Bollettino Salesiano

SOMMARIO DI OTTOBRE 1900

I libri di testo per le Scuole Element., Comp. ecc. pag. 267

LE FESTE GIUBILARI DELLE NOSTRE MISSIONI   » 264

NELL'OTTOBRE del 1900 .. .. » 269

LE ARMONIE DEL ROSARIO » 272

Lo Scuole Salesiane e le Scuole Laiche   » 292

Collegio-Convitto Leonino in Orvieto    27

Una Chiesa al Sacro Cuore di Gesù in Nizza Monf.   » 276

MISSIONI: - COLOMBIA: Le ultime notizie intorno ai nostri lazzaretti - PATAGONIA : Attraverso la Pampa Centrale -AMERICA DEL NORD : Missione Salesiana in New-Jork- VENEZUELA: La messe è molta   » 278

Grazie di Maria Ausiliatrice   » 285

NOTIZIE VARIE : Una lettera del Card. Parocchi all'Autore della Vita di Mons. Lasagna - Benedizione dello stendardo di S. Luigi a Balerna - Una nuova statua nell'Oratorio di S Luigi in Torino - Le Suore di Maria Ausiliatrice a Falicetto   . » 289

Rivista Bibliografica   » 292

ILLUSTRAZIONI: - Indio della tribu Jagana, pag. 271 -Indio Boliviano, 274 - indio Teuelche, 279 - Indio Jivaro. 282 - La Madonna del Rosario, 286 - Indie Onas, 290 - Santiago-Via S. Fè, 291.

IMPORTANTISSIMO

I libri di testo per le Scuole Elementari, Complementari, Normali, Ginnasiali e Liceali

LA scelta dei libri di testo per le scuole è indubitatamente una delle cose il che maggiormente preoccupano gli educatori in genere, i padri di famiglia in ispecie. Trovar un libro ben fatto, il quale risponda pienamente alle esigenze de' programmi e delle disposizioni governative, e nello stesso tempo nulla contenga che disdica sotto l'aspetto morale e religioso, sicchè il giovane allievo possa adoperarlo senza pericolo alcuno, è cosa ad un tempo delicata, difficile ed importante. Nell'intento di provveder a questo bisogno universalmente sentito, il Congresso Salesiano di Bologna fece voti che i figli di D. Bosco dessero in tempo la maggior pubblicità possibile all'elenco de' libri di testo, che unitamente al programma scolastico sogliono diramare ogni anno per le loro Scuole Liceali, Ginnasiali, Normali, Complementari ed Elementari.

In ossequio a questi voti, calorosamente espressi da Ecc.mi Vescovi e da altri illustri personaggi del Clero e del Laicato, noi tenendo innanzi le norme sopra indicate, abbiamo compilato anche pel p. v. 1900-901 un elenco di libri di testo, sufficientemente abbondante, sì di edizione nostra come di edizione altrui, per le Scuole Liceali, Ginnasiali, Normali, Complementari ed Elementari. Ed ora questo elenco manderemo gratuitamente ai nostri buoni Cooperatori che ce ne farnno domanda. Essi avranno la bontà di esaminarlo, e di sceglierne quei libri che loro paressero interessare, scrivendo per le relative commissioni di acquisto alle Librerie Salesiane che si pongono a loro disposizione. È anche a notare che in siffatta compilazione si ebbe pur riguardo alla spesa.. Volere o no, la questione finanziaria s'impone potentemente, sicchè abbiam creduto cosa conforme a carità proporre i libri che, oltre alle qualità sopra accennate, abbiano pur quella di costare il meno possibile.

Viviamo fiduciosi che l'opera nostra, intrapresa coll'unico scopo di provvedere al bene della gioventù e di venir in aiuto alle famiglie, sarà convenientemente apprezzata e che questo quinto elenco incontrerà il gradimento, di cui furono largamente onorati i quattro antecedenti. Noi poi ci dichiariamo fin d'ora riconoscenti alle osservazioni, che a scopo di bene ci saranno indirizzate nell'intendimento di migliorare di volta in volta un'opera così difficile ed importante, qual'è la scelta accurata de' libri di testo.

LE FESTE GIUBILARI DELLE NOSTRE MISSIONI

I nostri Confratelli d' America in questi ultimi mesi dell'Anno Santo si preparano a celebrare con ispeciali festeggiamenti il così detto Giubileo d'Argento delle nostre Missioni, cioè il compimento del 25° anno dacchè si fece la prima spedizione dei Missionari Salesiani. Tali festeggiamenti hanno per iscopo di render a Dio pubbliche e solenni grazie per gli immensi benefizi largitici dal Signore durante questo periodo di tempo, e specialmente per la rapida diffusione delle Opere di don Bosco in quei paesi. Quanto si è operato in 25 anni dai Salesiani e dalle Suore di Maria Ausiliatrice nel Continente americano, ha in sè tanto del prodigioso da doversi unicamente ascrivere alla particolarissima protezione di Nostro Signore Gesù Cristo e della divina sua madre, la potente nostra Ausiliatrice. Perciò è ben giusto, che al compiersi di questa fausta data tutti i Salesiani d'America sciolgano l'inno della loro gratitudine, e quest'inno dei loro cuori riconoscenti si ripercuota, eco armoniosa, eziandio nel cuore dei Confratelli dell'Antico Continente e di lutti i Cooperatori ed ammiratori dell'Opera Salesiana, acciocchè unissono sia il ringraziamento al Signore di tanta sua bontà verso di noi e le nostre Missioni.

E perchè questa mirabile unione di cuori e di sentimenti avesse, siano per dire, un vincolo visibile, il Venerando nostro Superiore Generale degnavasi inviare a queste Feste giubilari d'America un suo speciale rappresentante nella persona del Direttore Spirituale della nostra Pia Società, il R.mo Sac, Prof, Paolo Albera, Questi, accompagnato dal suo segretario il Sacerdote Gusmano D. Calogero partì da Torino nella prima quindicina dello scorso agosto ed ai primi di settembre approda felicemente alle terre di Colombo, dove si fermerà, a Dio piacendo, fino a tanto che non abbia compiuto la visita di tutte le nostre Case e Missioni. Noi mentre gli auguriamo di tutto cuore, che possa appieno disimpegnare, a gloria di dio e per il maggior bene della nostra Congregazione, la difficile missione affidatagli, supplichiamo vivamente i nostri lettori a volerlo accompagnare continuamente co' le loro fervide preghiere.

Nell'Ottobre del 1900 SIAMO nel mese che da 17 anni i cattolici di tutto il mondo , rispondendo unanimi alla voce dell'immortale Leone XIII , chiamano in linguaggio cristiano col dolce e soave nome di mese del Rosario, e in quest'Anno Santo sopratutto, dinanzi all'agonia della natura, dinanzi agli ultimi fiori e agli ultimi vividi tramonti dell' agonizzante secolo xix, più forte che mai si sente la necessità di riporre il meglio delle nostre speranze nel Rosario, tal che più che altro per esso si debbano impetrare da Dio gli opportuni soccorsi per la prosperità religiosa e sociale del prossimo venturo secolo. « Il Santo Padre nutre ferma speranza che se noi faremo frutti degni di penitenza, Colei che sola ha esterminato tutte le eresie nel mondo intero, piegherà infine la collera vendicatrice della divina giustizia, e ridonerà la salute e la pace. » (Decretum inter plurimos, 20 agosto 1883.)

Noi dunque vogliamo eccitare i nostri Cooperatori e le nostre Cooperatrici a ritemprare la loro virtù, il loro coraggio, la loro fermezza e carità nella recita assidua e devota del Rosario per combattere efficacemente gli errori e le sette nemìche della Chiesa. Il Santo Padre ci ha insegnato che il Rosario è stato istituito per una Provvidenza tutta speciale di Dio, affine di implorare il materno ed efficace soccorso della Regina del cielo contro i nemici del nome cristiano e di ottenere la conservazione della integrità della fede e di sottrarre dalla via della perdizione eterna le anime riscattate a prezzo del Sangue divino.

Quando mai più che in questi ultimi tempi fu necessario di combattere i nemici del nome cristiano e di invocare il soccorso di Colei che ha vinto tutte le eresie? Quando mai come ai nostri giorni i nemici del Cristo e della sua Chiesa hanno con tanto accanimento mosso atroce guerra a quanto possediamo di più sacro e prezioso? La integrità della fede è stata ed è pur tuttavia fieramente minacciata dal razionalismo e dall' indifferentismo religioso venuto di moda per cui le sette separate dalla Cattolica Chiesa trovano da per tutto facile adito a far proseliti. Le anime corrono gravissimi pericoli, e sono tentate e lusingate al male da tutte le moderne istituzioni, dalle false massime introdotte, dai teatri lascivi, dalle letture oscene, dalle scuole, dalle leggi stesse, Per combattere tanti nemici, per resistere a tante tentazioni il Vicario di Gesù Cristo insistentemente ci invita da diciasette anni a raccoglierci tutti attorno a Maria, Madre di Gesù.

Noi abbiamo bene molti nemici a combattere, molte grazie ad ottenere. La Madonna del Rosario farà cessare le discordie che snervano le forze dei cattolici, illumìnerà i dissidenti che respingono gli insegnamenti del Romano Pontefice e tutti coloro che acciecati dall'egoismo con furore demoniaco muovono guerra alla verità e alla giustizia. Non è diminuita la potenza di Maria. Perchè dunque non sarà grande il nostro coraggio e la nostra speranza? Moltiplichiamo in questo mese le preghiere e serriamoci attorno allo stendardo del Rosario.

La devozione del Rosario è stata sempre un distintivo dei buoni cristiani ma ai giorni nostri ben può dirsi che la moltitudine dei cattolici sparsi su tutta la superfice della terra, trovasi riunita dinanzi alla Regina del cielo cari in mano la corona. Grandiosa e sublime è questa preghiera unanime del mondo cattolico mediante la recita del Rosario. Prostrati innanzi a Maria, tutti preghiamo questa Vergine potentissima perchè interceda per il popolo cristiano. Oh! se tutti co loro che recitano il Rosario sapessero mostrarsi sempre compatti e uniti di fronte ai nemici della Chiesa e d'ogni sorta di verità, come resterebbero quei sciagurati oppressi e ammutoliti!

Poichè è un fatto innegabile che la maggioranza delle nazioni cattoliche e in ispecie dell'Italia, è costituita da veri cristiani, cioè da quelli che non solo sono tali per il battesimo, ma perchè credono fermamente tutte le verità rivelate, osservono i divini ed ecclesiastici precetti, vivono soggetti ed obbedienti al Capo visibile della Chiesa, il Romano Pontefice. Come va dunque che la minoranza formata di atei, di miscredenti e di pessimi cristiani, s'impone alla maggioranza cattolica? Come va che davanti allo strepito dei miscredenti, rimangono i cattolici molte volte, anzi quasi sempre, attoniti e disanimati? Il motivo si è, perchè i cattolici non sempre sanno mostrarsi compatti ed uniti nell'usare i risolti mezzi che hanno per affermare al cospetto degli empii la loro esistenza, la loro grande maggìoranza e la loro vitalità sempre forte e rigogliosa. La frequenza nelle chiese, l'osservanza della legge e dei precetti, una incondizionata sottomissione al Vicario di Gesù Cristo, dare il nome alle associazioni cattoliche, serve a manifestare, ad affermare pubblicamente la vitalità del cristianesimo perseguitato e calunniato nelle più inique maniere. Ma sopratutto noi vorremmo che i cattolici fossero uniti, senza eccezioni e pretesti, nel non prestare appoggio e aiuto ai malvagi col promuovere e col partecipare in qualsiasi modo alle opere loro. È certo infatti, che i cattolici inconsideratamente , e forse senza riflettere , aiutano i malvagi sino al punto da confondersi con essi.

Per accertarsi di questo fatto doloroso basta dare un' occhiata all'inconsulto favore che essi prestano quotidianamente alla stampa empia, incredula e spudorata, somministrando così i mezzi materiali per propagare scelleratezze. Nessuno ci vorrà negare l'esistenza di questo male nel campo cattolico, poichè ciascuno lo può verificare ad ogni piè sospinto coi suoi propri occhi, ed a noi pare assai propizia l'occasione del mese del Rosario per invitare tutti i nostri cortesi lettori a metter mano all'opera per efficacemente estirparlo, e facendo nostre alcune belle considerazioni che vennero pubblicate anni sono nelle Memorie, Domenicane (1) diciamo a tutti: come con una sola voce invocate la intercessione di Maria , parimente con una sola voce fate conoscere ai malvagi di non voler più leggere i loro libri, nè tenere in mano i loro giornali. Giova riflettere un poco alla contraddizione in cui cadono tanti, i quali per una parte pregano, tengono in mano la corona, deplorano i vizi che travagliano la società ; e d'altra parte con la massima disinvoltura hanno ogni giorno in mano quel giornali , destinati unicamente a propagare il veleno della incredulità e del vizio. La preghiera è di per se stessa una esplicita professione di fede: chi prega manifesta di credere in Dio, di sperare in Dio, di amare Iddio. Per mezzo della preghiera il cristiano si eleva sino al trono di Dio, a Dio tributa l'onore e l'ossequio dovutogli , gli espone i suoi bisogni porge azioni di grazie, nella certezza di essere ascoltato, nella ferma speranza di essere esaudito. Il cristiano che prega non può, o almeno non devo ignorare che se la sua preghiera è disgiunta dal rispetto che si deve a Dio, se non è disposto a chieder perdono dei suoì. trascorsi e ad osservare i divini ed ecclesiastici precetti, non potrà mai sperare di essere ascoltato e molto meno di essere esaudito. Da questo deriva che sarebbe stolto quel cristiano, che prima o dopo avere tenuto in mano la corona, si accomunasse co' bestemmiatori e motteggiatori di Dio, co' nemici della Chiesa cattolica, coi propagatori di ogni più laida disonestà, ascoltandone i discorsi, prendendo parte alle loro nefande conventicole.

Ma se molti si guardano dall' aver parte coi bestemmiatori o disonesti, e a gran ragione crederebbero degradarsi assistendo ad empie adunanze, non pertanto non pochi vi hanno che con la massima disinvoltura, senza il minimo ritegno, acquistano e aprono l' accesso nelle loro case, e tengono in mano e leggono con avidità libri, periodici, romanzi, giornali, libercoli di ogni sorta, parto di uomini immorali, che non si propongono che la corruzione o il lucro. Al vedere tanta, disinvoltura sembrerebbe a prima giunta che tali letture, giustamente vietate dalla Chiesa, o dalle stesse leggi naturali, abbiano perduto ogni intrinseca malvagità, sì che possano esser fatte senza peccato e pericolo di sorta. Eppure è certo che se per una parte la viva voce dell'empio e del dissoluto produce in chi l'ascolta una più viva impressione; non è meno vero che la lettura lascia assai più profonde traccie nella mente e nel cuore; e praticamente parlando sono assai più coloro che furono guasti dalle perverse letture, di quelli che vennero tratti al male per avere ascoltati perversi discorsi. Laonde convìen dire che il cattolico che tiene in mano la corona, eppoi con ogni indifferenza acquista e legge libri o stampe perverse, cade in una stupida contraddizione e danneggia se stesso più ancora di chi s'accomuna agli empi.

Molti sono i pretesti, le scuse, i sofismi che si mettono innanzi per ispogliare un atto tanto pericoloso di quella perversità che in se stesso racchiude ; ma si deve ritenere come cosa certissima che ogni scusa, ogni pretesto, ogni sofisma, messo innanzi da chi s'illude non ha ragione d'essere. È arte di Satana, anelante di continuo a prendere nella mente e nel cuore dei credenti il posto di Dio. E a persuadersene basta riflettere che tutti i libri, tutti i giornali, tutte le stampe empie e disoneste, sono diffuse da chi milita sotto il vessillo sul quale sta scritto : Guerra a Dio, guerra alla religione, guerra alla Chiesa. Vi sono, è vero, in questo esercito gradazioni moltissime, ma la bandiera è una.

Si ponderi il concorso, l' incoraggiamento, la baldanza che si accresce ai malvagi con l'acquistare solamente le loro produzioni perverse, e si vedrà tosto quanta aberrazione e quanta malizia riunisca in se stesso questo solo fatto, che d'altronde sembrerebbe indifferente o semplicissimo. Se si trattasse di prestare mezzo pecuniario od un incoraggiamento qualun que ad un' accozzaglia di scellerati, i quali avessero per unico scopo di voler preparare e manipolare veleni potentissimi, atti ad illanguidire e a togliere la vita a quanti più fosse possibile di individui della umana società, sono certissimo che ognuno si guarderebbe bene dall'incoraggiare un' opera cotanto micidiale; anzi, ognuno desideroso non solo della propria, ma anche dell'altrui conservazione, metterebbe ogni studio per additare alla pubblica esecrazione quei forsennati. Ora è manifesto che quell'accozzaglia d'iniqui che diffonde stampe malvagie , formata in gran parte da giudeì e giudaizzanti, non è altro che una grande associazione di avvelenatori, tanto più micidiali e pericolosi di quanto la vita dell'anima che vogliono estinguere è superiore alla vita del corpo.

Ecco quanto è necessario si faccia in questo mese di ottobre da tutti i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane: guerra, e guerra ad oltranza, alla stampa perversa.

È questo uno degli scopi principali che si prefigge il Papa inculcando tanto calorosamente la divozione del Rosario, perchè Maria, che nei secoli passati ha scongiurato col suo valido presidio dall'umana famiglia i più grandi mali, pregata con fervore in questo mese, saprà pure liberare la società cristiana dall'immane pericolo che le minacciano le perverse letture. È questo uno dei doveri più importanti ed urgenti che hanno tutti i devoti del Rosario, quello di stringersi in alleanza, di unirsi sotto una sola bandiera per combattere vigorosamente contro la stampa perversa e malvagia. Uniti tutti in questa crociata contro la stampa cattiva saremo sicuri di preparare al secolo venturo una generazione migliore e veramente cristiana.

(1) Il Rosario - Memorie Domenicane - Periodico che si pubblica due volte al mese in Roma (Via Piè di Marmo, 12.) Conta già 17 anni di vita e costa solo L. 4 annuo: dovrebbe trovarsi in tutte le famiglie.

LE ARMONIE DEL ROSARIO

Il Rosario! - Un effluvio effondesi al dolce ricordo della corona, così piena di gaudio, di lacrime e di gioia. A quel ricordo, l'anima è trasportata nei luoghi, dove ora regna il silenzio e la barbarie, ed ivi scorrendo con l'occhio sugli immensi orizzonti, appena ombreggiati da qualche storico monte, medita. Ed ecco, man mano che i misteri si succedono, si vivifica la scena e l'anima ora gioisce al sorriso di Maria, ora piange con Lei; indi riguardando il Tabor lontano, aspira alla patria beata, dove l'epopea del Rosario ha la sua fine, il trono, la corona.

Semplice e sublime preghiera, che quale profumo dal cuore stanco viene alle labbra; armonia divina , chi può dire la tua bellezza

In te il povero trova il più bello omaggio da offrire a Maria ; il pensatore lo sviluppo e la sintesi dei suoi studii ; lo scienziato l'armonia dei cieli e delle cose ! In te è la salvezza della famiglia, della società, della patria... Quanta grandezza nella corona !

Le sue trilogie sono monumenti che l'ala del tempo non toccherà. I nomi di Mureto, Lepanto, Vienna sono scritti a caratteri d'oro nella storia. - S. Domenico e S. Pio V, Innocenzo XI e Simone di Monfort, Don Giovanni d'Austria e Sobieschi hanno cinta la fronte di immortale aureola. Loreto, Lourdes, Pompei e Valdocco sono ai cuori cattolici luce e speranza in un secolo inneggiante al Rosario di Maria.

Il grido del mondo cattolico in quest'anno santo : Viva Gesù Redentore, dolcemente si sposa all'altro di: Viva Maria, e l'eco armoniosa si ripete in questo ottobre lontana, e ridice l'unità e la forza della Chiesa militante.

(Dal Rosario-Memorie Domenicane).

LE SCUOLE SALESIANE E LE SCUOLE LAICHE *)

DEDICHIAMO ai genitori cristiani il bellissimo confronto fra le scuole salesiano e le laiche fatto dal Sac. Dott. Carlo Fusi di Novara, perchè ci pare debba tornar loro assi utile, in questo mese sopratutto in cui si tratta. di scegliere definitivamente a quali scuole inviare i propri figli. L'esimio autore dopo aver riferito il commovente episodio accaduto al venerando nostro fondatore e Padre l'8 Dicembre 1841 nella Chiesa di S. Francesco d'Assisi di Torino, e che lo determinò generosamente alla sua grand'opera, così continua:

« Son passati poco più di cinquant'anni e l'edificio gettato su quella prima pietra si erse gigante e colossale, tetragono ai colpi dì sventura, resistendo alle male arti degli amici e dei nemici, alle mene delle sètte ; e il mondo guarda oggi stupito questo rigoglio di forze prodigiose. Don Bosco gettò il buon seme : Dio lo benedì e il seme si svolse in pianticella e la pianticella divenne un tronco poderoso che figliò un numero sterminato di grandi rami e piccoli ramoscelli. destinati essi stessi a dar vita, a loro tempo ad altri rami: quel piccolo seme ha ora gettato profonde e vaste radici, e quest'albero dalle fibre robuste, dal rugoso e forte tessuto sta ora come torre che non crolla per soffiar dei venti.

» Uno dei più robusti rampolli che uscirono da questo tronco è senza dubbio quello che diede gli Istituti Salesiani di educazione, sparsi ormai. su tutta la faccia della terra. D. Bosco, fine e profondo osservatore dei tempi, gettò uno sguardo all'educazione che si impartiva generalmente alla gioventù e vide scuole in cui si istruiva, forse, ma non si educava ; scuole da cui i giovani uscivano il più delle volte maestri nel male e assai ignoranti nel bene, giovani facili e corrivi ad accarezzare, le più basse passioni, tenaci nel vizio, deboli od inermi nella virtù ; che nel fior degli anni avevano già sul labbro il sorriso sprezzante e pessimistico del Leopardi, senza fede e senza ideali: vide tanti figli d'operai che avrebbero potuto diventare ottimi padri di famiglia, perdersi invece nei dì festivi in giuochi rissosi, in pratiche irreligiose e venir su elemento pericoloso per la famiglia e per la società.

» Vide e ne cercò il rimedio. Dove? Nelle scuole e negli oratori. E le scuole, gli oratori salesiani sorsero come per incanto ; sorsero lottando contro barriere e ostacoli, che si sarebbero detti insormontabili, ma che erano prove pur necessarie perchè ognuno nel vederli, potesse esclamare: « Qui v'ha il dito di Dio. » E con quali criteri sorsero queste scuole ? Quale l'intonazione? Intonazione popolare con base sinceramente cristiana perchè la scuola se non è tempio è tana. « Ho combattuto tutta la mia vita, esclamava Don Bosco già avanti negli anni, contro la perversa educazione che guasta la mente e il cuore della gioventù ne' suoi più begli anni e fu sempre il mìo ideale riformarla su basi sinceramente cristiane. » E quanto all'educazione volle che il cardine, il criterio direttivo di coloro che vi erano deputati, fosse la carità cristiana, la quale desidera che si prevenga possibilmente il male, anzichè commesso, doverlo reprimere, mettendo in opera un'assistenza vigilante e accorta e quella dolcezza di parole e di modi, quella pazienza e costanza di propositi che soli valgono ad espugnare ed ammollire i cuori. E per mezzo di questo sistema preventivo d'educazione, le cui pietre fondamentali sono la ragione, la religione e l'amorevolezza, ottenne miracoli. Egli stesso diceva al Ratazzi, allora ministro dell'interno, che questo metodo per novanta su cento produceva effetti consolanti, per gli altri dieci esercitava tuttavia un'influenza sì benefica che li rendeva meno caparbi e meno pericolosi

» Tale è l'educazione salesiana: il superiore si consacra tutto a quelli che deve educare, con loro vive, con loro parla, prende interesse a' loro giuochi, nè mai si allontana se non da altri debitamente sostituito : gli allievi non sono mai soli, non sono mai disoccupati, ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare ginnastica, musica, declamazione, teatrino, passeggiate; ogni divertimento è buono purchè non sieno biasimevoli la materia del trattenimento, le persone che intervengono, i discorsi che si tengono : esercitata la più severa sorveglianza sui libri e sui compagni; frequenti confessioni (senza che perciò sia fatta pressione) frequenti Comunioni e Messa quotidiana: rari i castighi: la lode per una cosa ben fatta, il biasimo per la trascuratezza devono già aver luogo di premio o castigo : e, se a castighi si deve ricorrere, questi sono piuttosto privati che pubblici.

» Con questi criterii educativi i giovani palesano più apertamente l'animo loro la loro indole nei giuochi e nelle conversazioni: hanno confidenza nei loro superiori : il loro carattere si forma schietto, senza ipocrisie e senza affettazione : escono dal luogo di loro educazione coll' animo riconoscente ai loro superiori; ricordano ognora con piacere la direzione avuta, ed entrati nella società, diventano buoni sacerdoti o buoni padri di famiglia, sempre buoni cristiani e buoni cittadini. Questi sono gli effetti di un' educazione sinceramente cristiana che ha per base la carità fraterna e il timor di Dio.

» Ma la scuola se non è tempio è tana. Una delle più consolanti resipiscenze a cui assistiamo in questa fine di secolo è quella che riflette la scuola laica. Mentre, solo dieci anni fa, chi avesse a Montecitorio parlato d'istruzione religiosa obbligatoria nelle scuole, avrebbe suscitato le più grasse risa, ora invece si comincia a prendere la cosa con un po' più di serietà, e ancora pochi giorni or sono apprendemmo dai giornali che l'on. Molmenti preparava un'altra interpellanza alla Camera allo stesso riguardo. Che l'abbiano una buona volta capito che l'educazione senza Dio, anziché fare dei buoni cittadini, amanti dell'ordine e ossequenti alle leggi, prepara dei pessimi soggetti e dei ribelli? Ma intanto quanto cammino da rifare !

» Mirate che gioventù ci ha data la così detta scuola laica ! E come poteva essere altrimenti ? Il ragazzetto entra nelle scuole elementari e subito te lo assordano, gridandogli i doveri che egli ha verso i suoi simili e verso se stesso ; gli rimpizzano la testa di aneddotti storici e patriottici ; gli parlano del Re e della sua sacra ed inviolabile persona. Ma di Dio non una parola, o fon se il suo nome vien pronunciato per essere profanato non mai che si parli della Chiesa, del Romano Pontefice, di religione: non mai che gli si faccia intendere che oltre ai doveri verso il corpo, altri ne ha verso l'anima sua, che oltre a questa vita materiale e, bene spesso, piena di triboli e di ingiustizie, altra ve n'ha in cui si aggiusteranno le partite. Quelle piccole menti sono come la cera che si plasma secondo la forma e l'impronta che le vien data: assorbono quelle idee, quelle ritengono, quelle ruminano; di quelle fanno succo e sangue, di quelle si forma il substrato del loro ambiente intellettuale.

» È vero che, ritornando al santuario domestico, sentono la mamma che parla loro di Dio; è vero che nei dì festivi vanno con lei alla Messa, ma... il maestro ne deve sapere più della mamma, e, se il maestro non ha mai parlato di questi doveri, vuol dire che a ciò non si è tenuti, e che tutto al più può essere buona cosa per le donne, ma... gli uomini, ma le persone serie debbono essere superiori a queste baie.

» E intanto il giovanetto passa dalle elementari, al ginnasio e al liceo. Letteratura italiana, letteratura latina, letteratura greca, francese, scienze naturali, fisica, matematica, geografia, filosofia.... oh ! quante cognizioni? quante vedute larghe... e si parla anche di Dio, ma in termini molto strani, ma con apprezzamenti ben diversi da quelli che il giovane è solito udire dalla mamma. Dal professore di filosofia sente che Dio è l'ignoto, è l'inconoscibile, è l'idea, è il mondo, è tutto e niente, è una cosa sola coll'universo e che non ha esistenza sua propria ; qualche cosa insomma che non è nè carne nè pesce; che l'uomo e una specie di bipede implume, un pronipote della scimmia, che l'anima è il prodotto chimico del corpo, che il pensiero è la secrezione del cervello come la bile del fegato, che diventato insensibile ed inerte questo nostro corpo, l'anima si spegne con lui, che l' inferno è una fola creata dall'ambizione interessata dei preti, coadiuvata dalla grossa paura del volgo ignorante ; che la libertà, il libero arbitrio è una chimera; che il vizio e la virtù, il delitto e l'eroismo sono conseguenza fatale e necessaria di tendenze innate ed ereditate dai parenti che l'ambiente plasma a modo suo e irresistibilmente l'individuo fisico, intellettuale e morale.

» E, quasi ciò non bastasse, l' Università attende il giovane per ribadirgli nella mente queste idee e altre insegnargliene di più ardite e avanzate. Qui si faranno forse innanzi professori che apertamente propugneranno idee sovversive, che sosterranno che le moderne istituzioni sono basato su principii antinaturali, e che occorre fare della società instauratio magna ab imis fundamentis ; professori che incoraggieranno forse i giovani alla rivolta contro i loro superiori e faranno coro ai loro fischi contro quel Ministro d'Istruzione che cercasse frenare certi tumulti, degni più degli Abissini che di gente la quale pretende di essere colta e ben educata.

» E sono questi uomini, senza idee e senza principii, incompatibili d'ogni freno, che sono destinati a dar origine alla nuova generazione? Ma tant'è : chi semina vento raccoglie tempesta. - E vi sono poi di quelli che non sanno spiegarsi perchè va decadendo il carattere italiano, perchè la gioventù vien su sfiduciata, ombre ambulanti piuttosto che baldi cittadini, perchè più non si veggono le teste di ferro, le tempre d'acciaio che si ammiravano nei tempi dei nostri avi, perchè va scomparendo l'onestà e moltiplicandosi il numero dei suicidi ? - Ma se l'avete voluto ! Avete voluto le cause, subitene i dolorosi effetti ! Non sono professori da voi pagati profumatamente, careggiati, portati in alto, che hanno insegnato a questa gioventù che Dio non c'è, che oltre la tomba non v'ha che il freddo nulla, che la giustizia d'un Essere che tutto può e tutto vede è una fola ? Ebbene gli alunni furono logici : ecco tutto. Se oltre questa vita nulla v'hà più a temere, tanto vale a godersela questa vita : ma, per godere, ci vogliono denari e allora si tuffano le mani ladre, le mani calzate con guanti gialli, nell'oro delle banche, in quell'oro bagnato dal sudore del povero oppresso dai balzelli. - Ma la giustizia metterà le mani sul ladro. Ohibò ! La giustizia farà avvertire clandestinamente il ladro e cercherà d'arrestarlo quando egli ha già toccato col piede trionfante il suolo straniero, se pure non lo lascierà passeggiare tronfio e petturuto nelle più popolose città del regno.

» Furono logici ! E, se il nulla tien dietro alla nostra morte, tanto vale quando la vita ci opprime col suo peso e la fame rende tristi i nostri giorni troncare una esistenza che non ci apporta che crucci e torture: e se il vizio e la virtù sono una conseguenza fatale e irresistibile di tendenze ereditate si lasci libero l'assassino, e il brigante torni alla sua macchia, e il vizio e la virtù vadano a braccetto ; chè nè l'uno ha colpa, nè l'altra ha merìto. La scuola è tempio o tana. Lettore, hai di fronte da una parte il giovane che esce dalle scuole salesiane, dove si impartisce un'educazione sinceramente cristiana, dall'altra quello che esce dalle scuole laiche lascio a te il riflettere. »

*) Dal Numero Unico stampato a Novara in occasione dell'inaugurazione del monumento della Signora Agostina Pisani, la benefattrice delle opere di D. Bosco in quella città.

COLLEGIO-CONVITTO LEONINO in Orvieto (Umbria)

Chiamiamo , l'attenzione di quanti sentono il bisogno di procurare un'educazione sana e morale ai loro figli, su questo Collegio che il munifico Leone XIII, con atto di grande bontà e fiducia affidava, or sono parecchi anni, ai Salesiani. Crediamo che la salubrìtà e mìtezza del clima locale, l'assoluta bontà morale e civile dell'educazione impartita dai figli di D. Bosco, la sodezza dell'istruzione garantìta dalla valentia degli insegnanti regolarmente approvati e confermata dalla splendida riuscita dei giovani candidati ai pubblici esami, merìtino a questo Istituto tutte le preferenze.

La frequenza poi dei treni che giornalmente da Roma e da Firenze fanno capo ad Orvieto, assicura ai parenti una facìlìssìma comunìcazione coi giovani e col Convitto.

Avvertiamo anche, che ad estendere sempre più i benefizi di questa Istituzione, avuto riguardo al problema finanziarìo, che oggi così gravemente s'impone, la Direzione, pur conservando la retta già preesistente di L. 37,50 mensili, credette doverne introdurre un'altra ben modica di L. 25, assicurando che nulla mancherà di quanto può contribuire ad un sano sviluppo dei giovani affidati.

Per maggiori informazioni e programmi rivolgersi al Direttore del Collegio-Convitto Leonino in Orvieto (Umbria).

UNA CHIESA AL SACRO CUORE DI GESÙ IN NIZZA MONFERRATO

Appello alle donne cattoliche specie alle Antiche Educande dell'Istituto della Madonna delle grazie,

IN Nizza, popolosa ed industre cittadina del Monferrato, dove nel 1878 venne trasferito l'Istituto delle Suore di Maria Ausiliatrice fondato nel 1872 a Mornese dal Venerando servo di Dio Don Giovanni Bosco, coadiuvato dalla santa anima di D. Domenico Pestarino , già da più anni si faceva sentire prepotente il bisogno di provvedere una chiesa capace a contenere tutte le giovanette della città che frequentano l'Oratorio festivo diretto con ogni cura dalle suddette Suore di Maria Ausiliatrice.

La Direttrice dell'Oratorio festivo, animata dal pensiero del maggior bene che ne sarebbe venuto alle giovanette soddisfacendo a quest'urgente necessità, si accinse a raccogliere offerte per questo scopo. Con costanza ed energia ammirabile in pochi anni riuscì a mettere insieme tanto da poter incominciare i lavori per l'erezione della sospirata chiesa proprio in quest' ultimo anno del secolo XIX, con l'intenzione di vederla consacrata al Cuore SS. di Gesù quale pio monumento delle donne cattoliche che amano cooperare al bene ed alla salvezza della gioventù femminile. Per mezzo nostro perciò Suor Elisa Roncallo, Direttrice dell'Oratorio festivo di Nizza Monferrato ed iniziatrice di questo modesto monumento al Cuore di Gesù, porge un caloroso appello alle donne e madri cattoliche, specie a quelle che furono educate nell' Istituto della Madonna delle Grazie, perchè vogliano venirle in aiuto nella continuazione della grande impresa.

Noi ben di cuore facciamo nostra la nobilissima idea di questo religioso monumento al divin Cuore di Gesù presso la Casa Madre dove vengono educate le Suore di Maria Ausiliatrice, destinate a compiere in favore delle giovinette l'identico apostolato che i Salesiani di D. Bosco esercitano in mezzo alla gioventù maschile. Ci pare infatti provvidenziale che, per opera delle donne cattoliche italiane, abbia a sorgere un devoto tempio a quel divin Cuore che è fonte della vita e di ogni consolazione , nel luogo istesso dove, fra il silenzio e la preghiera, si vanno addestrando alla vita educativa le anime generose e piene di zelo, chiamate, per divina elezione, a diffondere in mezzo alla gioventù femminile vita, pace e serenità d'animo. E noi, rivolgendoci a tutte le nostre benemerite Cooperatrici, vorremmo trovare parole atte per eccitarle viva mente a voler concorrere colla parola e coll'opera al compimento di questo soavissimo ideale, ma non potendo tanto ci accontentiamo di dire loro

L'erezione della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Nizza Monferrato sia il monumento che tramandi alle future generazioni la pietà e la operosità vostra per la cristiana educazione delle giovinette. Nessuna quindi manchi dal portarvi il proprio sassolino, vuoi inviando all'iniziatrice di questo monumento offerte di denaro o di gioielli, vuoi facendosi collettrice presso le conoscenti ed amiche di qualsiasi offerta in denaro 'oppure in oggetti di chiesa per il decoro delle sacre funzioni. Tutte all'opera, o benemerite Cooperatrici; e voi, Antiche Educande dell'Istituto della Madonna delle Grazie; fatevi zelatrici ardenti di questo monumento al Sacro Cuore di Gesù ed i vostri nomi saranno scritti a caratteri d'oro, proprio sul Cuore SS. del nostro Redentore, nè mai più verranno cancellati. Col permesso delle vostre istitutrici fate altrettanto voi, o giovanette, che presentemente siete educate nei numerosi istituti diretti dalle Suore di Maria Ausiliatrice, interessando a raccogliere offerte per questo scopo i parenti e le persone amiche del vostro paese. Voi tutti infine, o cuori generosi, che leggete quest'appello, cooperate a quest'opera ed avrete l'abbondanza delle benedizioni promesse dal Cuore di Gesù ai suoi devoti.

N. B. - Le offerte si possono inviare direttamente a SUOR ELISA RONCALLO - ISTITUTO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE - NIZZA MONFERRATO; oppure nelle città e nei paesi dove le Suore di Maria Ausiliatrice hanno un qualche Istituto, si possono consegnare direttamente alla Direttrice locale la quale a tempo opportuno le farà giungere alla propria destinazione.

AI COOPERATORI ED ALLE COOPERATRICI DI TORINO.

Avvertiamo tutti i nostri Benemeriti Cooperatori e Benemerito Cooperatrici che presso la Libreria Salesiana S. Giovanni Evangelista in Via Madama Cristina, N. 1, Torino trovansi tutte le Edizioni Salesiane ed un completo assortimento di Libri Scolastici per le Scuole Elementari, Complementari, Normali, Tecniche, Ginnasiali e Liceali ; Carta, Quaderni, su qualunque rigaggio per uso delle scuole e privato, oggetti di cancelleria ed Articoli Scolastici. Tanto per norma crediamo bene rendere noto che la Libreria Salesiana S. Giovanni Evangelista di Via Madama Cristina, N.1 Torino, non ha alcuna Succursale, nè per libri nè per generi di Cartoleria ; e che le altre Librerie o Cartolerie omonime, cioè che si spacciassero quali Salesiane o di S. Giovanni, non hanno a che fare con questa.

Quindi le persone che desiderano fare i loro acquisti proprio dalla Libreria Salesiana di S. Giovanni Evangelista debbono rivolgersi in Via Madama Cristina N. 1. (porta a sinistra sotto il portone dell'Istituto Salesiano di S. Giovannni Evangelista) e non altrove.

MISSIONI

IN occasione delle prossime FESTE GIUBILARI delle nostre Missioni crediamo far cosa gradita illustrando il nostro Bollettino dei vari tipi di Indi (Ona, Jivaro, Tehulche, Jaganes ecc.) evangelizzati dai nostri Missionari. Notiamo però che questi tipi sono stati riprodotti da quelli esposti in vari gruppi, nel 1898, all'Esposizione d'Arte Sacra e Missioni Cattoliche di Torino.

COLOMBIA

Le ultime notizie intorno ai nostri lazzaretti.

REV.mo E CARISSIMO PADRE,

Bogotà, 13 giugno 1900.

FINALMENTE, dopo 9 mesi di silenzio e d'interruzione quasi assoluta nelle nostre comunicazioni, per mancanza di poste e di telegrafi, ieri l'altro d'improvviso riceveva lettere dei nostri di Contratacion. Fu una vera sorpresa che mi procurò quel carissimo e gentilissimo Vescovo di Socorro, nella cui diocesi si trova il lazzaretto di Contratacion. Di quando in quando, è vero, ne sapevamo qualche cosa indirettamente, per la bontà di quel Vescovo, che non lasciava di mandarmi telegrammi dalla città di sua residenza (Socorro, a quasi due giornate di mula dal lazzaretto) ; ma era facile l'immaginare che noi non eravamo contenti con notizie così laconiche, troppo laconiche, quali si possono mandare per telegramma; ed ebbe il buon pensiero, di mandarci una persona di sua confidenza, per portarci le lettere che i Salesiani e le Suore di Maria Ausiliatrice, gli avevano mandato e che egli aveva richiesto per noi. Con che avidità divorai quelle lettere! Grazie a Dio, non trovai una sola notizia cattiva; di salute, discretamente tutti e tutte; ebbero la visita di qualche malattia passeggiera, ma nulla di grave. Al principio della rivoluzione, ebbero a soffrire assai, non per essi; piuttosto per i loro cari ammalati, vedendoli in tanta necessità, senza trovar modo di porvi rimedio; la fame entrò come regina e padrona assoluta, e non era possibile cacciarla. Si incominciò a fuggire; prima i sani che assistevano gli ammalati, poi gli ammalati meno gravi e che avevano l'uso delle gambe, per cercare limosine nei paesi limitrofi, e meno male; così almeno diminuiva la grossa famiglia, e non erano tante le bocche da alimentare. Ma siccome non entrava nulla, ed il lazzaretto poco o nulla produce, anche quei pochi (varie centinaia) risultarono troppi, e si incominciò a morire, non di lebbra, ma di fame. Era impossibile che i nostri assistessero impassibili a quello spettacolo di distruzione e di morte, e fecero sentire il loro grido di dolore; grido che prima giunse fino al Socorro, e poi fino a Bogotà. Il resto lo sa già; fino ad oggi si mandarono ben trentatre mila scudi di qui, raccolti tutti di limosina; somma veramente favolosa se si pensa alle grandi rovine accumulate durante 9 mesi di rivoluzione. Adesso mi scrivono quel Vescovo e quei Salesiani, che gli ammalati fuggiti tornarono tutti; che ne andarono anche degli altri per avere un tozzo di pane, che non potevano trovare altrove per la grande miseria che regna in quella provincia, e che tutti sono contenti e riconoscentissimi della carità che loro si usa in tempi tanto calamitosi. Da gennaio in qua, non morì più nessuno di fame, e non credo che possa ripetersi altra volta questo scandalo e questo delitto. Ci si scrive, è vero, che son tutti scarsissimi di roba, e che alcuni vanno cogli abiti a brandelli, quasi nudi; ma questo è secondario ; l'essenziale per ora si è non lasciarli morire di fame; a guerra finita si penserà pure a provvedere loro il necessario in quanto al resto.

Di Agua de Dios, non ho buone notizie a darle; in Contratacion la fame, in Agua de Dios la peste, la febbre gialla, che fa strage non fra i lebbrosi, ma fra i sani. Sono molte le vittime che fece già questo flagello dacchè ha fissato sua stanza in quel paese del dolore. Anche i Salesiani diedero il loro contingente e ieri solamente un telegramma ricevuto da Tocaima, firmato da uno dei nostri, mi annunziava che il chierico professo perpetuo Alvaro Lombana, giunto colà non erano ancora 15 giorni, dopo 4 gìorni appena di malattia, era partito per l'eternità. In marzo, il primo chierico andato là, non potè resistere al forte calore, e dovette subito ripartire, giungendo a Bogotà più morto che vivo. In aprile ne partì un. altro; ma non arrivò a stare otto giorni, e dovette egli pure tornare fra noi in uno stato che faceva proprio compassione. In maggio si i proponeva l'andata a un' altro dei nostri chierici fra i più robusti, il quale accettava volentieri malgrado i pericoli a cui si esponeva; ma colà giunto, dopo 8 giorni si metteva a letto, vittima del morbo, per non più rialzarsi ; or ora siamo usciti di chiesa dalla messa solenne cantata in suffragio della sua anima. Il Signore avrà certamente accettato il grande sacrifizio fatto da lui per i poveri lebbrosi, e glie lo avrà ricompensato colle delizie del cielo; ma non è di troppo che lei, carissimo Padre, lo raccomandi al Signore, e lo faccia raccomandare alle preghiere dei nostri Confratelli e Cooperatori. Ed ora ? Sono sicuro che molti fra i nostri chierici, accetterebbero subito di partire per Agua de Dios anche con pericolo di trovare la morte; ma le prove parmi siano troppe, e sarebbe una vera temerità tentarne altre; quindi si è risolto di non lasciar partir più nessuno finchè non sia cessata l'epidemia. I due sacerdoti che colà si trovano in compagnia di un confratello, essendo già assuefatti al clima da più anni, è probabile e sperabile che superino il pericolo, e restino incolumi fra tanta strage; ma anche essi hanno bisogno di preghiere per non cedere al lavoro che tanto è aumentato per loro durante questi mesi di epidemia. Due preti soli, con mille e cento lebbrosi da assistere, ed ora la febbre gialla che regna fra due mila e più sani che debbono assistere anche a grandi distanze sono davvero troppo pochi, e sarà un vero miracolo se non si arrendono alle fatiche ed agli strapazzi. Ben volentieri si andrebbe di qui ad aiutarli; ma chi non è assuefatto a quel clima è quasi certo che trova la morte; e noi siamo troppo pochi, per diminuire ancor le nostre file, senza il caso di vera urgenza. Io ho già preso consiglio da chi doveva, per sapere come rergolami in questo frangente, e mi si rispose che sarebbe una colpevole imprudenza tanto il voler partire come il lasciar partire dei soggetti in circostanze così pericolose.

Nelle altre Case Salesiane di questa Repubblica, a Dio piacendo, non vi sono novità. In quanto alla rivoluzione fa il suo corso e non è improbabile che duri tutto quest'anno. Nel passato maggio, nei dintorni di Nucaramanga, a poche giornate dal lazzaretto di Contratacion, si ebbe la battaglia forse più grossa e più cruenta che si registri negli annali della storia di queste repubbliche sudamericane. Vi presero parte non meno di 25.000 soldati; durò dal 11 al 15 maggio senza interruzione, giorno e notte; e poi seguitò ancora a intervalli fino al 25. Si ebbero non meno di tre mila morti e quasi il doppio di feriti da ambe le parti ; la vittoria restò all'esercito del governo; ma quanto lagrime è costata mai quella vittoria! La rivoluzione si credeva finita; ma eccola spuntare in un'altra provincia, e siccome le distanze sono enormi, e non vi sono ferrovie per poter volare a soffocare le ribellioni che nascono, siamo di nuovo da capo, e chi sa mai quando sarà finita. Il Signore ce la mandi buona, e ci liberi da tanti pericoli. Ci raccomandi davvero al Signore, perchè ci mantenga nella sua santa grazia, e poi che si faccia in tutto la sua santissima volontà. Noi siamo pronti a tutto come veri figli di Don Bosco. Nel caso imiteremo l'esempio dei fratelli nostri che, in identiche circostanze, si mostrarono forti nel soffrire la persecuzione e l'esiglio propter justitiam. Mi benedica in particolare, e mi creda tutto suo in Corde Jesu,

Aff.mo e dev.m° figlio Sac. EVASIO RABAGLIATI.

PATAGONIA Attraverso la Pampa Centrale a volo d'uccello.

(Lettera di D. Cesare M. Lardi).

REV.MO SIGNOR DON RUA,

Bahia Bianca, 19 marzo 1900.

CoMPio, benchè alquanto tardi, il caro dovere di inviarle almeno una relazione sommaria delle nuove regioni evangelizzate e di quel po' di bene che coll'aiuto di Dio ha potuto fare l'inutile sottoscritto, nel territorio della Pampa Centrale, quando risiedeva nella parrocchia di S. Rosa di Toay.

Seicento Comunioni, ventitrè Matrimoni, trecento e settantadue Battesimi ed appena dieci Confirmazioni, per essermi giunte troppo tardi da Roma le facoltà straordinarie all'uopo, sono i primi e pochi frutti che raccolsi in questa porzione della vigna del Signore quasi incolta finora. Ma devo pure contare fra essi una sottoscrizione popolare, che lasciai al mio successore, di oltre mille e quattrocento pesos per un bell'altare di stile gotico in cedro, filettato in oro, opera d'un capo-falegname intagliatore dei nostri laboratorii in Almagro. Sarà dedicato al S. Cuore, alla Vergine del Carmine ed a S. Rosa di Lima.

Nei primi mesi del 1899 feci le escursioni più lunghe ed importanti per le valli di Chapalcó, Malanhuacà, Chillàn, Daza, Tigre e Cerro-Azul, all'Ovest della parrocchia. In Daza, Tigre, Tigrito de Toay e Cerro-Azul ebbi l'onore immeritato di offrire pel primo in pro di quelle anime l'Agnello Immacolato che toglie i peccati del mondo, e di portare in . quelle regioni la grazia dei SS. Sacramenti. Cerro-Azul o Collina Celeste, così detta pel colore che presenta da lontano, resta sul cammino che da General Acha conduce a Chos-Malal, percorrendo una distanza non minore di 500 chilometri, parte in ferrovia e parte sopra un biroccio. Quivi conobbi e parlai col famoso Luigi Baygorrita, cacico d'una tribù di circa 400 Indii, ornai dispersi. Nella prima escursione che feci a cavallo fino a Daza, poco mancò che io e la mia guida restassimo assediati da un immenso incendio di pascoli, che abbracciava una grande estensione di pianure e colline. Già pensavamo di scendere da cavallo ed isolarci tutto all'intorno per alcuni metri sradicando l'erba per mezzo d'un pugnale, di cui vanno sempre provvisti questi Gauchos, quando cominciò a soffiare un venticello che spinse l'incendio in direzione opposta al nostro cammino.

La cancrena di queste regioni è l'invasione dei trafficanti europei di corrotti costumi e di nessuna fede. L'ignoranza perfino delle verità fondamentali regna dovunque. Ciononostante ebbi la grande consolazione d'incontrarmi qua e là con alcune famiglie, principalmente francesi e svizzere, che seppero e sanno conservare e coltivare rigogliosa la loro santa fede. Ne trovai una nel Tigre con nove figli, di cui il minore, di cinque anni appena, senza aver mai visto altra città o paese fuori della sua misera capanna, mi seppe recitare buona parte delle preghiere con una franchezza e divozione che rapiva eleggeva correntemente la Storia Sacra. Altre due famiglie, nonostante le beffe e vessazioni dei conoscenti, quasi ogni anno percorrono circa 60 chilometri per dare comodità ai loro figli e figlie di ricevere i SS. Sacramenti. Oh ! come si consola un povero Missionario quando s'imbatte in queste oasi morali del deserto!

Ed ora mi permetta che le presenti la Pampa Centrale vista a volo d'uccello.

Per un immenso tratto, un continuo succedersi di colline, alcune delle quali non sono che mucchi enormi di gialla e finissima sabbia che si chiamano médanos; per un altro tratto grandi e svariatissime valli e pianure in fondo alle quali si vede biancheggiare una o più lagune, che raccolgono le acque sovrabbondanti. Non ci sono fiumi, nè torrenti, perchè la terra porosa assorbisce in breve tutta l'acqua piovuta. Qua e là, a grandi intervalli, si veggono estendersi come manti verde-oscuri le selve di caldenes, algarrobos, chañares, ecc. Alcune si estendono per centinaia e centinaia di chilometri; ed in mezzo a queste valli, colline e selve abitano gli estancieros e pastori coi loro armenti e mandre. Il terreno, benchè vario ed accidentato, è fertile, e se è coltivato produce ogni sorta di foraggi, legumi e cereali. Se ora i foraggi sono amari e duri, si. è perchè i pascoli hanno ancora intatti sulla superficie gli elementi salitrosi, che lasciò il mare ritirandosi in tempi remoti.

Per ora non ho altro da aggiungere se non raccomandarmi alle sue preghiere, mentre baciandole la mano mi ripeto

Suo ubb.m° aff m° figlio in G. C. Sac. CESARE M. LARDI.

AMERICA DEL NORD

Missione Salesiana in New-Jork a favore degli emigrati italiani.

REV.MO SIG. DON RUA,

New-Jork, 8 Giugno 1900.

COLGO questo momento di minor lavoro per darle qualche ragguaglio intorno alla nostra Missione, non avendolo finora fatto distesamente.

L'arrivo dei primi Salesiani - Accoglienze - In cerca di casa e di chiesa- Propaganda Primi lavori - Progressi - Molteplici opere da compiersi - La Società Don Giov. Bosco - La Domenica del Missionario - Estensione e popolazione della Città - Numero degli Italiani,

Arrivammo in questa città il 28 di Novembre 1895, e, accolti assai gentilmente da S. E. R.ma l'Arcivescovo, ci fu assegnato per campo del nostro lavoro un quartiere centrale molto popolato da Italiani, quasi tutti meridionali, per attendere alla loro cura spirituale. Si calcolano a 10 mila circa ed appartengono specialmente ai distretti delle tre parrocchie di Sant'Anna, dell'Immacolata e di Santa Brigida. Coll'aiuto di questi buoni Parroci trovammo un piccolo alloggio, situato al n, 315 E. 12 th. Street: per chiesa poi ci venne concesso l' uso del Basement della chiesa di Santa Brigida, situata all'angolo dell'Avenue B. ed 8a strada, cioè circa mezzo miglio dalla nostra abitazione. Questo Basement è un quid-simile del locale o teatro posto sotto alla nostra Chiesa di S. Giovanni Evangelista in Torino, adibito parimenti talvolta a teatrino per i ragazzi delle scuole parrocchiali di Santa Brigida : può contenere 1200 persone circa. Vi abbiamo collocato un altare portatile avanti il proscenio e per sacristia ci serviamo della cameretta ove si vestono gli attori. Abbiamo collocato altresì da un lato la statua del S. Cuore di Gesù, davanti alla quale ardono sempre numerose candele e lampadine, e similmente davanti la statua di Maria Ausiliatrice collocata dall'altro lato. Ma ogni tanto bisogna togliere tutto per dar luogo alle rappresentazioni.,

Appoggiati così alla meglio bisognò far sapere agli Italiani l'arrivo nostro e l'apertura di questa chiesa, tutto a loro favore. Andammo in giro per le case distribuendo avvisi stampati in italiano e si fece la maggior propaganda possibile. La prima solennità fu il Santo Natale, e vi intervennero 12 persone: la Domenica seguente, causa l'intenso freddo e la neve, ne accorsero soltanto otto. Ciò era poco incoraggiante, ma non ci perdemmo d'animo e continuammo a girare per le case invitando tutti gl'Italiani ad approfittare della comodità della nostra chiesa. Un po' per volta presero a frequentare le funzioni, e nella susseguente quaresima si potè predicare una missione che diede frutti consolanti, facendo salire le Comunioni pasquali a parecchie centinaia. D'allora in poi il frutto andò vie più crescendo. Alla santa Messa, ed alla predica che si tiene nei giorni festivi tre volte almeno, vi è un gran concorso e sovente la chiesa n'è zeppa tanto da non poter contenere tutte le persone. Quest'anno, subito dopo la Quaresima, durante la quale si predicò tre volte per settimana, fu data la Mìssione con grandissimo frutto delle anime, sì da poter calcolare che durante il tempo pasquale il numero delle Comunioni abbia oltrepassato il migliaio. Col piccolo aumento di personale fattoci da Lei in quest'anno, abbiamo potuto prestare aiuto in parte anche ad altre parrocchie e paesi, tanto che durante la quaresima e il tempo pasquale predicammo missioni in quattro luoghi raccogliendo dovunque copiosi frutti. Come vede, si progredisce lentamente ma costantemente. Ah ! se avessimo una chiesa nostra e adatta, quanto si potrebbe fare di più ! Nel mese di maggio prepariamo i ragazzi per la Cresima e facciamo ogni giorno il Catechismo. Molti di questi, trascurati pel passato, si trovano nella più compassìonevole ignoranza religiosa. La maggior parte di essi potrebbero frequentare benissimo le chiese e scuole cattoliche americane, mentre parlano a perfezione la lingua inglese, ma o perchè sono poveri e malvestiti e non osano presentarsi così, o per la trascuranza dei genitori, moltissimi non frequentano nè catechismi nè scuole, epperciò sono ignoranti e indisciplinati. Noi cerchiamo di fare alla meglio, ma ci resta molto cammino da percorrere.

Altra porzione della missione nostra sono gli Ospedali di cui la città abbonda. La maggior parte non sono cattolici e sono privi di Cappellano, mentre vi accolgono persone d'ogni credenza. Spesso ci avviene quindi di essere invitati da Italiani là ricoverati; e dobbiamo dire ad onor del vero che siamo ricevuti a qualunque ora e gentilmente trattati. Ci prendiamo il caro Gesù nella chiesa cattolica più vicina, e ripostolo in una pisside che sembra un orologio ce l'appendiamo al collo e nascostolo in seno, così soli, senza che per via alcuno se n'accorga, lo portiamo agli ammalati. All'Ospedale ci prestano uno screen o riparo mobile, per attorniare il letto e nasconderci agli occhi degli accattolici onde evitare il pericolo della profanazione, e prestiamo così tutti gli uffici del ministero al moribondo. Esistono altresì molti istituti di Suore, dei Fratelli. delle Scuole Cristiane, e Parrocchie che ci porgono continuamente occasione di prestarvi l'opera nostra.

Abbiamo istituito una società di beneficenza e mutuo soccorso col titolo Società Don Giovanni Bosco, e conta già 140 soci. Poi abbiamo la Compagnia di Sant'Anna per le donne, quella delle Figlie di Maria per le giovanette, e di S. Luigi per i ragazzi.

La Domenica specialmente è per noi giornata campale. Ogni Sacerdote celebra due Messe, predica infra Missam, poi confessa, istruisce persone ignoranti, ecc. Alle ore due pom. si fa catechismo, poi si tiene la riunione di qualche società o congregazione. Seguono i Battesimi in numero e Matrimonii; e quindi i Vesperi con Benedizione in vari Istituti, finchè si finisce col Rosario, predica e Benedizione nella chiesa nostra, non comincìando mai prima delle 7 1/2 e terminando verso le 9, tanto che al chiudersi della chiesa per portarci alla cena si appressano le 10.

Gli Italiani ci stanno sempre attorno perchè edifichiamo una chiesa, ma finora non ci offrono i mezzi. Il terreno costa un occhio, e l'altro il materiale e l'opera: nulla si può fare senza somme favolose. Aspettiamo la Provvidenza. Prestiamo poi anche l'assistenza possibile agli immigrati italiani , che vengono in massa trattenuti dalle Autorità Americane nel così detto Barge Office, per la verifica della loro condizione sanitaria, pecuniaria, morale, ecc., prima di lasciar loro por piede sul suolo degli Stati Uniti, essendovi a questo proposito molte disposizioni restrittive. Spesso vengono respinti al porto di partenza, bastando per questo la scarsezza di mezzi, se qualche parente o persona di fiducia non risponde per essi. Sovente i medesimi presentano indirizzi così incompleti e malscritti, che riesce impossibile trovare tali persone ed allora devono restare al Barge Office per molti giorni, e là piangono e s'affliggono com'è facile capire. Ma se dicessero anche un po' mea culpa non andrebbero lungi gran fatto dal vero. Credo sia una vera carità il rendere avvisati gli emigranti, che prima di partire per gli Stati Uniti domandino alle Compagnie di Navigazione il foglio descrivente i requisiti per poter sbarcare liberamente, e vi si uniformino in tutto se non vogliono poi trovarsi imbrogliati all'arrivo.

Questa città è un immenso mare magnum in cui vi è tale movimento che non si riscontra in alcun altro luogo : carri, carrozze e cavalli, automobili, ferrovie elevate, tramways elettrici, ad aria compressa, a cavalli, in quantità fenomenale. Bastimenti, battelli a vapore d'ogni forma e dimensione, anche pel trasporto di cavalli, vetture e grossi carri solcano in grandissimo numero e in ogni direzione, le spaziosissime acque della baia, del fiume Hudson, e del East river che si frammezzano fra questo mucchio di città che si conosce in Europa col nome di New-York, ma che di fatto comprende quattro grandi città e varie minori, tutte sedute attorno alla vera New-York. Due di queste sono sulla riva destra del Hudson, e non saranno forse mai unite al Municipio di New-York perchè fanno parte dello Stato di New-Jersey, essendo appunto il fiume Hudson che separa lo Stato del New-Jersey da quello di New-York; sono queste le città di Jersey-city e di Hoboken, le quali hanno un porto solo con NewYork.

Poco distante da queste, a 10 minuti circa di treno, vi è la capitale di New-Jersey, detta Newark che conta oltre 400 mila abitanti. La città di New-York fino a qualche anno addietro era anche separata da quella di Brooklyn, ed erano due Municipi ; ma costrutto il grandioso ponte sul East river (grande manica d'acqua marina che le separa) fu fatta anche l'unione municipale e così fu portata la popolazione di New-York a quasi 4 milioni. Questo ponte è sospeso, precisamente come quello che a Torino chiamano « ponte in ferro », ma è lungo più di due chilometri ed è distinto in cinque passaggi separati, cioè uno per l'andata ed uno pel ritorno rispettivamente dei carri con cavalli, tramways, della ferrovia, e al disopra di tutti questi una splendida promenade per i pedoni. Sotto il ponte rimane interamente libero il passaggio dei bastimenti. La spesa è stata di 15 milioni di dollari, cioè di circa 80 milioni di lire italiane. Chi vuole ora attraversare questa cittaduzza lo può fare in non meno di tre ore di tramways elettrico. Gl'italiani ivi residenti. si calcolano a circa 200 mila e continuano ad arrivare a migliaia ogni settimana. Non vi sono meno di una dozzina di chiese italiane; ma sono insufficienti a motivo specialmente delle grandi distanze. La sola New-York senza Brooklyn conta più di un milione di cattolici, 300 preti, oltre 2000 monache , e le scuole parrocchiali cattoliche sono frequentate da 40 mila ragazzi. I cattolici sono più numerosi di qualunque altra religione presa a parte ed aumentano sempre. Qualche giornale ci dava giorni sono la notizia che dei protestanti di New-York non più del 7 od 8 per cento frequentano la chiesa, contuttochè si trovino chiese protestanti ad ogni passo segno chiaro della loro prossima morte. Dio voglia che quest'immensa Babele abbia ad essere un giorno tutta cattolica !

Carissimo Padre, scusi se sono andato alle lunghe con questa mia; ma ho creduto di non far male descrivendole il vastissimo campo in cui Lei ci ha mandati. Le servirà certamente di norma in molti punti. Di salute stiamo tutti bene, ed auguriamo altrettanto a Lei e a tutti i Superiori e Confratelli. Mi benedica e mi abbia sempre poi

Suo Aff.m° figlio in G. C. Sac. ERNESTO COPPO.

VENEZUELA La messe è molta, ma gli operai sono pochi.

(Lettera di D. Innocenzo Montanari). REV.m° ED AMATISSIMO PADRE,

NEL prendere in mano la penna per iscriverle, venerato Padre, al fine di ottenere qualche aiuto di nuovo personale, sento dentro di me una voce che mi dice esser fatica inutile e tempo sprecato divenendo per di più importuno. Ma a costo di esser più noioso delle moleste grosse zanzare, che assaltano continuamente i poveri mortali di Venezuela, vengo ancora a bussare al suo cuore paterno ed- a ripeterle con l'accento del dolore che la messe è molta e gli operai pochi, che urge suscitare dappertutto buoni Missionari, perchè il campo è vastissimo ed il bene che si potrebbe fare immenso.

lngrandimento della Casa di Valencia - Alla volta di S. Fernando di Apure - Tappe apostoliche - Calabozzo - Le febbri malariche - Sulle sponde dell'Apure - Possibile missione fra le tribù selvaggie.

La guerra e sopratutto la peste portarono in questi ultimi tempi un cumulo di sventure all'infelice città di Valencia. Però noi fummo grandemente meravigliati in vedere che l'amato nostro Direttore D. Bergeretti, prendendo motivo dalle attuali miserie del prossimo per confidare, a somiglianza del nostro buon Padre D. Bosco, sempre più nella divina Provvidenza, volle aumentare l'Opera Salesiana nell'esistente Casa di Valencia. Comprò una tipografia, e, perchè non si facesse più sentire la strettezza dei locali, acquistò pure una casa attigua assai vecchia, della quale presentemente rimangono più soltanto poche memorie.

In questo frattempo I'Ill.mo Mons. Filippo Neri Sandrea, Vescovo di Calabozzo, e molti ottimi ammiratori dell'Opera Salesiana, che vivono in San Fernando di Apure, rivolsero al nostro Direttore vivissime istanze, perchè visitasse quei paesi, al fine di scegliere un luogo adatto per una nuova fondazione da farsi al più presto col consenso della S. V. R.ma Non potendo egli, D. Bergeretti, causa le sue molteplici occupazioni, annuire personalmente a tante istanze, risolvette mandare lo scrivente in qualità di suo rappresentante, dandomi però speciale incarico di far conoscere l'opera dei nostri Cooperatori, pressochè sconosciuta nell'interno della Repubblica, e di raccogliere offerte per i nostri orfanelli di Valencia. Terminate quindi le feste dell'Immacolata, feci i preparativi per il viaggio, ed ai 12 dicembre 1898 partiva alla volta di San Fernando accompagnato da un giovane factotum, che guidava le bestie da carico, mentre io cominciai tosto a godere gli amari frutti della sella, riserbati a chi non è accostumato a lunghe cavalcate. Dopo aver cavalcato tutto il giorno parte in compagnia dell'ottimo Parroco di Tocuito e parte col Sig. Generale Gordido, giunsi in sull'imbrunire a Tinaquillo. Quivi mi fermai alcuni giorni per aiutare in quel poco che poteva il Parroco, vero amico dei Salesiani, in preparare i giovani alla 1a Comunione e per aver tempo di preparare una conferenza ed organizzare un buon nucleo di Cooperatori. Mi diressi in seguito per lo stesso scopo al Tinaco, San Carlos, Pao, San José de Tiznado, Rastro per giungere finalmente a Calabozzo. L'arrivo di un Salesiano in questi lontani paesi era considerato come un grande avvenimento, ma la rivoluzione, che si sapeva imminente, non permise che gli abitanti potessero unire le opere alla loro buona volontà per noi. Non lasciai per questo di gettare la semenza, confidando alle cure della nostra buona Madre Maria Ausiliatrice il farla crescere e fruttificare. Mille avventure e peripezie mi accompagnarono nel viaggio, non escluse la fame e la sete, avendo molte volte stentato per accontentare la prima a trovare un po' di carne cruda, e per di più di animale immondo, con un po' di grano turco, e, perche la seconda non mi facesse soffrire il supplizio di Tantalo, dovetti accontentarmi di portare meco, in appositi recipienti detti taparas, un miscuglio che dell'acqua prende solo il nome.

Il Vescovo di Calabozzo mi ricevette con l'affetto di un padre. mi fece visitare il Seminario, che ha prescelto a suo palazzo episcopale, facendo egli da Rettore e Professore nello stesso tempo, e mi scongiurò di supplicarla, amatissimo sig. D. Rua, a mandare anche solo due Salesiani, ai quali, dice Monsignore, darebbe il rettorato del Seminario, perche è sicuro che i Salesiani coll'aiuto dei seminaristi, di ottimi Canonici e Sacerdoti, farebbero sorgere in breve a lato del Seminario un bellissimo Collegio. Il buon Vescovo a questo pensiero si entusiasmava tutto e andavanti dicendo : - Questo è un campo tutto proprio per i Salesiani. Le poche vocazioni che ora muoiono noti appena nate, oppure che crescono rachitiche per mancanza di buoni coltivatori, troverebbero nell'animo ardente dei figli di D. Bosco il necessario calore per un vigoroso sviluppo, e questa mia diocesi mancante di buoni operai si convertirebbe in pochi anni in una bellissima vigna dei Signore. - lo promisi che Le avrei scritto, amato Padre, ed ora mantengo la mia promessa. Saranno realizzabili i nobili desiderii di Monsignore? Sta nelle mani della S. V. la soluzione del problema; soluzione che spero sarà favorevole. A Calabozzo passai bellissimi giorni per tutte le gentilezze e premure usatetisi da Monsignore, ma dovetti pagare il tributo delle febbri paludose, che mi attaccarono fortemente.

Appena ristabilito continuai il mio viaggio per San Fernando. Quivi era aspettato da lungo tempo e fui ricevuto con grandi feste, tanto più perchè da molti si credeva che fossi andato per fermarmi con loro. E a dir vero ben volontieri l'avrei fatto, se così avesse disposto l'ubbidienza, perchè là vi ha somma necessità di curare l'educazione dei giovani abbandonati. Confido che lei, amabilissimo sig. D. Rua, non tarderà ad aprire colà una Casa che sarà centro di grande importanza, particolarmente per le missioni in mezzo agli Indii. San Fernando è città poetica e romantica per la felicissima sua posizione. È situata sulle ridenti sponde del fiume Apure, il secondo della Venezuela, che la mette in comunicazione coi confini di Colombia e coll'importante porto di Barcellona. Centro di affluvione, è pure centro del commercio delle immense pianure apuregne, abitate al sud da numerosissime tribù selvaggie, che vivono nella più crassa ignoranza in attesa che suoni l'ora della loro redenzione...; e forse la Provvidenza ha stabilito che ciò avvenga per opera dei poveri figli di D. Bosco. La popolazione civilizzata si dedica all'allevamento del bestiame ed all'esportazione delle preziose penne della t'arsa, poco o nulla curandosi di istruzione ed educazione. Non è a dire quindi in che stato si trovi la gioventù. Il giorno del mio arrivo vennero ad incontrarmi più di duecento ragazzi, i quali mi supplicavano ad aprir tosto un Collegio per loro. Certamente io era stato additato a quei poveri ragazzi quale loro amico e salvatore, chè tanto suona da queste parti il nome di Salesiano. Alla vista di tanta necessità, alle suppliche dei ragazzi e di tanti genitori, mi sentii profondamente commosso e promisi d'intercedere presso di Lei, amato Padre, fino a tanto che non avrà mandato alcuni Confratelli per San Fernando. Varii nobili Signori hanno formalmente promesso di regalare una Casa adatta per Collegio e di sopportare le spese del primo anno.

Il campo può dirsi ancora vergine, e se noi prenderemo presto le mosse, potrassi coltivare con frutto prima che venga seminata la terribile zizzania del protestantesimo. Un Collegio a San Fernando porterebbe grandissimi benefizi, anzi come centro di una futura missione fra i selvaggi è una posizione insuperabile. Non posso parlare delle tribù selvagge e della loro miseria materiale e morale, perchè ben poco ho visto; però, da quanto mi fu detto, posso assicurare che vivono in un totale abbandono, nomadi in mezzo alle natie foreste e fuggitivi dalle abitazioni dei civilizzati, perche da alcuni di questi, più crudeli degli stessi selvaggi, vengono cacciati come se fossero il giaguaro o il puma!... Un signore mi raccontava con ributtante cinismo il modo con cui un giorno presero al laccio una fanciulla India, e legatala alla coda d'un cavallo, la strascinarono per più d'un'ora di cammino. Naturalmente i poveri Indii fanno rappresaglie sulle carovane che transitano per le loro selve, ma per solito hanno sempre la peggio. Di questi fatti ne ho sentiti narrare moltissimi, ma credo che possa bastare questo solo per muovere il suo cuore paterno, buon Padre, e determinarla a prendere la bella risoluzione di iniziare al principio del nuovo secolo la Missione che ha da salvare questi poveri infelici. Volga, amatissimo sig. D. Rua, uno sguardo sulle indimenticabili Case di Valsalice, Foglizzo, Ivrea e vedendo come tanti giovani cuori ardano del desiderio di diventare Missionari della Buona Novella, li assecondi : tre soli basterebbero per raccogliere in breve tempo i più bei frutti.

Perdoni, venerato Superiore, la libertà di questa mia, ma così ho dovuto fare per mantenere le mie promesse, e mentre in Lei riverisco tutti gli altri Superiori, la prego a voler benedire il suo

Ubb.mo e Aff.mo figlio in G. e M. Sac. INNOCENZO MONTANARI.

GRAZIE dì MariA Ausiliatrice

Il quadro di Maria SS. Ausiliatrice.

Il Collegio S. Benedetto di Parma ha esperimentato in modo prodigioso la protezione della nostra Madonna, Maria Ausiliatrice. Nella notte fra il primo e due di luglio u. s. una trave del tetto sopra il dormitorio dei nostri coadiutori si spezzò improvvisamente facendo rovinare buona parte del tetto sui letti e particolarmente su di uno che fu schiacciato orrendamente. Un istante prima uno dei coadiutori, svegliato dai primi scricchiolii, grida al vicino: per carità scappa. Nella confusione mezzo ancora addormentato questi si caccia giù dal letto, ma impigliatosi nelle lenzuola cade bocconi. Quasi non era ancora a terra che precisamente sul suo letto rovina la trave spezzata, su cui poggiavano altre due, e tutto il materiale del tetto. Accorso col nostro Prefetto sul luogo, non so dire quel che provai in quel momento spaventoso. Erano tutti muti come fuori di sè : si sentivano solo alcuni gemiti strazianti. Ma l'ansia dolorosa durò poco: un dopo l'altro mi vidi venir innanzi tutti i poveri coadiutori, spaventati sì, ma sani e salvi. Uno solo non vedeva ancora, quel poveretto su cui doveva essere caduto il tetto. Ma anch'egli potè esser liberato dai tegoli ed embrici che gli erano rovinati addosso, senza recargli male alcuno all'infuori di qualche leggiera scalfittura. Nel mio animo alla trepidazione sottentrò un senso di gratitudine verso Maria Ausiliatrice che io aveva invocata nel primo spavento; né mi fu possibile trattenere le lagrime per la vivissima commozione quando, alzando gli occhi, vidi appeso al pilastro su cui poggiava il trave spezzato l'immagine di Maria Ausiliatrice, Le molte persone che il dì dopo vollero visitare il luogo del fatto rimasero tutte sommamente stupite ed unanime era il giudizio che la cosa non poteva essere spiegata in via naturale. Una circostanza che va rilevata si è che il fatto accadeva precisamente poco dopo la mezzanotte, quando s'era già nella festa della Visitazione di Maria SS.

Parma, 12 luglio 1900.

Sac. CARLO M. BARATTA.

Maria m'ha risanata la mamma.

Lo scorso gennaio cadeva gravemente inferma di bronchite la mia mamma, e dopo alcuni giorni, sia per la grave età, sia per la rigidità della stagione, peggiorò tanto, che, perduta ogni fiducia nei rimedi umani, non si aveva più speranza di impedirne la perdita.

Avvisata di questo stato di cose una delle mie sorelle, novizia tra le Figlie di Maria SS. Ausiliatrice, in Nizza Monferrato, e recatasi perciò in famiglia, suggerì d'incominciare subito una novena a Maria SS. Aiuto dei Cristiani, promettendo di fare una modesta offerta per le Missioni Salesiane, e di far pubblicare la grazia qualora si ottenesse.

Oh ! potenza e bontà di Maria! Prima che terminasse la novena, quando appunto, secondo le previsioni umane era inevitabile la catastrofe, la cara inferma era fuori di pericolo, e d'allora in poi venne, lentamente sì, ma sempre migliorando.

Mentre rendo di pubblica ragione la grazia ottenuta, prego la SS. Vergine di concedermene altre, che da lungo tempo imploro dalla sua materna bontà.

Torino-Valsalice, luglio 1900.

Sac. LUIGI GIUGANINO

Non si ricorre invano a Maria Ausiliatrice!

Limpido s'incurvava il cielo sulla mia giovinezza, e all'ombra tranquilla del Seminario salivo lieto co' miei compagni per l'erta faticosa degli studi : salivo inconscio di sventura che mi avesse a rallentare il cammino, desideroso della vetta, dove la mente sognava un altare bello tra gli splendori di un giorno sospirato... quando una fiera malattia m' infranse ogni forza. La fredda parola dei medici aveva tolto ogni speranza a' miei cari ogni fiore del mio giardino era appassito; ma in mezzo alla desolata aiuola spoglia di foglioline colorite ed olezzanti, verdeggiava ancor bella e robusta la devozione alla mite e cara Vergine di D. Bosco ; e nel tremolio della lacrima che all'afflitta mia madre, invocante dal cielo la mia guarigione, irrorava spesso il ciglio, brillò ridente la candida figura di Maria Ausiliatrice, di Lei

... che ben sempre rispose a chi La chiamò con fede...

Pregai, pregarono mia mamma e mia zia facendo insieme promessa di offrire Lire 40 in riconoscenza e di rendere pubblica la grazia sul Bollettino Salesiano... Oh ! potenza di Ilaria! Non appena fatta la promessa, incominciai subito a migliorare, e, alcun tempo dopo, alla madre prostrata dinanzi ad una immaginetta brillò ancora la candida figura di Maria Ausiliatrice, ma non più tra il pianto dello sconforto, sibbene nella lacrima tremolante della gioia riconoscente.

Ora avendo già ripreso i miei studi, sento l'obbligo di mantenere la fatta promessa, e m'è caro di attribuire pubblicamente detta grazia alla Madonna anche perchè altri sia indotto a ricorrere a Lei nelle strettezze di questa vita, esperimentando così quanto bella splenda la verità in quei versi che il Poeta nella dolorosa mestizia dell'esilio scrisse forse inginocchiato:

. Donna, sei tanto grande e tanto vali che qual vuol grazia ed a Te non ricorre, sua desianza vuol volar senz'ali.

Veruno, 19 luglio 1900.

GIUSEPPE MORTAROTTI Chierico.

Salus infirmorum, ora pro nobis !

Oh ! quanto è mai vero che a Maria non si ricorre maì invano! Già una volta questa buona Madre mi salvò da morte sicura, ma ora in modo particolare intravvidi la sua mano pietosa che mi salvò.

Fin dai 24 dello scorso Dicembre mi sentiva un mal di capo opprimente che più non mi lasciava lavorare. Postomi a letto, in breve tempo peggiorai talmente che i medici già disperavano di me. Pur non di meno, sperando meglio nell'aria nativa, da Torino, dove mi trovava in qualità di studente all'Oratorio Salesiano, mi portai al mio paesello. Stetti quasi due mesi un po' su, un po' giù, senza verun miglioramento. Mi sentiva inoltre una puntura al lato destro dello stomaco ed un affanno indescrivibile nel respiro. Il medico tentennava la testa e diceva che per me era finita. Parenti, compagni, amici, tutti pregavano per la mia salute. Papà e mamma specialmente soffrivano immensamente nello stare vicino a me giorno e notte. Maria, mossasi a compassione di loro, spedì da Torino il celebre prof. Annibale Nota, il quale, visitatomi per bene, trovò il caso di troppo aggravato e persuase i miei genitori a mandarmi subito all'Ospedale, con poca speranza di guarigione. Colà giunto, mi fecero l'operazione allo stomaco, ove erasi formata una massa d'acqua putrefatta che a poco a poco mi rodeva e mi conduceva al sepolcro. Grazie a Maria ed alle cure de' bravi medici in pochi giorni potei alzarmi, ed ora, perfettamente guarito, sciolgo il mio voto di riconoscenza a Lei, che gode nell'esser chiamata la salute degli infermi, e prego sia inserita nel Bollettino Salesiana questa grazia a maggior gloria della Madonna di D. Bosco.

Rosignano Monferrato, 17 giugno 1900.

GIOVANNI Rossi

Buscate. (MILANO) - Coll'animo compreso dalla più viva riconoscenza, ringrazio la Madonna di una segnalata grazia ricevuta. Nello scorso inverno m'ammalai d'influenza che in breve degenerò in polmonite. Mediante le affettuose cure della famiglia e de' medici curanti, superai bensì il pericolo, ma non potei liberarmi da una continua febbre che mi tormentò per alcuni mesi.

Ogni rimedio riusciva vano ed ormai disperava della perfetta guarigione quando rivolgendomi con fede a Maria SS. Aiuto dei Cristiani incominciai una novena in suo onore e feci celebrare una Messa nel suo Santuario in Torino. Finita la novena presi a migliorare ed in breve ottenni una completa guarigione. Riconoscente a Maria SS. invio una tenue offerta per la celebrazione di una Messa in ringraziamento della grazia ottenuta. Desidero che questa grazia sia fatta pubblica mediante il Bollettino Salesiano affinche ognuno impari che a Maria SS. non si ricorre mai invano.

15 settembre. 1900.

IDA LEPORI.

Foglizzo Canavese. - Quando si ricorre a Maria si è sempre esauditi. Lo scorso maggio il nostro caro padre Bernardino d' anni 63 cadde gravemente infermo sì da disperare di poterlo ancor salvare. Aggravandosi il male fino da togliergli l'uso della parola gli furono amministrati i conforti di nostra santa religione, e si fecero fare speciali preghiere con la celebrazione di varie Messe nella Cappella della Casa Salesiana esistente in questo paese... Poco dopo l'ammalato era già più tranquillo e, passate 36 ore dacchè la meningite gli aveva tolto l' uso dei sensi, cominciò a migliorare sensibilmente facendo egli stesso voto di far pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano. Ben presto potè alzarsi da letto e nel mese di agosto potè recarsi al Santuario di Valdocco a sciogliere il suo voto. Sia benedetta in eterno Maria Ausiliatrice che ci ha ridonato il padre !

25 agosto 1900.

LA FAMIGLIA DI CASALIS BERNARDINO.

Lesmo (MILANO). - Ai primi dello scorso luglio, s'ammalava gravememente l' amato mio figlio di nome Carlo. Una forte infiammazione al piloro ed un intermittente gastricismo lo fecero dichiarare disperato da valentissimi medici. Allora giudicai miglior partito confidare solo nel soccorso potente della gran Madre di Dio, invocata sotto il titolo di Axilium Christianorum persuaso che non avrebbe deluso lo viva mia speranza tanto più che questo mio figlio era già stato per circa due anni all'Oratorio di Valdocco attendendo agli studi sotto il potente patrocinio di Lei.

E per viemaggiormente assicurarmi la sospirata protezione feci voto di palesare la grazia qualora l'avessi conseguita. Oh! Quanto è mai potente la Madonna di D. Bosco! Il figlio con grande stupore dei medici e con immenso giubilo della famigliuola, nei primi giorni della novena, che si era incominciata per questo fine, prese a migliorare ed in breve si ristabilì a tal segno da poter nuovamente attendere agli interrotti suoi studi.

28 agosto 1900.

VILLA ANDREA

Nantes-Airolo. (CANTON Ticino) - La Madonna mi ha guarita la mamma! Il giorno 15 p. p. Luglio la mia mamma ammalò gravemente di polmonite. Chiamato il medico, non ne celò la gravità del caso, stante l'età avanzata dell'inferma - 68 anni- ed il disordine trovato nel funzionamento del cuore. Nelle ineffabili ambascie di quell'ora, il mio pensiero s'innalzò all'Ausiliatrice e di comune accordo cogli altri membri della famiglia, spedii tosto la limosina per una Messa da celebrarsi all' Altare della Madonna di D. Bosco a Valdocco. Ed oh potenza di Maria! Il medico curante trovò tosto nell'ammalata un notevole miglioramento ; le medicine le furone efficaci e, dopo appena 5 giorni, la malattia era sciolta, il pericolo cessato. Ora la mamma è perfettamente guarita e la mia famiglia, festante, scioglie un inno di ringraziamento all'Ausiliatrice. Di questi giorni ancora abbiano ottenuto da Maria un' altra bella grazia il conseguimento della quale raddoppia la nostra confidenza in Colei che è così bene definita l'Aiuto dei Cristiani.

12 agosto 1900.

ELISA PEDRINI.

Maestra.

Sommo-Lomellina. - Il mio Carletto, dodicenne, era spedito dai medici ed aveva già ricevuto il SS. Viatico, quando per suggerimento del Parroco lo raccomandai con voto alla Madonna di D. Bosco : ed ecco che malgrado la polmonite, la quale, come avevano sentenziato valentissimi medici, o violentemente o lentamente doveva condurlo alla torba, ci vive, ei lavora di giorno ed anche di notte e si trova in ottima salute... Scacciata la morte dal letto del figlio, essa si affacciò a quello della madre : senonchè io che aveva già sperimentato quanto sia pronta a favorirmi l'Asiliatrice, piena di fiducia l'invocai anche in questo frangente e non invano. Imperochè evidentemente più coll'aiuto di Lei che con quello dei chirurgi, o dirò meglio coll'opera chirurgica diretta dalla mano di Lei, che tutto può pel Figlio suo, potei incolume uscire da difficilissima operazione. La mia riconoscenza per la Madonna di D. Bosco sarà eterna.

12 settembre 1900.

CARETTA LORENZINA.

Ottennero pure grazie da Maria SS. Ausiliatrice, e pieni di riconoscenza inviarono offerte al suo Santuario di Torino, o per la celebrazione di S. Messe di ringraziamento, o per le Missioni Salesiane, o per le altre Opere di D. Bosco, i seguenti

A*) Alassio: Sac. E. Calvi, L. 5, a norme di una pia persona per quasi istantanea e prodigiosa guarigione di una sua bambina. - Albino: Lavelli Paolo, 1 a nome di una sua nipote, impetrando preghiere per una grazia speciale. - Amarra (Udine): Lazzaro D. G. Battista, 10 per grazia. - Ancona : Guarino Vincenzo per grazia.- Argenta (Ferrara): Giovanni Maria Arciprete Guerrini, 30 per grazia ricevuta.

B) - Bassano Veneto: M. S. per grazia. - Bologna: Un pio sacerdote bolognese affetto da 18 anni da incurabile malattia nervosa fece lo scorso agosto l'offerta di L. 300 alla nostra Casa di quella città, perchè si intraprendessero speciali preghiere a Maria Ausiliatrice per la sua guarigione ; ed ora graziato completamente attesta in faccia a tutto il mondo la figliale sua gratitudine rendendo pubblico sì segnalato favore. - Bosa (Cagliari) B. P.: 100 per le Opere Salesiane In ringraziamento a Maria per segnalata grazia. - Brivio (Como): Ch. Perego Fulvio, 5 per grazia.

C) - Caresana: Abbiate Raimonda, 20 per la visibile esperimentata protezione di Maria. - Cartosio: Gaino Bogliolo Antonietta, 15 per le Opere Salesiane e per Messa di ringraziamento. - Casale Monferrato: Una pia persona per essere stata guarita in nove giorni da fortissimi dolori i quali da tre mesi la costringevano a camminare curva della persona. - Cassolnovo: Pietro Schenone, 20 per grazia. - Castagnole (Piemonte): N. N., 25 per grazia. - Castellazzo Bormida: Giuseppina Verdi-Signorini, 10 per grazia. - Castelletto Scazzoso (Alessandria): Carlando Augusto, 10 per aver avuto preservati dalla grandine i suoi poderi. - Castrogiovanni: Farinato Albino, 5 in rendimento di grazie. - Catania (Sicilia): P. E. L., 25 per ottenuto accomodamento di disperato affare; Matteo Nicolosi, 10 per pronta guarigione ottenuta da Maria Santissima. - Cavaglio d'Agogna: Suor Mellano Celestina, 5 a nome di Mora Catterina per grazia. - Caulonia: Romano Domenico Federico, 2 per Messa di ringraziamento. - Cereseto (Parma): Bruni Bruno per grazia. - Charvensod (Val d'Aosta): Perruchon D. Giuliano, 20 per grazia, - Chivasso: Fogli ano Angelo; Bergamasco Marcellina, per grazia. - Coggiola: Sorelle Bozzalle per ottenuta guarigione della Madre. - Colle Bellino (Cuneo): N. N., 5 per grazia ; Sorelle Richard, 10 per grazia e per riceverne altre. - Crodovado (Udine): Angelo Venturuzzo, 5 a nome di pia persona graziata. - Costigliole (Saluzzo): Abelly Don Giacomo Prevosto, per grazia. - Crescentino: De Biaggi Catterina, 5 con Messa per guarigione del suo bambino e per ottenere altri favori. - Crocemosso : Una povera operaia, 2 per Messa di ringraziamento ; Rivetti Gioachino, 10 con Messa per ottenere completa guarigione dal mal d'occhi.

D) - Dego: Secondo Dotta, 3 a nome delle sorelle Dotta per grazia. - Dogliani : Viotti Anna, 2 per Messa di ringraziamento.

F) - Faenza: D. Marchetti Antonio, Cappellano a Santo Stefano, 5 a nome di Maria Resta Dall'Osso per grazia. - Falicetto: P. T., 3; A. D., 2 ; Q. M., 2 per grazia. - Farra del Soligo: Marduzzo Arcangelo, 10 per grazia. - Fenis (Val d'Aosta) : Ménabrayaz Francesca vedova Peretto, 3 per grazia. - Filettole (Vecchiano): Diac. Del-Papa Pilade, 2 con Messa a nome di Giuseppe Manzini per ottenuta quasi istantanea guarigione da pleurite. - Frassinetto Monferrato: Lavagno Lidia, 5 per grazia e per implorarne altro.

G) - Genova: Manni Ignazio e Consorte Ermenegilda ringraziano vivamente la Vergine Ausiliatrice per l'ottenuta visibile sua protezione in una causa di importanza; Una pia Cooperatrice, 30 per la celebrazione di tre Messe in ringraziamento della guarigione di una giovinetta gravemente inferma. - Girgenti: Chiaramonti Maria.-Gorrino: Sorelle Rabino, 25 per Messa di ringraziamento. - Guazzolo: Francesco acchi, 7 con Messa in ringraziamento della sua strepitosa guarigione.

I) - Ivrea: M. G., 5 per le Missioni Salesiane in ringraziamento di una grazia straordinaria.

L) - Lodrone (Tirolo): Monticelli Bernardo, 7 per grazia. - Lomazzo: Bianchi Cairoli Livia.

M) Malegno : Scolari Pietro, 4 per due Messe di ringraziamento. - Mathi : Michelis Giovanni, 10 a nome di pia persona per grazia ; N. N., 6 per una Messa. - Mazzara del Vallo: Bonacco Maria. - Mazzarino: Sortino Maria Giuseppe, 1,50 per grazia. - Mede: A. R., 2 per grazia. - Melazzo: Chiapone Alessandro, 20 per grazia.- Mercenasco: Carlotta Donati.Messico: Tagliaferri Pietro ringrazia l'Ausiliatrice per straordinario favore. - Milano: Asnago Enrico, 1 per aver superato felicemente gli esami di licenza normale. - Mirabello Monferrato: N. N., 20 per grazia. Moncalieri: Mari Anua, 5 a nome di pia persona graziata. - Montecchio Maggiore (Vicenza): Fizziotti Flaminia, 8 con Messa di grazie. - Mulazzano (Milano): Sorelle Bersani, 5 per Messa di ringraziamento. - Mori di Valle S. Felice (Tirolo): D. Pietro Casagrande Parroco manda 12 Corone austriache per il Santuario di Valdocco e le Opere Salesiane in ringraziamento dell'ottenuta guarigione di sua sorella.

P) - Pellestrina (Venezia): Zennaro G. B. detto Necca, 4 per due Messe in suffragio dei defunti e per il felice esito degli esami del figlio Arturo. - Perosa Argentina: Molinatto Paolo. - Pessina Cremonese: Puerari Lorenzo, 3 per grazia. - Pinerolo : I. M. 0., 40 per grazia e N. N., 10, id. - Pontedera: Cavallini A., 1 per grazia. - Ponte Ronca: De-Giusti Angelina, 3 con Messa per essere stata guarita da malattia 'incurabile.- Primolo : Beltrami Susanna, 20 per grazie ottenute e per impetrarne altre. - Pessinetto F.: D. Merlo, 5 a nome di Cresto Teresa per Messa di grazie.

R) - Racconigi: Tanareili Antonio coll'intercessione di Maria Ausiliatrice riottenne l'uso di una gamba da sei anni paralizzata ed inservibile. -Roma: De Marinis Emilia e Vizzini Franci Paolo, ringraziano Maria per ottenuto impiego ad un loro congiunto.

S) - Sale Castelnuovo (Ivrea): Perotti G. B., 9 con Messa per due segnalatissime grazie. - Salorno (Tirolo): Leopoldo Fraschini, 5 fiorini per grazia. - San Bartolomeo (Cuneo): Manassero Maria n. Dalmazzo, 5,20 con Messa di ringraziamento ; Manassero Beatrice, 10 a nome di un' ammalata graziata. - San Carlos do Pinhal (Brasile) : Manzini Federico, 6 con Messa per miglioramento di salute ottenuto dalla sua consorte. - S. Carlo in Val di Peccia (Cantora Ticino): D. Giovanni Marchesi Parroco, 1 a uomo della giovinetta Rotanzi Maria guarita prodigiosamente da incurabile malattia. - S. Damiano Macra: Aime Gio. B., 5 per Messa di ringraziamento. - S. Giustina: Pastorino Adalgisa, 8 per grazie. - S. Maria di Carceri (Este): Carminati A. fu Costantino, 5 per Messa di ringraziamento. - S. Pellegrino Garfagnana : Lunardi Roberto, 10 per due Messe di ringraziamento. - Sampierdarena: San. Luigi Bussi, 25 a nome della Signora Testori Gaetanina graziata; Bruzzo Luigia, 5 per lo Missioni perchè trovandosi iu grave desolazione pregò la Madonna e fu tosto consolata. - S. Pietro di Morubio: Marangoni Alessandro, 2,50 per grazia. - Santa Vittoria d'Alba: Sartore Giuseppe, 2; Casavecchia Teresa, 2 per grazia. - Saronno : Lauro Vago, 10 in ringraziamento di segnalata grazia. - Siracusa: Aloschi Sebastiano, 1,40 per Messa in ringraziamento dell'ottenuta guarigione del padre. -Sorgoni; Deidda Lucia, 2 per Messa di ringraziamento. - Sperone (Torino): Mira G. B. falegname, 5 per Messa in ringraziamento dell'ottenuta guarigione.

T) - Torbe (Verona): Micheletti Luigi fu Bartolo, a mezzo di Zantedeschi Costante manda 2 lire per Messa di ringraziamento. - Torino: Conte Prospero Balbo e consorte, 5 per la felice nascita del loro primogenito ; Leone Rosa n. Sangermani ringrazia vivamente Maria SS. per averle guarita la figlia dal mal d'occhi. P. F. 25 per essere stato nello spazio di otto giorni guarito da grave indisposizione refrattaria a tutto le cure dell'arte medica; S. M. S., per esser stato aiutato ad andar avanti nei suoi studi. - Torricella (Cantora Ticino): Bernasconi Giuseppe, 12 per due segnalate grazie. - Trentola (Caserta): Simonelli Don Paolo Parroco, 5 per una Messa di ringraziamento.Treviglio : Sac. Francesco Cottrino, 5 con Messa a nome di Luigia Compagnoni, la quale ebbe una sua nipote guarita da Maria. - Trezzo sull'Adda: Cagltani Giuseppe, 9 per grazia e per ottenere altri favori. - Triangia (Sondrio): Motta D. Luigi.

V) - Valdagno: Balbo Centomo Maria, 2 per Messa di ringraziamento per la guarigione d'una sua bambina. - Valle S. Lorenzo (Cuneo): Sclaverano Lucia ritornata da morte a vita mercè l'intercessione di Maria Ausiliatrice. - Varallo Pombia: Albertali Cat terina, 5 per grazia; Bertinotti Giuseppa, 5, id.; Belloni Stefanina. 5, id .; Tosi Costanza, 1, id.; Bolognini Maria. 2. id.-Vedano Olona: 31. L. V. 0., 25 per speciali preghiere. - Venezia: C. M., guarita dal mal d'occhi e da forte infiammazione alla testa. - Viarigi: Bussa Barietta, 4 per grazia. - Vicoforte Mondovì: Pullacini Pietro, 5 per Messa di ringraziamento e per ottenere nuovi favori.

NOTIZIE VARIE

UNA LETTERA DEL CARD. LUCIDO M. PAROCCHI

All'Autore della vita di Mons. Luigi Lasagna.

Come abbiamo già annunziato neglì scorsi mesi l'amatissimo nostro Confratello Sac. Prof. Paolo Albera, ha raccolte e pubblicate, per ordine del Successore dì D. Bosco, le Memorie biografiche del secondo vescovo salesiano, Mons. Lasagna. Appena ultimata la stampa ne fece pervenire copia al Cardinale Protettore della nostra Pia Società, al quale intendeva umiliare e dedicare queste Memorie.

Nella sua paterna bontà l'Em° Princìpe degnavasi accettare l'umile omaggio, inviando all'Autore una lettera assai lusinghiera ed espressiva che ci rechiamo ad onore di riprodurre in queste nostre colonne. Eccola

Reverendissimo D. Albera,

Dalla sommaria lettura delle Memorie biografiche di Mons. Lasagna m'entrava in mente la persuasione, ch'esse rispecchiano i fatti, compendiati in due sentenze di Prelati stimabilissimi, Mons. Lacerda, Vescovo di S. Paolo, del Lasagna non esitò affermare, ch'egli fosse a D. Bosco quello che a S. Ignazio il Saverio. E Mons. Soler non si peritò di soggiungere, dopo descritta la vita apostolica di Mons. Lasagna, ch'egli pareva dotato d'ubiquità. I fatti descritti da V. R. con semplicità d'affetto, provano la verità dell'uno e dell'altro elogio. Ed io, rinnovando il cordoglio provato all'annunzio della grande perdita, che nel Lasagna fecero le Missioni cattoliche e la Congregazione Salesiana, faccio voti che dalla lettura di queste Memorìe, sorga una volta chi, premendo le vestigie del Missionario e del Vescovo invitto, conserti in bella alleanza le virtù private, le pubbliche, l'integrità del religioso e lo zelo dell'Apostolo, le dolci effusioni dello spirito nella preghiera e l'ardua partecipazione del calice del Signore.

Accetto pertanto la dedica senz'approvarne la forma, troppo superiore alla mia insufficienza, e congratulandomi dell'opera di V. S. mi rassegno

Roma, 9 settembre 1900.

dev.mo in G. C.

L. M. Card. PARocchi Protettore dei Salesiani. .

Questa lettera è la miglior raccomandazione della VITA DI MoNS. LASAGNA che si trova vendibile presso tutte le nostre Librerie al prezzo di L. 4,00 la copia. E un grosso volume in 8° di circa 500 pagine riccamente illustrate da finissìme e numerose incisioni. Essendo lìmìtato il numero delle copie, chi desidera procurarsela, si affretti a farne richiesta in tempo direttamente presso la Casa Editrice in S. BENIGNO CANAVESE. Questo diciamo specialmente per gli amìci, conoscentì e concìttadinì di Mons. Lasagna, ai quali tornerà al sommo cara e commovente la lettura delle gesta mirabili del loro grande ed eroico amico, conoscente e concittadino.

LA BENEDIZIONE DELLO STENDARDO DELL'ORATORIO S. LUIGI IN BALERNA.

Solennissimi furono i festeggiamenti che ebbero luogo il 15 dello scorso Luglio a Balerna in occasione della benedizione dello stendardo del nostro Oratorio di S. Luigi da tempo aperto in quel borgo e prosperoso per numero dì gioventù e per buoni frutti. Noi diamo un cenno di questo avvenimento perche è bene si conosca quanto operano queì nostri confratelli nel Canton Ticino, ma molto più perchè si ebbe la felicissima idea di invitare a prendere parte alla festa tutte le associazioni giovanili dei dintorni. Era la festa della gioventù ed i giovani corrisposero largamente all'invito. Diamo la parola al Popolo Cattolico di Lugano il quale ne fece una succinta relazione.

Alle 10 1/2 Messa solenne nell'ìnsigne Collegiata e Plebana, cantata dalla Schola Cantorum balernitana ed alla benedizione del Vessillo fungevano da padrìno l'egregio signore Nobile Don Carlo Pini di Milano e da madrina l'ornatissima sua Signora. Il panegìrìco di S. Luigi venne detto con facondia ed eloquenza dal M. R. Don Paolo Lupi, Prevosto di Chiasso. Ultimate le sacre funzioni si formò un imponente corteggio, ìl quale attraversò le principali contrade del paese per portarsì al Collegio D. Bosco, nei cui saloni erano allestite le mense.

Diamo la disposizione della lunga colonna Banda Cattolica d'Uggiate in divisa, seguita dall'Oratorìo, dalla Società Cattolica e dai Luigini di Gaggino con rispettìve bandiere - e poscia gli Oratori di Rancate, Stabio, Ligornetto, Cernobbio e Como ; Filarmonica dell'Oratorio di San Gerolamo Emiliani di Como e Sodalizi dei giovinetti di Chiasso, Castello San Pietro, Coldrerio, Morbio Inferiore ; - Banda dell' Orfanatrofio Maschile di Como in divisa e poi i ben centocinquanta ragazzi dell'Oratorio di San Luigi di Balerna. Tramezzo al corteo spiccavano le bandiere e gli stendardi di diversi suaccennati Oratorì. Era uno spettacolo nuovo ed imponente per Balerna l'assistere alla sfilata di ben seicento giovanettì, marciando al passo cadenzato dei soldati ed al suono brioso delle marcie.

In un batter d' occhio le numerose tavole al lestite in Collegìo vennero occupate, essendo nel frattempo soppraggiunta eziandio la Sezione drammatica della Società Cattolica Comense. Il trattamento dato fu superiore ad ogni elogio per abbondanza ed ottìmo servìzio, e basti accennare che senza nessun inconveniente venne allestito il pranzo per oltre 400 partecipanti.

Nel dopo pranzo funzioni sacre in Chìesa, con benedizione del Santissimo, processione attraverso il borgo, recita al teatro della Nunziatura, concerti musìcalì ed illuminazìone con fuochi artificiali. In una parola ; una delizìosa giornata scolpita a caratteri indelebili nella mente di tanti giovanetti, presso i qualì resterà sempre grata ricordanza dell'opera indefessa e proficua prestata con rara abnegazione dai figli di Don Bosco per la loro educazione religiosa e morale e pei loro sviluppo intelettuale e fisico.

BENEDIZIONE DI UNA NUOVA STATUA NELL'ORATORIO DI S. LUIGI IN TORINO.

In questo caro Oratorio si compiva il giorno 15 dello scorso Luglio una festa solenne e carissima. Un solerte Comitato coadiuvato dalla carità dei giovanetti, che suol sempre essere spontanea e generosa, aveva divisato di porre una statua dell'Angelico Santo nel vasto cortile. E questa statua venne inaugurata solennemente appunto il 15 luglio alla presenza dì Monsìgnor G. B. Bertagna, Vicario Generale dell'Arcidiocesi Torinese e di un numeroso publico di parentì e di giovanetti.

Benedetta da Monsìgnore la nuova statua, i giovanetti, al canto dell'inno di S. Luìgi, preceduti dai gonfaloni e seguiti dal Vescovo in mitra e pastorale , scesero processìonalmente in Cappella a terminare colla benedizione del SS. Sacramento la giocondìssima festa, che a notte fatta fu pure coronata da ben riuscìta e fantastica illuminazione con relativi fuochi pirotecnici.

Le Suore di Maria Ausiliatrice a Falicetto di Verzuolo.

Dal Sale e Luce, ottimo giornale di Saluzzo, rileviamo con piacere che anche a Falicetto di Verzuolo le Suore di Maria Ausiliatrice vanno

facendo un gran bene coll'educazione dei bimbi che vengono dai genitori affidati alle loro amorevoli cure. Il saggio finale del testè decorso anno scolastico con relativa premiazione, riuscito ottimamente e di generale soddisfazione, venne onorato dalla presenza dell'Ill.m° sig. Galfrè Cav. Maggiore Natale, Sindaco di Verzuolo, dal Rmo D. Pasero, Vicario Foraneo, dal Rm° Parroco di Falicetto, Cav. Reynaudi con vari altri sacerdoti, dal sig. Alessandro Nam, Presidente dell'Istituto e da un'eletta di signore e signori. I canti furono accompagnati all'harmoniumn dal sig. Bigo Giacomo distinto dilettante di musica.

Finito il saggio, l'amato o munifico sig. Sindaco di Verzuolo, con accento vibrato e commosso, con forbite ed eleganti parole, elogiò e ringraziò le Suore che con zelo ed abnegazione veramente ammirabili attendono alla educazione ed istruzione di quegli angioletti il cui progresso si ebbe campo - a constatare. Pregò i bimbi a non dimenticare quanto imparano e che, usciti dal giardino d'infanzia, siano riconoscenti verso le loro educatrici e continuino ad essere buoni. Ringraziò l' amministrazione la quale sempre lavora pel buon andamento dell'Asilo augurandosi che questo cresca e fruttifichi sempre più e chiuse il suo dire con un riverente saluto alle Suore e agli intervenuti. Parlò quindi il Presidente Nani, facondo ed eloquente oratore, ringraziando il Sindaco del suo intervento che accresce lustro alla festa, nonchèle Patrone, il sig. Bigo e quanti cooperano all'incremento dell'Asilo. Parlò del frutto che ricavano i bimbi e invitò le persone restio e un po' indolenti a mandare i loro bambini alla scuola infantile. Accennò pure elogiando alla munificenza della nobile signora Boarelli ved. Quagliotti facendo voti che molti la imitino. Anche il Parroco Cav. Reynaudi porse vivissime grazie al Sindaco di Verzuolo per la sua venuta e generosa offerta di recente fatta al pio istituto ; alle Suore, allo Patronesse ed a tutti i convenuti. Disse che coll'Asilo si mette la base della moralità e che la festa dei bimbi è la festa dell'innocenza. Con la distribuzione dei premi ebbe termine il trattenimento e noi ci auguriamo che i buoni falicettesi abbiano sempre a sostenere questo loro Asilo infantile perchè da esso dipende l'avvenire del loro paese.

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

G. BARBERIs. -Nozioni di geografia secondo i programmi delle scuole ginnasiali inferiori, ecc. - Torino, Libreria Salesiana, 1900,

Ben pochi trattati di geografia che corrono nei nostri ginnasii possono vantare una settima edizione. Ci pare che questo solo sia un elogio non comune per un'opera di tal genere. Chi scrive ebbe occasione di servirsi di tal testo nell'insegnamento della geografia nel ginnasio inferiore ed ha dovuto ammirare la bontà dell'ordine eminentemente didattico congiunto ad un materiale rigorosamente scientifico. Particolare lustro poi di questa settima edizione è l'atlantino apposito preparato dal valente prof. Gribaudi, nome non nuovo ai cultori della scienza geografica.

ENRIco LASSERRE. - Il miracolo dell'Assunta, traduzione del Sac. Guglielmo Del Turco. - Letture Cattoliche: Agosto 1900. Via Cottolengo, 32.

A tutti è noto lo zelo che il Sig. Enrico Lasserre ha posto dell'esaltare la Vergine SS. nelle suo miracolose grazie di Lourdes dopo la sua conversione fino alla morte testè avvenuta.

Il presento racconto, uno dei migliori del Lasserre per brio, naturalezza e drammaticità, di narrazione, nulla perde nella elegante traduzione del nostro confratello Sac. Guglielmo Del Turco. E così il presente fascicolo di agosto delle Letture Cattoliche forma un'attraentissima ed edificante lettura da aggiungersi alle tante che questa nostra collana ha pubblicato pei giovani e per popolo.

D. V. RASCHIO. - Due prime comunioni, ossia frutti di una santa amicizia. - Milano, Scuola Tipografica Salesiana, L. 0,40.

È un edificante racconto di due giovanetti che unitisi in amicizia fra le mura del collegio, benche uno travii e minacci di perdersi negli ultimi eccessi, viene salvato dal buon amico a tempo intervenuto. Vi si sente lo zelo ed il fervore del giovano autore, a cui auguriamo fortuna in questo suo primo lavoro, affinchè altri presto ne seguano di maggior polso e lena.

Sac. ANACLETO GHIONE. - Tavola sinottica dei mali improvvisi e dei soccorsi d'urgenza, al numero cent. 5 ; al 100 L. 4.

L'Autore, già noto ai nostri lettori per una attivissima ed illuminata propaganda d'igiene, ha qui riassunto nella forma chiara ed evidente d'una tavola sinottica i più comuni mali che possano arrivare improvvisamente ed i loro primi rimedi fino all'arrivo del medico. È un foglio utilissimo che dovrebbe trovarsi esposto nei luoghi più frequentati, fabbriche, officine, ecc., ecc.

UGO MIONI. - I figli della luna. - L'inesauribile fantasia di Ugo Mioni ci ha regalato un nuovo e squisito lavoro che forma una gemma brillante ed attraentissima delle letture amene ed educative.

I figli della luna arrecheranno momenti di vero umorismo ai lettori per lo più annoiati dalle altre faccende, e di quando in quando istanti di commozione suprema. Tutto ciò sempre condotto su una felicissima trama qua e là smaltata di olezzanti fioricini, che sono quelle considerazioni morali e quei buoni consigli che con mano maestra il Mioni opportunamente inserisce e rendono il suo libro piacevolissimo e sommamente utile. In quelle lepide americanate e nelle vivaci descrizioni del naufragio, della pazzia del povero mozzo, del pallone creduto la luna dagli indigeni, della prigionia e della romantica fuga vi è sempre un crescendo artistico di colori vivi e di soavi sfumature che riempiono il cuore e la mente, tantochè finita la lettura, si sa d'aver letto un racconto di emozionanti e pittoresche avventure, e si crede d'aver letto un libro di consigli morali.

P. BERTHIER M. S. -- Lo stato religioso tradotto dal Can. Paolo Brichetto. - Vol. I, in-16, di pag. 192, L. 1,50.

È un libro che dovrebbe essere famigliare a tutti coloro che si sono consacrati a Dio ed a quelli altresì che anelano di consacrarvisi. Agli uni ed agli altri la lettura di quest'aureo libro - non è esagerato l'epiteto - tornerebbe sommamente proficua. È scritto da un competente nella materia, l'illustre P. Berthier, con unzione veramente sacerdotale. Tutto egli passa in rassegna con profondità di concetti e limpidezza di forma; l'essenza, l'origine, l'eccellenza, i vantaggi, la facilità dello stato religioso : ne spiega con arte maestra la vocazione, e dice chi può o non può farsi religioso ; esamina i difetti dei postulanti, prevede le necessità dei congiunti , dà norme sulla scelta di un Ordine o di un Istituto. Poscia discorre con pari proprietà ed affetto della vestizione, del noviziato e della professione, rilevandone l'importanza e l'efficacia. Cita parecchi esempi di santi, e celebra la felicità dell'anima consacratasi a Dio. Per l'acquisto rivolgersi alla Libreria Salesiana Editrice di S. Pier d'Arena.

E. SPILLMANN. - Il nipote della Regina e tre Novelle. - Libreria Salesiana S. Giovanni Evangelista. Torino. - Prezzo 0,80.

E questo il 28° volume delle letture amene ed educative che publica la benemerita Libreria salesiana di Torino. Ne esce una serie annua di sei volumi illustrati con elegante copertina a colori al prezzo di L. 3,80 per chi prende i volumi all'ufficio in Torino e di L. 4,50 per chi li vuole spediti in qualsiasi parte d'Italia.

Questo volumetto ci trasporta tra i popoli lontani e costumi diversi dai nostri e mentre diletta con la varietà dei casi narrati, educa il cuore con gli esempi di virtù e d'eroismo che ci presenta. È tradotto dal tedesco nella qual lingua furono pubblicati questi racconti dal padre Spillmann nella sua raccolta di racconti illustrati per la gioventù; nè meglio sapremmo raccomandarlo ai lettori che riportando una parte della prefazione.

Il Nipote della Regina è un racconto, desunto dagli Annali della Missione del Giappone. Il medesimo si svolge nella seconda metà del secolo XVI alla corte di Bungo, il cui re Siwan fu comtemporaneo di S. Francesco Saverio. È una serie di scene vive e commoventi nelle quali brilla l'eroismo cristiano sull'empietà pagana di vari personaggi. Le tre novelle ci trasportano tra i così detti selvaggi indiani d'America. Nella prima istoria si narra la strana e barbara avventura d'una figlietta d'un colono francese rapita dai selvaggi ; nella seconda si descrivono le peripezie di un ragazzo indiano, che, scorto dalla divina, grazia, diviene missionario nelle fredde regioni di Alaska; nella terza finalmente si compendia l'eroica abnegazione di un missionario, morto vittima di carità in mezzo alle Pelli Rosse.

(Dal Verona Fedele).

ANNBAL CARO. - L'Eneide di Virgilio annotata e illustrata per uso delle scuole e riveduta sui migliori codici antichi da Eusebio Calvi.

Tip. Salesiana, 1900 Torino. Prezzo L. 2,40 (E).

Questo volume è il 27° della Nuova collezione della _Biblioteca per la gioventù in formato 16° e comprende i restanti nove libri dell'immortale opera di Virgilio, essendo già stati pubblicati i primi tre libri nel volume 26° della Collezione. Questi nove libri dell'Eneide constano di 835 pagine con ben 20 finissime incisioni. Il commento storico letterario è conscienzioso ed esauriente e noi siamo sicuri che tornerà di grande utilità agli studiosi. Inutile quindi ogni parola di raccomandazione.

ALESSANDRO FABRE. - Letture Italiane per le scuole secondarie - Tip. Salesiana 1900 Torino - Prezzo L. 2,50 (D).

Questo libro non è altro che una riduzione a minor volume e perciò a minor prezzo dei Fiori di letture italiane editi anni sono e compilate dallo stesso Prof. Fabre. Il presente volume e di circa 500 pagine. e conservando lo stesso ordine, lo stesso metodo, gli stessi intenti educativi e morali dei Fiori di lettura siamo sicuri che incontrerà presso gli insegnanti lo stesso anzi maggior favore.

MoNs. L. CARLO GAY. - I misteri del Santo Rosario. Discorsi famigliari - Vol. 2 di circa 400 pagine ciascuno - Prezzo dei due volumi L. 3,50 - Tip. Salesiana, Sampierdarena (Genova).

Questi discorsi di Mons. Gay, tradotti in italiano e stampati dalla nostra tipografia di Sampierdarena, sono una verace miniera di profonda teologia mariana e noi li raccomandiamo ai R. R. Parroci e specialmente ai predicatori del mese di Ottobre, tanto più che, per facilitarne la diffusione, gli editori li hanno posti in vendita a prezzo minimo.

Mons. L. CARLO GAY. - Della vita e delle virtù cristiane considerate nello stato religioso -

Vol. 3 di oltre 400 pag. ciascuno. Prezzo dell'opera L. 6 - Tip. Salesiana Sampierdarena.

Quest'opera, frutto di lungo esercizio nel sacerdotale ministero, ottenne in francia un vero successo. In 18 mesi se ne vendettero 10,000 esemplari e le nuove edizioni si succedono ancor al presente senza interruzione. Che vadano a ruba i romanzi, si capisce, ma che lo stesso avvenga di un'opera ascetica qual'è questa, pare un miracolo, e ben ne dimostra tutta l'opportunità per i tempi nostri. Che bene immenso se in Italia purefosse largamente diffusa ! L'autore in quest'opera ha saputo esporre le più alte dottrine della teologia cattolica in un linguaggio che le anime devote possono gustare ed intendere, perchè la vera pietà ha l'intelligenza e l'amore di tutto che è grande e divino. L'opera intiera consta dl 1300 fitte pagine in 16° e si vende per sole lire sei.

M. T. CICERONIS. - Philippica III et IV in M. Antonium, con note del Sac. Luigi Brunelli. - Tipografia Salesiana, 1900, Torino. - Prezzo 0,15.

Offriamo agli egregi insegnanti di ginnasio ed ai loro alunni questo esauriente e chiaro commento della III e IV Filippica di Cicerone fatto dal Sac. Luigi Brunelli, già favorevolmente noto per altri simili lavori.

LINO D. CARBAJAL, Direttore dell'Osservatorio di Patagones. - La Patagonia. Serie quarta : Politica, istruzione, legislazione, colonizzazione,, insegnamento e coltura sociale. - Scuola Tipografica Salesiana. San Benigno Canavese. - Prezzo L. 3,50.

Questo vol. IV dell'importantissimo studio scientifico intorno alla Patagonia, di cui abbinino già parlato altre volte, ha un'importanza speciale per la chiara esposizione dei fatti culminanti che rispecchiano la vita politica, sociale, coloniale e lo stato dell'insegnamento e della coltura che determinano il grado d'istruzione della Patagonia non solo, ma anche di tutta la Repubblica Argentina. La lettura di questo volume quindi è indispensabile a quanti intendono emigrare in quelle regioni.

LINO D. CARBAJAL. -- Le Missioni Salesiane nella Patagonia e regioni magallaniche. Studio storico-statistico. -- 1900. Tip. Salesiana di S. Benigno Canavese. Prezzo L. 1,20.

Questa monografia è veramente preziosa ed i nostri buoni Cooperatori e Cooperatrici che tanto desiderano di sapere i progressi delle nostre Missioni nel Sud America, non debbono trascurare dal procurarvela, tanto più che il provento di tutti questi studi dell' illustre D. Carbajal, va a benefizio delle stesse Missioni.

La predicazione, quello che la precede, quel che l'accompagna, quel che la segue, del Rev.mo P. M. MONSABRÈ.

Nel 1895, il Capitolo Generale Domenicano adunato in Avila dava al celebre P. Monsabrè l'incarico di scrivere un trattato che servisse di guida ai giovani religiosi dell'Ordine nell'arte così importante e così difficile della predicazione. A questo incarico siam debitori dell'Opera insigne suaccennata, testè uscita alla luce, in Parigi.

Or bene, crediamo far cosa grata agli ecclesiastici italiani, informandoli, che la Poliantea Oratoria, di Palermo, per mezzo del Rev.mo P. Maestro Lombardo, ottenne dall'Autore il diritto esclusivo della versione nella nostra favella, versione che sarà fatta dal suo egregio Direttore, Can. Giovanni Cinquemani. I Seminarii, gl'Istituti religiosi, i predicatori siam certi che accoglieranno, con gioia ed interesse questa notizia.