione rivolgersi al Sig. D. EUGENIO BIANCHI Direttore della Colonia Agricola Salesiana - Borgo San Antonio - IVREA.

I NOSTRI CONGRESSI

Il Congresso di Lima. (1)

Il 3 maggio si tenne la seconda sezione di questo IV Congresso. L'aula per l'adunanza venne allestita nel Collegio Salesiano di Breña. Sedevano al tavolo della presidenza Mons. Giacomo Costamagna, il sig. Carlo M. Elias, presidente del Congresso, il sig. Riccardo Mujía, Incaricato di affari del Governo di Bolivia, Mons. Carlo Garcia Irigoyen, e il dott. Pinillos della Corte Suprema di Giustizia. Gli altri seggi erano occupati da distinti membri del Clero secolare di varie diocesi della Repubblica.

Il dott. Vittore Gonzalez Olaechea prese pei primo la parola e parlò della buona stampa. Ebbe argomenti inconfutabili per indurre i Cooperatori a formare una lega contro l'imperversare della cattiva stampa, ed assai eloquentemente seppe rilevare le nobili orme impresse da D. Bosco in questo importantissimo arringo. Il Congresso fu unanime nel deliberare che « a niun costo, i Cooperatori Salesiani si abbonino a pubblicazioni, le quali non sieno radicalmente informate allo spirito cristiano, nè le leggano, nè ne parlino. »

Il dott. Paolo Antonio Rada rilevò la modernità, l'utilità e la praticità dell'azione salesiana, specialmente nelle scuole professionali pei figli del popolo.

Il Segretario del Comitato organizzatore diè lettura di numerosi Deliberati sulla stampa, sull'educazione operaia e sulla divozione a Maria SS.ma Ausiliatrice opportunamente informati ai bisogni locali e che vennero direttamente comunicati ai Cooperatori della Repubblica.

Conchiuse Mons. Costamagna caldeggiando la diffusione della divozione a Maria SS. Ausiliatrice, in cui onore il 24 maggio, celebrandosi la chiusura del IV Congresso, veniva collocata in Lima la la pietra di un magnifico tempio. Attendiamo ancora i particolari della cerimonia.

(1) Vedi Bollettino di giugno u. s.

II. Gli Atti del Congresso di Milano.

DEL V° Congresso celebratosi in Milano sul principio di giugno c'intrattenemmo abbastanza diffusamente mente nello scorso numero e ci intratterremo anche nei numeri seguenti, poichè abbiamo deliberato di pubblicarne gli Atti nel Bollettino, anziché in apposito volume come si fece pei Congressi precedenti. Infatti , perchè mai affrontare la non lieve spesa di un discreto fascicolo, e negare alla maggior parte dei Cooperatori la soddisfazione di leggere le più autorevoli adesioni pervenute al Congresso (che furono una imponente dimostrazione di plauso all'azione salesiana) - delle deliberazioni, così amorevolmente discusse ed approvate - e dei migliori e più interressanti discorsi pronunziati nelle adunanze ?

Pertanto - nella speranza che la nostra deliberazione sia per tornare più vantaggiosa alla Pia Unione, come quella che più facilmente e più largamente potrà diffonderne lo spirito molteplice, alacre e salutare - col prossimo numero cominceremo la pubblicazione degli Echi del V° Congresso.

PEI GIOVANI ADULTI desiderosi d'intraprendere la carriera ecclesiastica.

LA scarsità di sacerdoti in molte diocesi ed in molti Istituti Religiosi e specialmente nelle Missioni Estere consigliò Don Bosco a fondare l'Opera detta dei Figli di Maria Ausiliatrice, allo scopo di coltivare negli studii e nella vocazione quei giovani adulti (superiori ai 16 anni) i quali volessero ancora abbracciare lo stato ecclesiastico. Quest'Opera, benedetta e commendata dai Sommi Pontefici e generalmente dall'intero Episcopato, diede già i frutti più consolanti: basti ricordare D. Unia l'Apostolo dei lebbrosi, per non dire di moltissimi altri missionarii.

Per darle maggior sviluppo, si destinò ultimamente a quest'Opera il grande fabbricato delle Scuole Apostoliche, sito nella regione del Martinetto in Torino, ove, perciò, trovasi presentemente la sede principale dell'istituzione, che ha pur altre case in varie regioni d'Italia e dell'Estero.

Pertanto tutti i Cooperatori Salesiani, specie i Rev.di Sacerdoti, zelanti della salute delle anime, conoscendo qualche giovane adulto che desse fondata speranza di riuscita, si rivolgano al Direttore delle Scuole Apostoliche - Martinetto - Torino, domandandone il programma. E poichè s'incontrano spesso alcuni giovani di ottime speranze, ma poveri che non potrebbero soddisfare al poco che richiede il programma, farebbero per certo opera molto accetta a Dio, aiutandoli direttamente, potendo, o cercando ajuti presso benemerite persone, affinchè possano conseguire il loro santo intento.

Ricordiamo il detto dì S. Vincenzo de' Paoli, molte volte ripetuto dal nostro indimenticabile D. Bosco : - «L'Opera più meritoria che possa fare un cristiano, si è il contribuire a dare alla Chiesa dei buoni sacerdoti ».

NB. - Il programma dei Figli di Maria comprende solo il tempo degli studii classici, finiti i quali, ogni giovane è libero o di andare in seminario o di entrare in qualche Istituto religioso o di Missioni.

TESORO SPIRITUALE.

I Cooperatori Salesiani, i quali confessati e comunicati, divotamente visiteranno qualche Chiesa o pubblica Cappella o, se viventi in comunità la propria Cappella privata, e quivi pregheranno secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono lucrare l'INDULGENZA PLENARIA

ogni mese

1) in un giorno scelto ad arbitrio di ciascuno ;

2) nel giorno in cui faranno l'esercizio della Buona Morte;

3) nel giorno in cui si radunino in conferenza;

dal 10 agosto al 10 settembre

1) il 15 agosto, Assunzione di Maria SS.ma; 2) il 16 agosto, San Rocco confessore;

3) il 26 agosto, festa del Purissimo Cuor di Maria;

4) l'8 settembre, Natività di Maria SS.ma ;

5) il 9 settembre, festa del SS. Nome di Maria.

Inoltre, recitando 5 Pater, Ave e Gloria Patri per il benessere della cristianità, ed un altro Pater, Ave e Gloria Patri secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono lucrare tutte le indulgenze delle Stazioni di Roma, della Porziuncola, di Gerusalemme e di S. Giacomo di Compostella. E tutte queste indulgenze le potranno acquistare tutte le volte, che pei fini indicati reciteranno i suddetti 6 Pater, Ave ecc.

Tra i nostri Emigrati

REPUBBLICA ARGENTINA

Un Segretariato del popolo, istituito dai Salesiani di Buenos Aires per gli immigranti europei, specialmente italiani.

I SALESIANI all'Estero, per natural sentimento nazionale e seguendo le esortazioni che ricevono dal Successore di Don Bosco, come già dallo stesso Fondatore, fanno quanto possono - e non è poco - pei nostri connazionali emigrati ; per cui le Case Salesiane Estere, sebbene non abbian tutte per scopo primario l'assistenza degli emigrati, pure in realtà sono nella maggior parte altrettanti segretariati pei nostri connazionali.

Nell'Argentina, ad esempio, cioè nel primo campo aperto ai Salesiani in America e dove fin dal 1875 D. Bosco invìava i suoi primi Missionari appunto perchè commosso dai bisogni di moltissimi nostri connazionali, su diecimila alunni dei collegi, esternati ed oratori salesiani, più della metà sono italiani o figli d'italiani. La lingua italiana insegnavasi in tutte le case salesiane della Repubblica, ancor prima che ne fosse reso obbligatorio l'insegnamento. In tutte le chiese o cappelle pubbliche salesiane (ognì istituto ha la sua) oltre due terzi dei fedeli che vi accorrono sono italiani. Nella sola parrocchia della Boca, uno dei sobborghi di Buenos Aires, di 8o.ooo fedeli appartenenti a quella parrocchia, più di sessantamila sono italiani; nella Parrocchia di S. Carlo in Almagro, pure a Buenos Aires, di 73.000 abitanti, altri cinquantamila sono italiani. La Colonia Vignaud presso Cordoba, e le circostanti Colonie italiane in largo giro, sono assistite interamente dai Salesiani. Così pure in tutti i centri assistiti dai Salesiani, e in molti altri ancora, è popolarissimo il "Cristoforo Colombo " periodico settimanale scritto in italiano, che si pubblica dai Salesiani di Rosario. E questo, tutto nella Repubblica Argentina.

Ancorchè adunque l'Opera dei Salesiani all'Estero non abbia dappertutto l'ufficio diretto nè le denominazioni delle varie opere di assistenza per gli emigrati, tuttavia ovunque promuove, come meglio può, il loro vantaggio, nè manca di interessarsene apertamente ove i bisogni lo richiedano e le circostanze lo permettano. Giacchè, è pur necessario confessarlo, all'Estero il lavoro a favore degli emigrati in alcuni luoghi è appena tollerato, e in altri richiede somma prudenza e assoluto silenzio per riuscire a qualche cosa.

E per questo, che con la più viva gioia dell'animo noi registriamo questa volta la fondazione compiuta di un nuovo Segretariato del popolo nella Repubblica Argentina, e precisamente a Buenos Aires, per opera di quei nostri confratelli e a favore degli immigranti europei specialmente italiani. Eccone l'annunzio testuale:

Segretariato del Popolo PER GLI IMMIGRANTI EUROPEI specialmente Italiani.

È instituito presso la Chiesa di Mater Misericordiae (Buenos Aires, Calle Moreño 1669) un Segretariato del Popolo per gli Immigranti Europei, specie italiani, sotto gli auspici delle Autorità Argentine e Italiane e per secondare l'interesse che il Sovrano Pontefice Pio X manifesta verso questi suoi figliuoli lontani.

Il Segretariato ha per iscopo di offrir gratuitamente tutela e consiglio.

Aiuterà gli immigranti colla corrispondenza, trattando a loro favore colle autorità, colla ricerca dei documenti, ecc., mettendosi a questo fine in relazione colle Autorità Italiane preposte all'emigrazione e colle autorità locali preposte all'immigrazione.

Farà quanto può per cercare impiego a quelli che possono testificare la loro condotta o capacità per mezzo di buoni documenti e dirigerà a professionisti di fiducia, avvocati, notai, medici, ecc. coloro che ne avessero bisogno.

Ricercherà tutte le notizie ed informazioni che possano tornar utili agl'Immigranti e ne farà pubblicazione in apposito Bollettino.

La sede centrale del Segretariato si trova presso la Chiesa « Mater Misericordiae ». (Buenos Aires, Moreno 1669) e ne sono succursali tutti i Collegi Salesiani della Repubblica.

I Rdi. Sacerdoti D. Giovanni Albertinazzi e D. Serafino Santolini, addetti alla stessa Chiesa, sono incaricati dell'Opera del Segretariato.

L'uffizio è aperto ogni giorno feriale dalle 2 alle 4 pom.

Tutti i giovedì, alla stessa ora, si attendono gli Immigranti Polacchi.

Gli addetti al nuovo Segretariato di Buenos Aires, a mezzo di appositi fogli réclames, pregano vivamente i RR. Parroci, Superiori di Seminari, negozianti, impresari e così pure le buone famiglie della Repubblica, che abbisognassero di persone di servizio o lavoratori di fiducia, a volersi dirigere alla Sede Centrale del Segretariato del popolo. - E noi ripetiamo la stessa preghiera, nella fiducia che quanti nell'Argentina leggono e ricevono il nostro Bollettino italiano , avranno presente questo mezzo, facile ma potente, di giovare a molti nostri emigrati (1).

(1) Secondo le statistiche dell'ultimo numero del Bollettino dell'Emigrazione, edito dal R. Commissariato dell'Emigrazione (anno 19o6 n. 7) l'emigrazione italiana nell'Argentina negli ultimi tre anni ebbe un crescendo accentuato: infatti gli emigranti nel 1903 furono 43.915 - nel 1904, 51.779 - nel 1905, 86.158. « I Patronati fin qui istituiti in Argentina (leggiamo nel cit. Boll. pag. 113) sono quelli di Buenos Aires, di Cordoba e di Paranà, né dallo scorso anno ne furono fondati di nuovi, sebbene pur in altre parti della Repubblica siano numerosi nuclei italiani, alla tutela dei quali potrebbero utilmente cooperare sodalizi locali di Patronato ». Quarto pertanto in quest'opera eminentemente caritatevole e sociale si è schierato il nuovo Segretariato del Popolo fondato dai nostri Confratelli di Buenos Aires, al quale auguriamo cordialmente che possa riuscire a sviluppare la sua attività nel campo importantissimo del collocamento a lavoro.

BRASILE

Una breve missione tra le Colonie italiane di Rio das Antas nello Stato di Rio Grande.

(Lettera del Sac. Della Via, Salesiano). Lorena, 4 maggio 19o6. REVERENDISSIMO siG. D. RUA,

Non le avrei mai inviato questa mia relazione di una gita-missione tra i Coloni Italiani di Rio Grande, se il mio Ispettore non m'avesse incoraggiato dicendomi che avrei fatto cosa gradita alla S. V. R.

Come le ho detto, la mia fu una gita-missione. La chiamo gita, perchè mi fu accordata per particolari convenienze di salute e di famiglia ; ma fu pur missione e molto fruttuosa e consolante. Da vari anni era atteso da alcuni parenti dimoranti oltre Porto Alegre e pressantemente invitato da un parroco di quelle lontane colonie a recarmi in quei luoghi a fare un po' di bene. E finalmente vi andai.

Il viaggio fu gratuito, mercè la bontà d'un egregio comandante, che mi scelse qual suo pilota! Fu un tratto di gentilezza squisita, e solo due giorni dopo la graziosissima offerta, io partiva da Nictheroy e mi trovava in mare ammirando la bella costa del Sud, in rotta per la città di Rio Grande. Come fu splendida la Divina Provvidenza nella creazione del Brasile. Quante e quali bellezze ! che grandiosi panorami ! Seduto od in piedi vicino al comandante che con amabilità mi faceva da cicerone, io non lasciava di esclamare : - Quale magnificenza ! - Nell'ultimo Congresso tenutosi in Rio Janeiro, un bell'ingegno, parlando della baia di Guanabara, diceva. « E' creação de Deus num momento feliz ; fu creata da Dio in un momento felice. » E davvero se il Signore fu felice in tutte le sue opere, in tutti i punti dell'immenso Brasile mostrò che sono inesauribili le sue ricchezze.

Il viaggio di mare, eccellente, durò 6 giorni ; toccammo i porti di Santos, Itajay, Paranaguá, Antonina., São Francisco, Florianopolis e per ultimo quello di Rio Grande.

La città di Rio Grande, già bella ed industriale, da qui a qualche anno colla riforma del porto che per ora è molto pericoloso, crescerà assai in grandezza e commercio.

Corsi all'Istituto Salesiano, dove ricevetti la più lieta ospitalità fraterna. Ma che povero Collegio ! Non sapeva darmi ragione del suo poco sviluppo in sei anni di vita. Me lo spiegò poi l'eccellente direttore, uomo di merito e di talento, me lo spiegarono i buoni Gesuiti, la cui opera, grande in tutti i punti del mondo, diminuisce sempre più nella città di Rio Grande. Ne parlai anche in Porto Alegre all'Eccellentissimo Vescovo diocesano che mi rispose come rispondono i Santi : - E' opera del Signore!

Da Rio Grande a Porto Alegre vi sono ancora 26 e più ore di mare : dovetti cambiar piroscafo, ma la squisita gentilezza dell'egregio Comandante che mi aveva guidato a Rio Grande mi ottenne sul Prudente de Moraes un biglietto di prima classe, ove fui accolto festosamente. Compii quest'ultimo tratto di navigazione durante la Notte del S. Natale. Come mi spiacque di non aver un altare per celebrare a bordo del piroscafo che filava tranquillamente sulle placide onde della grande Lagoa dos patos. Ma verso le 10 del mattino eravamo già in vista della capitale dello Stato, una bella città adagiata in forma di anfiteatro ; e poco dopo, fatti i soliti convenevoli coll'ufficialità ed i compagni di viaggio, io poteva entrare nella chiesa della Madonna del Rosario per celebrarvi la santa messa. Il Parroco mi accolse come un fratello e : - Permetta, mi disse, che approfitti di lei. Sono troppo stanco: ho celebrato due messe, ho predicato due volte, ho confessato.... non ne posso più, faccia il piacere di dir la terza messa ed io predicherò. » Può immaginarsi con che piacere accettai. E davvero quel buon sacerdote era estenuato, gli si vedeva la stanchezza dipinta sul volto, ma al Vangelo, ricevendo dal Cielo l'inspirazione e dallo zelo la forza, cantò ancora lungamente e con ampia vena oratoria le glorie del Celeste Bambino.

Verso le Colonie - Caxias - Nuova Trento - Rio das Antas.

Non m'indugiai nella capitale, ma ottenute da Mons. Vescovo tutte le facoltà necessarie per fare un po' di bene, risalii per quindici ore il fiume Cahy sopra di un piccolo vaporino. A São Sebastiào, punto centrale delle colonie Allemanne, attese dai PP. Gesuiti che vi hanno parocchie ed un seminario, trovai già alcuni miei parenti ansiosi di vedermi. Dopo una semplice stretta di mano, come fanno i veneti con tutta semplicità, montammo a cavallo e via, ora al passo , ora al trotto. Ben cento chilometri ancor si dovevano fare. « Coraggio ! mi dicevano, ci fermeremo poche ore durante due notti ed al terzo giorno verso le undici arriveremo ! » Temeva che la mia gita si cambiasse in una corsa penosa : ma invece arrivai a vedere stanchi gli altri senza punto stancarmi. Nel viaggio, la voce: quel sacerdote è un salesiano ! correva di bocca in bocca, e molti vennero a salutarmi. Chi mi diceva : Io ricevo il Bollettino!... e chi si stimava felice di mostrarmi i libretti delle Letture Cattoliche alle quali era abbonato.

Ecco finalmente Caxias, la prima e la più prospera colonia italiana. Le case son già di mattoni, la chiesa è bella e spaziosa, frutto di grandi sacrifizi di quei bravi coloni. Visitammo il buon Parroco, che mi invitò a mensa. Arrivò poco dopo un zelante Camaldolese che gli fa da coadiutore. Questi, quando mi seppe Salesiano, non cessava di dirmi

- Amo molto i Salesiani, che venero come uomini provvidenziali ! - E il bravo religioso ama davvero le Opere di D. Bosco.

Dopo due ore di meritato riposo, ci rimettemmo a cavallo per arrivare alla Colonia di Nova Trento, prima che il Convento dei Padri Cappuccini si chiudesse. Era mia intenzione di chiedere ospitalità a quei buoni religiosi per poter celebrar la santa messa prima di riprendere il viaggio; e difatti alle ore 2o battemmo alla porta e dal cortesissimo P. Guardiano, il buon padre Teofilo, ottenni la più generosa ospitalità. All'indomani, giorno di sabbato, celebrai la messa della comunità, ammirato del fervore dei numerosi novizi e scolastici. Quei buoni religiosi hanno un'estesa parrocchia amati e riveriti dai buoni coloni, i cui dialetti tanto bene impararono, lavorano indefessamente. Sono in relazione coi Salesiani di Torino e cercano di propagar le nostre Opere per mezzo del Bollettino.

Verso le 7, accompagnato dal P. Guardiano che a tutti i costi volle gentilmente far con me un tratto di via, ci dirigemmo verso le Colonie di Rio das Antas. In tutto il percorso non udimmo altro linguaggio che il dialetto veneto e tirolese, ad eccezione di poche parole in Milanese e in Mantovano.

Liete accoglienze - Scene di fede - Quanta miseria ! - Poveri coloni !

Era ornai vicino alla mèta, quando si levò da diversi punti uno schioppettio non interrotto come quello di cacciatori inseguenti una preda ; eran le originali campane di quei siti, che annunziavano il mio arrivo e conseguentemente, pei giorni seguenti, la celebrazione del S. Sacrifizio. Molti, i più vicini della chiesuola, mi venivano incontro, col saluto cristiano : Sia lodato Gesù Cristo! Il veneto è uscito dalle sue terre, conservando la fede, nonostante le mille occasioni di perderla.

Colà non trovai che Veneti, Mantovani e Friulani. Spinti dalla necessità, abbandonarono la patria in cerca di pane : ma se difficile e dura era la lor vita in Italia, più dura e più difficile l'han trovata qua i poveretti !

Giunsi alla méta l'ultimo giorno dell'anno, e mi fermai fino al 14 gennaio. Furono quindici giorni di missione. Il buon parroco, che non può visitare quelle colonie più di una volta all'anno, mi die' egli pure tutte le facoltà, invitandomi anche alla sua chiesa per la predica dell'Epifania.

Oh come è buono il Signore ! Quante consolazioni non ebbi in quei dì ! Venivano di lontano facendo tre, quattro e più ore a cavallo od a piedi, per assistere alla S. Messa ed accostarsi ai SS. Sacramenti. E molti poveretti compivano il viaggio colla scorta di un semplice pezzo di pan duro, perchè non avevano il danaro per comperarsi il companatico....

Nelle feste rivolgeva a tutti la divina parola, esortandoli alla concordia ed a soffrire tante privazioni per amor di Dio. Che altro può fare un Missionario ?... Contenti mi ascoltavano ; non pochi piangevano. Dopo la messa impartiva a tutti la benedizione di Maria Ausiliatrice.

Ebbi sempre del lavoro. Uno m'invitava a benedire la sua casa dove non era ancor entrato un sacerdote, quegli mi chiamava per un ammalato, chi voleva una benedizione, un altro mi chiedeva una speciale preghiera per le loro campagne.

Cari italiani ! la fede li sostiene ; tutte quelle famiglie son veramente venerande, fatte pochissime eccezioni. Insegnano ai figliuoli la dottrina cristiana, pregano tutte le sere prima di coricarsi, ed alla domenica si radunano nella piccola cappella di legno per recitare il Rosario.

Ma anche la povertà fra loro è grande e in molte parti confina colla miseria. Abbandonarono la patria ingannati forse da chi parlava con troppo entusiasmo di questi lontani paesi ; e qui ebbero dal Governo un pezzo di terra più o meno esteso che dovettero poi pagare, ed ora vivono segregati senza facilità di comunicazioni, con cui solo potrebbero campare col prodotto delle loro terre. Alcuni negozianti di Porto Allegre abusano delle loro strettezze : e i poveri coloni dispersi in mezzo alle campagne non sanno a chi rivolgersi per una legittima difesa. Per questo, molti non posseggono il becco d'un quattrino, e meno male se non ne avessero bisogno ! Ma colle lagrime agli occhi, mi contavano che dopo un anno di lavoro, erano costretti a vendere il granoturco a 15oo reis al sacco, mentre, altrove, un sacco si paga 6ooo, 8ooo ed anche 1oooo reis ; che il vino, che a loro poveretti costa tanto lavoro e tante spese, non lo poteano vendere a più di 1oo reis alla medida come essi chiamano le quattro bottiglie e così via via ; e intanto per vestirsi un poco da cristiani, devono pagare un occhio, obbligati perciò a far debiti (1).

Anche le terre non sono generalmente le più fertili, nè possono coltivarle come facevano in Europa, perchè son quasi tutte sul declivio di monti, e piene di pietre. Questa è la ragione, per cui il colono fa quasi sempre la vita delle tribù nomadi ; oggi è qui e domani vende per andar altrove!

Quest'anno quei poveretti avevano avuto le biade bruciate dal sole troppo cocente. Mentre negli Stati di Rio Janeiro, S. Paolo e Minas Geraes piovette e pioveva tanto da produrre inondazioni spaventose, i poveri coloni di Rio Grande supplicavano il cielo, che da quattro mesi non si apriva, a dar loro qualche pioggia refrigerante. Oltre la siccità, in molte parti ebbero il flagello delle locuste che divorarono tutto. Ma come dovetti ammirare la fede di quei coloni ! In una riunione essendo appunto questo flagello l'argomento della conversazione, uno mi diceva : Siamo provati, ma lo meritiamo!....

A questa miseria, aggiunga, amatissimo Padre, l'esigenza di tributi annuali, ed altre esigenze dalle quali pur non possono dispensarsi. Se si conoscessero le pretensioni di certi medici, che non istudiarono mai medicina e che con 200.000 reis annui comprano il diritto di professione, si darebbe un grido di orrore l.... Motivo per cui, quando è ammalato, il povero colono si mette interamente e unicamente nelle mani di Dio !

Il giorno dell'Epifania, lasciai la chiesina di legno, testimone di tante consolazioni, per dirigermi ad Antonio Prado, centro e parrocchia. Son quattro ore a cavallo. Il buon prevosto, Don Angelo Donato, pastore veramente zelante e Cooperatore Salesiano, mi ricevette come fratello ed amico. Con gioia l'aiutai nelle molteplici confessioni ed alla messa del gran giorno parlai commosso ad un popolo numeroso. In quel dì pronunciai la mia prima predica nella bella lingua italiana. Veramente, dopo quindici anni, era contento di ritrovarmi come in un canto della nostra carissima patria.

L'ultimo giorno di permanenza alla colonia, dopo di aver celebrato e detto un sermoncino di addio, data ancor una volta la benedizione della nostra cara Madonna e preso un po' di cibo, diedi l'ultimo saluto ai parenti ed amici e mi allontanai commosso senza voltarmi più indietro per non vedere le lagrime che in quel momento uscivano spontanee dagli occhi di tutti. Quanto bene si potrebbe fare, se la scarsità del personale non vietasse ai Salesiani di visitare periodicamente tante colonie italiane, ove la visita di un sacerdote è sempre una benedizione.

Dopo due giorni ed una notte a cavallo, per la via del fiume arrivai a Porto Alegre. Qui dovea aspettar qualche giorno prima di riprendere il viaggio, e i buoni Cappuccini che dirigono il Seminario, mi accolsero come uno di loro. Approfittai di questo tempo per visitare i Collegi ed esternati dei PP. Gesuiti, in città ed in San Leopoldo, dove l'opera loro sorge maestosa. Volli eziandio aver un'idea dei grandi Collegi femminili diretti dalle Suore Francescane e degli Ospedali da esse serviti e n'ebbi ottima impressione. Tutti poi mi parlavano della nostra opera di Nictheroy. Chi lodava il grandioso monumento alla pietosissima Ausiliatrice, chi cantava le lodi del nostro almanacco che in queste parti ricevono a centinaia, chi mi narrava conversioni ottenute per mezzo delle Letture Cattoliche, chi portava alle stelle la disciplina, il buon ordinamento e il progresso del nostro caro Collegio, e chi si rallegrava di quanto avevamo fatto per l'Immacolata nelle sue feste giubilari.

Finalmente, dopo di aver ossequiato e ringraziato Mons. Vescovo, collo stesso piroscafo ed alle stesse condizioni, ripartii per Rio Grande, proprio il giorno di S. Francesco di Sales, nostro patrono, e di là mi avviava a Nictheroy, che doveva abbandonar poco dopo per trasferirmi a Lorena.

Ecco, amatissimo Superiore, quanto volea dirle. Gradisca gli ossequi del sig. Ispettore, e insieme con lui benedica pure il

Suo dev.mo figlio in Gesù C. Sac. SANTE DELLA VIA.

(1) Poco fa, anche il Regio Commissariato dell'Emigrazione (ved. fascicolo cit. pag. 1oo) constatava che appunto nel Brasile « in quella vasta regione, nella quale pure si accentua il nucleo più cospicuo della popolazione italiana all'estero (oltre un milione) le condizioni dei nostri connazionali, soprattutto nello Stato di S. Paolo, sono divenute, per un complesso di ragioni e circostanze economiche ben note e che tuttora rimangono, miserevoli e disagiate...» le quali (pag. 107) « rendono necessaria un'opera attiva e continua di assistenza a cui insieme coi consoli, possono e debbono concorrere istituzioni di Patronato. » Sino dai primi mesi della sua istituzione, il R. Commissariato rivolse fortunatamente la sua attenzione agli Italiani colà stabiliti ; e, lottando con gravissime difficoltà, ha iniziato un'impresa di molteplice assistenza , altamente commendevole. Possa veder l'opera sua coronata di lieti successi !...

Una lettera del R. Console di Pernambuco.

ALL'ISPETTORE delle Case Salesiane del Brasile del Nord, Sac. Lorenzo Giordano, fu inviata la seguente, che siamo ben lieti di pubblicare.

R. CONSOLATO D'ITALIA N. 292

Pernambuco, 31 maggio 19o6.

R.MO SIGNORE,

Mi pregio di comunicare alla S. V. Rev.mo, che avendo fatto conoscere al R. Ministero degli Affari Esteri l'ottima impressione da me provata nel visitare le diverse istituzioni salesiane dello

Stato di Pernambuco, esso mi ha autorizzato a dar, in suo nome, una prova di benevolenza a tali istituzioni, mediante un concorso di lire italiane 400 alla sottoscrizione aperta in favore del Collegio di Jaboatào....

Sono stato ben lieto di poter richiamare l'attenzione del R. Governo sulle benemerenze che i Salesiani si sono acquistate promovendo in questo Stato una serie di utili istituzioni, di cui, ne son certo, potranno avvantaggiarsi anche i figli dei nostri connazionali.

Il R. Console

G. MARCHIORA.

NEGLI STATI UNITI

Sacra Missione ad Albany New-York.

La domenica 13 maggio nella chiesa francese, gentilmente offerta per la circostanza, ebbe termine la S. Missione per gl'italiani dimoranti in Albany, incominciata il 29 aprile scorso dai nostri Missionari Don Michele Borghino e Don Innocenzo Montanari.

Il P. Giuseppe Simeoni, del Collegio Italo-americano, che attende con zelo instancabile all'assistenza religiosa di quei nostri connazionali, può dirsi lieto della fedele corrispondenza e dei felici risultati dell'esemplare colonia Albanese. Poichè con edificazione di tutti, la missione cominciata splendidamente, procedette con crescente entusiasmo, sia per l'abbondanza del popolo, che per l'intervento assiduo ed edificante a tutte le sacre funzioni. Rallegramenti e incoraggiamenti sinceri a quei bravi Italiani.

Ai divoti del S. Cuore di Gesù.

Con rescritto delle S. Congregazione delle Indulgenze, 16 giugno u. s., il S. Padre Pio X ha concesso 30o giorni d'indulgenza, da lucrarsi una volta al giorno da quelli che reciteranno la seguente

PREGHIERA AL S. CUORE DI GESÙ.

O Cuore Santissimo di Gesù, spandete a larga copia le vostre benedizioni sopra la S. Chiesa, sopra il Sommo Pontefice e sopra tutto il Clero; date ai giusti la perseveranza, convertite i peccatori, illuminate gli infedeli, benedite i nostri parenti, amici e benefattori, assistete i moribondi, liberate le anime del Purgatorio e stendete so tutti i cuori il dolce impero dei vostro amore. Cosi sia.

Con lo stesso rescritto è concessa indulgenza plenaria a quelli che avran recitato la suddetta preghiera per tutto un mese, e ciò nel giorno in cui, accostandosi ai SS. Sacramenti della Confessione e Comunione, faranno qualche preghiera secondo l'intenzione del S. Padre.

Dalle Mìssioni

Patagonia Centrale

La Missione del Chubut.

(Relazione del Sac. Bernardo Vacchina).

Rawson (Chubut), aprile 19o6. AMATISSIMO E REV.MO SIG. D. RUA,

Già altre volte per assecondare i desiderii di V. S. R.ma, mi accinsi a darle relazione delle cose nostre in questa vastissima missione, e mai, per differenti motivi, mi fu possibile arrivare ad una conclusione.

Stavolta però, son proprio risoluto di riuscirvi a qualunque costo. Solo non mi neghi la sua indulgenza, perchè a più riprese, e quasi direi a strapponi, non è davvero possibile fare della letteratura.

Ed incomincio proprio ab ovo, colla scorta del Diario della Missione per essere più fedele ed esatto, come già feci nel resoconto ufficiale spedito al nostro Vicario Apostolico, S. Ecc. Rev.ma Mons. Giovanni Cagliero.

« La Cruz del Sur » - L'Oratorio festivo - Una messa novella - Una prova dolorosa.

Arrivammo sul campo di nostre fatiche, il 3 dicembre 1904, festa di S. Francesco Zaverio, il grande patrono dei missionarii.

Un mese lo spendemmo nei trambusti di assesto e il I gennaio 19o5, le nuove scuole professionali salesiane del Chubut potevano già funzionare con regolarità ed ordine, come tutto il resto (1).

I locali veramente non sono spaziosi ; non vi ha turba multa di apprendisti, non si ode il fischio della vaporiera, nè il frastuono delle segherie elettriche, nè l'assordar dei martelli sulle incudini, e nemmeno vi si scorge quell'attività propria delle nostre scuole di mestieri ; ma vi ha tanto da rappresentare una Casa salesiana nei bei primordii della nostra Società.

Degli studenti non ve ne sono ancora ; perchè qui, in gennaio, si è in piena vacanza autunnale. Ma la Cruz del Sur sparge frattanto a' quattro venti l'invito all'Oratorio festivo ed il programma per l'internato per orfani indii, o poveri, e l'esternato per tutti nel prossimo anno scolastico.

Il Bollettino ha già fatto sapere a' nostri cooperatori che La Cruz del Sur è il nostro periodico, l'unico del Chubut, che si scrive, compone e stampa nella casa centrale di questa missione fin dal gennaio 19o5, e, per dir tutto, aggiungerò che ha trovato subito molte simpatie, ed incoraggiamenti rispettabili, per cui speriamo, si Deus adsit, che potrà produrre del gran bene.

Ma i ragazzi, malgrado inviti sì ripetuti e pressanti noti vengono ; ogni festa vi sono le corse dei cavalli ! i calori soffocanti e le fresche acque del mare vicino e del vicinissimo Chubut, li invitano a guizzare nell'onde come i pesci. Bisognerà inventarne qualcheduna strabiliante !... Si fabbricano dodici marionette spaventosamente grottesche e sulle pareti di qualche strada, a caratteri da speziale, compare il cartellone d'invito ad una rappresentazione di burattini, che minaccia d'essere strepitosa. E tosto accorrono i fanciulli, ridono a crepapelle e l'Oratorio è definitivamente inaugurato e numeroso.

Intanto arriva da Buenos-Aires un chierico, maestro patentato.... Un maestro patentato, nel Chubut, non è cosa ordinaria; e sulla Cruz del Sur fu annunziato a suono di gran cassa... Di volo, dirò che questo caro chierico è un frutto della nostra casa di Viedma, ove s'educò fin da bambino... e che egli al presente s'è proposto di fare per gli altri, quello che altri fecero per lui, e non ci riesce male.

In marzo, aprivansi le scuole con timore di non essere corrisposti ; ma fu vano timore ; poichè fra le 30 scuole governative e particolari, esistenti al Chubut, le nostre sono le più frequéntate e numerose.

Un po' di spinta ai nostri affari la diede pure il nostro confratello sacerdote, D. Giuseppe Ciolfi, nativo del Chubut. Io lo preparai alla prima Comunione nel 1893 ; nel 1895 fu raccomandato alla nostra casa di Almagro, dove si decise per lo stato ecclesiastico ; e venne qui, dopo tanti anni, per visitare la sua famiglia e cantare per la prima volta la S. Messa e fare una predica nel paese di sua infanzia. La curiosità, la contentezza di questa popolazione, specialmente degli Italiani, la lascio alla considerazione sua. E il primo prete del Chubut ! E pro missa bene cantata s'ebbe un modesto banchetto, coll'intervento delle principali Autorità, della famiglia Ciolfi e varii amici. Tutti si rallegrarono con lui per la sua abilità oratoria, e veramente la sua predica fu bella e piena d'unzione.

Ma, extrema gaudii luctus occupat, e pochissimo dopo, quasi all'indomani della gioconda festa, annegava nel vasto Chubut l'indimenticabile confratello Bonino. Vi era andato col carro a toglier acqua per uso di casa. Quindi possiamo dire noi pure : aquam nostram pecunia bibimus!...

Io attendeva a non so più quale faccenda domestica, quando ricevetti l'infausto annunzio ; e così com'era, cioè male in arnese, corsi al fiume. Tutta la popolazione vi era già accorsa, e ne gremiva la spiaggia, di dove, anch'io contemplava intontito il cavallo annegato e il carro travolti dalle onde. Il confratello non compariva. Poco dopo arrivarono gli altri di casa, sbalorditi e piangenti. Nessuno rimase inerte, ma il confratello non si potè trovare. Per ben sei giorni, taciturni, tristi ed ansiosi, percorremmo le sponde del fiume in tutte le direzioni, in cerca delle care spoglie ; e finalmente ci si disse che il cadavere galleggiava presso il mare : si corse, si trasse alla spiaggia, aveva la camicia sbottonata col S. Crocifisso e lo scapolare sporgenti. Il caro confratello, nei supremi momenti, senza dubbio aveva cercato conforto in Gesù Redentore e nella benedetta sua Madre, ultima speranza. Tosto le campane incominciarono il loro lugubre pianto ; gli amici e i conoscenti si riunirono, e, terminate le formalità legali , veniva con pio accompagnamento trasportato all'ultima sua dimora. Il suo cadavere era perfettamente riconoscibile, non fetente, nè ispirava il ribrezzo solito degli annegati.

Oramai anche la missione del lontano Chubut ha il suo quasì battesimo di sangue ; che sia feconda semenza di generosi missionarii ! Ne abbiamo bisogno... Il Bonino era semplice, pio, laborioso e docile : nel giorno stesso di sua morte , s'era confessato ; aveva pure parlato con me delle cose sue mostrandosi contento e ben animato. Dio lo volle con sè; Egli ce lo aveva dato. Pazienza !

Non devo tacere delle molte visite di condoglianza ricevute e delle gentili premure usateci da tutti, incominciando dalle principali autorità. Magra consolazione per sì crudele perdita, davvero ; ma che pure ci diè a conoscere l'animo della popolazione verso di noi e ce la rese più affezionata.

(1) LA MISSIONE DEL CHUBUT, fondata nel 1892, diede subito frutti consolanti : ma coi nuovi rinforzi di personale inviati sul finire del 1904 - quantunque ancora affatto inadeguati al bisogno - prese, come già annunziammo, uno sviluppo maggiore. E di questo sviluppo c' intrattiene la presente relazione del Superiore di quella missione, al quale (osiamo farlo pubblicamente) facciamo viva istanza d'inviarci con qualche premura i curiosi episodi da lui appresi sui quattro più grandi. personaggi storici dell'antica Patagonia, cui egli accenna nella relazione.

Feste pasquali e feste patrie - La consegna di una decorazione pontificia.

Non tardarono ad arrivare le feste pasquali ; ci impegnammo che riuscissero splendide e proficue. E riuscirono splendide, potrei dirlo, ma non furono troppo proficue. Anche i nostri cari Italiani, per cui ci spendiamo tanto volentieri, furono restii. Poveretti ! vengono a queste regioni per trovare l'America, e magari la trovassero ! Però più spesso non ci hanno guadagno di sorta ; ci perdono molto, anzi tutto ; perchè perdono la fede, e, con questa, anche l'anima....

Dopo le feste pasquali ricorrono quasi subito le feste civili di questa nostra seconda patria. Sono atti solenni, sfarzosi, popolari, pubbliche gioie, e, fortunatamente, sempre con nota religiosa. Quest'anno poi, dovevano essere più splendide, poichè le aveva scelte per consegnare a questo nostro sig. Governatore un'Onorificenza Pontificia, benignamente concessa, nel settembre del 1904, da S. S. Pio X.

Il 25 maggio, precipua festa civica, malgrado la stagione uggiosa, spuntò pieno di splendida luce e con tepori di primavera. La chiesa era gremita di persone d'ogni età e ceto ; ed in capo a tutti, in appositi sedili, stavano le alte autorità, i tribunali, gli ufficiali, un vero esercito di impiegati convenuti pel canto del Te Deum. Montai sul pulpito per l'orazione patriottica. Il sacerdote cattolico non è straniero in nessun paese del mondo ; dovunque può con sentimenti, pensieri e parole spontanee e naturali, di proprio diritto, magnificare le grandezze di Dio verso i popoli a lui affidati. I solenni apparati poi, la turba magna, le bandiere sventolanti, tutto un ambiente saturo di patriottismo, e nella casa di Dio, sono circostanze valevoli ad infiammare i cuori più apatici, il temperamento meno entusiasta.

E voglio dire, che l'orazione fu sentita, calda, e che, senza mancare alla sacra Maestà del Signore delle Nazioni, anzi, tutta bontà sua, potè soddisfare l'amor di patria dei presenti e far comprendere che beatus populus cuius Dominus, Deus eius. Così almeno traspariva dal volto di ognuno ... Era pure arrivato il momento di parlare dell'accennata Decorazione Pontificia e farne la consegna. E pochi momenti dopo l'aurea Croce risplendeva sul petto di S. E. il sig. Governatore. Lo stupore e la commozione di tutti non riesco a descriverla : ricorderò solo, che la consorte del favorito, piisssima donna, pallida pallida, cogli occhi inondati da soavissime lagrime, stentava a sorreggersi. E sia benedetto il Signore, se anche in questi ultimi lembi del mondo, una semplice onorificenza del Papa è tenuta in tanto pregio, e sveglia tanta commozione e sì profondi affetti di gratitudine !

Dopo le funzioni religiose, seguono le civili nel palazzo del Governo, ed anche noi vi prendemmo parte colla banda, e poesie e discorsi declamati dai nostri alunni. La Missione ha molto guadagnato nell'amore e nella stima di tutti : fu la nota marcata del giorno.

Risveglio di pietà - La chiusura dell'anno scolastico.

Ora dovrei dirle della nostra predicazione nel mese del Sacro Cuore di Gesù : dei trionfi della sua dolcissima clemenza su anime da lui lungamente lontane ; ma, per ora, è questo per me un campo vietato. Si conchiuse colle Sante Quarant'Ore, e fu gioia grande per noi e per i cattolici fervorosi, vedere Gesù nel Sacramento del suo amore, circondato di tanto affetto e riverenza, in un territorio con tanti eretici. Infatti se in questa parte della missione, v'è maggior frequenza di Sacramenti, e spira un alito di più viva pietà, si deve certamente a questa pratica salutare (1).

Venne la fine dell'anno scolastico : e alla presenza del Governatore e di altri personaggi si tenne per la prima volta la Gara Catechistica e fu ben riuscita ; poi man mano gli altri esami, e tutti a modo, cosicchè ci assicurarono per le scuole un miglior avvenire. E fu per così grandi

favori ricevuti dalla Divina Provvidenza che il Te Deum cantato nei tramonto dell'anno 19o5, alla presenza delle Autorità, di tutta la nostra comunità e di gran popolo fu sommamente cordiale e spontaneo.

(1) Nel Chubut e nella Patagonia Meridionale vi è stata anche in questi ultimi anni una forte immigrazione di protestanti.

L'Ospedale del Buon Pastore - Episodi edificanti.

Ma è tempo che passi ad altre nostre opere, e prima all'Ospedale del « Buon Pastore. »

Devo subito dire che costrutto fin da principio con questo scopo, sebbene piccolo, e pel momento per soli uomini, pure risponde al bisogno per le eccellenti qualità di spazio, ventilazione ed igiene, meglio ancora di quello di Viedma. E gran lode si merita il nostro D. Mario Migone, che lo edificò non senza gravissime difficoltà e sacrifizi personali. Io non ebbi a far altro che darvi l'ultima mano, e mi toccò l'onore dell'inaugurazione. Aperto, non mancarono mai ammalati d'ogni qualità e religione, ma tutti ne escono sani d'anima e di corpo. Fra i primi, vi fu un giovanotto olandese, protestante presbiteriano. Così diceva lui, ma esaminato, non ne sapeva nulla. Il Ch. Cresta, fin dal primo giorno del suo arrivo, diventato infermiere, se lo prese in cura. Si sa che col corpo si pensa anche all'anima, e siccome non aveva dei vieti pregiudizii da distruggere, in un mese fu convertito, battezzato nuovamente sub conditione, cresimato, e munito degli altri sacramenti, con grande letizia sua e nostra. E seguita ad essere buon cristiano e caldo panegirista della missione.

Poco dopo entrarono nell'Ospedale due indii adulti, infedeli ed in gravissimo stato. Un giorno, mentre col catechismo indio del nostro D. Milanesio, faceva l'istruzione ad uno, l'altro incominciò a ridere sgangheratamente. I miei farfalloni in lingua tehuelche lo esilaravano. Quest'indigeno è molto intelligente : da lui ho saputo episodii curiosissimi di Calfucúra, Namuncurà, Sayhueque e Foyel, i quattro personaggi storici della Patagonia, e non mancherà occasione di parlarne. Nel battesimo fu chiamato Domingo, in ossequio ad una famiglia di Napoli, molto benemerita del Chubut; l'altro battezzato fu chiamato Valentin. Tutti e due poterono ricevere colla Cresima anche la S. Comunione.

Le autorità ci mandarono più tardi uno Svizzero. In una taverna di campagna, dopo d'averlo legato ed obbligato a trangugiare non saprei che sorta di beverone, alcuni l'avevano svaligiato, lasciandolo poi libero, ma quasi impazzito. Fu curato con ogni diligenza nell'anima e nel corpo, e scoperta la trama, aiutati del medico, gli facemmo restituire il suo danaro e le sue vestimenta.

Ancora un ricordo e basta. Un tale, con fredda premeditazione e spaventosa calma, quasi senza perchè, squarciò il ventre d'un amico con nove pugnalate. Nel carcere, insofferente d'ogni disciplina, provocò ripetutamente la sentinella, che, sparatogli senz'altro il mauser in faccia ed a bruciapelo, gli strappò tutta la mandibola inferiore. La testa gli s'era gonfiata mostruosamente, la bocca pareva una sanguinolenta caverna. Pezzo per pezzo gli si tolse la lingua nera ed impudridita, e finì di parlare ; al presente mugola suoni inarticolati ed indecifrabili. Tre volte al giorno è mestieri pulirlo e disinfettarlo. È un'operazione lunga e ripugnante, ma il nostro D. Cresta non si smarrisce. Cotone, raschietti, dita, tutta sa maneggiare. E ne esce una materia vischiosa e fetida. Tutti rifuggono dal ributtante spettacolo, ma l'infermiere tranquillo sorride e continua sorridente, come se maneggiasse perle e rubini. Dopo la pulizia gli dà da mangiare. Si vorrebbe dire che l'ammalato spalanca la bocca ; ma non l'ha più ; presenta, come un gran condor, il gorgozzule, e l'altro con un imbuto e un tubo di gomma gli fa tracannar liquidi, uova sbattute, e minestrine. Tante cure gli han salvato la vita, e la carità lo fa rinsavire. La religione ha ricuperati già molti de' suoi diritti sulla feroce natura dello sventurato, che s'istruisce volontieri, prega e si dimostra disposto al perdono. Ci arride sicura la speranza di riconciliarlo con Dio, e riabilitarlo alcun po', davanti alla società.

Come vede, l'Ospedale produce i suoi buoni frutti ; ma ci spoglia del nostro, ci fa lesinare su tutto ; si economizza sulla fame e sulla sete, e, malgrado la carità dei pochi possidenti del luogo, bisogna moltiplicare i sacrifizi e prepararci a maggiori penurie, tanto più perchè pochi come siamo, anche quest'anno non mi sarà possibile abbandonare la missione per andare ad elemosinare in Buenos Aires. Ma allegramente che Dio è Dio, e dopo la carestia verrà l'abbondanza! La sospiriamo per ampliare i locali, provvedere le comodità indispensabili e far posto a maggior numero di ammalati derelitti.

Ma... e le missioni ? Vengo a queste

(Continua).

India

Quanta fede e quanti idolatri !

(Lettere del Sac. Giorgio Tomatis al sig. D. Rua). I.

La Settimana Santa a Tanjore.

Tanjore (South India), 17 aprile 19o6.

AMATISSIMO PADRE,

E scrivo per darle nostre notizie. Grazie a Dio, stiamo tutti bene malgrado il caldo che aumenta ogni giorno : però il caldo non ci spaventa quantunque ci faccia sudare dal mattino fino alla sera e dalla sera al mattino. Tutto il resto va abbastanza bene.

D. Biebuyck passa molto tempo nelle scuole e spesso presta il suo concorso per accompagnare il canto durante le funzioni parrocchiali. D. Vigneron ha cominciato un po' di scuola di latino a qualche ragazzo, e di quando in quando va a dir la messa fuori di Tanjore su un carro tirato da vacche, come si usa qui : escursioni che entrano nei suoi gusti di missionario. Il ch. Balestra si occupa specialmente dei ragazzi dell'Orfanotrofio e se la intende benissimo con loro.

Ma poichè voglio dirle anche qualche cosa di speciale, le racconterò come si celebrarono qui le feste di Pasqua. Incomincio dal Sabbato delle Palme.

Verso le tre di quel giorno vedemmo arrivare alla parrocchia molti gruppi di gente. Erano cristiani che venivano dai vicini villaggi, per confessarsi e fare la Comunione pasquale il giorno seguente. I due zelantissimi preti della Parrocchia incominciarono subito ad ascoltare le confessioni. Il numero dei fedeli andò aumentando sempre più, sicchè al cader della notte più di duecento persone erano accampate attorno alla chiesa. I due confessori portarono il confessionale contro un albero sulla pubblica piazza e là al lume della luna continuarono a confessare fino a mezza notte et ultra. Quei che si erano confessati non andavano nulla lontano, ma divisi in piccoli gruppi o per famiglie si procuravano un posto là sulla piazza, senza tende o coperte.

Per noi fu cosa nuova ed interessante il vedere tanta gente sparsa qua e là, e dormir saporitamente. Ci sembrava un vasto campo di battaglia dopo un orribile massacro ; dappertutto gente distesa... ma tutti dormivano saporitamente.

Alle 5 del mattino, quando suonò l'Angelus tutti si svegliarono e inginocchiati per terra, rivolti verso la Chiesa, recitarono devotamente le loro preghiere. Che quadro stupendo! Sono queste le bellezze della nostra Fede, che nella sua semplicità è così spesso piena di sovrumani incanti.

Alle 6 incominciò la Messa. Ebbi la fortuna di esserne il celebrante. Dopo la benedizione delle Palme, mi avanzai, com'è costume, nella chiesa per distribuire le palme benedette al popolo. Due uomini duravan fatica ad aprirmi il passaggio tra quella folla assiepata e devotamente inginocchiata per terra. Stendevano tutti le mani per ricevere il ramo benedetto, lo baciavano con affetto e quindi lo stringevano al seno colla più grande devozione.

Alla Comunione ebbi un'altra dolce sorpresa. Le Sacre Particole che distribuii non furono meno di 400! Al vedere quegli uomini robusti, neri e mezzo ignudi, quelle donne vestite coi più vivi colori e le orecchie e il naso cariche di pendenti e perle ed avella, insomma nella maggior parte tutta gente rozza e senza istruzione eppure ripiena di una fede viva, io pensava all'Onnipotenza ed alla Bontà di Dio, che sa attirare al suo servizio ed al suo amore anche i cuori rozzi e mezzo selvaggi, e tiene aperto per tutti il tesoro delle sue grazie ed il paradiso.

La funzione ebbe termine colla benedizione del SS. Sacramento. La chiesa era stipata e più di 500 persone non avevano potuto entrarvi; ma tutte ferme sul piazzale e sotto i raggi del sole, nondimeno avevano esemplarmente assistito alla funzione che durò circa due ore !

Queste manifestazioni di fede e di pietà si rinnovarono più volte durante la settimana santa. Nella notte dal Giovedì al Venerdì vi fu adorazione notturna sempre numerosa. Il venerdì sera si rappresentò la Passione di N. S. Gesù Cristo.

Il luogo della rappresentazione fu la vasta piazza che è davanti alla chiesa. La folla era immensa. Non v'erano presenti solo i Cristiani ma anche molti pagani , che vi sogliono accorrere ogni anno in detta circostanza. Il sacro dramma cominciò alle 9 di sera e finì alle 3 1/2 del mattino. E non v'eran banchi nè sedie tutti eran seduti per terra e stettero così per più di sei ore ! Finita la rappresentazione, molti non si mossero affatto, ma da seduti che erano, distesisi tranquillamente del tutto, placidamente là in piazza si addormentarono. Altri tuttavia andarono a cercarsi un posto ove si potessero distendere comodamente, ma sempre in piazza, la quale fu nuovamente convertita in vastissimo dormitorio.

Le funzioni della domenica di Pasqua furono solennissime. Alle tre del mattino arrivò processionalmente un devoto pellegrinaggio dai villaggi vicini, preceduto dalla musica e portante statue, croci e religiosi vessilli. Alle 4 D. Biebuyck celebrò la messa sulla piazza in luogo elevato pci pellegrini e molti altri fedeli che là si trovavano dalla sera precedente. Nel pomeriggio vi fu un'altra processione. Alla 9 cominciò la rappresentazione di un dramma su S. Eustachio. Si è preparato un palco sulla piazza pubblica, e tutti vi possono assistere gratuitamente. La specialità di questa rappresentazione si è che dura più giorni. La sera di Pasqua cominciò alle 9 di sera e continuò fino alle due del mattino ; lunedì vi fu vacanza. Jeri sera invece alle 9 si riprese la medesima rappresentazione che durò fino alle due di questa mattina, e non è ancor finita ; la finiranno forse stanotte !

Il popolo ama molto questi drammi sacri che somi certamente un mezzo con cui si può far molto del bene. Si contano parecchie conversioni ottenute dalla vista di queste scene.

Però ciò che vediamo attorno a noi non è tutto consolante. Ieri conducemmo i nostri ragazzi a fare una piccola merenda in campagna ; e nel ritorno mentre cominciava a far notte, passando nel mezzo della città fumino penosamente sorpresi nel vedere il gran numero di pagode e di altari dedicati alle false divinità. Ne contammo più di trenta. A quell'ora erano tutte'aperte e vi entrava in tutte molta gente; vedemmo le centinaia di lampade accese ; udimmo le grida scordanti dei disgraziati idolatri. Ci siam convinti una volta di più che siamo circondati dall'idolatria e dal paganesimo.

Preghi, amato Padre, preghi perchè i suoi figli dell'India coll'esempio e colla parola educando al lavoro ed alla vera religione molti giovanetti, abbiano la consolazione di dilatare il regno di Gesù Cristo in queste terre e di strappare numerosi adoratori al demonio.

Coi rispetti figliali dei nostri catechisti ed alunni, compresi quelli della Scuola Parrocchiale, riceva pure l'omaggio riconoscente di noi suoi primogeniti e dei Sacerdoti della Parrocchia.

Una benedizione poi tutta speciale l'implora per sè il

Suo Dev.mo in G. C.

Sac. GIORGIO ToMATIS,

Missionario Salesiano.

II.

Tenacia degli Indiani per le loro credenze. Il battesimo di un giovanetto dell'Orfanotrofio.

Tanjore, 5 giugno 1906. AMATISSIMO PADRE,

SENTIAMO il bisogno di scriverle di tanto in tanto per darle nostre notizie e più ancora per raccomandarci alle sue preghiere. Quando pensiamo che a Torino, nel Santuario di Maria Ausiliatrice, il nostro venerato Padre, i carissimi confratelli e tanti giovanetti pregano per noi, ci sentiamo sempre più forti e sopportiamo con più coraggio le sofferenze inerenti alla vita apostolica in questi caldi paesi. Dico caldi Paesi ; infatti da più di un mese abbiamo quasi sempre da 38 a 39 gradi di calore e spesso anche 40 : or che le scrivo, debbo tenere la carta asciugante sotto la mano, perchè il sudore non inumidisca il foglio...

La terra è quindi arsa e cocente, e gli alberi soffrono la siccità. Abbiamo passato la primavera senza che ce ne accorgessimo.. Non si videro alberi fioriti, non rose, non mammole, nulla di quanto in Europa rende siffatta stagione la più bella dell'anno. In marzo alcuni alberi lasciavano cadere le foglie ancor verdi, spinte da altre premurose di uscire ; altri erano intieramente sprovvisti di gemme, mentre l'albero del tamarindo offriva già le sue bacche piene di polpa. Le ciliege, le pesche, i pomi, le pere, l'uva son frutta affatto ignote a questi paesi. In qualche giardino , come cosa rara, coltivasi qualche vite ; ma i grappoli non maturano. Quindi qui non c'è vino, ma pazienza per questo; il peggio è che non c'è neppur acqua buona da bere, giacchè non v'è altr'acqua fuor di quella raccolta durante le pioggie in stagni aperti, la quale non solo serve per bere, ma anche per lavare e per bagnarsi, cosa che gli Indiani usano far molto spesso. Per conseguenza tal'acqua è torbida e, per berla, o si filtra o si prende qualche ora prima di servirsene, per lasciarla depositare e... tracannarla quando non è più tanto turbolenta !...

Ma queste non son le cose che abbattano il missionario. Ciò che gli fa pena si è il vedersi in mezzo al paganesimo trionfante !

Quanto è differente la nostra missione nelle Indie da quella dei Salesiani di America. Colà il Missionario corre dietro il selvaggio, lo trova, gli parla, questi l'ascolta e divien cristiano e noi leggiamo con grande edificazione i prodigi che operano quei fervidi apostoli in mezzo ai selvaggi. Invece nelle Indie non incontriamo poveri e semplici figli delle foreste, ma i più ostinati adoratori di dei falsi e bugiardi. Ve ne son più di 25o milioni, raccolti in paesi e città interamente pagane !

Alcune settimane fa dovetti compiere un piccolo viaggio sul littorale del golfo di Bengala. Passai in ferrovia per diversi paesi, ma dappertutto non vidi che alte pagode o moschee di mussulmani. La gente assiepa numerosa le stazioni, ma son tutti pagani che portano sulla loro fronte il segno di lor religione e di lor casta. Il mio compagno di viaggio, un vecchio missiovario, mi diceva che in molti di quei paesi non v'è neppur un cristiano ; son tutti Bramisti o Mussulmani. Prima di arrivare a Nayore, una grande città, assai da lungi io vedeva quattro alte torri bianche.... ma erano le torri di una moschea; neppure in quella città v'è una famiglia cristiana !

E questi idolatri, specialmente i Bramini, son molto gelosi di lor casta e della lor religione, che guai a chi osasse abbandonarla ! perderebbe la casta e sarebbe considerato come un Paria. Poveretti !... essi si credono i più inciviliti del mondo e ritengono la loro civiltà come la più perfetta, per cui disprezzano gli Europei ed i Missionarii. Per questo le conversioni fra i Bramini sono rarissime, meno rare però fra le caste inferiori e grazie a Dio assai frequenti fra i parias, fra questo povero popolo che vien considerato come lo schiavo delle caste superiori.

Ma sebbene le conversioni siano rare, pur con l'aiuto del Signore a quando a quando se ne ottengono, e noi , amatissimo Padre, abbiamo già la consolazione di annunziarle che in queste feste di Pentecoste abbiamo battezzato uno dei nostri orfani, un giovane indiano di circa dodici anni appartenente alla casta dei Callers (dei ladri), una casta molto alta, la prima dopo quella dei Bramini, ed alla quale appartengono anche i principi. Lo avevamo ricevuto quattro mesi fa nel nostro orfanotrofio, dove egli studiò seriamente il catechismo ; e già da qualche tempo, ogni volta che mi vedeva, si faceva un segno di croce sulla fronte per dirmi : Quando mi battezzerà? Le difficoltà non furono poche :Doveva essere battezzato il giorno di Pentecoste' e già era radunata in chiesa tutta la comunità: quando sopraggiunse ancora un contrattempo e si dovette differire ; il povero ragazzo ne era desolato e piangeva implorando il battesimo ; certo fin da quel giorno egli ebbe egualmente il battesimo di desiderio !

Ma finalmente oggi, 5 giugno, ho potuto soddisfare i suoi ardentissimi voti. É il primo pagano che abbiamo avuto la fortuna di battezzare. Se lo vedesse ora, come è contento ; non sa come manifestare la sua riconoscenza. Gli imposi il nome di Pietro in onore del Principe degli Apostoli che a Pentecoste incominciò la sua fruttuosa predicazione. Ci ottenga il Primo Capo della Chiesa di ripetere spesso così care e commoventi cerimonie !

Oggi abbiam pur ricevuto un giovane ventenne che ci fu tanto raccomandato dai missionarii di S. Calogero di Milano, che attendono alla diocesi di Hyderabad. Questo buon giovane desidera continuare gli studii e diventare un buon figlio di D. Bosco. Che i suoi voti abbiano ad essere coronati di felice successo ! È un giovane indiano che sa bene il tamul e l'inglese ; e spero che ci sarà di forte aiuto.

Il nostro sig. Parroco la riverisce. Quanto non ha egli da fare! Passa tutta la giornata a confessare e a pacificare contendenti. È pur questo uno dei lavori dei missionari nell'India. Ogni giorno arrivano gruppi di paesani in contesa fra loro ; con gran voce e insieme espongono tutti le loro ragioni ed il buon Parroco deve gridare più forte di loro. A volte questo vociare dura anche tre o quattro ore ! ed avviene di quando in quando che vengano alle mani e tocca sempre al Parroco a metterli in pace. Certe volte tali riunioni durano tutta la giornata ! Qui non vanno dal giudice ma dal parroco ; costa meno, ed è anche più vantaggioso fra i cristiani.

Da due mesi poi continua la folla sul piazzale della Chiesa. :È il tempo dei matrimoni. Vengono intere famiglie dai villaggi vicini che si accampano come già le dissi, attorno la chiesa, per 15 ed anche 20 giorni. Durante questo tempo gli sposi e tutta la famiglia, padre, madre, fratelli e sorelle intervengono al catechismo. Ve ne sono ogni giorno da 3o a 40. E ripetono il catechismo tutta la giornata, e ciò almeno per 15 giorni. Quando sono abbastanza istruiti, il Parroco fissa il giorno del matrimonio ; e in quel giorno si accostano ai sacramenti, ricevono tutti la S. Comunione e si benedicono le nuove nozze. Le feste nuziali sono semplicissime : nel dì solenne usano comperare due o tre soldi di fiori che lo sposo e la sposa si adattano nei cappelli, ed eccoli bell'e pronti. Un buon piatto di riso serve di pranzo! ma, anche in tal giorno, gli uomini mangiano separati dalle donne, le quali mangiano sempre dopo ed in luogo per quanto è possibile appartato. Quelli che sono un po' più ricchi, il dì delle nozze fanno pompa dei loro gioielli. Ho visto alcune spose cariche di braccialetti e di orecchini e di graziosi gingilli anche al naso, dove avevano pendente una manata addirittura di perle e di diamanti.

Amatissimo Padre, posso aggiungere alcune righe ? non vorrei farle perdere altro tempo, che per lei particolarmente è tanto prezioso.

Debbo dirle.., che due dei nostri dovettero partire per la montagna. Mons. Vescovo volle offrir loro un clima più fresco affinchè potessero ristabilirsi d'una indisposizione presa a motivo del caldo ; una cosa da poco, fortunatamente ; ma com'Ella vede, il nostro personale non è debole solo in numero ma anche in robustezza... Creda, amatissimo Padre, che ci troviamo già nella necessità assoluta di un rinforzo per far fronte a tutto il lavoro, e non trovarci in pericolo di non poter andar più avanti. Ci vorrebbero alcuni bravi chierici, robusti e intelligenti, e pronti al sacrifizio. E una condizione indispensabile per riuscir meglio a lottare col clima ardente di questi paesi ed abituarsi al vitto ed alle fatiche che ci attendono.

Intanto ci sostenga Ella, amatissimo Padre, colle preghiere sue, e ci raccomandi eziandio alle preghiere dei nostri Cooperatori.

Mi benedica, insieme con questi confratelli e cooperatori ed alunni, e mi creda sempre

Suo dev.mo ed aff.mo in C. J. Sac. GIORGIO TOMATIS

Missionario Salesiano.

Cina.

Il 1° Oratorio festivo in Cina. (Lettera del sac. Luigi Versiglia al sig. D. Rua.)

Macao, 6 maggio 1906.

AMATISSIMO PADRE,

VORREI che la presente potesse avere la velocità del telegrafo per darle una consolante notizia nel giorno suo onomastico. Ma il non poterle far giungere la notizia per sì lieta circostanza non toglie la realtà del fatto ; ed il fatto si è che ieri, prima domenica del mese di maggio, abbiam potuto aggiungere alla piccola opera dell'Orfanotrofio pei Cinesi un Oratorio festivo pei Portoghesi e pei nativi di Macao o Macaensi nella vicina parrocchia di S. Lorenzo.

I principii socio stati molto umili : appena ventun ragazzi si poterono avere per la prima volta ; ma non è poi tanto poco di fronte agli ostacoli cui ci troviamo dinanzi, primo dei quali è questo : che qui nessuno ha un'idea di ciò che sia Oratorio festivo, quindi una natural diffidenza, e la brama di osservare un po', prima di darci valido aiuto. In secondo luogo, viene la poco conoscenza che noi abbiamo del portoghese, il che c'impedisce certamente di poterci presentare con franchezza. In terzo luogo, non so se mi sbaglio, ma anche l'esserci noi dedicati ai Cinesi fa sì che anche su noi si riverberi un po' di quella non curanza che in generale dai popoli europei di nascita o di origine si ha verso i Cinesi. A questo aggiunga le ingiurie del tempo che dal mattino fino alle tre e mezzo di sera si mantenne piovoso impedendo a molti di poter venire.

Ad ogni modo i primi ostacoli sono ornai affrontati ; e cosa fatta capo ha! e capo ha sotto gli auspizi di Maria Ausiliatrice a cui la chiedemmo con insistenza come in grazia e nel cui mese ci troviamo ; quindi confidiamo che l'opera avrà presto il necessario svolgimento.

L'Istituto cammina già benino. Gli orfanelli ricoverati sono 34 ; e dopo un sol mese di apprentissage, san già fare qualche cosetta. Per es., tra i sarti cinque hanno già imparato a fare un paio di pantaloni senza che il maestro abbia più bisogno di dar loro alcuna norma. I calzolaretti san già cucire il sottopiede col giro, e sarebbero certo molto più avanti, se l'assoluta mancanza di strumenti adatti non li rattenesse molto indietro. Strumenti per calzature all'europea qui non se ne trovano affatto, neppur a pagarli un occhio. Ho scritto al sig. D. Rocca pregandolo di farcene una provvista e spero che la spedizione sarà già in viaggio, non potendosi andar avanti così. Si figuri che per lesine abbiamo dei chiodi piantati in un pezzetto di legno l.... Si tentò di farne fare qualcuna dai fabbri, ma non sanno temprar l'acciaio e quindi bisogna aspettare. Tutte le calzature non cinesi qui son importate dall'America, e non vi è un calzolaio che lavori all'Europea.

Per la stessa ragione dell'assoluta mancanza di ferri adatti, non si potè ancora aprire la scuola dei fabbri.... ma speriamo che fra qualche settimana tutte le difficoltà saranno appianate.

Non aggiungo altre notizie della casa ; tutto va bene ; solo il caldo comincia a farsi sentire ! Omai abbiamo 32 gradi di calore all'ombra !

Ci benedica, amatissimo Padre, e mi creda

Suo obbed.mo figlio in G. C. Sac. LUIGI VERSIGLIA.

Matto Grosso

Consolanti notizie delle due Colonie tra i Coroados.

IL SIG. D. RUA ha ricevuto in questi ultimi giorni, una consolantissima lettera dell'Ispettore D. Antonio Malan, reduce da una visita alle due Colonie tra i Bororos. La lettera ha la data del 19 maggio u. s. a bordo del piroscafo « Matto Grosso ». La pubblicheremo nel prossimo numero.

*

Intanto non possiamo trattenerci dal comunicarne ai lettori le notizie più importanti.

Alla Colonia del S. Cuore di Gesù l'arrivo dell'Ispettore fu salutato dalle note armoniose di una banda musicale composta di quindici piccoli indii !

Nella stessa Colonia s'inaugurò solennemente un Osservatorio Meteorologico intitolato dal sig. Antonio Paes de Barros; e - ne sia infinitamente benedetto il Signore - tre piccoli Bororos e tre piccole indie poterono essere ammessi alla prima comunione. Chi sa con qual fervore quest'avventurato drappello avrà invocato le celesti benedizioni su tutti i lontani benefattori !

Anche nella Colonia dell'Immacolata Concezione la Religione ha riportato le prime conquiste. Già undici dei 53 indii ricoverati hanno ricevuto il Santo Battesimo.

D. Malan tornerà quanto prima in Europa, con uno dei giovanetti testè comunìcati, per implorare i soccorsi necessari allo sviluppo delle missioni esistenti e il personale indispensabile per la fondazione di nuove Colonie.

È uno splendido orizzonte che si schiude alla Missione Salesiana tra i Bororos. Continuino a raccomandarla al Signore tutti i nostri Cooperatori! e - chi può - non le voglia rifiutar l'obolo della sua generosa carità.

IL CULTO di MARIA AUSILIATRICE

Noí siamo persuasi, che nelle vicende dolorose dei tempi che corrono non ci restano altri conforti che quelli del cielo, e tra questi l'intercessione potente di quella benedetta che fu in ogni tempo l'Aiuto dei Cristiani.   PIO PP. X.

Feste e date memorande

SANLURI - Una nuova statua di Maria Ausiliatrice. - A Sanluri uno dei più importanti paesi dell'Archidiocesi di Cagliari, lavorano già da parecchi anni le Figlie di Maria Ausiliatrice, colà chiamate dalla generosità di Sua Ecc. Mons. Don Raimondo Ingheo Vescovo d'Iglesias, che vi aprì un Asilo. Le buone suore colle loro pietose industrie e colla generosità di alcune persone riuscirono a provvedere la loro devota cappella di una bella statua di Maria Ausiliatrice, con immensa soddisfazione di tutto il paese. Le feste solenni celebrate il 10 dello scorso giugno, in occasione della benedizione della statua, riuscirono un vero trionfo. Vi presero parte l'Arcivescovo di Cagliari Mons. Balestra, il Vescovo d'Iglesias Mons. Raimondo Ingheo, i Canonici Ledda e Peri della Primaziale di Cagliari, vagii altri sacerdoti di Cagliari e dei paesi circonvicini ed il corpo musicale della fiorente Società di S. Ambrogio di Monserrato. Le funzioni si celebrarono nella parrocchiale. Precedette un triduo predicato dai RR. Don Vittorio Laconi, Dottor Raimondo Barra e Dottor Mario Piu. La mattina del 10 celebrò la messa della comunione generale Sua Ecc. Rev.ma Mons. Ingheo. Cinquanta giovanette bianco vestite ed altrettanti giovanetti si accostarono per la Ia volta alla Mensa Eucaristica. Alle 10 1/2 alla presenza di una moltitudine immensa di popolo che assiepava la vasta parrocchiale, Mons. Balestra benedisse il simulacro della Madonna, il ricco stendardo delle Figlie di Maria e il vessillo della nuova società giovanile di S. Lorenzo. Si diede quindi principio al Pontificale celebrato dallo stesso Mons. Arcivescovo, il quale dopo il Vangelo parlò come egli sa parlare, quando trattasi di glorificare la Vergine Santissima.

Il dì seguente sul vasto salone dell'Asilo alla presenza degli Ecc.mi Vescovi, del Sindaco Dottor Murru, di quasi tutte le autorità del paese e dei numerosi benefattori si tenne ún riuscitissimo trattenimento accademico.

Della splendida riuscita di queste feste vanno tributate meritate lodi al sig. Vicario rev. Dr. Barra, ed all'ampia schiera di quei nostri cooperatori.

Pel 24 corrente.

OLTRE le private intenzioni dei nostri benefattori, nelle sacre funzioni che si celebreranno nel Santuario il 24 corr., avremo anche quest'intenzione generale che raccomandiamo a tutti i lettori

Essendo questo il mese, in cui il Sommo Pontefice Pio X inaugura il quarto anno di Supremo Pontificato, supplicheremo vivamente Maria SS. Ausiliatrice, a concedere al Pastore Universale lunghi anni di vita e le più dolci consolazioni che brama il sito cuore di Padre.

ECHI DELLA FESTA TITOLARE

ASCOLI PICENO- Il 29 maggio nella Chiesa di S. Agostino, retta attualmente dai Salesiani. - Per la circostanza fu benedetto ed esposto al pubblico uno splendido quadro della Vergine che poi venne collocato in uno dei più belli altari laterali. La mattina, oltre i cooperatori e le cooperatrici salesiane, un pubblico numeroso, sebben fosse giorno feriale, assistè alla cerimonia della benedizione ed alla messa celebrata da Mons. Arcidiacono Santarelli Rettore del Seminario. Moltissimi anche si accostarono alla Comunione. La sera poi il valente predicatore del Mese Mariano, D. Antenore Zavalloni, con la sua calda ed affascinante parola, tratteggiò mirabilmente la figura di Maria Ausiliatrice, passando in rapida e brillante rassegna attraverso la storia tutti i fatti migliori che consacrano i trionfi e l'aiuto prestato dalla Vergine ai cristiani.

CAGLIARI - Il 24 maggio. - Celebrò la Messa della Comunione generale il rev.mo Mons. Giuseppe Miglior Canonico Teologo della Primaziale. Alla messa solenne celebrata dalla Collegiata di S. Eulalia disse un commovente discorso il simpatico oratore P. Alfonso Maria Stradelli d. C. d. G. La sera del 31 il decurione Dottor Efisio Argiolas tenne la conferenza ai Cooperatori. Si trattenne specialmente a parlare sulla necessità dell'azione salesiana in Cagliari, riscuotendo l'approvazione di tutti. Dallo zelo di quei numerosi Cooperatori ci ripromettiamo di veder quanto prima realizzato il disegno dell'Oratorio festivo.

CUNEO - Mons. Pier Felice Biglia ci scrive: - Il bel mese di Maggio è il mese dei fiori, e fiorì pure nella cappella dedicata a Maria SS. Ausiliatrice in Cuneo. Per la prima.volta si praticò la divozione alla Vergine potente, ogni mattina celebrandosi la Messa alle ore 7, durante la quale si recitò il S. Rosario con le litanie e lettura di adatta considerazione, fioretto e giaculatoria, seguita dalla benedizione del SS. Sacramento e canto d'una lode. Un'eletta di signorine dirette dall'organista Don Bertolotti eseguì la parte del canto liturgicamente. Maria SS. Ausiliatrice in mezzo a ceri e fiori propizia riguardava i molti devoti che venivano da onorarla. Più solenne fu la novena, e la festa celebratasi il 30 maggio come chiusura. Numerosissime comunioni. Le Protette di S. Giuseppe cantarono la messa solenne. Alla sera dopo il S. Rosario il rev.mo Mons. Can. Peano Dalmazzo, Curato del S. Cuore di Gesù, tenne la conferenza che da tutti venne gustata con soddisfazione. Seguì la benedizione del SS. Sacramento impartita da Sua Ecc. Rev.ma Mons. Vescovo Andrea Fiore. Al domani si cantò la S. Messa pei benefattori.

FAENZA - Il 24 maggio all'Istituto Salesiano. Le feste promosse dal solerte Comitato « Dame di Maria SS. Ausiliatrice » riuscirono veramente imponenti. Piacque assai la predicazione della novena, fatta dal valente oratore Don Domenico Pasi, Direttore diocesano; e la conferenza salesiana del 23 tenuta dal P. Domenico Bassi, barnabita, fu proprio splendida. L'oratore dimostrò come solo nella semplicità della vita, delle aspirazioni, spogliandoci del nostro egoismo, si può trovare il vero ideale della carità cristiana, quale fu attuato dal nostro D. Bosco in favore della gioventù. Il mondo d'oggi è poco caritatevole, quindi è ben lungi dallo sciogliere la questione sociale; esso pensa troppo a se stesso, cerca, vuole solo il suo benessere, in una parola non è semplice.

Assisteva alla Conferenza, con molti Cooperatori e Cooperatrici, S. E. Rev.ma Mons. Federico Polloni, che impartiva la benedizione.

All'indomani, la Comunione dei ragazzi dell'Oratorio festivo alla Messa celebrata per loro dal R.mo Mons. Emilio Berardi fu divota e numerosa : solenne e commovente poi fu la Comunione generale dei Collegiali e del popolo distribuita da Sua Ecc. Rev.ma Mons. Gioachino Cantagalli, che disse un tenero discorso di circostanza. L'Ecc. Mons. Polloni, vescovo di Bertinoro, pontificò alla messa solenne e disse uno splendido panegirico; il concorso del popolo era straordinario. La schola cantorum eseguì la messa liturgica del M.° Mattioli e vari mottetti.

Ma il punto più bello della cara solennità fu la solenne processione colla statua della Vergine, che si fece la sera entro il vasto recinto dell'Istituto. Grande il concorso della gente : bella la sfilata dei duecento collegiali, del clero presieduto da Mons. Polloni in abiti pontificali e dal numeroso e nobile Comitato delle Dame con torcie ; commoventissima la benedizione che il Vescovo dava con la statua previo un eloquente fervorino del parroco Pasi. La banda dell'Oratorio festivo accompagnò con sacre melodie il divoto corteo. La trina benedizione coll'Augustissimo, impartita in chiesa dal Vescovo, chiuse la parte religiosa della festa, che venne coronata con bei fuochi d'artifizio.

- A cura del suddetto solerte Comitato, nel teatrino dell'Istituto ebbero pur luogo in questa circostanza, e precisamente nelle sere del 27 e 29 maggio, due conferenze a favore dell'Oratorio festivo, che esercita un vero apostolato a prò della gioventù Faentina. Le conferenze, applauditissime, furon tenute dall'illustre Marchesa Maiocchi Platis di Cento.

GENOVA - Il 31 maggio a S. Siro. - I Salesiani di S. Pier d'Arena anche quest'anno celebrarono solennemente Maria SS. Ausiliatrice nella insigne Basilica di S. Siro in Genova, a soddisfare la pietà dei Cooperatori Genovesi. I giovanetti dell'Ospìzio di S. Vincenzo de' Paoli eseguirono una bella messa in canto gregoriano. La conferenza fu tenuta dal sac. prof. Giovanni Sammorì, direttore del Collegio civico di Varazze, il quale parlò delle Opere Salesiane e del bene che fanno i Cooperatori nel prestare ad esse aiuto.

MONDOVI - Il 3 giugno. - Nella Chiesa di S. Filippo, in Mondovì-Breo, il rev. D. Guglielmo Garelli, in sostituzione del rev. can. Aguzzi all'ultimo momento indisposto, tenne un'interessantissima conferenza sulla vita di D. Bosco e sulle opere provvidenziali da lui fondate a favore della gioventù. L'affettuosa parola del dotto conferenziere fu ascoltata con vivo interesse, e, benedetta da Maria SS. Ausiliatrice, apporterà senza dubbio copiosi frutti salutari in seno alla popolazione di Mondovì, sempre ben disposta a favorire qualunque opera buona.

NAPOLI - Il 24 maggio nel Seminario Arcivescovile. - Ci scrivono : - Anche in questo Seminario, s'è celebrata per la prima volta la festa di Maria Ausiliatrice, da un gruppo di cooperatori che si va formando sotto la direzione del vice-rettore P. M. D. Enrico Neri.

» Tenne il pergamo il molto rev. D. Pasquale Balsamo il quale con la sua parola smagliante, piena di vita e di poesia, parlò con tanta eloquenza di D. Bosco e delle Opere Salesiane da destare in tutti il vivo desiderio di arruolarsi alla nobile schiera dei Cooperatori. Coronò il suo discorso con la preghiera alla Madonna, ed impartì solennemente la benedizione dell'Ausiliatrice secondo la formola rituale.

» Benedica la Vergine Santissima all'eletta schiera di Seminaristi che si propongono di cooperare con tutto l'animo alle Opere Salesiane ed infonda nei cuori lo zelo apostolico che in grado eminente possedeva il suo servo D. Bosco. »

NOVARA - Nella chiesa titolare: - Fin dalla vigilia numeroso uditorio alla bella Conferenza sulle opere salesiane, detta dal predicatore del mese. Il giorno della festa la messa della Comunione Generale fu celebrata dal rev.mo Predicatore che tenne un devoto e infuocato discorsino. Alla messa solenne delle 9 fu cantata la classica Missa B. M. V. de Laureto a 4 voci del M. V. Goller. I giovani dell'annesso Istituto , in unione a valorosi cantanti della città, l'eseguirono con mirabile effetto e sentimento ; dai competenti fu giudicata lavoro meraviglioso. Tutto il giorno la chiesa fu frequentatissima ; ma alla sera, al panegirico recitato colla solita valentia e dottrina dal rev.mo P. Adeodato e alla benedizione solenne, accorse una vera fiumana di popolo. Sul tardi una modesta illuminazione dell'Istituto Salesiano rallegrò i giovanetti e molto popolo accorso.

PARMA - Il 27 maggio nella parrocchiale di S. Benedetto. - Cantò messa il nuovo Direttore Diocesano Canonico prof. D. Luigi Beni, che colla squisita sua gentilezza ed attività ha già saputo acquistarsi la stima e l'affetto di tutti.

Tenne la conferenza il molto rev. prof. Don A. Castellina che non smentì la sua fama di valente oratore. Esordì con un inno di ringraziamento alla Vergine inspiratrice delle opere di D. Bosco. Tratteggiò brevemente, ma con tocchi scultori, la grande epopea salesiana che sotto il manto di Maria va svolgendosi al cospetto del mondo intero.

La musica del mattino e della sera fu eseguita con quel fine gusto artistico e con quella precisione che le è propria, dalla schola Cantorum del locale Istituto Salesiano, sotto la direzione del Dr. Don Matteo Ottonello.

RIVA DI CHIERI - Il 27 maggio nella Parrocchiale. - Al mattino numerose comunioni ; alle 10.30 messa solenne con musica della Schola Cantorum del paese, che prestò decorosamente il suo servizio anche ai vespri. Disse le lodi della Vergine Ausiliatrice il prof. D. Angelo Bartolomasi, del Seminario di Chieri, il quale , con infuocate parole, esortò pure le giovinette alla frequenza dell'oratorio festivo femminile, dove, dopo le funzioni, quasi a corona della festa, ebbe luogo una riuscitissima gara catechistica. I più vivi rallegramenti alle egregie benefattrici, che concorsero alle spese non indifferenti della premiazione alle 5o gareggianti, ed un plauso di cuore al giovanile drappello.

ROMA - Nella parrocchia del S. Cuore. - La chiusura del bel mese mariano fu un succedersi di care e solenni funzioni, dal giovedì 24, festa dell'Ascensione, in cui si tenne la Conferenza ai Cooperatori, al sabato 26 e domenica 27, vigilia e solennità della nostra celeste Patrona.

Alla Conferenza, oltre un'eletta di ragguardevoli personaggi si degnò d'intervenire l'Eminentissimo e veneratissimo Cardinale Pietro Respighi, Vicario di Sua Santità. L'illustre oratore Mons. P. Scaccia, con quella lucidità e fioritezza di pensiero che meritamente fanno dell'Ecc.mo Vescovo di Tivoli uno dei primi oratori del pergamo romano, tratteggiò le glorie di Maria Ausiliatrice, ispiratrice celeste delle opere di D. Bosco, facendo risaltare la nobiltà della missione dei Cooperatori Salesiani, strumenti eletti di cristiana redenzione, strappando dalla voragine d'una pseudociviltà senza Dio tanta gioventù insidiata.

Il giorno 27, alla messa celebrata dal rev.mo Padre Serafino da Collepardo, dei R.R. PP. Cappuccini, Visitatore apostolico, fu uno spettacolo davvero consolante la comunione generale durata per ben più di un'ora.

Assai bene riuscì pure lo svariato programma musicale eseguito dalla Schola Cantorum dell'Ospizio. Accrebbe solennità alle sacre funzioni l'intervento delle LL. EE. Rev.me Mons. Panici, Arciv. di Laodicea e Segretario della S. Congregazione dei Riti, Mons. Passerini, Patriarca d'Antiochia e Mons. Giles, Vescovo di Filadelfia e Rettore del Seminario Irlandese.

SONDRIO. - Nella Chiesa di S. Rocco. - E' stata la prima festa solenne celebrata ad onore di Maria Ausiliatrice in Sondrio. Dopo un triduo di preparazione, il simulacro della Vergine fu esposto su apposito trono alla venerazione dei fedeli, che di continuo per tutta la giornata accorsero a visitarlo. Alla Messa dei giovani dell'annesso Istituto, celebrata dal loro Direttore, riuscì sommamente consolante la numerosissima Comunione Generale per essersi uniti agli alunni molti signori e signore della città.

Alle 10 cantò messa solenne il rev.mo Mons. Arciprete locale. All'Evangelo tessè le lodi della Vergine Ausiliatrice il Canonico D. Flaminio Spini. L'oratore trattò magistralmente della sublimità, dignità e potenza della V. S., e percorrendo rapidamente la storia dei secoli della Chiesa, mostrò all'evidenza come Maria siasi in ogni tempo dimostrata la vera Ausiliatrice dei Cristiani.

Dopo la messa solenne ebbe luogo la processione che si svolse ordinatissima ed imponente per l'intervento di tutti gli istituti femminili, delle numerose figlie di Maria, dei Cooperatori Salesiani e del Comitato delle Dame di Maria Ausiliatrice.

La schola cantorum eseguì un bellissimo programma alle singole funzioni, come pure la banda dell'Istituto che al mattino aveva accompagnato la processione, diede alla sera sulla piazza di San Rocco un bel concertino, allietando gli accorsi all'illuminazione.

SPEZIA - Nel Santuario della Madonna della Neve. - A compimento della festa di Maria Ausiliatrice, il can. Paoli di Massa Marittima tenne il 31 maggio una conferenza salesiana su Il fanciullo nel Paganesimo e nel Cristianesimo. Impossibile il riassumerla. Parlò per tre quarti d'ora col cuor sulle labbra, col più grande entusiasmo della causa bella e santa dei fanciulli, i quali sono amati prima della nascita e son oggetto d'amorevoli cure dai loro primi vagiti. Con rapida efficacissima sintesi parlò delle tristi condizioni dell'infanzia in Grecia e in Roma, e vi contrappose i soavi insegnamenti di Gesù che a sè chiamava i pargoli perchè innocenti e degni di venerazione e di amore. Parlò dei fanciulli apostoli rievocando le schiere dei giovanetti, che ispirati dal Savonarola raccolsero ed arsero in Firenze le immagini lascive e i libri osceni ; parlò degli apostoli dei fanciulli che crearono gli asili, gli orfanotrofi, le scuole ; tratteggiò specialmente la figura di S. Vincenzo dei Paoli, che nel secolo XVII compiè miracoli di carità, ed inneggiò a D. Bosco che quei miracoli rinnova colle sue Opere, che aprono ai figli del popolo scuole, oratori e officine. E per le Opere Salesiane chiese denaro, simpatie e preghiere. Oh non si spenga l'eco della sua parola vibrante di carità, non svanisca l'impressione profonda che la bella conferenza ha lasciato nell'immensa folla che gremiva il vasto tempio, e raccolgano i buoni Spezzini il suo invito a favore delle Opere Salesiane !

STELLA S. MARTINO (Savona). - Per iniziativa dell'Arciprete D. Marcello Scaroni anche in questo ridente paese ebbe luogo la prescritta conferenza il 3 giugno, giorno in cui pure si chiudeva' il mese mariano.

Il conferenziere intrecciando affettuosamente il nome di D. Bosco a quello dell'Ausiliatrice, dimostrò quali e quanti vantaggi riesca ad apportare l'Opera Salesiana sotto l'egida della sua celeste Protettrice.

VERONA - All'Istituto Don Bosco - Riuscì devota come di consueto. Il rev.mo Mons. Abate di S. Zeno celebrò la messa della Comunione generale, e il cav. D. Scapini, cantò la messa solenne. Nel pomeriggio vi fu la conferenza. Doveva tenerla il sac. prof. Luigi Zurati, ma essendo questi all'ultim'ora impedito, lo supplì il rev.mo Mons. Grancelli, vice-presidente del Comitato Salesiano Veronese, che parlò di Maria Ausiliatrice in rapporto all'Opera di D. Bosco, e disse pure dei bisogni particolari dell'Istituto.

« L'offerta, scrive il Verona fedele, avuto riguardo al concorso, fu un indizio che ai Salesiani si vuol bene ; anche parecchie persone, impedite d'intervenire, hanno inviato la loro elemosina. » Tuttavia, sapendo che l'Istituto deve accingersi ad una radicale sistemazione del fabbricato, noi qui ricorderemo che esso ha proprio bisogno della generosità dei buoni.

VILLA TAGLIATA (Guastalla) - Il giorno 27 dello scorso maggio, ultima Domenica del mese, per iniziativa ed a spese di quelle Cooperatrici Salesiane, si è celebrata nella Parrocchiale una cara festicciuola modesta bensì, ma che ha lasciato in tutti un grato ricordo, spargendo in pari tempo in chi vi prese parte un soave profumo di religiosità e di tenero affetto alla Vergine augusta.

Al mattino infatti si ebbe un consolante drappello di devoti ai Santi Sacramenti, i quali furono anche regalati di una bella immagine della Madonna quale ricordo del mese di maggio. Nel pomeriggio poi, previo il canto dei vespri, tessè un ben appropriato discorso di circostanza e riboccante di caldo entusiasmo per la Regina celeste, sotto il titolo Aiuto dei Cristiani, il zelante predicatore del mese mariano a Guastalla, P. Enrico Massara d. C. d. G. Dopo di che, da un coro di giovanetti vennero cantate con buon gusto le Litanie Lauretane, e s'impartì la benedizione col SS. Sacramento. Ce ne rallegriamo vivamente col zelante rettore D. Secondo Taschini.

GRAZIE E FAVORI

Dopo un pellegrinaggio al Santuario.

La sig. Acquistapace Domenica di Esino c'invia la seguente, con preghiera d'inserzione.

La sig.a Acquistapace Domenica di Esino Superiore (provincia di Como) di anni 50, da quasi 4 anni era sotto alle mie cure, essendo affetta da vomito incoercibile. Per quanti medicinali le abbia fatto somministrare tutto era inutile: stava bene per un giorno o due, poi il vomito ricompariva. Usai anche la corrente faradica ed allora stava senza vomito magari 6 o 7 giorni, poi compariva di nuovo. La povera paziente dimagriva ognor più e faceva pìetà vederla anche lungo le strade essere sorpresa dal male quando meno se l'aspettava. Mi ha detto che il vomito datava da 15 anni e che era stata in parecchi ospedali per la cura, ma ne era uscita tutt'altro che guarita: la cura le portava giovamento, ma non la guarigione. Avendo sentito parlare del Santuario in Torino dedicato alla Madonna sotto il titolo di Maria Ausiliatrice, volle andarvi in pellegrinaggio (il 23 maggio 19o6) con altri di Esino. Con sua e mia sorpresa il vomito incoercibile è passato come per incanto. Già da un mese non soffre più nulla. Si potrebbe pensare ad una suggestione ma l'avevo già suggestionata io con esito dubbio. Quìndi per la verità ho scritto queste due righe.

Esino, 23 giugno 19o6.

MOREA DOTT. AGOSTINO Medico-condotto di Esino.

Quanto è buona Maria Ausiliatrice.

Durante l'anno 19o5 ebbi più volte a sperimentare la sua potenza e la sua bontà. In maggio ricorsi a questa buona Madre, con novena e la promessa di una messa al suo altare in Torino, ed ottenni la disperata guarigione della mia Iolanda Maria.

In luglio, anche per intercessione dell'Ausiliatrice, il mio buon padre fu liberato da acuti dolori all'occhio destro: dolori, che da un mese, lo tenevano in cura all'Ospedale oftalmico in Torino, senza giovamento alcuno.

In ottobre il mio Piero Maria, bimbo di pochi mesi , per febbre , convulzioni ed altri malori fu ridotto in tale stato da non dar più segno di vita. Avendo il medico dichiarato impossibile la guarigione, sempre fidente in Maria, ricorsi a Lei con promessa di una tenue offerta al suo Santuario e di far pubblica la grazia sul Bollettino. Potenza di Maria! Il bimbo, che da parecchie ore non dava più segno di vita, si svegliò come da un sonno profondo, perfettamente guarito.

Coronò questa sequela di grazie l'invidiabile morte che fece mio padre nel dicembre scorso. Trovandosi il brav'uomo in fin di vita, ricorremmo a questa Madre celeste, mandando un'offerta per una messa: ed il babbo fece la morte del giusto!

Riconoscente a sì buona Madre , desidero che sia tutto pubblicato sul Bollettino, affinchè sia pubblica la bontà e la potenza dell'Ausiliatrice.

Moncrivello, 19 marzo 19o6.

PISSINIS PRANCESCO.

Un'operazione scongiurata.

Aveva sofferto una grave congestione all'orecchio destro che mi tenne a letto quasi tutto il mese di gennaio p. p., quando la sera del 4 corr. marzo, dopo d'aver predìcato al popolo affidato alla mia cura, ritiratomi in casa, fui colpito da acuti dolori alla tempia destra, ove in seguito manifestossi un eccesso che per dieci di e dieci notti non mi fe' riposare un istante, producendomi dolori insopportabili. Intanto il medico curante decise di fare l'operazioneavrei dovuto subire dei profondi tagli, stante che la materia purulenta trovavasi abbastanza sotto i tessuti, nè mi nascose il pericolo di toccare l'arteria. Fu allora che invocai con piena fiducia Maria Auxilium Christianorum, promettendole di far celebrare una messa al suo altare e di pubblicare la grazia sul Bollettino. Potenza e bontà di Maria! L'istesso giorno in cui il medico doveva operarmi, prima che egli venisse, alle 7 ant. il pus trovò la via d'uscita pel foro dell'orecchio. Tuttavia il medico riteneva necessarìa l'operazione a scongiurare maggiori guai. Lo pregai di soprassedere, perchè io mi aspettavo il compimento della grazia dalla Madonna di D. Bosco, come infatti la Vergine SS. mi esaudì, gradatamente, ma senza i dolori ed i pericoli dell'operazione. Mando una tenue offerta per la celebrazione di una s. Messa all'altare di Maria Ausiliatrice e prego di pubblicare questa mia sul Bolletlino Salesiano, onde cresca sempre più nei cuori dei fedeli la fiducia in una Madre così potente ed affettuosa.

Paludi (Cosenza), 16 marzo 19o6.

Sac. PASQUALE VINGIANI Arciprete.

La fede di una madre.

Ancor oggi mi si inumidiscono gli occhi di lacrime pensando alla mia cara bimba Giuseppina, che assalita da uno strano malessere , giacque si può dire per quaranta giorni continui non più nel suo letticciuolo, ma unicamente sulle mie braccia. A risanarla a nulla giovavano i rimedii farmaceutici e le diligenti cure di varii dottori, anzi ognuno pronosticava sinistramente sulla cara esistenza. Sfiducìata nei rimedii umani, il mio pensiero vola a Maria Ausiliatrice, e: « Maria, dico in cuor mio, Voi sola potete provvedere alla salute di questa mia creaturina! »

Maria non fu sorda alla mia preghiera, che anzi l'ascoltò ed esaudì : quasi improvvisamente la bimba fu lasciata dal misterioso malanno, in pochi giorni entrò in lei un nuovo vigore, ed ora è viva e piena di vita la mia quasi perduta Giuseppina.

Benedicendo ed esaltando la bontà di Maria Ausiliatrice, spedisco al suo Santuario lire 5 per la celebrazione di una messa in attestato della mia riconoscenza.

Bosia di Alba, 16 marzo 19o6.

SCAVINO TERESA nata CHIOLA.

Caxias (Brasile Rio Grande) -La mia famiglia venne colpita gravemente dal vaiuolo, accompagnato da tifo. Otto persone giacevano a letto gravemente ammalate; un mio servo fu il primo che venne colpito da questa terribile epidemia, di cui in capo a 12 giorni morì. Io, la mia moglie e i figli, vedendo che questo male tanto contagioso si era già inoltrato in diverse famiglie, recando grande desolazione per tutto il vicinato, pensammo di ricorrere a Maria Ausiliatrice con una novena, promettendo di fare un'offerta e di pubblicare nel Bolletlino Salesiano la grazia che ci avrebbe concessa. Ed oggi riconoscenti alla potente Ausiliatrice inviamo la nostra offerta, colla promessa di confidar sempre nella sua potente intercessione.

Maggio 19o6.

DOMENICO BRIDI

Cooperatore Salesiano.

Tombolo. - Invio un'offerta pel Santuario di Maria Ausiliatrice e le Opere di D. Bosco,, quale ringraziamento di due devote persone di questa Parrocchia. La prima è Crivallaro Teresa, la quale ottenne la grazia di poter subire felicemente una difficilissima operazione chirurgica , contro ogni umana speranza.

La seconda è Andretta Cesira, ascritta come figlia di Maria, la quale implorò la guarigione da una pericolosa malattia di tifo che l'aveva colpita nel passato settembre. Dopo di essersi raccomandata a D. Rua perchè le inviasse la benedizione di Maria Ausiliatrice trovandosi in imminente pericolo di morte, promise per mezzo di persone di casa di fare un regalo a Maria Ausiliatrice e alle Opere di D. Bosco e guarì, mentre anche il medico aveva dichiarato che per restituirle la salute ci voleva un miracolo. Chi ha veduto questa giovane di 14 anni in quale stato si trovava, assicura che solo Maria Santissima poteva guarirla.

Tante persone di qui anche per lo passato ottennero da Maria Ausiliatrice grazie speciali.

9 marzo 19o6.

D. Gio. MARIA ZILIOTTO Arciprete.

Demonte. - Pellegrino Maria, madre di numerosa famiglia ancora in tenera età, in critici momenti colpita da peritonite, era ridotta a sì compassionevole stato, che si temeva la sua irreparabile perdita. In vista della desolazione de' congiunti la sorella del marito propose di raccomandarla a Maria Ausiliatrice con un'offerta spedita a mezzo dello scrivente, e la grazia subito fu concessa.

Mossa da spirito di riconoscenza appena le forze fisiche le permetteranno di fare il viaggio a Torino, la graziata verrà a ringraziare Maria SS. Ausiliatrice ai piedi del suo altare.

Per invito di PELLEGRINO M. e SALOMONE M.

26 aprile 19o6.

DESNERI D. G. BATTISTA.

Ivrea. - Avevo fatto ricorso a Maria Ausiliatrice per essere liberata dai frequenti sbocchi di sangue che mi venivano cagionati da una forte tosse ed altri disturbi. Feci pregare ed offersi pur qualche cosa alla Madonna per esser guarita ; di più promisi che sarei venuta a trovarla in Valdocco ed avrei pubblicata la grazia sul Bollettino Salesiano. Siccome la grazia tardava un pochino a venire, ad imitazione di quella persona di cui lessi sul Bollettino, che per ottenere il più presto la grazia si recò ai piedi della Madonna Ausiliatrice in Torino sebbene ancora infermiccia, andai anch'io al suo santuario ed ora mi trovo completamente guarita. In riconoscenza invio una piccola offerta.

Aprile 19o6.

GIUSEPPINA MAESTRI.

Cagliari. - Con vivissimo sentimento di gratitudine rendo pubbliche grazie alla SS. Vergine Ausiliatrice per la prodigiosa guarigione accordata a mio marito. Affetto da malattia nervosa agli occhi per circa tre anni e mezzo, per dichiarazione di varie celebrità mediche, si temeva dovesse perdere completamente la vista. In casa era una desolazione, non più un'ora di gioia ! Fu in tale stato di angoscia che mi recai con lui a Torino e in Valdocco abbiamo pianto e pregato ai piedi di Maria Ausiliatrice. La nostra preghiera fu esaudita, Maria asciugò le nostre lacrime. Mio marito è guarito completamente, riacquistò la perduta tranquillità, nella famiglia intera sorrise nuovamente la gioia.

Grazie, o Maria ! e a me, ai miei cari móstrati sempre qual sei madre potente e pietosa ! 21 febbraio 19o6.

TERESA BALLERO PUDDU.

Spezia - La mia figlia Maria doveva subire un'operazione al femore della gamba sinistra, i medici dichiararono essere l'osso cariato ; e si temeva della sua vita. Ricorsi allora, con viva fede, a Maria SS. Ausiliatrice; ed oh! bontà della nostra Madre celeste ! l'operazione riuscì felicemente , e la figlia è in piena convalescenza.

Riconoscente, ringrazio di cuore la Vergine Ausiliatrice.

17 luglio 19o6.

SALOMONE GIUSEPPINA.

Campomorone (Genova) - Vigo Giuseppina, essendosi gravemente ammalata di polmonite fulminante, fu dai periti dell'arte data per ispedita. Nel doloroso frangente, una sua cognata le suggerì di raccomandarsi a Maria SS. Ausiliatrice, e di fare la promessa, che se venisse salvata , avrebbe fatto publicare la grazia sul Bollettino Salesiano e si sarebbe inscritta tra le Cooperatrici.

Appena fatta la promessa, si sentì all'istante migliorare, ed in breve riaquistò perfetta salute, con meraviglia di tutti.

25 maggio 19o6.

Suor FAUSTINA CERESETO.

Virgoletta (Massa Carrara). - Quanto sei potente, o Maria Ausiliatrice ! A Te lo slancio di riconoscenza del mio cuore, a Te le grazie de' miei cari. A Te ricorsi per implorare la guarigione della mia mamma con promessa di un'offerta pel tuo santuario e per le missioni salesiane e Tu m'appagasti. Riconoscentissimo, benchè tardi, Ti rendo le dovute grazie e compiendo la mia promessa imploro la tua continua protezione sulla mia casa.

Giugno 19o6.

PORTA ALFONSO.

Bronte. - Nello scorso luglio, un terribile uragano si scatenò furiosamente su queste nostre contrade. Appena ci accorgemmo che grossi chicchi di grandine prendevano a battere i nostri raccolti, invocammo con fede l'aiuto di Maria SS. Ausiliatrice, e subito, come per incanto, cessò la grandine e la procella. In fede e con la più viva riconoscenza mandiamo un'offerta promessa, con preghiera di pubblicare il prodigio.

Luglio 19o6.

PASQUALE LANGHITANO, e famiglia.

Ottennero pure grazie da Maria SS. Ausiliatrice, e alcuni pieni di riconoscenza inviarono offerte al Santuario di Valdocco per la celebrazione di S. Messe di ringraziamento, o per le Missioni Salesiane, o per le altre Opere di Don Bosco, i seguenti

A*) - Agliano d'Asti: Gargia Ferdinando 2 - Alba: Manno Felice 10 - Alessandria: A. T. in ringraziamento per conversione di una cara persona 5 - id. B. C. C. 5 - Arona (Novara): Carlottina Gramegna-Lanza 2.

B) - Bagnarola: Altari Angela 10 - Bellinzago: Bagnati Giuseppina 10 - Bahia Bianca (SudAmerica-Rep. Argent.): Varie persone per segna latissime grazie - Bergamo: Mangili Battistina 10 - Betlemme (Palestina): D. Anad F. Atalla - Bologna: D. Francesco Comastri, parroco 20 - Bonate Sopra: Villa Rita, 3 - Borgo S. Martino: D. Antonio Ferzero a nome di un giovane di Roncaglia 5 - Bottrighe (Rovigo): Angelina Turolla 5.

C) - Cammarata (Sicilia): Rachele Gerardi - Caznerano: C. M. - Canale d'Alba: Aiello Maria - Carrù: Devalle Giuseppe - Caspoggio: Pegorari Costantino 5 - Casale Monferrato: Carolina Bassignana 2 - Casalborgone: Torre Giuseppe - Casatisma : Giardini Leopoldo 2 - Catania : Alba Giacomo 5 - Castelbrosso: Careggio Secondo - id.: Avanzato Camilla 2 - Castelnuovo d'Asti: Corbella Luigia - id.: Cristoforo e Rosetta Musso - Cavaglio d'Agogna : Mazzoni Elisabetta - Ccrcenasco: Galfione Guglielmo- Cergnago Lomellina (Pavia): Famiglia Garbelli Pietro 5 - Cervere: Novarino Michelina - Cerea (Verona): Sentieri Regina Ligabò 5 - Champorcher: Perruchon Elisabetta 10 - id.: Vassoney Elena ved. Brun io - id.: B. P. - Cherasco (Cuneo): Taricco Giovanni 2 - Chiavari: Maria Campodonico 3 - Chiavrie (Susa): U. V. - Chieri: Annetta Mecco ved. Aongini - Chivasso: Cena Alessandro 14 - id.: Mazza Marcellino - Colonia Vignaud (Rep. Argentina): Albano Tommaso 40-Collesano: Scelsi Rosario 5 - Cori: Chiari Augusto 3 - Cormons (Austria): Dott. Rodolfo Barone Rinaldini 6 - Costigliole Saluzzo: N. N. io.

D) - Desenzano sul Lago: Elena Anelli 5.

F) - Fiume: Virginia Centis 10 - Foglizzo Canavese : Barbero Anna - Floresta (Patti) Lando Sebastiano 3 - Fossola di Carrara: Suesa Giuseppe 11.

G) - Galbiate: Ronchetti Maddalena 5 - id.: N. N. 4 - Galvez: B. G. V. - Genova: Giuseppina e Maria Teresa Olivieri 5 - id.: N. N. 3 - id.:, Adele Lertora 2 - id.: C. G. 5 - Genzano di Roma: Cli. Benigno Vacca.

I) - Isola S. Antonio: Ravizza Erminia 5 - Isola: Alciati Maria 2 - Isola Bella: Bosco Tommaso - Isola del Cantone: E. A. Chiesa, 2.

L) - Laigueglia: Benzi Angiolina - Legnago (Verona): Bologna Basquale, 5 - Livigno: C. V. 8 - Lonigo: Soso Giovanni Battista - Luserna S. Giovanni: Gina Garnero 3.50 - Lucca: G. D. O.

M) - Moncalieri : Maria C. - Mathi Torinese Levra Giuseppe - Maniago: Siega Costante io - Mazzara S. Andrea (Messina): Giuseppina L. Ziino 5 Mergozzo (Novara): Vaalsesia Maria ved. Mortarotti di Bracchio 1 - Modica Alta (Siracusa): Giuseppina Assenza nata Pisani 5 - Milano: Zanetti Innocenta nata Gazzini 5 - Molvena (Vicenza): Cattaneo Domenica 2 - Monza (Milano): Teresa Permenati 5 - Molta di Livenza : N. N. 2. - Murisengo Monferrato: Vacca Clementina.

N) - Nizza Monferrato: N. N. 5.

O) - Occimiano Monf.: M. D. M. - Olginate: N. N. di Garlate 5 - Orsara Bormida: Bianchi Giuseppina 14

P) - Pavia: Annunziata Cazzani, 5 - Pentecanale: B. Turri 10 - Pessinetto Fuori : Maddalena Drappero nata Musso 5 - Pianezzo sullo

Spluga : N. N. - Pieve Albignolo : Invernizzi Pietro io - Pinerolo: Tersilla Badino 5.

R) - Rivarolo Ligure: Tommasina Parodi 5 - Robbib Lomellina: Morelli Maria 8 - Roletto (Pinerolo): Santiano Natalina - Roma: Marchesa Giulia Cugia 100 - id.: P. M. L. 100 - Rovigo: Maria Ferrata.

S) - Saliceto: Valla Francesco 5 - Saluggia (Vercelli): N. Vallino - id. : Vallino Teodora - S. Croce sull'Arno N. N. 20-Santa Maria (Pavia): Ch. Agostino Ridella 2 - Saint Marcel : Christille Luigi 10 - Sampeyre: R. G. fu Bernardo : 5 - San Salvatore: Cerriana Carlotta ved. Alessandro i io - Scalenghe: Giovanni Battista Gedda 2 - Sirone Limonta Virginia 2.50. - Spezia (Genova) : Luciardi Teresa ed Amelia.

T) - Tarcento: Domenica Rossi ved. Cadolini 5 - Terno Isola: N. N. 12 - Terranova Sicilia Giuffrè Guglielmina 20 - Torino: Teresa Rossi v. Stifferi - id.: C. T. B. - id.: Menso Paolo - id.: Milanesio M. Carolina - Torrazza: Chiolero Antonio 5 - Torrione Bordighera: S. S. Hélène, 10 -Tortovici (Messina): Zoppolo Ch. Gaetano - Trisobbio (Alessandria): Bossi Luigina Ivaldi 10 - Treviso: Ch. Domenico Panciera 1 - Turate (Como) Grassi Euridice Pagani 7 - Turrida: Fabris Maria 5

V) - Vignale Monf.: Leonilda Ravizza 5 - Villasinaius: Pitzalis Pasquale, 2 - Vanzaghello (Milano): Rivolta Carlo 5 - Villafalletto : Paoletti Dom. 3 - Villavernia: Melone Cristina 5 - Vinovo (Torino): Famiglia Giotto Pietro.

X) - C. T. B. 20, implorando protezione ed aiuto - Un'ascritta all'Arciconfraternita di M. SS. Ausiliatrice 3 - Marazzotta Luigia per varie grazie --Chiolo Concetta -Fr. Ugo del 3° Ordine Franc. sec.

Santuario dì Maria Ausìlìatrice

TORINO Ogni giorno, celebrazione di una santa messa esclusivamente secondo l'intenzione di tutti quelli che in qualunque modo e misura hanno concorso o concorreranno a beneficare il Santuario o l'annesso Oratorio Salesiano. Per qualsiasi commissione in proposito, rivolgersi al Direttore dell'Oratorio S. Francesco di Sales - Via Cottolengo, 32 - Torino.

Ogni sabato, alle 7.30 speciali preghiere per gli associati all'Arciconfraternita di Maria SS. Ausiliatrice.

Dal 10 agosto al 10 settembre.

15 agosto. - Assunzione di Maria SS. - Come nelle maggiori solennità.

24 agosto. - Solenne Commemorazione di Maria SS. Ausiliatrice: La devota funzione si compie alle ore 5.30, 7.30 e 14.3o.

NI. - A cominciare dal 15 agosto fino alla domenica 7 ottobre, nei giorni festivi vi sarà nel pomeriggio una sola funzione, alle ore 16.

7 settembre. - Primo venerdì del mese ad onore del SS. Cuore di Gesù: Esposizione del SS. Sacramento per tutto il giorno (dalle ore 5.30 del mattino alle ore 8 di sera).

8 settembre. - Natività di Maria SS. - Ore 5.30 e 7.30 messa della comunione generale; alle 10 messa solenne; alle 16 vespro, discorso e benedizione.

NOTIZIE VARIE

LIETI E CORDIALI AUGURI.

IL Santo Padre ha eletto Arcivescovo di Ancona Sua Ecc. Mons. Gio. Batta Ricci Vescovo dì Jesi; alla vastissima diocesi di Novara ha trasferito Sua Ecc. Rev.ma Monsignor Giuseppe Gamba, Vescovo di Biella, ed ha provveduto alla diocesi di Biella elevando alla dignità vescovile il rev.mo Mons. Gio. Andrea Masera, Vìcario Generale di Fossano.

Agli illustri ed esimi Prelati, che nel loro operosissimo zelo e nella squisita loro bontà amano ed apprezzano tanto le Opere di Don Bosco, porgiamo, com'è nostro dovere, affettuosi rallegramenti e i più lieti e cordiali auguri.

A Valdocco.

A domenica 22 luglio, un'eletta schiera di antichi allievi, in maggior parte borghesi, professori, dottori, avvocati, commercianti, industrialì ed operai, ed anche alcuni ecclesiastici, dietro invito del sig. Don Rua, convenivano ad una modesta agape fraterna nell'Oratorio, felici di trovarsi nuovamente per alcune ore in mezzo ai loro amatissìmi superiori.

Il pensiero di tutti era affettuosamente fisso su D. Bosco, del quale si rìevocarono tante dolci rimembranze e pubblicamente parlarono con vivo affetto il Prof. Alessandro Fabre e l'Ecc.rno Mons. José De Camargo Barros, Vescovo di S. Paolo nel Brasile. L'illustre Prelato, ospite fin dal giorno innanzi nell'Oratorio, onorò della sua presenza e della sua calda ed affascinante parola il fraterno convegno.

Alla fine il sig. D. Rua ringraziò con brevi e tenere espressioni non solo gli oratori, ma tutti i presenti, ed augurandosi dì rivederli ancor più numerosi un altr'anno, inneggiò anch'egli alla cara memoria di Don Bosco, nel cui nome eransi raccolti festosamente attorno a lui tanti antichi discepoli.

Il giovedi seguente adunavansi all'Oratorio allo stesso scopo gli antichi allievi Sacerdoti, con egual entusiasmo e riconoscenza.

*

ALESSANDRIA - In omaggio all'Enciclica sulla Dottrina Cristiana, il 26 maggio nell'occasione della solennità di Maria Ausiliatrice, le rappresentanze dell'Oratorio, dell'Asilo e delle Convittrici che frequentano le regie scuole pubbliche, Tecniche, Complementari, Normali ed Istituto Tecnico, diedero nell'Istituto delle Suore di Maria Ausiliatrice in Alessandria (Via Guasco, n. 23), un saggio del loro impegno per lo studio del Catechismo.

La festicciuola , tutta famigliare , fu presieduta dall'Eccell.mo Mons. Vescovo Capecci, cui facevano corona tutti i genitori delle gareggianti e benemerite signore della città. Momento di generale commozione fu quello in cui, fra le acclamazioni entusiastiche degli intervenuti, entrarono le brave gareggianti, contrassegnate da speciale distintivo. Le candidate, oltre una trentina, scelte fra quelle che erano meglio riuscite nell'esame di Catechismo, vennero interrogate sul piccolo e grande Catechismo della Diocesi, sulle varie feste principali dell'anno, su apposite lezioni riguardanti le Virtù Teologali e Cardinali (rappresentate da un bellissimo quadro) con domande estratte a sorte, a cui risposero con una precisione e con una franchezza da strappare i più vivi applausi a quanti ebbero la fortuna di presenziare il caro spettacolo. E di tale riuscita edificante la lode va non tanto alle zelanti catechiste, quanto alle buone ragazze che dedicarono allo studio indefesso delle verità eterne di nostra santa Fede, quel tempo che altre impiegherebbero in sollazzi, a svago del quotidiano studio a cui devono assiduamente dedicarsi. Il buon esito non solo eccitò nell'animo di tutte le fanciulle presenti un più vivo desiderio di studiare il Catechismo, ma destò un sentimento di simpatia nei genitori stessi, insieme colla brama ardente che si ripetano spesso così utili saggi catechistici.

BOLOGNA - Nella cripta della Chiesa del Sacro Cuore, fuori porta Galliera, il 22 giugno, si festeggiò per la quarta volta la devota solennità titolare. L'E.mo Signor Cardinale Arcivescovo celebrò la santa Messa, a metà della quale vi fu un'affluenza alla S. Comunione, più numerosa degli anni scorsi. Dopo un discorso del medesimo Eminentissimo, vennero recitate le litanie e la formola di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù, e si chiuse la funzione colla benedizione del Santissimo Sacramento. Numerosi furono gli intervenuti anche fra la nobiltà ed il clero, non solo di Bologna, ma anche dal di fuori : come il conte Grosoli, e la signora Cristina dei principi Giustiniani. Sua Eminenza tanto nel fervorino prima della santa comunione, quanto nel discorso dopo la messa, con quell'unzione e con quello zelo che gli son propri, parlò dell'amore del Cuore di Gesù per noi e dell'obbligo che abbiamo di ricambiamelo. Invitò quindi i presenti ad aiutarlo colla preghiera e coll'obolo nell'ardua impresa di condurre a termine il magnifico Tempio, pel quale Egli va erogando persino le offerte che gli vengono fatte personalmente nelle varie funzioni straordinarie del suo indefesso ministero pastorale. Quest'anno prestarono servizio all'altare i giovani dell'Istituto Salesiano i quali eseguirono pure scelte melodie liturgiche. La funzione lasciò in tutti una cara impressione.

Facciamo nuovamente i più fervidi voti, che tutte le persone pie e facoltose, specialmente di Bologna e dintorni, con generose offerte corrano in aiuto al-

In Italia.

l'Eminentissimo Card. Arciv. di Bologna, affincbè possa veder presto compiuto lo splendido tempio monumentale.

BRESCIA - Gli alunni del IV Corso del Seminario teologico, cooperatori salesiani, anche quest'anno, in occasione della loro ordinazione sacerdotale, inviandoci un'elemosina per la celebrazione di una messa nel Santuario di Maria SS. Ausiliatrice, ce l'accompagnarono con edificanti parole, che dobbiamo comunicare a tutti i Cooperatori

Che noi adempiamo degnamente - la missíone sublime del sacerdote! - e questo ci ottengano - da Maria Ausiliatrice e da Don Bosco - tutti che con noi cooperano - ad avverare i nobili umanitari ideali della Pia Società Salesiana - a ricambio del ricordo che noi pure pregando e benedicendo facciamo di loro - nella circostanza solenne della nostra Ordinazione Sacerdotale.

I novelli Sacerdoti della Pia Unione dei Cooperatori salesiani:

Sandri D. Luigi , Decurione - Don Giacinto Scanzi, Segretario - Don G. battista Zuaboni , Avvisatore - Angeloni D. Giuseppe - Beatoli D. Andrea - Caniplani D. Edoardo - Vetta D. Guido - Goh D. Stefano - Marchesini D. Luigi - Pelamatti D. Stefano - Poli D. Domenico - Rangoni D. Lorenzo - Tomaselli D. Antonio.

FOSSANO - La premiazione catechistica degli alunni del Collegio D. Bosco e dell'Oratorio festivo San Luigi, che si tenne la 3a domenica di giugno nella monumentale chiesa di S. Filippo, riuscì veramente splendida.

Grande fu l'accorrere dei più illustri cittadini, attratti specialmente dal desiderio di udire la parola eloquente dei conferenzieri preannunciati, che mirabilmente corrisposero all' universale aspettazione.

Parlò pel primo Mons. Masera, Vicario Generale, nominato testè Vescovo di Biella, prendendo a dimostrare come l'istruzione religiosa sia base per sciogliere il problema della questione sociale; senza di essa invero non possiamo avere l'operaio onesto, e senza l'operaio onesto a nulla approda qualsiasi studio di miglioramento economico. Ma l'istruzione religiosa purtroppo ormai non si ha nella famiglia, la quale può dirsi ridotta ad albergo, poiché, ad essa l'operaio non ha recapito se non per le esigenze di vitto ed alloggio, vivendo il resto della vita all'officina e per le vie, e talvolta negli ozi della piazza. L'istruzione religiosa, egli disse, non si dà sempre con vantaggio nei catechismi parrocchiali, che i giovani abituati al sistema moderno d'istruzione che si cerca di rendere sempre vario ed attraente trovano molto spesso aridi : sorge quindi fulgidamente provvida l'istituzione degli Oratorii, ove l'allettamento dei varii divertimenti attrae anche coloro che altrimenti andrebbero forse vagando, preda facile della scostumatezza, e che invece pascono il loro animo col cibo di sana, religiosa dottrina e diventano operai religiosi e conseguentemente onesti di morale e cittadina onestà, rispettosi di ogni autorità legittima.

Non minore entusiasmo suscitò il prof. Betazzi che in seguito prese la parola. Non è possibile in poche linee, compendiare convenientemente il discorso di lui che, con linguaggio elegante, con accento persuasivo perché vibrante di intima persuasione, tracciò nitida al giovane cristiano una linea di condotta fedele alle imposizioni dei Comandamenti di Dio e della Chiesa pur godendo di quanto, nel campo det^lecito, il mondo presenta di attraente, senza che nulla abbia ad invidiare a quanti mondanamente vivendo pare godano di maggiore libertà, anzi col vantaggio di maggiore felicità temporale cui ha a seguire la felicità eterna.

A tutto pose corona Mons. Vescovo con un discorso improntato a paterna sollecitudine per imprimere bene nell'animo dei presenti gli aurei concetti svolti dagli oratori.

LUGO (Romagna) - Scuola di religione: - Ci scrivono : - « Da anni si desiderava una scuola di religione, che insegnasse alla nostra gioventù le sante ed immutabili massime della dottrina cristiana. Nel mese di novembre u. s. si ebbe la consolazione di vederla aperta per soli studenti di tecnico e ginnasio. Chi scrive visitò qualche volta la detta scuola che tenevasi in una sala generosamente concessa dalla benemerita Marchesa Maria Spreti, ed ebbe a constatare che il numero dei giovani frequenti era consolante. Su 6o inscritti, oltre cinquanta erano ordinariamente presenti alle lezioni, con un contegno esemplare. L'amore alla scuola per parte dell'insegnante e la frequenza e la buona volontà degli allievi, non potevano non avere più splendido e lusinghiero risultato negli esami facoltativi pel concorso al premio. I saggi per iscritto furon giudicati buoni in massima parte , dalla commissione composta dei tre parroci della città. Negli esami orali poi, subiti innanzi alla stessa commissione, gli allievi dimostrarono non solo di aver studiato, ma anche di aver compreso la dottrina che loro venne svolta nel corso delle lezioni. Ed anche la pubblica gara fu uno spettacolo consolante. Undici giovani si disputarono assai valorosamente sei premi in denaro.

La chiarezza e la precisione delle risposte e anche delle obbiezioni più difficiline, superò l'aspettativa. È per questo che ci rallegriamo di cuore dello splendido risultato del io corso di religione, augurandoci che nel prossimo anno se ne possa inaugurare un 2°, fra l'ammirazione e la riconoscenza di tutti i buoni lughesi ».

MILANO - S. M. la Regina Madre all'istituto Salesiano. - Venerdì 29 giugno alle 4 pomeridiane, il nostro Istituto veniva onorato di una visita di S. M. la Regina Madre, che vi giunse nel suo superbo automobile, accompagnata dal gentiluomo di corte il Marchese d'Adda Salvaterra, e dalla dama d'onore donna Mina Sala Trotti, attesa da una folla di benefattori e di signore patronesse. Sua Maestà si inoltrò sotto l'ampio porticato magnificamente ornato di arbusti, serti floreali ed iscrizioni, passando in mezzo ai fanciulli ricoverati disposti su due file, mentre la banda dell'istituto suonava la marcia reale. Guidata nell'ala del porticato attigua alla cappella, fastosamente addobbato a sala, un giovanetto con molta grazia le rivolse un gentil saluto e le offerse un graziosissimo mazzo di fiori. La signora Maddalena Cravenna Brigola lesse quindi, a nome del Comitato Salesiano Milanese, un forbito discorso, dimostrando come la visita della Regina confortasse gli educatori e i Comitati maschili e femminili che caldeggiano l'opera di D. Bosco in Milano, della quale mise in rilievo i morali e sociali vantaggi. Seguirono due cori a quattro voci del Carissimi , alla cui diligente ed affiatata esecuzione Sua Maestà prestò somma attenzione compiacendosene assai.

Negli intermezzi due altri fanciulli declamarono due componimentini di ringraziamento, e Le offersero un superbo cesto di fiori a nome delle Signore del Sottocomitato e un centro-tavola, vago lavoro della scuola di ceramica, a nome dell'Istituto. Il ricevimento ebbe termine con il coro a 4 voci «Ave Maria » del maestro Ramella, che fu assai gustato, tanto che Sua Maestà volle le fossero presentati l'esimio maestro autore e il maestro Caudana dirigente la scuola musicale.

Quindi Sua Maestà visitàva le officine, la scuola di disegno, fermandosi con particolare interesse ad ammirare la copiosa collezione dei bellissimi lavori di ceramica. Da ultimo passò nella nuova Chiesa di Sant'Agostino, ove volle che Le fosse impartita la benedizione col SS. Sacramento. Compiuta la religiosa cerimonia, esaminò il vago disegno e le imponenti proporzioni del tempio e quindi abbandonava l'Istituto fra le acclamazioni dei ricoverati, dei benefattori e della folla che s'era adunata nella via.

Pochi giorni dopo, all'ispettore D. Lorenzo Saluzzo giungeva la seguente:

Reverendo Sacerdote,

Nel rassegnare alla S. V. Rev.ma i più vivi ringraziamenti di Sua Maestà la Regina Madre per il graditissimo dono fattoLe del vaso in ceramica, pregevole lavoro di codesto Istituto, mi è anche grato esprimerle tutta la soddisfazione della Maestà Sua per la bellissima esecuzione d'ieri netta Cappella Parrocchiale di Corte.

E poi con lieto animo che io ho il pregio di trasmettere qui accluso a V. S. te somma di lire cinquecento che l'Augusta Signora si è compiaciuta graziosamente destinare alt' Istituto Salesiano di S. Ambrogio, a testimonianza del benevolo Suo interessamento agli scopi di sana e pratica istruzione cui s'ispira l'Istituto stesso.

Mi sia cortese di un cenno di ricevuta e gradisca con la rinnovata occasione i sensi della mia distinta osservanza

La dama d'onore di Sua Maestà

Marchesa DI VILLAMARINA.

- Gara catechistica. Trenta dei giovani artigiani, la domenica 17 giugno , sotto la presidenza di Monsignor Balconi, sostennero, assai ben preparati, un importante certame catechistico.

I turni furono quattro: domande e risposte di seguito con piccole varianti ed uso del catechismo: domande in ordine col catechismo; domande in ordine senza catechismo; domande senza sbagliare una parola. Nei primi turni furono due i perdenti; nel terzo furono di più , ma nell'ultimo ci fu una vera e viva lotta di resistenza : e il principe poi e i due consoli si contesero lungamente la vittoria.

Fu principe il giovinetto Leonida Trenta, allievo meccanico, il quale fu coronato da Mons. Balconi; e riuscirono consoli, Spartaco Arbuffi scultore ed Enrico Rossi, sarto. Tutti i gareggianti ebbero a godere di una bella gita, a dieci fu distribuito uno splendido diploma, e i primi tre ebbero pure, rispettivamente, un libretto di cassa di risparmio da L. 30. 15, 10, dono di benefattori. Un breve discorso sulla utilità delle gare catechistiche aveva aperta la festa; Mons. Balconi la chiuse con brevi parole di congratulazione e di speranza che non solo la lettera, ma lo spirito del catechismo cattolico venga praticato.

MOGLIANO-VENETO - Una festa soavissima fu quella procurata la 3a domenica di giugno da S. E. Monsignor Vescovo di Treviso al Collegio salesiano di Mogliano, nell'occasione della prima Comunione di 23 alunni e della solennità del Sacro Cuore di Gesù. Affettuose le parole rivolte con accento paterno da S. E. ai nuovi Comunicandi ; toccante il quadro che di Gesù buono , buono specialmente coi fanciulli , Sua Eccellenza delineò al Vangelo della messa solenne ; affabilissima la bontà dimostrata, sul finire del pranzo, coi giovanetti che con canti e componimenti vollero dimostrare all'amato Pastore la loro viva riconoscenza ; e commoventi le parole di consiglio e di eccitamento che questi rivolse ad essi nel momento della partenza. La venerata figura di Mons. Longhin resterà profondamente impressa in quei teneri cuori.

NOVARA - Inaugurazione di Bandiera. - Una bella cerimonia svolgevasi domenica 17 giugno nella chiesa di Maria SS. Ausiliatrice. La Compagnia del SS. Sacramento, di cui fanno parte i giovani delle classi ginnasiali superiori, solennemente inaugurava la sua bandiera. La Benedizione rituale fu compiuta dal rev.mo Mons. Can. Giovanni Batt. Delsignore, Vicario Capitolare, che pronunciò pure il discorso di circostanza, nel quale, con splendida forma, ispirandosi al significato della bandiera, sul cui drappo campeggia la croce col motto in hoc signo vinces, esortò i giovani a professare apertamente e senza rispetto umano la Religione. Presenziavano la cerimonia il rev.mo dott. D. Giuseppe Bertello del Capitolo Superiore Salesiano, il Direttore dell'Istituto e altri superiori. Fungevano da padrini il cav. Vinesio e la consorte sig.a Clementina. Facevano corona al nuovo vessillo le bandiere del Circolo S. Giuseppe e di S. Luigi dell'Oratorio festivo di S. Giuseppe con rappresentanza. La nuova bandiera fu salutata all'uscir dalla chiesa dalla banda dell'Istituto e dagli applausi di tutti i giovani artigiani e studenti esultanti. Nella solenne occasione fu inviato un telegramma al Papa, invocando l'Apostolica Benedizione, a cui il Santo Padre degnavasi rispondere col seguente

Santo Padre, facendo voti che inaugurata bandiera Compagnia Santissimo Sacramento coi fermi ed accresca giovanile pietà, imparte con affetto Apostolica Benedizione.

Card. MERRY DEL VAL.

ROMA - La festa titolare alla Parrocchia del S. Cuore di Gesù. - L'affluire straordinario di popolo, non ostante fosse giorno feriale, dimostrò quanto cara sia a tutti la divozione al S. Cuore e come questo Cuore divino penetri dolcemente nei cuori umani conquistandoli al suo amore.

Le sacre funzioni, mercè il concorso di Em.mi ed Ecc.mi Prelati, riuscirono imponenti. Il giorno 21, vigilia della festa, pontificò ai primi Vespri S. Ecc. Rev.ma Mons. Simon, ed impartì la Benedizione col Santissimo Sua Em.za il Card. P. Respighi. Il giorno seguente celebrò la messa della comunione generale Sua Ecc. Rev.ma Mons. Giuseppe Ceppetelli, Vice gerente di Roma ; S. Ecc. Rev.ma il Vescovo di S. Paolo nel Brasile, Mons. Josè De Camargo Barros, pontificò ai secondi Vespri, e S. Em.za Rev.ma il Card. Mariano Rampolla, nostro venerato Protettore, chiudeva la solennità colla Benedizione di Gesù in Sacramento.

S. BENIGNO CANAVESE - All'Oratorio Salesiano - Due simpatiche feste si svolsero nei giorni 29 giugno e io luglio, presenziate dal sig. D. Rua giunto la sera del 29 accolto da unanimi applausi. Dopo un saluto all'amatissimo padre, si diè tosto principio ad una splendida gara catechistica. I vincitori furono i giovani Guelfi Giuseppe e Negra Attilio falegnami. Don Rua chiuse con brevi parole congratulandosi cordialmente coi gareggianti, che erano una trentina, e coi numerosi intervenuti.

La domenica, primo luglio, si celebrò la solennità del Sacro Cuore, con scelta musica nelle sacre funzioni, processione solenne col SS. Sacramento, ed una bella accademia musico letteraria. A notte le porte dell'istituto nuovamente si apersero al pubblico, che ri riversò nell'ampio cortile fantasticamente adorno di un'infinità di bicchierini multicolori e palloncini, festoni e bandiere. La musica istrumentale intrattenne con un splendido programma la numerosissima folla.

Dall'Estero.

LISBONA - Meritata onorificenza. - Il rev.mo Don Pietro Cogliolo ci annunzia che S. M. il Re di Portogallo ha conferito la croce di cavaliere dell'insigne Ordine di S. Thiago all'egregio architetto torinese il sig. Mario Ceradini, autore del progetto dell'Istituto Salesiano di quella capitale, in vista appunto dell'elegante e maestosa semplicità del disegno e della piena corrispondenza del fabbricato a tutte le moderne esigenze.

Ce ne rallegriamo di cuore coll'egregio architetto, il quale, presentemente, attende alla costruzione di altri importanti edilizi all'Estero, per mandato dell'Ufficio Tecnico Centrale della pia Società Salesiana.

IBAGUB (Colombia). - Lo sviluppo dell'Opera Salesiana. - Il Sac. Domenico Cera in data 6 aprile u. s. scriveva al sig. D. Rua : « Il 15 marzo ricorreva il primo anniversario dell'apertura di questo collegio d'arti e mestieri. Sieno rese grazie al Signore per i molti benefizî che ci ha concessi durante l'anno trascorso. Coll'aiuto del Governo abbiamo tolto in affitto un locale discreto, per aprire le scuole professionali dei sarti, calzolai e falegnami. I giovanetti manifestarono buona volontà e fecero non piccoli progressi nello studio e nell'arte ; talchè si poterono eseguire vari lavori anche pel pubblico, che non s'aspettava tali frutti in così breve tempo.

» Quello poi che più ci consola si è il vedere come Diaria SS. Ausiliatrice sia venuta in nostro aiuto in modo proprio meraviglioso . . . La devozione di questa buona Madre si propaga in queste provincie del Tolima rapidissimamente. Da molte parti ci giungono lettere in cui si raccontano grazie ricevute e da cui traspare il più grande affetto per la, nostra Ausiliatrice.

» Il 1905 farà pur epoca per questa fondazione per aver cominciato la costruzione d'una parte del Collegio ibagheregno. Da otto mesi si è posto mano all'opera, contando sulla Divina Provvidenza e sui piccoli risparmi che può offrire una giusta economia.

» Un altro avvenimento fu la posa della prima pietra di liti tempio dedicato alla Madonna del Carmine, la cui costruzione ci venne affidata dall'amatissimo Mons. Ismaele Perdomo, Vescovo diocesano e zelante Cooperatore. Questo sacro edifizio avrà lo scopo di sostituire la nostra cappella pubblica, aperta provvisoriamente il 9 dicembre del 1904, e dì dare alla città d'Ibaguè la seconda chiesa, tanto necessaria, poichè questa città che conta già 24.000 abitanti, non possiede che la sola cattedrale. Il nuovo tempio sorgerà a lato del Collegio ».

NECROLOGIA

Sua Ecc. Rev.ma Mons. Nicola Zoccoli Vescovo Titolare di Sebaste.

SPIRò serenamente la mattina del 4 luglio in età di 78 anni, poichè era nato, in Castelfranco d'Emilia, il 31 agosto 1828.

Giovane studente e poi professore nel Seminario arcivescovile di Bologna, Parroco alla SS. Trinità, Vescovo tit. di Sebaste, in ogni stadio della sua illustre e valorosa carriera egli si distinse per dottrina e virtù, zelo delle anime, e tenerissimo amore alla gioventù, specialmente operaia. Pro-Vicario Generale dell'Em.mo Card. Battaini e poi Vicario Generale dell' Em.mo Card. Domenico Svampa, esercitò il delicatissimo ufficio con ammirazione generale. Da Leone XIII, pei suoi rari meriti, era stato annoverato tra gli assistenti al soglio pontificio e creato Conte Romano.

Mons. Nicola Zoccoli fu pur l'attivo Presidente del Comitato promotore del I° Congresso Salesiano e per le Opere nostre ebbe sempre un intimo affetto. E per questo che l'anima sua desideratissima si merita i nostri più abbondanti suffragi.

Il sìg. Ignazìo Darbesìo.

Dopo una vita tutta spesa in opere buone, largheggiando specialmente verso i poveri come elemosiniere della Conferenza San Vinvenzo de' Paoli e dell'Opera Pia San Luigi questo nostro zelante Cooperatore rendeva la sua bell'anima a Dio il io giugno.

Mentre innalziamo per lui i più fervidi suffragi, coli affettuosa riconoscenza rinnoviamo all' addolorata famiglia le più sentite condoglianze.

Il Can. Prof. Vincenzo Papa.

oro molti giorni di sofferenze, tollerate con esemplare rassegnazione, nelle prime ore dei 23 giugno u. s. spirava placidamente il venerando can. prof. Vincenzo Papa, nativo di Desenzano.

Il clero torinese perde con lui uno dei membri più zelanti e virtuosi : le lettere, un dotto e pro fondo scrittore, e la storia un cultore insigne Era canonico onorario della Metropolitana, cappellano onorario del Re, e socio della R. Deputazione di Storia patria.

Pari all'altezza dell'ingegno, in questo illustre cooperatore fu la grandezza dell'animo. Profonda pietà, generoso disinteresse nell'esercizio del ministero sacerdotale, devozione viva e inalterata alle autorità ecclesiastiche, erano le sue prime virtù. Amico ed ammiratore del nostro caro D. Bosco, più volte, dimostrò all'opera nostra tutto il suo affetto sincero. A lui in particolar maniera si deve la fondazione dell'Oratorio Salesiano di Desenzano. Che una fervida prece dei nostri lettori lo accompagni nella gloria celeste!

Il sìg. Carlo Barbano da Frassineto Po.

ANCHE questo zelante Cooperatore e benefattore delle Opere Salesiane è passato a miglior vita. La pratica delle cristiane virtù e sopratutto l'esercizio della carità, speriamo che gli abbiamo già schiuso le porte del cielo.

Tuttavia, mentre inviamo ai desolati congiunti le più sentite condoglianze, preghiamo vivamente il Signore ad ammettere l'anima eletta dell'estinto nella gloria dei Santi.

Gìovannì Nogara di Bellano.

un nome sconosciuto fuori del suo paese, ma è il nome di persona che merita di essere ricordata per doti d'animo e benemerenza di vita non comuni. Egli era nato a Bellano nel 1835 e vi morì il 29 gennaio 1906. Fu un uomo tanto tanto umile, ma era pure il tipo del vero galantuomo, del cristiano, e del perfetto educatore della sua numerosa figliuolanza, che seppe temprare al senso austero del dovere e guidò a raggiungere onorata ed alta posizione.

Zelante Cooperatore Salesiano, non lasciava passar numero del Bollettino senza averlo letto da capo a fondo, anzi li conservava dal I° all'ultimo; e volontieri mandava ogni anno il suo obolo per le Opere di D. Bosco. Che la sua memoria duri in benedizione !

Mons. Antonìno d'Elìa.

IL giorno 24 maggio, solennità di Maria Ausiliatrice, nella sua nativa Brienza (Basilicata) di cui era zelante Arciprete, spirava nel bacio del Signore Mons. Antonino d'Elia, in età di 70 anni, spesi tutti per la gloria di Dio e la salute delle anime. Benemerito Cooperatore Salesiano amò di speciale affetto i Salesiani d'America, e reduce dalle missioni visitò in Torino il nostro Padre D. Bosco il quale gli dimostrò grande stima pel suo zelo veramente apostolico esercitato per molti anni nella città di Montevideo. Amò pure di grande affetto i nostri Confratelli che da due anni reggono il Seminario di Marsico e Potenza ; e si diceva felice quando li poteva accogliere nella sua canonica insieme coi seminaristi loro allievi.

Sia pace eterna all'anima del santo missionario e del zelante Arciprete.

FACCIAMO particolari suffragi pei seguenti cooperatori defunti dal 15 marzo al 15 maggio.

Bisazza Cristina - Trissino, Vicenza.

Bocca Luigi, caffettiere - Casalborgone, Torino. Bocca D. Matteo, parroco - S. Eusebio, Cuneo. Bonafede contessa Maria, Vedova - Fermo. Bonavia Ludovica - Genola, Cuneo.

Bonis di Marcorengo contessa Petronilla - Torino. Bonora Bernardina - Monticello, Genova. Borasio N., colonnello a riposo - Alessandria. Borghi Angela V.a Luchelli - Torino.

Borri D. Francesco, parroco - Granaglione, Bologna. Botto Maria - Torino.

Bovio Giuseppe fu Spirito - Trino, Novara. Bovio Carolina - Torino.

Bressi Francesca -- Boffalora Ticino, Milano. Brosadola-Stazzolini Anna - Cividale. Bucciarelli Giacinto - Greve in Chianti. Calasso Adelaide - Castagnole Monferrato. Capellino Andrea - Frinco d'Asti. Calvi Angelina - Valnegra, Bergamo.

Cantarella D. Sebastiano, beneficiato - Militello. Campagna D. Stefano, teol. canonico - Mondovi Piazza. Carli Giacomo, avvocato - San Remo, Portomaurizio. Capotasti conte Ottavio - Macerata. Ceriani Emilia - Origgio, Milano. Cerva Giuseppe - Casalgrasso, Cuneo. Chini Carolina - Montanaro, Torino. Chiarella Maria - Ventimiglia. Ciocchetti D. Gio. Battista, prevosto - Orio Canavese. Cicuta D. Gio. Battista - Genova. Cipriani D. Cipriano, cooperatore - Prua, Verona. Ciocchi Mons. Francesco, cerimoniere - Roma.

Ciulla D Gaetano, canonico - Barrafranca, Caltanisetta. Coppa Benedetto - Monticello, Cuneo Cottarella Francesco di Antonio - Cammarata, Girgenti. Conta Edvige Franchina - Cuorgnè, Torino. Conforti D. Andrea, canonico - Salerno. Colombatto Celestino -- Rivoli, Torino. Corridoni D. Aventino - Mogliano, Macerata. Combianchi Catterina - Novara. Cormons Giuseppe - Rodda, Udine. Cordioli D. Luigi - S. Martino Buonalbergo, Verona. Cozzi nob. commendator Riccardo - Venezia. Cologna Gio. Battista - Castelfondo; Tirolo. Costamagna Margherita - Caramagna, Cuneo. Conti Angela - Borgo S. Dalmazzo. Cuneo. Collù Francesco - Cagliari. Cola Marianna fu Giuseppe - Serra, Bergamo. Crespi Diana Silvia - Ventimiglia. Curci D. Giuseppe, parroco - Potenza. Damerini Palmira - Carmignano, Firenze. D'Amico D. Onofrio - Pozzo di Gotto, Messina, De Luca Giacomo - Torino. Delfino Giovanni - Varazze. Devalle Francesco fu Bernardino - Racconigi.

Del Tosto D. Bernardino, parroco -S. Sepolcro, Arezzo. De Alexandris Cesare, maestro - Montecosaro, Macerata. De Gregorio D. Vincenzo - Cerignola, Foggia. Delù D. Luigi - Lussello, Alessandria. De Zordo-Costantini Emilia - Perarolo, Belluno. De Andreis Paola V.a Gnecco - Savona. Diotallevi Bernardino Saverio - S. Costanzo, Pesaro. Dossi Mons. Basilio, rettore seminario - Rovigo. Duccini D. Carlo, pievano - Folignano, Ascoli Piceno. Eccher Lima - Mezzo Tedesco, Tirolo. Farsetti Ottavio - Greve in Chianti Facen D. Giovanni IVI., curato - Zorzoi, Belluno. Farina D. Domenico, arciprete - Amaroni, Catanzaro. Ferraro Adele - Lauro, Avellino.