Bollettino Salesiano

SOMMARIO DI MAGGIO 1900

I PELLEGRINAGGI AL SANTUARIO DELL'AUSILIATRICE 1729. 121 UNA NUOVA PREGHIERA alla Madonna di D- Bosco » 126 NOVENA, CONFERENZA E FESTA di Maria Ausiliatrice nel suo Santuario di Valdocco    » 127 LE GRAZIE della Madonna di D. Bosco. » 129 UN GRIDO DI DOLORE ed i fasti della carità cattolica a favore degli operai italiani al Sempione . » 136 NECROLOGIA: Il Teol. Leonardo Murialdo - Mens. Pierpaolo Barresi - Mens. Carlo Gallini - D. Giov. Lorenzo Bonavia - L'Ing. Giantommaso Liverani - Il Prof. Alessandro Chiappetti . » 141 NOTIZIE VARIE : - La Madonna di D. Bosco a Cagliari - Per S. Francesco di Sales e D. Bosco - Un'esimia Cooperatrice Salesiana decorata - Effetti di una buona lettura    » 144 RIVISTA BIBLIOGRAFICA » 146 COOPERATORI DEFUNTI . . » 148 ILLUSTRAZIONI: - La Statua di Maria Ausiliatrice a Cagliari.

Il trionfo della Madonna di D. Bosco a Cagliari - Mons. Paolo Maria Serci Serra - Il Teol. Leonardo Murialdo - Cattedrale di Siviglia - Cav. Gaetano Desogus - Cattedrale di Malta, veduta interna e porto.

I pellegrinaggi AL SANTUARIO DELL'AUSILIATRICE

TRA i vari ossequi suggeriti nel precedente Bollettino come atti a rendere piu solenne il trionfo dell'Ausiliatrice in quest'ultimo anno del secolo xix, che è il secolo dell'Ausiliatrice per eccellenza, noi abbiamo indicato anche i pellegrinaggi al suo Santuario, perchè costituiscono la nota dominante del culto della Madonna di D. Bosco. Questo devoto Santuario infatti divenne la meta prediletta delle pie comitive fin dal giorno, in cui fu solennemente consacrato al divin culto ed aperto alla pietà dei fedeli. Ce lo attesta luminosamente la sua storia, la quale ci dice che nel solo ottavario della consecrazione compiutosi nel 1868 dal 9 al 17 giugno, vi fu un continuo succedersi di numerosi pellegrinaggi venuti da Mirabello, Lanzo, Asti, Strevi, Mornese, Mombaruzzo, Loggia di Carignano, Caramagna, Bra, Chieri, Mondovì e da moltissimi altri paesi del Piemonte non solo, ma anche dalla Lombardia, dal Veneto, dall'Emilia, dalle Romagne, da Roma, da Napoli e perfino dalla Francia. E questo spettacoloso movimento non cessò punto al cessar di quelle giornate memorande, ma si accrebbe di anno in anno in modo veramente straordinario. Noi ne siam ancor oggidì testimoni e benediciamo la nostra buona Madre, che suscita in mezzo al popolo ed intorno a noi queste care manifestazioni di fede e di amor figliale.

Propriamente parlando, essendo i costitutivi d'un Santuario da una parte la manifestazione del sovrannaturale in un luogo privilegiato e dall'altra la lunga consecrazione dei secoli, quello di Maria Ausiliatrice non possiede ancora in tutta la pienezza del suo significato il secondo elemento, cioè la consecrazione dei secoli; ma che importa ciò, se esso nei pochi anni di sua esistenza divenne teatro di sovrannaturali manifestazioni per ogni fatta di prodigi e grazie ? La Vergine potente non ha forse il diritto di farsi erigere quando e dove vuole Santuari, rendendoli in breve volger d'anni tanto rinomati quanto quelli che portano impresso in fronte il sigillo di più secoli d'esistenza? Anzi pare che Maria SS. in questi nostri tempi siasi in modo particolare dilettata nell'esercizio di questo suo diritto, facendo sorgere per incanto nuovi Santuari tosto celebratissimi presso i popoli delle nazioni, come quello di Lourdes, di Valdocco in Torino, di Pompei, di Castelpetroso e via dicendo. Nulla quindi di più naturale dei pellegrinaggi al Santuario dell'Ausiliatrice in Torino, nulla di più opportuno in questo fin di secolo per rianimare i popoli ad illimitata fiducia nella potenza di Maria, Aiuto dei Cristiani. Venendo in pellegrinaggio a Valdocco si è costretti a toccar con mano la benignità di Colei che non pur soccorre a chi domanda, ma molto fiate liberamente al domandar precorre.

Ogni pietra, ogni mattone, anzi possiamo dire ogni granello di sabbia del maestoso tempio che, dedicato all'Auxilium Christianorum , sorge in Torino a Valdocco - la valle degli uccisi, perchè vi furono trucidati in odio alla fede tre eroi della legione tebea, Solutore, Avventore ed Ottavio; - come pure i vasti edifizi che gli fanno corona tutt'intorno quasi formanti la cittadella dell'Ausiliatrice, dove un esercito di fanciulli passano i loro anni giovanili nello studio delle scienze e delle arti armonicamente alternato dagli atti di pietà e dalle chiassose ricreazioni, è tutto un monumento parlante della benignità potente della nostra dolce Madonna.

Nell'imponente Congresso Mariano tenutosi due anni fa in Torino, un illustre oratore, trattando, con quella maschia eloquenza che ancor ci risuona all'orecchio, dei pellegrinaggi ai Santuari di Maria, disse cose che meritano (senza punto pretendere di riferire nella sua integrità quell'elaborato discorso) di esser ricordate ai nostri lettori, acciò si animino più efficacemente a promuovere numerosi pellegrinaggi al caro Santuario dell'Ausiliatrice.

Per la prosperità degli individui, delle famiglie e della società del prossimo secolo non si potrebbe trovare presagio migliore di questo, perchè i pellegrinaggi, tenendo vivo nei cuori dei popoli l'amore a Maria, riavvicinano pure per necessaria conseguenza gli uomini alla sorgente della vita, che è Gesù Cristo, essendo moralmente impossibile amare la Madre, senza sentirsi parimenti affezionati al Figlio. Che cosa sono infatti i pellegrinaggi ? I pellegrinaggi, nel loro concetto generale e primitivo, sono un istinto religioso dell'anima, la quale si ,sente attratta, secondo il detto del Salmista, a recarsi ad adorare Iddio nel luogo, ove posarono i suoi piedi: Adorabimus eum in loco, ubi steterunt pedes eius (Psal. 131, 7). Ove Dio è apparso, ivi accorrono gli uomini, spinti da una pia curiosità, come se dovessero ritrovarvi alcunchè di Lui. Colà il pellegrino evoca e fa rinascere col pensiero l'istante, in cui Dio era là visibile alla sua meschina creatura. Alla mente di lui pare che quei luoghi si animino, che l'alito di Dio vi spiri tuttora, che l'eco addormentata della sua voce si ridesti, che un profumo da Lui lasciato olezzi ancora sugli oggetti santificati dal suo contatto. Egli protende le braccia verso il cielo come per riafferrare quell'Essere benedetto, troppo presto scomparso; egli bacia ardentemente il suolo, su cui Dio camminò, come avrebbe voluto baciare i piedi di Lui e bagnarli di lagrime d'amore. Per mezzo dei pellegrinaggi l'uomo prolunga in certa guisa le visite di Dio alla terra, sopprime le distanze di tempo e di luogo che lo separano dalle miracolose manifestazioni di Dio, perpetua l'istante fugace e rende universale lo spazio ristretto, in cui Dio apparve visibile ad una creatura privilegiata. Perciò i pellegrinaggi per eccellenza sono quelli in Terra Santa, su cui il Signore passò i suoi giorni mortali.

Vi sono però pellegrinaggi ad altri luoghi, dove Dio si è manifestato per mezzo dei prodigi operati ad intercessione dei suoi Angeli e dei suoi Santi, sopratutto ad intercessione di quell'onnipotenza supplice che è la Madre sua, Maria SS. Perciò nel caso nostro e secondo il senso più popolare, i pellegrinaggi sono una riunione di uomini e donne, ricchi e poveri, sani e più ancora ammalati, vecchi e giovani che accorrono da varie parti ad un luogo designato, che ha nome Santuario, per onorare in modo speciale la Vergine Madre con preghiere, prediche e sacre funzioni, che ne illustrino le glorie e ne celebrino la protezione speciale da Lei accordata a quanti si recano colà a supplicarla di venire in aiuto ai loro nuovi bisogni.

Ma anche in questi particolari pellegrinaggi tutto viene a riferirsi all'idea primitiva: la visita di Dio e la protezione speciale da Lui manifestata in quel dato luogo. Poichè la nota, caratteristica di tutti i pellegrinaggi è la preghiera e questa ha sempre per ultima meta Iddio. Quanti si avviano ai nostri Santuari, non vi si recano per affari o per piacere, non a fine di studio o di svago, ma col rosario in mano sciogliendo a Maria il cantico della fede, della speranza e dell'amore. Un pellegrinaggio senza preghiera sarebbe un controsenso, anzi l'ironia e la profanazione d'una cosa santa.

Grande cosa è certamente la preghiera ! Essa è un bisogno irresistibile dell' anima nostra , che, naturalmente cristiana, trova nella preghiera l' alimento necessario alla sua vita spirituale. Essa è l'arma misteriosa, che Dio fornisce all'uomo per fortificarne la debolezza ed elevarlo fino a Lui. Essa è la grande voce del cuore che, consapevole delle proprie miserie , implora aiuto e soccorso dal Cielo. Perciò è sempre grande l'efficacia della preghiera. Sia quella del bambino, che come nube d'incenso sale direttamente al trono dell'Eterno ; sia quella del giovane, che trova in essa una forza arcana per vincere le passioni ; sia quella dell' adulto , che si sferra dal cerchio degli interessi e dei piaceri per ricordarsi dell'anima sua e slanciarsi negli orizzonti della spiritualità; sia quella del vecchio, che da presso alle soglie della tomba saluta d'avanzo la patria eterna, in cui sta per mettere il piede ; sia quella del giusto, che si conserva fedele alla legge del Signore, o del peccatore che implora perdono, o dell'afflitto che sente il bisogno di sovrumani conforti, nulla v'ha di più grande ed efficace della preghiera religiosa.

Però la preghiera che caratterizza i pellegrinaggi è ancora più grande ed efficace, perchè essa non è solo la preghiera di un'anima solitaria, ma quella di una moltitudine di anime assorellate dalla stessa fede, dalla stessa speranza e dagli stessi dolori; non la preghiera nascosta e ritirata in un angolo del tempio, ma quella pubblica e manifesta che si leva alla piena luce del sole e si afferma solennemente con un'imponente dimostrazione di fede. L'unione e la pubblicità della preghiera è la nota caratteristica dei. pellegrinaggi. Si dice che l'unione fa la forza, e ciò che è una legge nel mondo fisico, lo è parimenti nel mondo morale. Riunendo le energie si ottiene una forza maggiore; riunendo le volontà ed i cuori nella preghiera, questa sarà più efficace e potente conforme all'indefettibile promessa di Gesù Cristo : dove si trovano due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.

Ubi sunt duo vel tres congregati in nomine meo, ego sum in medio eorum (MATTH XVIII, 20).

Ed i pellegrinaggi sono una grande preghiera collettiva, sono un concerto di note svariate e molteplici, d'onde risulta un'unica armonia, sono un canto immenso, in cui migliaia di voci si completano a vicenda, sicchè l'una colma la lacuna dell'altra. Queste voci che rispondono a dìversi bisogni, che riflettono diversi stati d'animo, che domandano diverse grazie, pur incontrandosi nella stessa fede, producono un fascio armato di preghiere, una vera legione di forze mistiche, che vanno a ferire il cuore di Dio e, come dice S. Bernardo, giungono a vincere l'Invincibile, a trionfare dell'Onnipotente vincit invincibilem, superat omnipotem.

La preghiera però dei nostri pellegrinaggi non è soltanto collettiva ; essa è ancora una preghiera pubblica, perchè l'uomo non è solo un essere, individuale, ma eziandio sociale; non vive solo in famiglia, ma anche in società. Vi sono dei momenti e delle occasioni nella vita, in cui la preghiera ha bisogno della solitudine e dell'oscurità; ma ve ne sono altri, in cui è impossibile circoscriverla dentro le mura d'un tempio. Allora essa ha bisogno d'uscirne fuori, dì espandersi, di manifestarsi all'aria aperta, di affidare le onde dei suoi cantici, i voli della stia preghiera alle aure delle pianure e dei monti, sotto l'azzurra volta del cielo, davanti allo spettacolo maestoso della creazione, che è anche essa un tempio dell'Eterno.

Ed è appunto questa pubblicità della preghiera che, congiunta alla collettività, costituisce i nostri pellegrinaggi, i quali diventano perciò una solennissima ed imponente manifestazione di fede, o meglio il credo in azione, la sintesi di tutti i nostri dogmi che si confessano alla piena luce della pubblicità. Quando si osservano le lunghe file dei pellegrini che si avviano ai Santuari, coi loro stendardi sventolanti nell'aria, con le loro croci o medaglie sul petto, col loro rosario in mano; quando si vedono riversarsi nel tempio, prostrarsi a terra e pregare e molto più quando, essendo il tempio incapace a contenerne l'immenso numero, quelle schiere si accalcano nella piazza adiacente per cantare e pregare, in quello spettacolo grandioso, non si scorge forse il popolo che fa pubblicamente la sua professione di fede? Non è forse tutto un popolo che afferma la sua credenza nel sovrannaturale, nell'efficacia della preghiera, nell'onnipotenza di Dio, nella virtù infinita del sangue di Gesù Redentore , nelle eminenti prerogative della Vergine, nella Comunione dei Santi, insomma in tutto quel complesso di dogmi che formano il patrimonio religioso dei cristiani ?

In quell'ora ed in quell'atto solenne il popolo risponde d'una maniera categorica alle accuse ed ai sofismi dell'incredulità, che resta soverchiata da quei canti e da quelle preghiere, ed il popolo in quell'istante si ricorda di essere straniero in questa terra d'esilio, e là nel Santuario respira l'aria ed intravede un lembo della patria celeste.

Ecco l'alto significato dei pellegrinaggi, ed ecco ancora l'intima ragione per cui questi si sono continuati attraverso i secoli. In tutte le epoche la storia dei popoli cattolici si abbella di pellegrinaggi specialmente ai Santuari della Madonna. Gli Apostoli, sparsisi nel mondo per conquistarlo alla croce, insieme alle dottrine evangeliche propagarono il culto della Madre di Dio. Al nome sacro di Lei la terra freme d'amore e vede scaturire dal suo seno monumenti immortali, che testificano nei secoli la potenza della sua Proteggitrice sovrana. Dappertutto sorgono quei monumenti rizzati dalla mano dell'uomo e consecrati dal soffio del sovrannaturale. In mezzo alle pianure e sull'alto dei monti, in fondo alle valli solitarie o nel seno delle rumorose città, si vedono cupole e campanili che spiccano nell'azzurro le loro altissime guglie, simbolo della preghiera delle anime che si slanciano al cielo. Sono mille e mille i templi sacri alla Vergine, che sembrano aver trasformata tutta la terra in un immenso Santuario di Maria. Ma di questi Santuari uno deve essere il prediletto dai membri della Famiglia Salesiana : il Santuario di Maria Ausiliatrice, eretto in Valdocco nella seconda metà del secolo che muore! Quivi tutti i figli dell'Ausiliatrice sparsi sopra la faccia della terra debbono rivolgere i loro sguardi, quivi gli affetti del cuore, quivi i passi, perchè in questo dolce Santuario ciascuno si trova in casa propria, in casa della Madre comune. Maria SS. si edificò questa splendida magione, ma non senza il concorso dei figli, i quali con dolce consolazione, con gioia ineffabile possono esclamare : la casa è della nostra dolce Madonna di D. Bosco, ma questa buona Madre volle che anch'io vi portassi un granellino di sabbia per la sua costruzione e conservazione! E perchè ciò facessi con più slancio, la celeste Ausiliatrice mi colmò di segnalatissime grazie !

A Valdocco, al tempio così bello, così maestoso, così attraente dell'Auxilium Christianorum, a questo Santuario sempre risuonante di fervide preci, echeggiante sempre di dolci suoni e di canti soavi, si continui a venire sia privatamente, sia sopratutto in devoti e numerosi pellegrinaggi, perchè da questo luogo l'Ausiliatrice ha stabilito in modo particolare di aiutare gli ascritti alla pia ed universale Unione Salesiana. A Valdocco, Maria è il raggio della nostra speranza e di tutta la nostra gloria. Alla luce della cara immagine dell'Ausiliatrice, circonfusa d'una bellezza celeste, noi camminiamo fidenti, e ci par di tenere già in pugno i beni che attendiamo lassù. Lo sguardo nostro perciò non si storni mai dal Santuario dell'Ausiliatrice e la figura dolce di Lei ci accompagni sempre lungo il cammino del nostro esilio. La Madonna di D. Bosco è per noi Salesiani, per le Figlie di Maria Ausiliatrice, per i Cooperatori e le Cooperatrici nostre luce nell'intelletto, fiamma nella volontà, melodia di amore nella voce : il suo piede è il piede della virtù, e il suo passo è il passo della vittoria. Andiamo, andiamo adunque tutti a Lei nel suo Santuario e, narrandole gli affanni dell'anima immortale, supplichiamola che c'illumini la mente, che ci riscaldi il cuore di santo zelo e che ci insegni a fare sapientemente il lungo e pericoloso pellegrinaggio, cui niuno può sfuggire, che è quello dalla vita di quaggiù alla patria del Paradiso.

A Valdocco dunque, in quest'ultimo anno del secolo dell'Ausiliatrice, e sopratutto in questo caro mese e nel giorno solenne della sua festa, a Valdocco , a quel declivio che mena dolcemente alla santità chi vuol provare l'arcano impero di Maria Ausiliatrice, Stella dei mari, Regina dei cieli !

A Valdocco ! E nella casa materna prostrati dinanzi alla miracolosa immagine della Madonna di D. Bosco, gusteremo un senso d'arcana dolcezza, perché è conforto il suo sorriso, è promessa il suo sguardo, è amore l'aureola divina che la circonda. Uniti nella stessa fede e nel medesimo affetto pellegriniamo al Santuario dell' Ausiliatrice , Lei invochiamo soccorritrice pietosa con la fede viva ed ardente del nostro Padre e Fondatore D. Bosco, e la nostra Madonna continuerà sopra di noi la sua palese materna protezione.

Viva Maria SS. Ausiliatrice dei Cristiani !

Una nuova preghiera alla Madonna di D. Bosco

SIAMO lieti di poter in questo bel mese regalare ai nostri lettori il testo della preghiera alla nostra diletta Madonna che il Santo Padre Leone XIII con rescritto 10 marzo 1900 degnossi arricchire di 300 giorni d'indulgenza ogni qual volta si recita dai fedeli corde saltem contrito.

Di preghiere a Maria Ausiliatrice ve ne sono molte, anche indulgenziate, ma questa la possiamo dire la più efficace per impetrare grazie dalla Madonna di D. Bosco, perche è tutta Salesiana. Composta appositamente, essa si recita infatti ogni giorno dai Figli di D. Bosco e dalle Suore di Maria Ausiliatrice e ritrae tutto lo spirito della nostra Pia Unione. Dicendola divotamente si partecipa quindi a quella vasta catena di suppliche, che salgono quotidianamente al trono dell'Ausiliatrice di D. Bosco da tutti i punti dell'Universo, cominciando dal caro Santuario di Valdocco in Torino ed estendendosi di nazione in nazione, di città in città, di paese in paese fino alle remote spiaggie della Terra del Fuoco ed alle vergini foreste del Batto Grosso e dell'Equatore.

Sia adunque impegno di tutti i Cooperatori e le Cooperatrici per diffonderla in mezzo al popolo. Noi per coadiuvare questa santa propaganda, foriera di immensi vantaggi spirituali, l'abbiam fatta stampare a tergo dell'immagine di Maria in un semplice foglietto di quattro pagine. Rivolgersi alla Direzione del Bollettino per l'acquisto di queste immagini.

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE

Santissima ed Immacolata Vergine Maria, Madre nostra tenerissima e potente Aiuto dei Cristiani, noi ci consacriamo intieramente al vostro dolce amore e al vostro santo servizio. Vi consacriamo la mente coi suoi pensieri, il cuore coi suoi affetti, il corpo coi suoi sentimenti e con tutte le sue forze, e promettiamo di voler sempre operare alla maggior gloria di Dio ed alla salute delle anime.

Voi intanto, o Vergine incomparabile, che siete sempre stata l'Ausiliatrice del popolo cristiano, deh ! continuate a mostrarvi tale specialmente in questi giorni. Umiliate i nemici di nostra santa Religione, e rendetene vani i malvagi intenti. Illuminate e fortificate i Vescovi e i Sacerdoti e teneteli sempre uniti ed obbedienti al Papa Maestro infallibile; preservate dalla irreligione e dal vizio la incauta gioventù; promovete le sante vocazioni ed accrescete il numero dei sacri Ministri, anchè per mezzo loro il regno di Gesù Cristo si conservi tra noi, e si estenda fino agli ultimi confini della terra.

Vi preghiamo ancora, o dolcissima Madre, che teniate sempre rivolti i vostri sguardi pietosi sopra l'incauta gioventù esposta a tanti pericoli, sopra i poveri peccatori e moribondi, siate per tutti, o Maria, dolce Speranza, Madre di misericordia e Porta del Cielo.

Ma anche per noi vi supplichiamo, o gran Madre di Dio. Insegnateci a ricopiare in noi le vostre virtù, in particolar modo l'angelica modestia, l'umiltà profonda e l'ardente carità, affinchè, per quanto è possibile, col nostro contegno, colle nostre parole, col nostro esempio rappresentiamo al vivo in mezzo al mondo Gesù benedetto vostro Figliuolo, e facciamo conoscere ed amare Voi, e con questo mezzo possiamo riuscire a salvare molte anime.

Fate altresì, o Maria Ausiliatrice, che noi siamo tutti raccolti sotto il vostro manto di Madre. Fate che nelle tentazioni noi Vi invochiamo tosto con fiducia; fate insomma che il pensiero di Voi sì buona, sì amabile, sì cara, il ricordo dell'amore che portate ai vostri divoti, ci sia di tale conforto, da renderci vittoriosi contro i nemici dell'anima nostra, in vita ed in morte, affinchè possiamo venire a farvi corona nel bel Paradiso. Così sia.

300 giorni d'indulgenza ogni qual volta si recita questa preghiera almeno con cuor contrito. (LEONE XIII con rescritto 10 Marzo 1900.)

NOVENA CONFERENZA E FESTA DI MARIA AUSILIATRICE NEL SUO SANTUARIO IN VALDOCCO

IL martedì 15 del corrente mese, nel Santuario di Maria Ausiliatrice in Torino, avrà principio, colla maggior pompa possibile, la novena in preparazione alla grande solennità della nostra Celeste Patrona.

In ciascun giorno, lungo il mattino, dalle ore 4,30 sino alle 11, vi sarà celebrazione di Messe lette e facilità di accostarsi ai SS. Sacramenti della Confessione e Comunione.

Nel mattino dei giorni feriali alle 5,30, come nel mese, Messa letta colla recita del S. Rosario, Comunione, canti e preghiere, quindi breve discorso e benedizione col SS. Sacramento ; alle ore 7,30 altra Messa letta colla recita del S. Rosario ed altre pie pratiche ; alle 19 canto di una lode, altro discorso e benedizione col SS. Sacramento.

Assistendo a queste funzioni si può lucrare, per concessione pontificia, l'indulgenza di tre anni. Chi poi, confessato nella settimana, s'accosterà anche alla S. Comunione, potrà acquistare l' indulgenza plenaria, in quest'Anno Santo applicabile solo alle Anime del Purgatorio.

A chi non potesse partecipare di presenza a queste funzioni noi suggeriamo un apposito libretto di D. Bosco intitolato : Nove giorni consacrati all'Augusta Madre di Dio, il quale contiene una considerazione, un esempio ed una pratica per ogni giorno ed è molto acconcio per la circostanza (1).

(1) Si può avere dalla Libreria Salesiana di Torino al prezzo di cent. 15.

L'orario cambia come segue nei giorni qui indicati

20 Maggio.

Domenica 5a dopo Pasqua.

Mattino. - Alle ore 5,30 ed alle 7,30 Messa con Comunione generale. - Alle 10 Messa solenne.

Sera. - Alle ore 14,30 ed alle 16,30 Vespri solenni, discorso e benedizione col SS. Sacramento.

Mercoledì 23 Maggio.

Vigilia della festa di Maria Ausiliatrice.

Mattino. - Tutto come negli altri giorni della novena.

Sera. - Alle 15,30 si terrà la prescritta Conferenza ai Cooperatori ed alle Cooperatrici Salesiane, dopo la quale si impartirà la benedizione col SS. Sacramento. Notiamo che, intervenendo a questa Conferenza, si può lucrare l'indulgenza plenaria in quest'Anno Santo applicabile solo alle Anime Sante del Purgatorio.

Alle ore 18,30 primi Vespri solenni di Maria Ausiliatrice, discorso e benedizione col SS. Sacramento.

Giovedì 2A Maggio.

Ascensione di N. S. G. C. e Solennità di Maria SS. Aiuto dei Cristiani.

Mattino. - Alle 5,30 ed alle 7 Messa e Comunione generale con canto di sacri mottetti.

Alle 10,30 Messa solenne pontificale.

Sera. - Alle 16, Vespri solenni, Panegirico di Maria SS. Ausiliatrice e Benedizione col SS. Sacramento.

Venerdì 25 Maggio.

Alle ore 5,30 ed alle 7,30 Messa, Comunione ed altre pratiche di pietà in suffragio dei defunti Cooperatori e Cooperatrici Salesiane, Confratelli e Consorelle dell'Arciconfraternita di Maria Ausiliatrice.

NB. La musica che verrà eseguita in questi giorni dalla Schola Cantorum del nostro Oratorio di Valdocco è del seguente programma:

Domenica 5a dopo Pasqua, 20 Maggio. - Mattino : Messa Benedicamus Domino del M° D. LORENZO PEROSI. - Sera: Vespri solenni.

Mercoledì, 23 Maggio. - Primi Vespri solenni in Falsi Bordoni classici. - Litanie del M.° LoRENzo DEVALLE - Tantum ergo del M.° ADOLFO Bossi.

Giovedì, 24 Maggio: Ascensione e Solennità di Maria Ausiliatrice.- Mattino : Mottetti classici alle due Messe della Comunione Generale. - Messa solenne del M.° Cav. GioVANNI TEBALDINI Direttore del Conservatorio di Parma.

Sera : Vespri : Domine ad adjuvandum e Dixit Dominus del M° GUGLIELMO MATTIOLI. - Gli altri Salmi in falsibordoni classici. - Inno Saepe dum Christi di Mons. Gio. CAGLIERO. -

NB. Questo inno (nuovo e liturgico) fu testò composto nella Patagonia dall'Illustre Vescovo Missionario.

Magnificat del M.° LOTTI. - Litanie del M.° LORENZO DE VALLE. - Tantum ergo del M.° Cav. Giov. TEBALDINI composto espressamente per questa circostanza.

AVVERTENZE IMPORTANTISSIME.

Ai Direttori Salesiani e Diocesani, ai Decurioni, Zelatori e Zelatrici dei nostri Cooperatori raccomandiamo vivissimamente la Conferenza prescritta dal Regolamento della nostra Pia Unione, in occasione della solennità di Maria Ausiliatrice, perchè l'adempimento di quest'articolo è uno dei mezzi più efficaci per mantenere vivo in mezzo ai nostri Cooperatori lo spirito di associazione e di carità.

Si inviti all'uopo qualche illustre conferenziere; ed ove ciò non fosse possibile, si preghi l'oratore del Mese Mariano od il predicatore domenicale della Chiesa principale del luogo a voler dedicare qualche loro discorso alla nostra buona Madre Maria SS. Ausiliatrice. Sarebbe a preferirsi un giorno festivo e per la maggior comodità dei Cooperatori di intervenirvi e per la maggior propagazione del culto e della divozione verso Maria Santissima.

Dove poi si potesse combinare un po' di solennità pel giorno 24 corrente o per la domenica susseguente con Comunione Generale, Messa cantata, Discorso di Maria Ausiliatrice, Benedizione col SS. Sacramento, ecc., sarà desso il più bel coronamento all'incominciato Mese di Maggio e varrà ad ottenerci la speciale protezione della Madonna di D. Bosco e l'abbondanza delle celesti benedizioni sopra dei nostri interessi temporali e spirituali.

Noi confidiamo che lo zelo industre dei nostri benemeriti Direttori, Decurioni, Zelatori e Zelatrici, ed il loro amore per la nostra buona Madre saprà trovar modo di realizzare dovunque solenni onoranze alla potente Ausiliatrice dei Cristiani per l'incremento della nostra Pia Unione ed il maggior bene delle anime.

Ai Capi dei pellegrinaggi e a tutti i Cooperatori Salesiani, specialmente a quelli che verranno a Torino nel giorno della festa di Maria Ausiliatrice rammentiamo

1. Tutto l'anno il Santuario di Maria Ausiliatrice è visitato da divoti pellegrini; ma il tempo, in cui questi pii pellegrinaggi sono più frequenti e più numerosì, si è durante il bel mese di maggio, e specialmente nella novena e nel giorno della festa di questa nostra tenerissima Madre. Orbene, mentre manifestiamo la nostra vivissima soddisfazione per simili dimostrazioni di fede e di pietà verso l'Aiuto dei Cristiani, vorremmo pregare gli organizzatori di esse che vogliano per tempo avvisare il Rettore del Santuario dell'ora, in cui il pellegrinaggio entrerà nel Santuario e delle sacre funzioni che vi intendono celebrare.

2. Venendo a Torino, molti divoti prendono l'occasione per farsi inscrivere nell' Arciconfraternita di Maria Ausiliatrice. Ottimamente; nella sacrestia vi è persona appositamente incaricata per questo.

3. È questo pure il tempo, in cui molti divoti vengono a sciogliere i loro pietosi voti alla Gran Madre di Dio e Madre nostra Maria, e ci raccontano segnalatissime grazie da Dio ricevute mediante la potentissima intercessione dell'Ausiliatrice dei Cristiani. Noi vorremmo pregare tutti costoro a voler possibilmente portarci le loro relazioni per iscritto e munite della firma del relatore.

4. Per affari riguardanti il Bollettino Salesiano vi saranno pure nella sacrestia persone incaricate all'uopo. A quelle medesime persone che sederanno al tavolino per ricevere correzioni d'indirizzo o i nomi di nuovi Cooperatori, si potranno pure consegnare le offerte per la Pia Opera del S. Cuore di Gesù in Roma, per le Missioni Salesiane, per l'Opera dei Figli di Maria, per le altre Opere nostre e per il Bollettino stesso.

5. Per norma di tutti infine crediamo utile indicare i principali privilegi concessi a questo Santuario.

Pei Fedeli.- Chiunque confessato e comunicato visiterà divotamente questo Santuario pregando secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, può acquistare in qualunque giorno dell'anno l'Indulgenza Plenaria. (Pio IX, con Breve del 29 gennaio 1875).

- Si acquista pure l'Indulgenza di tre anni ogni mattina assistendo con cuore almeno pentito alle comuni pratiche di pietà, che qui si fanno ; e di 300 giorni ogni volta che, fatto il segno della S. Croce, si ascolta divotamente la Predica e il Catechismo. colla recita di un'Ava Maria prima e dopo. (Pio IX, con Breve del 26 Febbraio 1875).

- Inoltre tutti coloro che con cuore almeno contrito e divotamente visiteranno questo Santuario, e qui pregheranno secondo la mente del Sommo Pontefice. nei giorni delle Stazioni di Roma, notati nel Messale Romano, possono conseguire le stesse Indulgenze che guadagnano i fedeli in Roma nel visitare le Chiese Stazionali della medesima città. (Leone XIII, con Breve del 22 Marzo 1898, ad decennium). Le quali indulgenze sono eziandio applicabili ai Fedeli defunti.

- La Santità di N. S. Papa Leone XIII, con Rescritto della S. Congregazione dei Vescovi e Regolari, 23 Dicembre 1892, degnavasi concedere l'Indulto di far celebrare, secondo il bisogno, le Messe designato dalla pietà dei fedeli per l'Altare Maggiore , dedicato alla Vergine Ausiliatrice, eziandio agli Altari laterali, godenti perciò dei medesimi vantaggi spirituali annessi all'Altare Maggiore.

Pei Sacerdoti. - La stessa Santità di N. S. Papa Leone XIII, con Rescritto della Congregazione dei Sacri Riti, 13 Gennaio 1893, concedeva benignamente ai Sacerdoti forestieri, che per divozione vengono a celebrare in questa Chiesa, l'indulto di poter dire all'Altare Maggiore la Messa Votiva della B. V. Maria De Tempore in ogni giorno dell' anno, tranne soltanto i Doppi di prima e seconda Classe, le Feste della B. Vergine e quelle da osservarsi di precetto, non che le Ferie, Vigilie ed Ottave privilegiate.

- Inoltre l'Altar Maggiore di questa Chiesa è dichiarato privilegiato quotidiano perpetuo per tutti i Sacerdoti Secolari o Regolari ivi celebranti a pro dei Defunti. (Pio IX, con Breve del 26 Febbraio 1875).

- Sono pure insigniti dello stesso Pivilegio gli Altari laterali della Madonna delle Grazie, di S. Pietro, S. Giuseppe e di S. Francesco di Sales; il primo in perpetuo, a motivo della Pia Unione in suffragio dei Fedeli defunti ivi canonicamente eretta ed aggregata all'Arciconfraternita Romana di S. Maria in Monterone, e gli altri tre, con Rescritto di S. S. Leone XIII, 8 marzo 1900, ad septennium.

LE GRAZIE della Madonna di D. Bosco

MARIA SS. è l'Ausiliatrice continua dell'Opera prodigiosa di D. Bosco e per sostenere quest'Opera Essa - la Madonna di D. Bosco - dispensa dappertutto le sue grazie. In ogni giorno, in ogni ora Ella viene implorata, ringraziata e benedetta dalle innumerevoli migliaia di famiglie sparse nel mondo con tale un culto popolare ed universale, che mostra luminosamente esser questo il titolo col quale Essa desidera di venire invocata specialmente in questi tempi, col quale Essa darà la pace al mondo, il trionfo ai giusti, il perdono ai traviati, chiamando tutti a lavorare sotto la mite bandiera di D. Bosco per la rigenerazione della società mediante la cristiana educazione della gioventù. A questa Madre delle Grazie infatti - venerata nel Santuario di Valdocco in Torino - si ricorre da ogni classe di persone, dai grandi e dai piccoli, dai ricchi e dai poveri , dai sani e sopratutto dai malati e dagli afflitti s'invoca dagli individui, dalle famiglie, dalle comunità, dalle parrocchie e dalle intiere città non solo nei nostri paesi, ma nelle più remote contrade della terra. Non si possono numerare le tristezze consolate, le morti funeste prevenute , le infermità guarite, le tentazioni fatte superare, le conversioni operate, le grazie di ogni genere concesse. Giorno non passa che non arrivino o persone o lettere e suppliche dei divoti per domandare grazie in questo nostro caro Santuario, come al trono della celeste e misericordiosa Regina. Siffatta divozione, vale a dire questo amore, questa fiducia, questo trasporto e ricorso alla Madonna di Don Bosco si va diffondendo ogni dì più come io provano le innumerevoli lettere di graziati che giungono da tutte le nazioni, dall'Inghilterra, dalla Francia, dalla Spagna, dalla Germania, dalla Prussia, dalla Polonia, dall'America del Sud, dall'America del Nord, dall'Oceania, dall'Africa e dall'Asia Minore. Il nostro Bollettino quantunque edito in sei lingue, non giunge a registrare tutti questi favori e si accontenta di accennare divisi nelle varie edizioni le misericordie ed i favori concessi dalla nostra dolcissima Madonna ai divoti Italiani, nel Bollettino in lingua italiana; ai francesi in quello francese; agli spagnuoli in quello spagnuolo e via dicendo degli altri.

Le grazie della Madonna di D. Bosco ! Ma chi può enumerarle, se Maria stessa pare si compiaccia di glorificare il suo fedel servo D. Bosco vuoi unendo in una sol cosa il nome di lui e la sua potente protezione, vuoi però sopratutto diffondendo e sostenendo con incessanti prodigi l'Opera di lui ? Chi può ridire quanti benefizi e portenti Essa diffonda dovunque vi sono figli ed ammiratori di questo nostro gran Padre e Fondatore ? E presentemente tutto il mondo è ripieno del nome dell'umile pastorello di Castelnuovo d'Asti, perchè Maria confermando in modo misterioso il suo titolo di Potente Ausiliatrice, in mezzo al popolo fa ogni dì più conoscere il suo Santuario di Valdocco, avverando così sensibilmente il vaticinio lasciatoci da D. Bosco stesso in queste memorande parole : « tempo verrà in cui ogni buon cristiano insieme colla divozione al SS. Sacramento e al Sacro Cuore di Gesù farassi un vanto di professare una divozione tenerissima a Maria Ausiliatrice.» E presentemente noi possiamo asserire che il vaticinio ottiene il suo compimento. Oltre le innumerevoli relazioni di grazie pervenute al Santuario di Valdocco nei trent'anni di sua esistenza, ce lo attestano pure le migliaia e migliaia di cuori e di ex-voti che non solo ornano letteralmente la vasta sacrestia annessa al Santuario, ma ancora quelli che, artisticamente disposti, fregiano nelle solennità l'altar maggiore dedicato a questa nostra potente Regina, senza punto sminuire il numero dei già appesi alle pareti della sacrestia e degli altari laterali. Se le relazioni che si pubblicano o si conservano negli archivi sono già una splendida prova di quanto torni gradito alla Vergine di esser invocata con questo caro titolo, gli ex-voti sono, per così esprimerci, i monumenti visibili di sua potenza che parlano alla mente ed al cuore di ciascuno, ravvivandone in modo arcano la fede e la fiducia. Chi può esprimere a parole il linguaggio che i cuori d'argento e gli ex-voti tengono al pellegrino, mentre li osserva muti e silenziosi sulle pareti del Santuario? Essi gli dicono che tante povere anime sarebbero precipitate nell'inferno, se la Madonna di D. Bosco non le avesse aiutate e condotte a salvamento costringendo il demonio ad abbandonare la preda quasi già conquistata; che tante madri infelici, genuflesse dinanzi all'altare di Maria, piansero trepide sulla sorte dei figli lontani da Dio, e questi, con gaudio sommo delle dolenti, si riconciliarono tosto col Signore ; che tante spose chiesero a Lei l'eroismo che tace e perdona ; che tante vedove affidarono a Lei gli orfani figli ; che Maria ai ciechi donò la vista, l'udito ai sordi, la favella ai muti ; che raddrizzò le gambe agli storpi, che insomma diede la guarigione a tanti oppressi e sfiniti fratelli. Oh ! il linguaggio dei cuori d'argento e delle tabelle votive ha in sè unn fascino ed una potenza tale di persuasione che conquide anche gli spiriti meno pieghevoli alle finezze dell'amor materno. Per questo noi preghiamo instantemente l'Ausiliatrice a dispensare tante grazie da vedere presto coperte tutte le pareti della sua Casa prediletta di questi monumenti parlanti. E voi, o cuori d'argento, e voi, o rozzi quadri votivi, parlate pure nel vostro muto linguaggio, dite a tutti che è dolce sperare in Maria, la Madre di tutte misericordie, dite anche a Lei che noi siamo riconoscenti delle grazie per mezzo di Lei ricevute e che il nostro cuore è deciso di voler sempre confidare in Lei Ausiliatrice potente delle anime nostre.

Intorno alla veracità poi sia delle relazioni come degli ex-voti non si può muovere verun dubbio, perchè sono quasi sempre accompagnati da offerte a benefizio del Santuario e molto più perchè coll'offerta materiale va sempre congiunta la preghiera, la confessione e comunione di coloro che furono beneficati. Ora ognun sa che specialmente ai tempi nostri una persona non s'induce a tali sacrifici, se non ha un forte motivo, che nel caso nostro altro non può essere, fuorchè l'esperienza di essere stati favoriti da Dio ad intercessione di Maria Ausiliatrice.

Nel 1877 nella prefazione ad una raccolta di grazie il desideratissimo Padre nostro D. Bosco scriveva queste care riflessioni, e con lui aggiungiamo ancora quanto segue perchè atto a darci una qualche idea della moltiplicità delle grazie della Madonna. Nè dalle fedeli relazioni delle grazie ricevute, scriveva D. Bosco, puossi tuttavia fare un'idea adeguata in quanto gran numero siano i favori che Maria Ausiliatrice ottiene tuttodì a' suoi divoti ; imperocchè la maggior parte di questi è nota a Dio solo, or perché chi li riceve non sa scriverli, o non può recarsi personalmente al Santuario per riferirli, or perchè sono grazie spirituali, e talora eziandio perchè non si ha piacere di far conoscere certi mali e tribolazioni, da cui si fu liberati, per essere segreti di famiglia e via dicendo. Ma intanto questa divozione spande sulla terra una vera pioggia di benedizioni, le quali la faranno amare e dilatare vie maggiormente. E così mentre solleverà dai mali di spirito e di corpo i cristiani afflitti e tribolati, farà pur fiorire in mezzo a loro le virtù più belle e produrre ubertosi frutti di Paradiso, che è lo scopo principale delle grazie impartite dalla Madonna.

Aggiungiamo infine che D. Bosco a quelli che andavano da lui per qualche grazia, soleva raccomandare la pratica di una novena a Maria SS. Ausiliatrice consistente in tre Pater, Ave e Gloria e tre Salve Regina. Ma quello che egli teneva e suggeriva come il più sicuro mezzo a muovere la misericordia di Dio era la frequenza ai SS. Sacramenti e l'elemosina. Riguardo a quest' ultima lo abbiamo udito più volte esclamare contro quella specie di diffidenza che promette un'offerta nel caso di un buon successo , e tutto infiammato dire : Non tocca all'uomo metter delle condizioni al Creatore; bisogna cominciare a donare con larghezza senza riserve, nè restrizioni; allora sì che il Signore apre le sue mani e distribuisce le sue larghezze. Date, se volete che vi sia dato. L'esperienza dimostra che questa è la via migliore per ottenere le grazie più segnalate: io l'ho toccato con mano migliaia di volte.

Salvo dal malcaduco.

Il mio secondogenito da più di due anni era travagliato da frequentissimi attacchi di malcaduco. Dopo aver consultati i più esperti specialisti in tali malattie, non trovando più alcun rimedio, fui consigliata da un pio Cooperatore Salesiano a rìcorrere con fede alla Salute degli infermi, all'Aiuto dei Cristiani, alla nostra buona Madre celeste. Accettai il consiglio ed oh! meraviglia! Appena ebbi mandata un'offerta per la celebrazione d'una Santa Messa al prediletto altare della Madonna di D. Bosco, vidi cadere sopra l'infermo la grazia domandata con tante preghiere e buone opere. Infatti da quel giorno, 28 febbraio 1899 a venire fino ad oggi, 28 febbraio 1900, il mio figlio non fu più tormentato da quel terribile malanno, mentre prima ne era attaccato più volte al mese. Con mia grande gioia e con la più grata riconoscenza verso la potente liberatrice di mio figlio adempio la promessa inviando la tenue offerta di L. 20. Vorrei poter far sentire la mìa voce a tutti i tribolati di questa valle di lagrime per animarli a ricorrere a Colei che tutto può presso il trono di Dio Suo Figlio. La grazia concessa al mio figlio è una splendida prova della potenza di questa eccelsa Madre, e di tanta grazia ne faccio ampia fede io, la mia famiglia, . l'intiera parrocchia di Campassi, e quanti videro negli anni della desolazione il mio povero figlio, se lo vedessero ora sano e salvo, non potranno non inneggiare a Maria che ha operato un tanto prodigio.

Campassi (Alessandria), 28 Febbraio 1900.

TEODOLINDA BELLOMO madre del graziato.

Dio ti salvi, o Maria Ausiliatrice, consolazione e provvidenza del povero.

Soddisfo ad una mia promessa verso Maria Ausiliatrice, rendendo pubblica la grazia seguente. Mio marito occupava un impiego così misero, che non dava modo da poter campare, senza ricorrere alla carità degli altri. Fra tanta miseria e afflizione pregai la Vergine Ausiliatrice, acciocche provvedesse un impiego più lucroso a mio marito, promettendo che, se fossi stata esaudita, avrei fatto inserire nel Bollettino Salesiano la grazia ricevuta. Dopo pochi giorni mio marito aveva trovato un buon impiego, senza aver bisogno di ricorrere all'aiuto degli altri. Unita alla mia promessa faccio l'offerta di lire cinque per una Messa di ringraziamento da dirsi al suo altare.

Firenze, 29 Marzo 1900.

TERESA SOMIGLI.

La medaglia dell'Ausiliatrice fuga le malattie.

Ambrogio Mariani era ridotto agli estremi per complicata malattia polmonare, ed il medico curante non gli dava più speranza di guarigione. Sua moglie Rosa Peroni allora colle lagrime agli occhi si rivolse alla potente e misericordiosa Vergine Ausiliatrice, e per mezzo del sottoscritto Cooperatore Salesiano pose al collo dell'infermo una medaglia benedetta proprio nel momento che delirava, cominciando in pari tempo una novena. Ed ecco che tosto cessa il delirio, subentra il sonno profondo, e all'indomani la malattia scompare e, con meraviglia dello stesso medico, in pochi giorni fu perfettamente guarito. La medesima medaglia poi fu messa al collo ad una bambina, nipote della moglie dell'infermo, la quale tosto anch'ella fu guarita da una malattia pericolosa, con grande consolazione di tutta la famiglia. In attestato di tali grazie inviano riconoscentissimi L. 2,50 per far celebrare una santa Messa di ringraziamento con preghiera di pubblicare una grazia sì segnalata nel Bollettino Salesiano, perchè si conosca una volta più quanto grande sia la potenza della SS. Madre di Gesù verso quelli che la invocano con fiducia.

Pavia-Zelata, Marzo 1900.

LUIGI PESTONI Maestro e Cooperatore Salesiano.

Maria è la Salute degl'infermi.

Il 9 scorso febbraio un mio cugino diciasettenne, dopo soli tre giorni di precipitosa e grave malattia, essendogli già stati amministrati tutti i conforti di nostra S. Religione, stava per fare il suo viaggio per l'eternità, al dire di quanti lo avvicinavano e del medico curante, che aveva pur esso perduto ogni speranza. Tralascio di descrivere l'ambascia e la desolazione di questa buona famiglia. In sì triste momento mia moglie corse a consolare i desolati genitori, esortandoli alla rassegnazione ed a sperare nella Madonna, alla quale non si ricorre mai invano. In quel frattempo io invocai e pregai con fervore la Madonna di D. Bosco, affinchè concedesse la grazia della guarigione di questo mio cugino, promettendole, se mi esaudiva, che avrei spedito al suo Santuario L. 5 per la celebrazione di una Messa di ringraziamento e che avrei fatto pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano. Ora, esaudito, adempio la mia promessa con viva e sincera gratitudine verso la Vergine Taumaturga, alla quale ascrivo l'istantaneo miglioramento dell'infermo cugino. Questi dopo qualche giorno fu fuori pericolo ed ora è perfettamente guarito. Quanti leggono questo mio debole attestato di riconoscenza a Maria SS., sperimentino anch'essi la potente intercessione della Madonna di D. Bosco e non saranno mai delusi.

Borgomaro, 20 Marzo 1900.

PAOLO GuGLIERI, negoziante e Cooperatore Salesiano.

Non invano si confida nella Madonna di D. Bosco.

Una sorella di mio marito s'ammalò ai primi dello scorso dicembre. Chiamato il medico, gìudicò la malattia gravissima, trattandosi di bronco-polmonite. Infatti la poveretta aggravò tanto rapidissimamente, che già si pensava di farle amministrare gli estremi conforti di nostra Religione. Malferma io pure di salute e carica di figli tutti piccoli, ricorsi con fede a Maria Ausìliatrice, promettendo che, se le ridonava la salute, avrei fatta pubblica la grazia sul Bollettino, inviando anche la tenue offerta di L. 5.

Fatta questa promessa si notò quasì subito un miglioramento e in capo a otto giorni fu perfettamente guarita, e, malgrado la rigidezza della stagione, potè subito aiutarmi nelle molteplici faccende, senza fare una minima ricaduta. A nome quindi anche di mio marito prego venga inserita questa grazia nel Bollettino a maggior gloria della potente Ausiliatrice. Prego in pari tempo questa buona Mamma che, se piace alla divina volontà, voglia a me pure ridonare la salute, per pietà de' miei piccoli sei figli e di tutti i miei. cari e tener lontana da noi ogni disgrazia.

Corteno, 15 Febbraio 1900.

MADDALENA TAMINI-BIANCHI. Ricorriamo alla Madonna di D. Bosco!

Il 19 dello scorso novembre cadde ammalato il mio piccolo Mario. Chiamato il medico, mi disse che per il momento non poteva pronunciarsi sulla gravità della malattia, ma, dopo altra più lunga e dettagliata visita, con suo rammarico dovette dirmi che il mio piccino era affetto dal male del grup, e che non avessi indugiato a tentare un'ultima prova. Non so dire come rimanessi alla fatal parola ; per me grup voleva dir morte. M'appressai al caro piccino, che continuava a respirare affannosamente, l'abbracciai con trasporto, temendo che da un'ora all'altra mi fosse rapito.

In quelle angoscie mi sovvenni di Maria nostra Madre e la pregai con quella fede e slancio che non manca in simili istanti. Voleva che mi salvasse il mio piccino, perchè era sicura che l'Ausiliatrice comprendendo il mio dolore e quello della famiglia, mi avrebbe impetrata la grazia, di cui con tanta fiducia la supplicava. Dopo alcune ore il bambino s'addormentò, il suo respiro cominciò ad esser meno affannoso, ed al mattino quando il medico tornò, con sua gran sorpresa e più ancora con grande mio contento, lo trovò fuori di pericolo. Oh sia benedetta e conosciuta da tutti l'onnipotenza di Maria SS. Ausìliatrice! Ricorriamo fiduciosi a Lei, e nulla ci sarà negato. Offro intanto la tenue elemosina in ringraziamento della grazia ottenuta.

Trino, 25 Marzo 1900.

TERESA FERRARO.

Un'operaia guarita dal mal di capo.

Verso il fine del settembre u. s. scrissi al Sig. D. Rua per raccomandarle una mia operaia, Lucia Acquadro, la quale soffrendo da molto tempo fortissimi dolori di capo, era impedita di proseguire il suo lavoro, pregandolo a voler far fare una novena per ottenerle la sospirata guarigione. Viva Maria SS. Ausiliatrice!

La grazia fu concessa e la cara giovane pralonghese rende per mio mezzo le più sentite azioni di grazie, invocando la Vergine a volerlo conservare ora quella salute, che nè medici, nè medicine seppero donarle. Perche poi sia da tutti lodata ed ammirata sì grande e pietosa Madre, desidera venga inserito nel Bollettino Salesiano questo segnalato favore.

Pralongo, 13 Marzo 1900.

NININ COLONGO.

Balocco Vercellese. - Ben volentieri compio l'incarico datomi dalle famiglie Staccotti e Marinone di spedire a questo rinomatissimo Santuario di Maria Ausiliatrice la somma di L. 35, delle quali 5 della famiglia Staccotti di Balocco, e 30 della famiglia Marinone di Buronzo, come debito di giustizia e di gratitudine per avere ottenute quelle grazie che avevamo domandate alla Vergine SS. Rendono intanto di tutto cuore grazie alla Augusta Regina del Cielo, ed implorano anche per l'anno in corso quei favori che più abbisognino invocando il Santissimo Nome di Maria Auxilium Christianorum.

10 Marzo 1900.

D. GIOVANNI STACCOTTI Maestro.

Baldissero d'Alba. - Se sono in vita è una vera grazia di Maria SS. Ausiliatrice. Da varii mesi un malessere generale aveva invaso la mia persona, e colla lusinga che ciò fosse nulla, non me ne presi seria cura. Invece il malanno crebbe e s'aggravò tanto che non mi permise più d'alzarmi da letto. Poco o nulla mi giovavano le medicine, quando il 4 novembre p. p. una fortissima menengite venne a mettere il colmo a tutto, facendo perdere ogni speranza ai medici curanti arrecando la più profonda desolazione alla famiglia ed agli amici. Da oltre dodici ore io non parlavo più e si aspettava da un istante all'altro la mia fine. Ma la buona Madre celeste vegliava ancora sopra di me e la Salute degli infermi ac coglieva la fervorosa preghiera di chi domandava desolatamente la mia guarigione. Con stupore e meraviglia grande di tutti mi rinvenni, migliorai e riebbi la salute in pochi giorni. Attendo ora la promessa fatta a Maria SS. Ausiliatrice, inviando lire venti per una Messa al suo altare.

18 Gennaio 1900.

LuIGi COLONNA.

Cherasco. - Noi possiamo attestare una vera grazia ottenuta per l'intercessione di Maria Ausiliatrice a favore di un nostro compagno gravemente infermo. Aveva sbocchi di sangue, febbri senza posa, tosse continua, ed i medici stessi temevano molto della sua vita. Ma Maria SS. ci protesse e ci consolò ed in men di due anni ridonò al nostro caro Giacomo Davico quasi per incanto una perfetta guarigione. Sieno rese pertanto infiniti ringraziamenti a Maria SS. Ausiliatrice per tutti i secoli in avvenire.

4 Febbraio 1900.

Gli orfani del Regio Ospizio di Carità con attestazione del Sac. ANTONIO BREZZA Pievano di S. Gregorio.

Santiago (CHILI). - Il giorno 6 febbraio del 1899 il signor N. N., da 20 anni membro d'una setta nemica giurata di nostra religione, riceveva una medaglia di Maria Ausiliatrice da una sua conoscente, la quale lo fece pure inscrivere nell'Arciconfraternita dei divoti di Maria, promettendo di recitare tutti i giorni una orazione a Maria SS. per la conversione dell'infelice settario. Ora il 17 gennaio del corrente anno il signor N. N. rinunciata solennemente alla setta, si rendeva di nuovo buon cattolico. La persona che diede la medaglia a detto signore, riconoscente alla Madonna Ausiliatrice, desidera che si pubblichi la grazia nel Bollettino.

20 Gennaio 1900.

D. GIOVANNI Zin Salesiano.

Torino. - La sottoscritta rende pubbliche grazie al Sacro Cuore di Gesù, dal quale per l'intercessione di Maria Ausiliatrice ottenne la perfetta guarigione della diletta madre, colpita nel gennaio scorso da polmonite, che destò viva inquietudine e mise tutta la famiglia in molta apprensione. Riconoscente, secondo la promessa fatta, offre un piccolo cuore d'argento e L. 2 per la celebrazione d'una Messa all'altare del Sacro Cuore, in testimonio di gratitudine e per implorare sempre più sopra di lei e dei cari suoi la celeste protezione.

15 Febbraio 1900.

POLISSENA BUGLIONI DI MONALE.

Torino. - Le sottoscritte, madre e figlia, nelle gravissime malattie da entrambe sofferto invocarono la protezione di Maria SS. Ausiliatrice; ed ora, ottenute prodigiosamente le guarigioni, ne rendono alla Madonna pubbliche grazie, come promisero, facendo anche una piccola offerta.

17 Febbraio 1900.

IRENE RABONI MICELLONE. DIOMIRA MICELLONE AMPRIMO.

Guazzolo. -Rendo infinite grazie a Maria SS. Aiuto dei Cristiani per una favore segnalato. Il 28 scorso gennaio mia moglie cadde gravemente ammalata per una forte emorragia di sangue che la ridusse in breve agli estremi. Mandai tosto pel medico, ma essendo alquanto distante e temendo che l'ammalata venisse a mancare, chiamai nel frattempo il parroco, il quale, confessatala, si disse disposto, qualora peggiorasse, a portarle il Santo Viatico. Giunto il medico, la trovò aggravatissima, e raccomandando mille precauzioni, stese le sue ordinazioni. Vedendo però che la poveretta soffriva assai e non sapendo che fare per alleviarla , ritiratomi in un angolo della stanza, diedi principio ad una novena a Maria Ausiliatrice, promettendo l'offerta di L. 5. se otteneva la grazia, e di farla pubblicare sul Bollettino Salesiano. Maria esaudì le mie preghiere ed ora adempio alle mie promesse, affinchè questa buona Madre mi continui sempre il suo valido patrocinio.

11 Marzo 1900.

FELICE VIGLIANO.

Torino. - Il Conte Prospero e la Contessa Maria Cecilia Balbo del Borgo ringraziano con tutto il cuore Maria Ausiliatrice, che esaudì le loro preghiere, accordando la guarigione alla loro carissima nonna gravemente inferma di polmonite doppia e di gastro-enterite, e implorano su di loro e sulle loro famiglie le benedizioni celesti.

28 Febbraio 1900.

Torino. - Dopo aver sofferto di una terribile malattia per 7 mesi, ebbi un miglioramento insperato, che mi diede forza e coraggio a sperare nell'avvenire. Ma questo miglioramento fu effimero, e nuovamente fui ripresa dal male. Sfiduciata nella cura medica inefficace, disperata, mi rivolsi alla Vergine SS. Ausiliatrice, di cui aveva letto nel Bollettino Salesiano tante grazie, la pregai a liberarmi da quel male, promettendole di fare ogni anno nel mese dei morti un'offerta: le promisi ancora che avrei fatto seguitare, dopo la mia morte, dalle mie figlie Margherita e Giovanna questa offerta in suffragio dei miei poveri morti e a beneficio dell'immensa e grandiosa Opera delle Missioni. Sono 4 anni che il male non mi ha più presa, ed io esprimo pubblicamente la mia viva riconoscenza alla Vergine Ausiliatrice, pregandola ancora a non abbandonarmi.

26 Febbraio 1900.

ROSaLIA FERRERO GELATI.

NB. La suddetta signora si raccomanda di nuovo alla Madonna di Don Bosco per nuova segnalatissima grazia ed invia l'offerta di L. 10.

Olivetta (PORTO MAURIZIO). - Colpito da influenza con carattere maligno nello scorso gennaio, la buona mia sorella trepidante per la mia vita, pensò bene di ricorrere all'Ausiliatrice di D. Bosco, interessando il R.mo Sig. D. Rua a far fare pubbliche preghiere per me. Ora avendo riacquistato la primiera sanità, rimetto L. 25 in significazione della mia perenne gratitudine alla Consolatrice ed Ausiliatrice degli afflitti, con preghiera di un cenno sul Bollettino, affinchè la divozione a sì buona Madre s'accresca in tutti i cuori.

26 Febbraio 1900.

Sac. GIOVANNI BOTTARO, Prevosto.

Noventa Vicentina. - Il giorno 25 febbraio mi trovavo gravemente ammalata di gola, tanto che ormai più nulla ero capace d'inghiottire. Vistomi così aggravata, ricorsi piena di fede a Maria Ausiliatrice e quasi subito ottenni la grazia, perchè ora sto meglio. Adempio la mia promessa mandando lire quindici, delle quali cinque per la celebrazione d'una S. Messa ed il resto per le Missioni. Desidero mi si facciano preghiere, perchè sento di averne ancora bisogno e che la grazia sia pubblicata sul Bollettino, perchè così ho promesso.

8 Marzo 1900.

DOMENICA ZOTTA.

La stessa Cooperatrice ottenne pure Panno scorso Sue altre grazie con l'offerta di L. 10.

Ottennero pure grazie da Maria SS. Ausiliatrice, e pieni di riconoscenza inviarono offerte al santuario di Torino o per la celebrazione di S. Messe di ringraziamento, o per le Missioni Salesiane, o per le altre Opere di D. Bosco, i seguenti:

A.*) - Aosta: Bovio Stefano, L. 5 a nome di persona anonima per grazie ricevute. - Alfiano fratta Ragazzi D. Francesco, 2 per Messa.

B) - Bordighera: Raineri Salvatore, 5 con Messa per ottenuta guarigione. - Bene Vagienna : Can. Dompè D. Pietro. 5 a nome di Ferrero Margherita (Saimadore) per guarigione miracolosa; N. N., 4 per grazia ricevuta. - Borgotaro : R. G. - Barquedo (Novara): Sartori Giovannina, 5 per benefizi. ricevuti.Bormio (Sondrio): Sosio D. Gervasio, 5 a nome del signor Martinella Giovanni di Pietro da Isolaccia, e 5, da parte della signora Giacomelli Maria pure di Isolaccia, la quale in mezzo alle tribolazioni, da cui è oppressa, raccomanda so stessa e la propria famiglia alla materna protezione di Maria SS. - Bergamo: Scarpellini Giuseppe, 5 con Messa di ringraziamento. - Bologna: Rannuzzi Trivelli, 5 per il felice esito di affari pressochè disperati. - Brisago (Canton Ticino): Chierico Alessandro Canetti, 10 per grandissima grazia spirituale. Lo stesso ottenne pure lo scorso anno altre grazie inviando la promessa offerta.

C) - Cartosio (Alessandria): Gaino Bogliolo Annetta, 18 in ringraziamento di grazia e per ottenerne un'altra che le sta molto a cuore. - Camburzano (5,ovara): Piantino Maurizio, 5 per grazia con Messa. - Cividate (Brescia): Troletti Margherita, 2 per grazia con Messa. - Carcare (Genova): Pasqua lo Cristina, 5 per grazia con Messa per ottenere altri favori. - Carpeneto (Alessandria): Picchetta Luigi, 5 per due Messe di ringraziamento. - Caccamo (Palerni.o) : Sac. Giuseppe Liberto, 5,40 per benefizi ricevuti e Messa. - Centuranio (Caserta): Bologna D. Francesco Parroco, 3 per parte di una pia persona con Messa di ringraziamento.- Castellar Ponzano (Alessandria): Sac. Alessandro Bottazzi Prevosto, 3 per Messa a nomo di una pia madre di famiglia che ottenne una grazia.Casbeno (Como): Gandini G. B., 5 con Messa per una grazia segnalatissima concessa a lui ed ai suoi fratelli implorandone ancora la protezione nei loro più urgenti bisogni. - Casalrosso (Novara): Comoglio Maria, 2 per Messa. - Collesano (Palermo): Pontani Concetta di Pietro, 5 per grazia. - Cellarengo : Miletti Antonio fu Matteo, 10 per ringraziamento di benefizi ricevuti invocando continuata protezione. - Bardè: Manzo Margherita, 5 per grazia ricevuta da suo padre.- Collere (Bergamo): Piantoci Bettina ringrazia vivamente, - Cividale: Rosa Bernardis Ipplis, 5 per Messa di ringraziamento. - Carmagnola : M. S. Q. - Caltanissetta: Sac. Manaisa Calogero, 5 per grazia con speranza di riceverne altre. - Chiavari: Lanata Giulietta, 5 per Messa.

D) - Degagna: Un divoto di Maria per l'ottenuta sanità che credeva perduta.

F) - Faenza: Anna Brunelli, 2 per grazia. - Forotondo (Alessandria): D. Carlo Guggione Parroco, 2,50 per grazia.

G) - Grinzone (Cuneo): Andasso Domenica, 5 per guarigione ottenuta del padre graveolente infermo.Granarolo (Ravenna): Zanzi Rosina, 15 per soddisfare promessa fatta a Maria Ausiliatrice. - Grospiano (Milano): Cardani Adele ved. Mari, 4 per Messa in ringraziamento di miracolosa guarigione. - Gerno Monda: 3 per una Messa in ringraziamento dell'ottenuta guarigione. - Gerenzano (Milano) : Irene Morisetti Maestra, 2 per Messa di ringraziamento.

I) - Iglesias (Sardegna): Giovannina Manca, 5 per Messa di ringraziamento e Maria Luigia Lenzu a mezzo del Diacono Emanuele Cossu.

L) - Lugagnano (Piacenza): Pagini-Coruzzi Ernesta, 5 per ringraziamento per insperati aiuti ottenuti dalla sua famiglia per intercessione di Maria. Si raccomanda per la guarigione del fratello ammalato alla lingua da 6 mesi. - Loreto: N. N., 2. - La variano (Udine) : Sac. Edoardo Pascolo, 5 per Messa di ringraziamento. - Lucente : Vaula Maria per guarigione dal mal di stomaco.

M) - Mombarcaro: Rossi Giacomo, 5 per guarigione ottenuta. - Morozzo (Cuneo): Tomatis Giovanna e Ludovica, 2 per grazia.-Mirano (Venezia): Arnould Maria Luisa, 10 a favore dello Missioni Salesiane per grazia ricevuta. - Monte Capriolo (Pesaro): Cauglioni Carmine, 5 per grazia segnalata e 27 per altro opere. - Moggio (Como): Invernizzi Zefirino, 10 a nome di Locatelli Gaetano per la guarigione del figlio Evangelista con Messa. - ife-lite Tauro di Corsano (Forlì): Rosa Mauri n. Tomasetti, 5 per ottenuta guarigione di liti ginocchio con Messa. - Massa: G. B. Bertellani a nome di Annina Bertellini e Baldi per bella grazia. - Marano Valpolicella (Verona): N. N., 2 a mezzo del Sac. Scartozzoni Luigi per grazia con Messa.

N) - Napoli : Persico D. Giuseppe M. 3 a nonio di N. N., per grazia. - Novi Ligure: Marenco Giuseppe, 5 con Messa per dite guarigioni. - Nante presso Airolo (Canton Ticino): N. N., 5 per grazia.- Ninetto: Gandolfi D. Silvestro Prevosto, 2 a nome di Debernocchi Vincenza e 5 a nomo di G. S. P. per grazia.

O) - Ospedale di Xxxx : C. M., 10 per Messa da Requiem in suffragio dell'anima d'una ricoverata che, avversissima ai Sacramenti, la Madonna di D. Bosco le fece la grazia di poterli ricevere prima di morire. - Orsara Bormida (Alessandria): Rapetti Ernestina maritata Marenco, 4 ; Mascherina Cristina, 5 per grazia.

P) - Pellestrina (Venezia): Zennaro Giov. Batt.; Cherobina Miotto Becel.ole; Autonia Fambossi. - Pino (Lago Maggiore) : P. B. G., 10 per grazia ricevuta. - Pinerolo: N. N., 5 per Messa di ringraziamento. - Pordenone (Udine): Del Zotto Pujatti Angela, 10 per guarigione da grave malattia con Messa. - Porto di Senigallia: Orestide Belli Manfrini, 2 per Messa da parto di pia persona graziata da Maria. - Pontedecimo (Genova): Grasso Matilde. - Passerano d'Asti: Gay Carlo, 1,20 per Messa in ringraziamento della guarigione della bambina di Ormede Luigi di S. Damiano d'Asti. - Poirino : Sorelle Barberis, 4 in ringraziamento con Messa.

S) - S. Giovanni Bianco: Una pia persona, 1 a mezzo della signora Invernizzi Elisabetta. - S. Gregorio di Catania: Scelsi D. Paolo, 10 per grazia. - S. Giuliano Nuovo: Lina Porrati, 5 per grazia. - Sordevolo: Neiretti D. Luca, 2 per grazia.

T) - Torino: Giuseppina Caldara; Conte Camerana, 5 per grazia. - Toffia (Perugia): De Santis Vittoria, 5 per Messa di ringraziamento. - Torresina (Cuneo): Rcgis Alessandro, 20 per grazia ricevuta. - Tortona: Sae. Gallarati Antonio Rettore a S. Rocco, 5 con Messa. - Trento (Tirolo): G. P., 5 per grazia. Torricella (Canton Ticino): Giuseppe Bernasconi, 2. - Torre (Pordenone): Sac. Antonio Corrado Parroco, 5 per grazia speciale. - Tiedoli (Parava) : Lacchini Francesca, 5 per Messa di ringraziamento.

V) - Verona: Gorino Giuliano, 1,60 e un cuore d 'argento. - Vinchio: Rondoletti Giuseppe fu Pietro, 2 per grazia. - Vergne (Cuneo): Vaira Lucia, 6 per due Messe di ringraziamento. - Vertova (Bergamo) Sac. Luigi Pirani, 5 per guarigione d'una madre di famiglia. - Villardora: M. L., 2 per grazia. - Vige di Legnano: Guardalben Ettore. - Vizzini: Baronessa Agata Verga nata Parsanis per guarigione istantanea. - Valgatara (Verona): Aldrighetti Giovanni, 10 raccomandandosi per una preghiera speciale. -Valfenera d'Asti : Arduino Domenica fu Carlo, 2 a nome di Accossato Maria per guarigione del mal d'occhi.

U) - Udine: N. N., 20 per duo Messe in ringraziamento a mezzo del Sac. Luigi Blasutig. - Uras (Cagliari) : Sac. Luigi Olla Parroco, 2,50 per una Messa.

Z) - Zambana (Trento) : Prof. Giovanni Cagliari, 2 in ringraziamento di favore ottenuto interponendo anche la mediazione del giovane Chierico Salesiano Augusto Flabbi morto in America nel 1897, che fu pure suo scolaro.

UN GRIDO DI DOLORE ED I FASTI DELLA CARITÀ CATTOLICA a favore degli operai italiani al Sempione (*)

UNA lettera del nostro confratello Don Giuseppe Oddone, Direttore del Circolo Cattolico Italiano , iniziato l'anno scorso a Briga in Isvizzera a favore degli italiani colà recatisi per il traforo del Sempione , all' illustre nostro amico l' avv. Stefano Scala, Direttore dell'Italia Reale-Corriere Nazionale, ci porge propìzia l'occasione di dire una parola sull'emigrazione che in Italia ha preso estesissime proporzioni.

Ogni anno migliaia e migliaia di individui e di famiglie si recano, quali per più e più mesi, quali a tempo indeterminato ed anche senza intenzione di ritorno, in paesi stranieri in cerca di lavoro e di fortuna. Dalle ridenti spiagge della patria nostra partono annualmente oltre 100,000 italiani per piantare le loro tende sul continente Americano. Basti il dire che dei 4000000 di abitanti che conta la Repubblica Argentina, un milione circa sono italiani. Buenos Aires fa quasi 700,000 anime, delle quali 200,000 sono italiane, secondo calcoli approssimativi fatti sulle ultime statistiche. Si aggiunga ancora quelli che emigrano nelle altre parti dell'America, oppure a Tunisi, Alessandria d'Egitto, Cairo, Porto Said, in Grecia, a Costantinopoli e fino al Capo di Buona, Speranza.

Di tanti emigranti pochi, anzi pochissimi sanno quali condizioni di dimora, di lavoro, di guadagno li attendono : i più partono accorati da una desolante incertezza od assoluta ignoranza della sorte che loro toccherà. E la sorte è, per lo più, miserevolissima: si troveranno lontani dal loro paese nativo, senza famiglia, senza casa, senza conoscenti, senza lavoro, senza conforto, senza chiese, senza sacerdoti, in mezzo a popolazioni scismatìche ed eretiche, esposti a mille pericoli od oppressi da mille sciagure di anima e di corpo.

Poveri emigrati! Essi si erano figurati di trovare fortuna in quei lontani paesi, ed ora rimpiangono (tardo e inutile pentimento) il paese natio che hanno abbandonato e strascinano la vita in mezzo a stenti indefinibili ! Costretti a vivere in mezzo ad un'accozzaglia di gente d'ogni paese e d'ogni religione, protestanti, scismatici, eretici, oppure di nessuna religione affatto, sono i nostri infelici emigrati abbandonati a sè, senza la luce della parola di Dio e senza il conforto dei Sacramenti, di modo che si trovano in continuo pericolo o di abbandonare ogni pratica religiosa, vivendo ìn desolante indifferenza. o di divenire preda delle sette protestanti che insinuano loro i comodi errori del protestantismo. Quanto infelice e pericolosa è la loro situazione!

Ma non è di essi che intendiamo parlare ; non è il grido di dolore che ci viene dall'America o dai lontani scali dell'Asia e dell'Africa che vogliamo segnalare ai nostri buoni Cooperatori e Cooperatrici. I gridi di dolore dei nostri compatrioti colà emigrati, sono raccolti dal Bollettino Salesiano nelle molteplici notizie delle nostre Missioni, lo quali siano in America, in Asia od Africa hanno per precipuo scopo - dopo la civilizzazione dei selvaggi - la cura paterna dei nostri connazionali emigrati. Noi abbiamo a segnalare un altro grido di dolore che ci viene da una nazione finitima, dalla libera Elvezia, dove a torme a torme emigrano periodicaniente gli italiani in cerca di lavoro.

L'illustre Prof. Nicolò Rezzara nel passato agosto, avendo avuto l'opportunità di visitare alcuni dei principali centri dell'emigrazione italiana in Isvizzera e di parlare con molti operai, con qualche imprenditore di lavori e con qualche sacerdote, ha pubblicato questa straziante pagina.

« In Isvizzera non vi sono meno di centomila operai italiani: sedicimila se ne trovano soltanto a Zurigo. La minima parte di essi vi sta in permanenza o colla famiglia o da soli: fra questi si annoverano i più tristi soggetti del nostro paese, che hanno passato il confine per sottrarsi al carcere o alle persecuzioni della polizia. In buon numero sono i socialisti e gli anarchici, attivi, esperti, audaci propagandisti di ogni idea, di ogni teoria, di ogni programma anticattolico e antisociale.

» Nove decimi però degli emigrati italiani vi stanno da otto a nove mesi all'anno, applicandosi, particolarmente, nei lavori di terra e nelle costruzioni. In tali lavori sono insuperabili per forza di resistenza, per amore al lavoro e anche per sobrietà e spirito di economia. Qualità queste che rendono l'operaio italiano cercato e preferito agli operai indigeni e d'altri paesi. Codesti emigranti temporanei ritornano al proprio paese nel mese di novembre con alcune centinaia di lire: le loro famiglie vivacchiano discretamente durante l'inverno: qualche scorta rimane durante l'anno; in tali condizioni sono abbastanza contenti, perchè si è usi a non guardare più in là delle poche monete d'oro e delle banconote.

» Un'inchiesta fatta, anche per nostra iniziativa e concorso, tre anni or sono, ci aveva fatto conoscere le ben tristi condizioni dei nostri emigrati, i loro bisogni, i pericoli a cui sono esposti; ora, la rapida corsa attraverso i principali centri dell'emigrazione italiana nella vicina Svizzera, ci ha persuasi che quei bisogni e quei pericoli sono ancora più gravi e più serii. I nostri operai perdono, a poco a poco, tutti gli abiti buoni, si demoralizzano, diventano increduli, scostumati, socialisti, e, Dio non voglia, anche qualche cosa di peggio.

» Il primo pericolo è di diventare scostumati : cadono in trappola senza avvedersene, privì come sono, il più delle volte, di ricapiti sicuri. Il partito socialista svizzero è potente e meravigliosamente organizzato. Naturalmente, esso è costituito quasi tutto di protestanti ; e questi hanno il maggiore interesse di aiutare i socialisti italiani colà rifugiati, perché gl'inconsci nostri operai vi siano irretiti appena giunti sul luogo del lavoro. Se cedono, hanno lavoro a pane ; se nicchiano o resistono, sono dovunque perseguitati e nel modo più indegno. Alla propaganda dei socialisti si associa quella dei protestanti : libri, foglietti, conferenze, scuole diurne, serali e festive, gite, feste, divertimenti : tutto è buono, tutto serve a raggiungere lo scopo.

» Chi si è preso cura, finora, dei nostri operai cattolici emigrati nella Svizzera? Il clero, le associazioni cattoliche che cosa hanno fatto? Un parroco zelante del Milanese, il Luraghi, aveva iniziato a Zurigo una santa opera, con grande suo disagio e sacrificio. Egli, coll' assenso dell' Ordinario, per tre anni di seguito passò l'estate in mezzo agli emigrati italiani: predicò, confessò, battezzò, regolò matrimoni. Tornato in Italia, innalzò un grido di dolore: quanti l'ascoltarono? Fondò a Zurigo una Lega cattolica del lavoro, cori sezioni a San Gallo, a Lucerna, a Friburgo, a Berna , a Basilea, a Winthertur. Don Luraghi non c'è più a Zurigo e la Lega non prospera. Noi l'abbiamo visitata, vi abbiamo tenuta una conferenza : sappiamo quello che diciamo.

» Le contestazioni sul lavoro, sulle liquidazioni di appalti, sui compensi per infortunii, sono continue: chi assiste, chi difende i nostri operai? A Friburgo trovammo un giovane prete friulano, D. Luigi Cossio, studente in quella Università cattolica: ci ha narrato cose che fanno piangere. A Muri (Canton d'Argovia) ci sono ora i Salesiani, e un buon prete salesiano trovammo a Zurigo : ma un solo che può fare colà? Un altro Salesiano è al Sempione : potrò bastare? E a Berna, e a Lucerna, e a Basilea e a Sciaffusa, e a San Gallo, e in tanti altri centri d'emigrazione? Dei buoni operai, forti nella fede, pronti a qualunque sacrifizio per sè e per i proprii fratelli ne abbian trovati in ogni luogo : ma chiedono, implorano direzione spirituale, assistenza morale, appoggio economico. »

Dovrebbe bastare questo grido dell'instancabile Prof. Rezzara per muovere tutti gli amanti della patria nostra in una santa crociata a questo fine. E veramente sappiamo che molti zelanti Parroci e Curati si misero subito all'opera stringendosi fra loro in generosa lega per lavorare concordi in questo vasto campo dell'emigrazione italiana in Isvizzera. Ma fa duopo insistere, ribadire la cosa, acciocché nessuno, potendolo, si ritragga dal portare il suo sassolino o meglio dal tergere qualche lagrima ai confratelli lontani dalla patria e dal salvare qualche anima pericolante.

Il venerando Successore di Don Bosco, nelle attuali strettezze di personale e di mezzi materiali, ha fatto quanto ha potuto per gli italiani emigrati in Isvizzera ; anzi nella sua lettera annuale così si esprime a questo proposito : « Facendo grandi sacrifizi, perché fiduciosi nella carità dei nostri buoni Cooperatori, abbiamo accettato in Isvizzera un'altra Missione a favore degli operai italiani... Con questa nuova missione stabilita a Briga nel Vallese pur gli operai addetti al traforo del Sempione, unita all'altra di Zurigo, iniziata due anni fa e l'anno scorso aumentata di personale, i Salesiani di D. Bosco fanno di tutto per coadiuvare alla conservazione della fede nel cuore degli italiani colà emigrati. » Presentemente noi abbiamo nella Svizzera interna 12 Salesiani, sei dei quali sono sacerdoti, addetti a quest'opera eminentemente cattolica ed italiana ed oh! quanto più si potrebbe fare, se si potesse disporre di maggior numero di operai evangelici allevati alla scuola di D. Bosco ! Messis multa... operarii pauci è il mesto ritornello, con cui il nostro Superiore Maggiore deve rispondere alle insistenti domande di uuove opere e di maggior sviluppo delle già esistenti.

Ed ora vogliamo far vedere l'opera di un sol Salesiano in mezzo agli operai nel periodo di pochi mesi, riproducendo dall'Italia Reale la lettera di D. Oddone, in cui si vede apertamente quanto più potrebbe fare, se avesse a disposizione maggiori mezzi.

Egregio Signor Avvocato,

E' omai tempo che la ringrazii tanto e poi tanto di aver inserito nel suo benemerito giornale lo poche righe ch'io Lo iuviai con lo scopo di domandare soccorsi per questa povera chiesa degli operai italiani al Sempione Svizzero. Sì, ripeto, grazie a Lei, o Ill.mo signor Avvocato, e un grazie di vero cuore a quelle anime che ebbero compassione di noi o delle cose nostre. Ecco pertanto i nomi delle persone che noi chiamiamo e ognor chiameremo nostri benefattori : la gentilissima marchesina Adele Alfieri da Firenze - l'Ill.mo Sig. Ing. Giuseppe Mottura da Milano - il Rev.mo Sig. Canonico Prof. Giovanni Battista Anfossi da Torino - la rispettabilissima e reverendissima Direzione della Santa Lega Eucaristica da Milano. Voglia il buon Dio rimunerarli del cento per uno e colmarli delle suo più elette benedizioni.

Speriamo intanto che il buon esempio dei sopraccennati, sia di stimolo ad altri buoni italiani per venire in soccorso dei loro poveri connazionali in sullo rive del Rodano. Molte cose e molte mancano ancora a questa povera chiesa. Il Circolo operaio italiano procede egregiamente e così pure le scuola diurno e serali dei figli degli operai italiani. Del resto le cose tutte del Sempione procedono regolarmente. La galleria dalla parte di Briga ha raggiunto i duemila seicento metri e quella dalla parte d'Iselle sta per raggiungere i millequattrocento metri. A molti operai fu aumentata la paga di venti, trenta, cinquanta centesimi al giorno, ad altri che lavorano dove cade l'acqua di sopra e devono stare coi piedi a bagno, fu ridotta la giornata a quattro ore, e quando alcuni di questi si sentono di conti nuare il lavoro per otto ore, allora viene pagata loro la giornata doppia; altri poi poco accetti furono licenziati.

L'impresa ebbe pure il buon pensiero di aprire i bagni a doccia, e caldi e freddi e tiepidi a norma delle stagioni, e a beneplacito dei bagnanti, e ciò per tutto l'anno e per tutti gli operai addetti al traforo del Sempione. Ogni cinque minuti si possono bagnare comodamente una cinquantina ; sono bagni veramente comodi, e più che comodi sono utili per l'igiene.

Sul finire di Novembre fui autorizzato da Mons. Jules Maurizio Vescovo di Sion a benedire l'ospedale nuovo, il che feci prontamente e passammo un mese senza disgrazie e senza ammalati ; nel mese di gennaio il numero degl'infermi crebbe sino a dieci, a quindici e venti.

Attualmente fece ingresso la signora influenza; però cori aspetto piuttosto benigno; gl'influenzati saranno un centinaio incirca, ma nessuno è di gravità. Nei primi giorni di dicembre fece quì la sua comparsa il freddo, e volle farsi sentire in tutta la pienezza del suo rigore. Il fiume Rodano si coprì di un drappo glaciale spessissimo e le sue acque scorrevano occulte come se fossero state racchiuse dentro un grosso e lunghissimo tubo, le montagne che ci circondano avevano vestito la veste candida, però sottilissima; dappertutto erasi formato un ghiaccio molto spesso, epperciò tutti i carri e tutte le carrozze eransi ritirate nelle rimesse, e a questi e a queste succedettero una infinità di slitte, di guisa che pareva di essere proprio nella freddissima Russia. Di più questo freddo eccessivo produsse grande squallore e grandissima miseria !

Molti operai italiani che crivellavano la sabbia nel Rodano per uso della galleria, non poterono più resistere. Andavano sul lavoro alle ore sette e cessavano alle diciasette, e ritornavano alle loro poverissime abitazioni tutti intirizziti e tremanti dal freddo con la barba tutta ghiacciata che parevano tante statue di marmo ambulanti. Di questi alcuni diventavano quasi come scemi, altri colle lagrime agli occhi come bambini incapaci eziandio a proferir parole, altri erano impotenti a operare o a servirsi delle proprie mani, altri poi più deboli e convalescenti costretti a lavorare dalla miseria, rimanevano privi dei sensi e bisognava confortarli con qualche liquore generoso.

Una sessantina e più di questi operai, finita la giornata, venivano direttamente al Circolo operaio italiano, ed io faceva loro trovare la stufa ardentissima ed il locale tutto ben caldo. Poveretti ! il calore era per loro un balsamo efficacissimo. Entravano quasi come tanti muti, solamente si sentiva qualche gemito e qualche legger lamento, e per mezz'ora si può dire che il silenzio era perfetto. Dopo incominciava uno dei più robusti e spiritosi pian piano... pian pianino a sbottonarsi e cavar di tasca la sua grossa pagnotta con qualche po' di companatico, e poi un secondo, e poi un terzo e poi tutti quanti a pienissimo coro suonavano la medesima musica. Era uno spettacolo !

In quanto alla squisitezza dell'appetito era tale, che sarebbe assai difficile per me il descriverla, e quindi credo meglio lasciar ciò alla bella e ricca immagine di Vostra Signoria Ill.ma. Fatta la loro frugale refezione e rinforzato alquanto il loro stomaco, e sottentrati ai molti gradi di freddo altrettanti gradi di calore, di botto scioglievansi le loro lingue, ed il Circolo trasformavasi in un leggiadrissimo parlamento in cui udivansi quasi tutti i dialetti della nostra cara. madre patria. E gli uni incominciavano a leggere, e gli altri a scrivere, altri a giuocare alle carte, altri al domino, altri alla dama, altri al giuoco dell'oca, altri alla tombola e altri vecchiotti, stretti intorno alla stufa, narravano le gesta della loro vita passata chi in Francia chi in Germania, chi in Austria, chi in Russia, chi in Africa, chi in America con ameni episodi e deliziosi fatterelli. E così passavano tutte le sere divertendosi allegramente fino alle ore ventidue. Dello stesso modo si continua presentemente, solamente che, non fa più tanto freddo come prima.

E' pur da notarsi che parecchi operai furono talmente atterriti da quel gran freddo, che se ne ritornarono velocissimi in Italia in seno alle loro care famiglie. Io, nel veder crescere tanto la miseria e con la miseria i miserabili, avvisai pubblicamente che il Circolo operaio italiano sarebbe stato aperto tutti i giorni e per tutti gli operai italiani, dal mattino appena giorno fino alle oro dieci di notte, e con la stufa sempre ardente. Di più aggiunsi che avrei diviso i miei pochi quattrini con tutti quegli operai che si trovassero veramente privi di mezzi di sussistenza, e in mancanza di denaro avrei diviso altresì coi poverelli il mio pranzo e la mia cena. In ciò fui pienamente corrisposto, anzi il numero dei poveri stiperò ogni mia aspettazione.

Malgrado ciò, confesso sinceramente che prestissimo mi trovai senza denari, ma giammai senza pane per i poveri affannati e senza tetto per i poveri derelitti. E' vero che per riuscire in questo ho dovuto fare due liste di debiti che reclamano tanto e tanto; ma in un'impresa così umanitaria ho viva fiducia che la Divina Provvidenza ed i cari patrioti mi soccorreranno. E come far diversamente?...

Tra i tanti mi spiego con un solo esempio : era il quarto giorno che soccorrevo tre operai e per il vitto e per il dormire, i poveretti erano senza lavoro e privi di mezzi ; al quinto giorno vedendo arrivare altri e poi altri a domandarmi soccorsi, e sapendo i primi che io uni trovavo nella penuria e nelle angustie non osarono più presentarsi e risolvettero di domandare ad altri, così fecero. Presentaronsi a molti e molti ma tante domande altrettanti rifiuti. Presentaronsi pure a qualche autorità locale, sendochè le municipalità di questi luoghi tengono una camera con tre o quattro letti a disposizione dei poveri viandanti, che trovarsi privi di mezzi per andar a passar la notte negli alberghi, ma per quanto abbiano pregato e supplicato, udironsi rispondere: avere letti disponibili... ma... niente italiani... niente, niente italiani... via... via... via italiani... quasicchè l'essere italiano equivalesse a delitto !

Poveretti ! presentaronsi finalmente ai gendarmi, e dopo aver pregato, supplicato e scongiurato, contentandosi di essere ricoverati « almeno dietro la porta anche nella stessa prigione » pur questo venne loro rifiutato. Era sul principio di gennaio e già erano scoccato le nove di sera, tempo freddissimo e notte lunghissima; che fare?... Nel colmo della disperazione risolvettero di ritirarsi sopra un carro posto sotto una tettoia senza alcun riparo, dove certissimamente sarebbero rimasti gelati. Nel mentre io domandavo a tutti gli operai del Circolo se avessero visto e saputo qualche cosa dei tre operai senza quattrini e senza lavoro, e nessuno seppe dirmi nulla; ma tosto giunse un operaio che narrò la loro sventura, ed io lo pregai di andarli a chiamare, e appena ritornati andai io stesso ad accompagnarli in una trattoria e feci dar loro da mangiare e da dormire promettendo di pagare al più presto possibile. Nel trovarmi circondato da tanti infelici e angustiato da tante calamità più volte esclamai: E tu, o Italia bella, madre di tanti figli potenti e ricchi, i quali di sovente cantano a voce alta, patria... patria... patria... fratelli... fratelli... fratelli... perchè... perchè... non li inspiri a ricordarsi dei fratelli miserabilissimi del Sempione ?

Attualmente sono molti gli operai che trovansi senza lavoro e senza mezzi. Oh ! quanto sarebbe cosa buona il pensare a questi; e nel medesimo tempo provvedere affinchè altri italiani non vengano qui ad aumentare il numero degli infelici.

Per il Santo Natale mercè la bontà delle persone sovraccennate, invitai tutti gli operai addetti al traforo del Sempione svizzero a mandare il loro nome al Circolo Operaio italiano per una lotteria a loro beneficio, la quale avrebbe avuto luogo il medesimo giorno di Natale alle ore quattordici. Gli oggetti della lotteria erano i seguenti: duecento panettoni di Milano, cento lire in denaro, trentasei camicie e trentasei paia di calze di lana ; più duecento piccoli pani dolci e confetti per i figli dei medesimi operai.

All'ora stabilita il Circolo era gremito dentro e fuori di operai, giunse l'illustre signor Maternini, impresario di varii lavori assai importanti del Sempione, con tutta la sua famiglia, giunse pure la famiglia del pregiatissimo signor Provetto distinto negoziante in stoffe con a capo il figlio primogenito attualmente Direttore di una parte considerevole del personale addetto ai lavori del Sempione. L'estrazione veniva eseguita da due bambini ; Maternini Franco e Provetto Arnaldo, io leggevo a voce alta i nomi dei sorteggiati, e la gentilissima signora Maternini con la signorina Cesira Angheben ed il signorino Eduardo Provetto distribuivano gli oggetti ai vincitori. Finita l'estrazione ebbe luogo un piccolo Concerto che allietò grandemente tutti i concorrenti. A Dio piacendo tutto riuscì con ordine perfetto e con somma soddisfazione di ognuno.

Anche gli infermi passarono un Natale molto allegro, poichè prima ricevettero molte cose e molto squisite, poscia andai io a visitarli tutti e consegnai loro due lire cadauno. Splendidissima poi riuscì la distribuzione dei duecento piccoli pani dolci e confetti ai figli dei medesimi operai italiani, i quali rimasero tanto contenti e tanto entusiasmati che superarono tutti nell'addimostrare il cuor loro veramente soddisfatto e pieno della più viva gioia e squisita letizia. Intanto ecco giunta l'ora dei vespri; lasciammo subito i nostri lieti ed onesti divertimenti e andammo tutti alla Chiesa dove ebbe luogo la recita del Santo Rosario col canto di un salmo, delle litanie della Beata Vergine Maria ed il Tantum ergo in musica , accompagnato dal Maestro di musica il salesiano Michele Branda. Tutto riuscì egregiamente. Gli operai tutti si comportarono magnificamente.

Le notifico pure che, mentre mi occupavo tanto e tanto per attirare gli operai italiani ad oneste ed istruttive ricreazioni e così « rispettare la nostra santa religione ed onorare la nostra cara patria » altri, che chiamansi italianissimi, poco inclinati al vero bene e amantissimi delle osterie e osterie di malfare andavano nel piccolo e vicinissimo paesello di Vaters facendo le stazioni da un'osteria all'altra e raggiunta finalmente quella dose alcoolica eccessiva che fa perdere l'intelletto, cominciarono a bisticciarsi e a minacciarsi e poi passarono ai fatti : uno ebbe un piede traforato da una palla di rivoltella, un secondo ebbe una coltellata al collo e un terzo l'ebbe nel petto sopra il cuore.

Quest' ultimo trovasi tuttora in gravissimo stato. Vaters diventa omai famoso per le frequenti tragedie di sangue. Il giorno otto di gennaio quattro romagnoli assalivano un piemontese a colpi di coltello, e non lo lasciarono fino a che nol videro cadavere giacente nel proprio sangue. Questi fatti inumani sparsero il terrore nei dintorni, e le persone dabbene più non escono di casa se non quando è giorno chiarissimo. Alcuni domandano: quando finiranno questi guai?... ed io rispondo : finiranno quando saranno finiti i lavori del Sempione. Vorrei sbagliarmi, ma temo che no. Attualmente regna molta animosità tra piemontesi, romagnoli e siciliani. Molti altri guai sovrastano a Vaters, i quali vanno pure tentando minaccie contro Briga. Degnisi il buon Dio venir presto in soccorso.

Aggradisca ella finalmente i miei rispettosi ossequii mentre ho l'onore di segnarmi

Di Vostra Signoria Ill.ma Umilissimo Servitore

D. GIUSEPPE ODDONE, Salesiano. Briga, 6 gennaio 1900.

Questa commovente lettera non abbisogna che di esser letta perchè tosto i nostri esimii Cooperatori e Cooperatrici di tutte le parti d'Italia abbiano a darsi attorno, nell'entusiasmo della carità fraterna che rende dolci anche i sacrifizi, per procurare a D. Oddone i mezzi di fare sempre il maggior bene a' tre mila e più operai italiani impiegati nel traforo del Sempione dalla parte del versante svizzero.

Gratitudine vuole che qui aggiungiamo ancor noi una parola di vivo ringraziamento a' generosi che vengono in aiuto al nostro Missionario del Sempione e lo facciamo tanto più volentieri in quanto che tra le persone accennate nella surriferita lettera vi troviamo distintissimi nomi e, ciò che più ci commuove, un'illustre Comunità religiosa di Milano, la quale, per mezzo della Santa Lega Eucaristica, di cui è Direttore zelantissimo ed attivissimo il R. P. Gerardo Beccaro C. S., volle, con gentilissimo e patriottico pensiero, provvedere di vasi sacri la Cappella degli Italiani al Sempione. Per comprendere in tutta la sua grandezza quest'atto munifico dei RR. PP. Carmelitani Scalzi di Milano, ricordiamo che essi in quella città hanno tra mano la colossale impresa della costruzione della monumentale Chiesa del Corpus Domini , e riferiamo dall'Aurora del Secolo del Sacramento la seguente lettera del R.mo P. Gerardo Beccaro, Superiore dei Carmelitani Scalzi di Milano, anima e vita della Santa Lega Eucaristica e della suddetta Chiesa Monumentale, al nostro D. G. Oddone.

Rev.mo Signore,

Avendo preso conoscenza dalla relazione data dall'Italia Reale dei bisogni di cotesta chiesa, La prego a riserbarmi l'onore di potervi in parte riparare. Quanto prima quindi le invierò qualche vaso sacro, pregandola di presentarlo ai cari operai italiani, come segno dell'interessamento di tutta l'Italia eucaristica per la conservazione della loro fede e della loro vita fra i pericoli morali e materiali che potrebbe loro serbare il lavoro al Sempione.

Dica loro che chiamati ad una grand'opera di civiltà, chiamati a far scorrere attraverso le viscere dei monti il turbinio della vita moderna, non dimentichino l'esistenza di un'altra vita, più grande, più sublime ancora nelle sue manifestazioni, la vita dell'anima, soffio della quale è appunto il pane eucaristico, mistico viatico che custodirà la vita anche fra il crollo delle mine e ne custodirà la fede anche fra le declamazioni dì gaudenti tribuni. Dica pure loro, Rev.mo Signore, che questi vasi sacri souo fritti con oggetti preziosi già appartenuti ai defunti, donati con lagrime pietose a Gesù da ogni parte d'Italia, e in nome di Gesù donati a questa chiesa di operai.

Io non dubito che la fede di questi figli d'Italia si manterrà forte e costante fra le prove, non dubito che infine essi saranno ritornati alle famiglie con in petto ancora quel patrimonio che è l'orgoglio secolare d'Italia, il culto tenero e forte per Gesù in Sacramento.

Accetti, R.mo Signore, la mia ammirazione per il suo lavoro di apostolato e mi creda nei sensi più profondi di stinga

Dev.mo

P. GERARDO BECCARO, C. S.

Riferita questa nobilissima lettera, l'Aurora del Secolo del Sacramento aggiunge a titolo di giustificazione presso quanti fecero dono di oggetti preziosi per la Chiesa del Corpus Domini queste linee

« Tale volontà era per noi un dovere e un obbligo sacro ; e non mai fino ad ora alienammo per altri usi le generose offerte. Ma, conosciuta la condizione della chiesa di Briga, là, dove ai piedi di una enorme montagna lavorano migliaia di operai italiani esposti a tanti pericoli per la fede e per la vita, abbiamo creduto in questo caso di interpretare anzi il desiderio di tanti buoni oblatori, ponendo ai servizi di Gesù in pro dei nostri operai qualche vaso sacro fatto col loro argento. Una speciale ragione ci consigliò poi a tale derogazione.

» Ci pare troppo bello o troppo consolante che un'offerta pel Tempio Monumentale che erige l'Italia al Sempione di Milano passasse al Sempione di Briga ultimo sbocco della linea grandiosa. Così i treni che tra pochi anni passeranno ai piedi del nostro tempio, allora compiuto, percorreranno una linea le cui due estremità furono benedette da Gesù, santificate dall'offerta di anime generose. Questo ci pare quasi una benedizione di Gesù agli ardimenti della nuova civiltà, l'innesto anzi della fede su tutti gli sforzi del lavoro umano. »

Mentre noi additiamo all'imitazione di tutti i nostri buoni Cooperatori l'entusiasmo e la generosità del R.m° P. G. Beccaro a favore degli italiani emigranti in Isvizzera, supplichiamo ardentemente Gesù benedetto a voler ricambiare con l'abbondanza delle sue divine grazie le imprese ed i voti magnanimi di questo illustre apostolo del culto eucaristico in mezzo al mondo.

(*) Quest'articolo doveva già esser pubblicato nei mesi scorsi, ma subì la sorto di tanti ,altri che rimandiamo continuamente per abbondanza di notizie più importanti.

NECROLOGIA

Il Teol. Leonardo Murìaldo

Rettore del Collegio deglì Artigianellì e fondatore della Pia Società dì S. Giuseppe.

Affetto e gratitudine somma ci spingono a parlare di quest'insigne ecclesiastico. Il suo nome si congiunge nella gloria di Fondatore a quello del Padre nostro D. Bosco di cui godette la dimestichezza e la stima e che lo volle dapprima associato alle sue opere sicchè ben possiamo dire che la sua perdita è un lutto dolorosissimo anche per la nostra Pia Società.

Nato a Torino nel 1828 da nobile famiglia, si sentì fin dalla fanciullezza chiamato allo stato ecclesiastico. Entrato perciò nel Seminario Arcivescovile non tardò a distinguersi per la sua pietà e pel suo ingegno. Celebrò la 1a Messa il 21 dicembre del 1831. Poscia recossi al celebre Istituto di S. Sulpizio a Parigi per perfezionarsi negli studi. Ritornato in patria la Provvidenza dispose che un dì s'imabbattesse in D. Bosco - il quale allora da circa un decennio aveva dato principio all'opera sua - quando questi aveva appunto bisogno di un sacerdote che lo coadiuvasse nella direzione dell'Oratorio di S. Luigi Gonzaga, direzione che il Teol. Murialdo sostenne per più anni con mirabile zelo e sollecitudine. Fu perciò uno dei più validi Cooperatori di D. Bosco nel periodo più laborioso e critico della sua vita.

Nominato Rettore del Collegio degli Artigianelli l'8 dicembre del 1836, iniziò il 19 marzo 1873 la Pia Società di S. Giuseppe alla quale è affidata l'educazione e l'istruzione di 400 giovanetti delle varie Case dell'Associazione di Carità, detta degli Artigianelli che attualmente è diffusa nel Piemonte, nella Lombardia, nel Veneto ed in Austria. In questa difficile carica le difficoltà, le amarezze e le dure prove non gli mancarono mai. Bisognò lottasse colle difficoltà finanziarie, e quelle difficoltà durarono per oltre trent'anni, e solo da poco tempo egli era riuscito a trionfare. Eppure questa vera lotta per l'esistenza non lo distolse dall'opera più importante ancora della morale rigenerazione de' suoi Artigianelli. Quanti passarono per le sue mani benefiche ! Quanti provarono la bontà del suo cuore e dovettero alla sua prudenza ed alla sua carità quell'educazione cristiana, che li mise sulla via della virtù e dell'onore! Il Teol. Murialdo fu esemplare ammirabile di quei pochissimi fra gli uomini che operano molto e tacciono molto, in mezzo alla gran moltitudine degli altri che molto parlano e nulla fanno. Nonchè cercare il proprio vantaggio materiale, diè fondo del tutto al suo non spregevole patrimonio per venire in soccorso ai poverelli, e morì lasciando un immenso tesoro di bene operato ed un pingue retaggio di esempi meravigliosi pei suoi successori, e di vivo affetto e di inestinguibile riconoscienza ne' suoi numerosissimi alunni.

Mite, tranquillo, di una indulgenza e bontà angelica per gli altri, verso se stesso fu severo. E fra le virtù che in lui rifulsero, vanno ricordate in prima linea la umiltà, la pietà, la prudenza.

Sebbene di età non troppo avanzata, da parecchio tempo la sua salute andava deperendo. Quasi ogni anno ormai subiva gli attacchi della polmonite e più d'una volta il morbo aveva fatto temere una catastrofe. I suoi Confratelli e allievi ascrivevano le superate crisi all'intercessione di D. Bosco, pel quale il Teol. Murialdo aveva nutrito in vita un santo ed inesprimibile affetto. mutatosi, dopo la morte del Padre e Fondatore nostro in una divozione fervente. Questa volta però la consueta malattia prevalse sulla stanca fibra dell'infermo e. malgrado le cure sapienti ed affettuose dei medici, cessava di vivere il 30 scorso marzo, circondato dai suoi. figliuoli, nel Collegio di S. Giuseppe. Morì santamente come santamente era vissuto dando fino all'estremo esempio nobilissimo di fede, di soavità, di rassegnazione perfetta ai divini voleri. Morì sereno e calmo col sorriso sulle labbra poco dopo che l'Ecc.mo Card. Richelmy Arcivescovo di Torino avealo confortato di una sua visita e della sua benedizione. Egli era maturo pel cielo, dove l'anima sorella di D. Bosco da undici anni lo attendeva! I suoi funerali furono la più bella prova della grandissima eredità di affetti lasciati dal desideratissimo estinto.

A suoi benemeriti Confratelli nella altissima missione, ai suoi Artigianelli, a loro tutti che piangono una sì grande e irreparabile perdita. noi mandiamo col cuore straziato l'espressione più viva e sentita delle condoglianze nostre. E se un pensiero può lenire tanto dolore, esso è quello che ornai - come ne abbiamo fermissima speranza - il Padre perduto da essi in terra è già il loro Protettore nel gaudio di quel Dio che solo sa ed apprezza quali e quanti furono i meriti del Teologo Murialdo.

Mons. Pierpaolo Barresì

Vicario Generale e Direttore deì nostri Cooperatori dì Noto.

Il 19 dello scorso marzo i mesti rintocchi delle campane di tutte le chiese della città di Noto annúnziavano la morte di quest'esimio nostro Cooperatore colpito da nefrite refrattaria a tutti i rimedi dell'arte.

Egli per le sue belle qualità di mente e di cuore e per l'immensa carità che in segreto esercitava era amato e rispettato da tutti, quindi la sua dipartita costituì un lutto generale. Vicario Generale, Canonico Teologo alla Cattedrale, Rettore e Professore nel Seminario Vescovile, Direttore dei nostri Cooperatori, sostenne con dignità, unita a modi cortesi, tutte questo cariche. Ai funerali presero parte tutti gli ordini civili ed ecclesiastici con una folla immensa di popolo d'ogni età e condizione.

Noi partecipando alla grave ed immatura perdita fatta dalla Diocesi di Noto nella persona di Mors. Garresi, ne raccomandiamo l'anima ai suffragi dei Cooperatori e delle Cooperatrici.

Mons. Carlo Gallìni.

Lo scorso mese morì pure a Bologna poco meno che improvvisamente per congestione cerebrale, nel fiore della virilità, contando appena 45 anni, nel rigoglio pieno delle sue forze di mente, di cuore e di azione questo nostro insigne cooperatore che ebbe capitalissima parte nell' organizzazione e nella splendida riuscita del primo Congresso Salesiano Internazionale. Nipote del Card. Francesco Battaglini, arcivescovo di Bologna, fu da questi prediletto con particolarissimo affetto che lo volle suo segretario e segretario della Congregazione consultiva dell'Archidiocesi Bolognese, giovandosi di lui nelle più delicate circostanze. E carissimo ne l'ebbe poscia e l'aveva tuttavia l'attuale Arcivescovo di Bologna l'Em,m° Cardinal Svampa, donandogli piena la stima e la confidenza sua. Spese la sua breve vita, ma piena di buone opere, in benefizio dell'Archidiocesi cui apparteneva, in ogni maniera, per ogni via di attività dalla scuola alla curia, dalla pietosa assistenza alle ancelle sacre dei poveri, ai mille pensieri, alle mille attenzioni, alle mille cure nel prestarsi per ogni più delicato bisogno per cui fosse richiesta l'opera sua.

Questa perdita è gravissima per la famiglia salesiana specie per quella porzione che insediatasi nella dotta felsinea città, aveva in lui un amico, un consigliere sincero e efficace in qualsiasi critica circostanza. Salga la prece del cristiano suffragio dal cuore di tutti i nostri lettori ed impetri da Dio misericordioso copiosissima redenzione anche per lo spirito eletto del defunto prelato, se ancor ne abbisognasse.

D. Gìov. Lorenzo Bonavia

Priore dì S. Vittore presso Fossano.

Questa vera immagine di sacerdote semplice e buono, questo parroco affabile, zelante e benefico, questo nostro ottimo cooperatore, passò di questa all'altra vita il 19 marzo in età di 68 anni, fra l'universale compianto della buona popolazione di S. Vittore.

Nato in Genola da agiati parenti, si valse dei mezzi che aveva per fare molte opere buone ora tra la sua popolazione, ora nella chiesa parrocchiale che ristorò ampiamente, ora nel soccorrere chierici poveri, ora nel favorire la buona stampa e nel cooperare efficacemente alle istituzioni Salesiane di D. Bosco, specialmente il Collegio esistente in Fossano. Fu nostro generoso benefattore ma nascosto mettendo egli scrupolosamente in pratica il precetto evangelico che regola il modo di fare le buone opere. Andò soggetto a vari colpi apopletici, dai quali però si era sempre più o, meno rimesso. Il 19 marzo ne ricevette uno più forte, che gli cagionò la morte pressochè improvvisa.

Fu però, grazie a Dio, in tempo di ricevere i Sacramenti e ogni religioso conforto, di cui munito spirava santamente verso le ore ventuna. Divoto di S. Giuseppe, ebbe la sorte di spirare nel giorno solenne della sua festa. Ai suoi desolati parenti. e parrocchiani presentiamo sincere condoglianze, invitando i nostri buoni lettori a suffragarne L'anima con pii suffragi.

L'Ing. Giantommaso Lìverani

Cav. dell' Ordine dì S. Gregorio Magno.

Colpito da fiero inesorabile morbo il 3 aprile rendeva la sua bell'anima a Dio questo perfetto modello di cattolico e nostro zelantissimo Cooperatore faentino in età di appena 43 anni. Dotato di eletto ingegno, nutrito di profondi studi, congiunse in mirabile accordo le elevazioni del dotto alla perizia dell'amministratore, e per virtù dello zelo che lo accendeva pel bene di tutti, dimenticando l'agiatezza in cui poteva vivere, moltiplicò se stesso nelle numerosissime cariche che occupava delle quali 14 erano officiali. A tutto egli attendeva colla maggior diligenza, esempio ammirabile di operosità bastante ad assorbire l'energia di più persone. Di lui e delle opere sue è senza dubbio maggiore quello che s'ignora di quello che si conosce; avendo egli serbato per regola inviolabile del vivere, l' operare senza mettersi in mostra, anzi nascondersi il più che gli fosse possibile. Per cìò che riguarda la sua carità e pietà, facciamo nostre le belle parole pronunziate nei suoi funerali dal Can. Lanzoni, il quale così si esprimo:

« Col suo testamento la maggior parte del suo modesto patrimonio erogò in opere di beneficenza, monumento non perituro di una carità tenera che accorre a lenire le miserie più gravi dell'umana famiglia, di una carità sana che sente i bisogni più urgenti della società presente, di una carità veramente evangelica, che si sposa con istretto vincolo alla religione del Cristo, perche sa che da Lei soltanto deriva il vero amore degli uomini.

« Educato fin da giovinetto nel patrio Seminario ai sentimenti più squisiti della religione cristiana, la sentì fortemente, la praticò con franchezza, senza ostentazione, con semplicità, con coraggio e senza sottintesi, senza sotterfugi, senza tergiversazioni. La sua maschia pietà, il suo cristiano sentire risplendono in tutte le pagine dell'atto di sua ultima volontà; ove mostrò quanto più delle pompe funebri, che sembrano ricondurci al gentilesimo, apprezzava i sacrifizii di espiazione e gli altri pii suffragi per le anime dei trapassati. »

Verace ed intrepido campione dell'azione cattolica voluta dal Sommo Pontefice, ebbe sempre le prime parti nei più delicati affari, e colla sua attività trovava modo di intervenire, portando calore e vita, in tutte le ramificazioni del movimento cattolico. Nè ciò lo distolse dalle altre non indifferenti occupazioni, tra cui principale era quella di insegnante in vari Istituti, specie nel nostro Collegio dove da circa dieci anni rappresentava le scienze. Dell'Opera di D. Bosco in Faenza fu sempre sostenitore ed amicissimo: ne è splendida prova l'opera sua prestata con tanto disinteresse e per tanti anni a pro dei giovani convittori dell'Istituto Salesiano e la sua disposizione testamentaria con cui legava al nostro Collegio la generosa somma di L. 10,000.

I suoi funerali furono una solenne dimostrazione di gratitudine ed il miglior elogio ai principii schiettamente cattolici di lui, all'amabilità della sua indole, alla sua intelligenza, alla sua operosità instancabile, disinteressata. Come tutti i faentini così anche i membri della famiglia salesiana silenziosi e piangenti adorano gli imperscrutabili giudizi di Dio, e lo pregano conceda, l'eterna pace al suo servo fedele, il quale quasi presago del suo fine immaturo, crudele, con raddoppiato zelo, con moltiplicata attività pareva avvicinarsi con lena maggiore alla requie del regno immortale. Alla desolata famiglia, ai parenti ed amici tutti del defunto le nostre sincere condoglianze. Degnisi il buon Dio suscitare in Faenza numerosi imitatori dell'illustre defunto.

Il Prof. Alessandro Chiappetti. di Jesi.

Merita pure di essere in modo particolare raccomandato ai suffragi dei nostri Cooperatori quest'esimio Professore di Jesi che fu tanto affezionato all'Opera di D. Bosco. Quando anni sono si aperse colà un'Istituto Salesiano egli consacrò tutta la sua vitalità per farlo prosperare. A questo fine diede vita al caro periodichino : L'eco di D. Giovanni Bosco che diresse con amore fino alla sua morte. Appassionato cultore del bello, illustre letterato, scrittore di eccellentissime prose e poesie il Prof. Chiappetti, vivrà nella memoria dei suoi compatrioti e dei figli di D. Bosco soprattutto perche uomo di schiettezza unica, cristiano di fede viva ed integerrimo cittadino. Una prece per l'anima sua !

NOTIZIE VARIE

LA MADONNA DI D. BOSCO A CAGLIARI.

Quantunque il nostro Bollettino abbia, già parlato di questo fausto avvenimento (1), pure, avendoci lo zelante Direttore Diocesano di quei nostri Cooperatori il Teol. D. Mario Piu favorito varie fotografie ed alcuni dati particolari, siamo ben contenti di poter riprodurre ora le dette fotografie aggiungendovi una parola di ringraziamento a quanti cooperarono al felice esito di detta solennità. Presentati i nostri umili ossequii e le più vive grazie a S. Ecc.a Rev.ma Mons. Don Paolo Maria Serci Serra, Primate di Sardegna e Corsica, per gli incoraggia menti dati e per la benedizione solenne del simulacro che degnossi compiere egli stesso, ringraziamo primieramente il Teol. Mario Piu, anima della vita Salesiana in Sardegna, e poscia ci uniamo a lui nel manifestare i sinceri sentimenti di gratitudine a tutti quei buoni nostri Cooperatori e zelanti Cooperatrici. E qui ci piace ricordare l'Ill.mo Prof. Cav. Gaetano Desogus, Chirurgo primario dell'Ospedale Civile di Cagliari, Governatore dell'illustre Arciconfraternita della Vergine d'Itria eretta nella chiesa di S. Antonio, e gli altri benemeriti suoi confratelli per aver offerto, a nome di detta Arciconfraternita, l'elegante nuovo altare in marmo su cui venne esposta la bella statua alla pubblica venerazione. Sebbene ci sentiamo indistintamente obbligati verso tutti i RR. Sacerdoti della Parrocchia di S. Eulalia cui si unirono i RR. Cav. Ignazio Agus, Parroco di S. Anna; D. Francesco Vacca, Parroco di S. Giacomo, ed altri che in questa circostanza prestarono gratuitamente l'opera loro, tributiamo specialmente la nostra riconoscenza ai Rev.mi Canonici : Mons. Efisio Serra, Vicario Generale e Decano del Capitolo ; Mons. Raffaele Secchi, Presidente di S. Eulalia; Mons. Gerolamo Marras; Mons. Giuseppe Durzu; Rev.mo Teol. Coll. Maria Manca, per la sua bellissima conferenza salesiana, e gli altri oratori Rev.mi D. Vittorio Laconi ; il P. Pietro Moro, Priore dei Domenicani, e D. Silvio Canepa, Parroco della SS. Annunziata. Anche ai venerandi Chierici dei due Seminari e a tutti gli Asili, Istituti e Confraternite che intervennero coi loro vessilli alla solenne processione un grazie di cuore. Che dire poi al Comitato delle benemerite e zelanti Cooperatrici cagliaritane che, rispondendo all'appello del Direttore Diocesano, resero possibile questo bel trionfo della Madonna di D. Bosco? Esso certo non si aspettano i nostri meschini ringraziamenti, perchè furono già ricompensate ampiamente dalla Madre Celeste per cui lavorarono, tuttavia noi vogliamo almeno registrarne qui sotto i nomi a perenne monumento del loro zelo (2).

Iddio rimeriti tutti e l'Ausiliatrice di D. Bosco diffonda sui buoni Cagliaritani copiose le sue grazie !

(1) Ved. Boll. Sal. di Marzo.

(2) Questo benemerito Comitato, sotto la Presidenza delle Signore Donna Maria Rita Lostia di S. Sofia e della Contessa Donna Peppina Demagistris, era formato dalle Signore: Elisabetta Mansoni, Segretaria; Rosina Mameli ved. Dottori, Tesoriera; Bianchi Angelina; Bonfant D. Angelica; Piroddi D. Annetta ; Cau Contessa Battistina ; Cilocco Carmelina; Coiana D. Carlotta ved. Sartorio ; Granata Efesina; Loy Isola D. Annetta; Marini D. Annetta; Mossa D. Peppina; Nurchis D. Peppina; Poren Battistina; Salaris D. Vittoria; Sanjust di Teulada D. Maria; Sanna D. Antonietta; Serra Serafina; Thorel D. Elisabetta; Thorel D. Collettina.

PER S. FRANCESCO DI SALES E D. BOSCO.

Ci scrivono da Lisbona del Portogallo : La festa di S. Francesco di Sales si celebrò il 29 gennaio con grande solennità. La musica eseguita da' nostri allievi fu ottima. Alla sera predicò e diede la Benedizione col Santissimo l'Ecc.mo Mons. Arcivescovo di Mytilene, Vicario Generale di questo Patriarcato. È un prelato giovane assai, dotto e piissimo. Egli trova, come più volte mi disse, le sue delizie nello stare in mezzo a' giovanetti. A' 31 si ebbe la funzione da Requiem per l'anima del nostro D. Bosco. Ai 12 febbraio dovea aver luogo la conferenza a' Cooperatori, ma il tempo pessimo impedì che accorressero numerosi i buoni amici dell'Opera nostra. Quindi dette due parole, e raccolta una buona elemosina, per le Missioni della Patagonia, si rimise ad altra occasione la Conferenza. La nostra Schola cantorum, da oltre un anno, per speciale invito di S. M. la Regina Maria Amelia, ha preso le funzioni della Cappella Reale, ove, oltre alle feste straordinarie, disimpegna la parte sua tutte le domeniche durante la Benedizione, seguita dalla S. Messa, cui assistono le Loro Maestà e tutta la Corte. »

- A Catania, come abbiamo rilevato dalla Luce, la festa del nostro Patrono celebrossi il 19 febbraio nella chiesa di sant'Agostino. La solennità riuscì simpatica davvero tanto più in quanto vi prese parte l'Em.mo Cardinale Francica Nava, Arcivescovo di Catania. Durante il triduo di preparazione predicarono al mattino il Prof. D. Salvatore Nicolosi ed alla sera il Rev. P. Gangarelli. L'Em.m° Cardinale celebrò la Messa della Comunione Generale che fu numerosissima e nella Messa solenne recitò uno stupendo panegirico il Rev. Prof. Can. Caff. Il dì seguente Messa solenne da Requiem in suffragio delle anime dei Cooperatori Salesiani e del nostro fondatore D. Giovanni Bosco.

A Malta nella chiesa del Pilar il 14 marzo ebbe luogo l'annuale conferenza salesiana presieduta da S. E. Rev.ma l'Arcivescovo, e, scrive la Gazzetta di Malta, siamo lieti di poter constatare che l'uditorio era anche più numeroso ed eletto di quello degli anni scorsi. Questo fatto dimostra il crescente interessamento delle classi colte per la benefica istituzione dei Salesiani. L'Ill.mo e Rev.m° Mons. Can. Dr. Don Luigi Farrugia aprì, come Direttore dei Cooperatori Salesiani Maltesi, la conferenza. Prima d'invitare l'esimio signor Alfonso Maria Galea ed ascendere la cattedra, disse che egli sperava quest'anno di vedere l'adunanza onorata della presenza del Rev.m° Don Rua, immediato Successore di D. Bosco nel Superiorato Generale dei Salesiani; ma che, sul più bello, altissimi doveri del suo ministero avevano chiamato altrove l'indefesso uomo di Dio. Che, nullameno, la speranza di averlo fra noi non è perduta ; e che intanto una benedizione apostolica è a suo mezzo concessa a tutti i Cooperatori Salesiani di Malta.

Quindi il signor Galea - il munifico e pio zelatore che ideò e propugna la fondazione della Casa Salesiana a Malta -- diè lettura del suo lavoro, dove trattando della libertà umana e dell'abuso che se ne fa, dimostrò con maschie argomentazioni, la necessità di un freno : e, poi, stabiliti i principii di sana morale e di buona educazione che devono inspirarsi alle turbe, indicò le Istituzioni Salesiane come le più omogenee per noi, augurandosi di vederle tra non molto definitivamente esercitate nella Casa di Correzione che si va costruendo nella Sliema.

Un applauso fragoroso salutò la fine del discorso, che speriamo di vedere presto dato alle stampe, mentre tutti si fecero premura di avvicinare l'egregio oratore e stringerli cordialmente la mano.

Intanto, Mons. Farrugia, ringraziata S. E. R.ma, che, fra le sue gravi cure pastorali, trova sempre tempo per presiedere le conferenze salesiane, salutò gli astanti e pregò Mons. Arcivescovo di benedirli. Colla benedizione dell'amato Pastore, ebbe fine la conferenza, che quest'anno, tenuta dal più benemerito dei Salesiani Maltesi, quale è senza dubbio il signor Galea, riuscì più cordiale delle precedenti.

UN'ESIMIA COOPERATRICE SALESIANA DECORATA.

L'anno scorso la nob. Donna Amalia Capello, benemerita nostra Cooperatrice e zelante segretaria del Comitato delle Dame Patronesse dell'Omaggio internazionale all'Opera di D. Bosco veniva creata matrona dell'Ordine equestre del SS. Sepolcro di N. S. per la splendida opera La custodia di Terra Santa e le altre missioni francescane all'Esposizione di Torino. Noi finora per la moltiplicità di notizie che assediano il Bollettino, non abbiamo potuto accennare a questa ben meritata onorificenza. L'esimia decorata, nella bontà del suo cuore, farà tuttavia, lo speriamo, buon viso a queste nostre tardive congratulazioni tanto più che noi siamo in obbligo di ringraziarla per il molto che fa a favore delle Opere e Missioni Salesiane delle quali ha trovato modo di accennare bellamente e con assai lusinghiere parole nella sua Custodia di Terra Santa. La dolce nostra Ausiliatrice benedica con l'abbondanza delle sue grazie, quest'ottima nostra Cooperatrice.

EFFETTI DI UNA BUONA LETTURA.

Le nostre Letture Cattoliche pubblicarono nel marzo ed aprile scorso le Memorie biografiche dell'apostolo dei lebbrosi D. Michele Unia raccolte dal Sac. G. B. Francesia e noi siamo lieti di poter riferire, quanto scrisse al Sig. D. Rua il Sac. Martinetti Pietro prof. nel Seminario vescovile di Vigevano, intorno agli effetti prodotti colà dalla lettura di questo libro. Ecco le sue parole:

« Siamo piccoli, ma abbiamo un cuore, ed oggi arde di vivo entusiasmo per il martire della carità, per l'eroe invitto dell'ubbidienza, per il fortissimo D. Michele Unia, così mirabilmente rivelato nei ricordi del Ch.mo D. Francesia.

Non sapendo in qual altro modo manifestare l'animo nostro da questi elettrizzato, Le inviamo questa tenue offerta per i poveri figli del dolore della lontana Colombia, certi di compiere l'azione più accetta alla gloriosa anima del loro indimenticabile Padre amantissimo. Il sottoscritto già alunno dei cari Salesiani di Sampierdarena gode nel significarle l'animo dei 46 grammatici di questo Vescovile Seminario, mentre con sommo piacere ricorda la dolce fisionomia dell'amato D. Unia con cui ebbe la bella sorte di parlare a quattr'occhi nel Novembre del 1895. Domanda per i suoi ragazzi ed i tre Colleghi Superiori e per sè la sua benedizione. »

L'esempio è degno di imitazione e noi auguriamo che diffondendosi fra il popolo e negli istituti ecclesiastici soprattutto la mirabile vita del nostro D. Unia possa suscitare in tutti un desiderio efficace di cooperare con offerte all'immensa opera che i nostri Confratelli di Colombia hanno tra le mani della cura dei lebbrosi. Il seme gettato non cada invano perchè non v'ha opera più meritoria di questa.

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

R. P. LEONARDI LEssii, S. I. - Horologium Passionis Domini Nostri Jesu Christi in forma brevis officii. - E' un opuscolo utilissimo a tutte le anime divote della Passione di Gesù Cristo, capace di commovere molti cuori e di arricchirle di preziosi tesori - Rivolgersi alle Librerie Salesiane - Prezzo Cent. 5 (E) copie 100: L. 4,00 (D).

A tutti i nostri Cooperatori di Sicilia raccomandiamo caldamente l'operetta intitolata « Il Protestantesimo smascherato » (1) conversazioni del Sac. Dott. SIMONE SULTANO piene di attualità e destinate a mettere tante anime in salvo dai lacci del protestantesimo. Di questo aureo libretto così ragionava, non è molto, il Verona Fedele, la cui autorità, ne siamo sicuri, darà maggior valore alla nostra raccomandazione.

« In questi giorni, in cui il Protestantesimo ha nuovamente alzato la testa, e ministri e pastori così detti evangelici percorrono l'Italia, ed infiltrandosi anche nei più remoti villaggi della nostra bella Sicilia spargono ovunque il veleno delle loro dottrine e lo spirito di ribellione all'unica e vera Chiesa fondata da G. C. stesso, l'autore siciliano, con questo suo scritto, ha ben meritato della nostra Religione, e la Libreria Salesiana di Torino, memore di quanto fece e scrisse ai suoi tempi contro i protestanti il suo fondatore D. Bosco, ha fatto ottima cosa col darcene una edizione popolare sì, ma nella sua semplicità elegante ed a mitissimo prezzo.

» Sono quattro conversazioni, nelle quali gli interlocutori, rispecchiano fedelmente il dire ed il fare dei sedicenti missionari evangelici. Ernesto simboleggia il cattolico traviato, che al pio ricordo del padre ritorna alla fede avita. Maso, che parla in dialetto siciliano, certe animucce basse che per amore della pagnotta e della bottiglia sono pronte a mutar cento volte di religione. I due ministri della seconda e terza conversazione rappresentano coloro che, nati nell'errore, vi rimangono cocciuti nonostante lo splendore della verità.

» Il ministro dell'ultima conversazione rappresenta quei pochissimi infelici spretati , che miseramente disertano dalla loro gloriosa bandiera per ciò solo che ormai è notissimo a tutti, e che di leggieri si convertirebbero, se il carro non fosse troppo affondato nel fango, come di sè confessava tristamente lo stesso Lutero.

» II buon curato rappresenta il vigile e vero Pastore della Chiesa, che combatte tutti gli errori colla forza della logica e della verità.

» Raccomandiamo vivamente ai Rev.mi Parrochi e Sacerdoti, non che a tutti coloro, principalmente della Sicilia, che sono zelanti di mantenere integro il patrimonio della fede, di diffondere largamente fra i fedeli questo volumetto scritto appositamente per il popolo siciliano. »

Sia dunque impegno di tutti i nostri Cooperatori, specie di Sicilia, il diffondere questo popolare libretto ed in poco tempo ne vedranno i mirabili effetti. E' questa una santa crociata che non ammette indugio : leggere ed operare dev'essere una stessa cosa.

(1) Il Protestantesimo smascherato per un curato di villaggio. Quattro conversazioni. - Torino, Libreria Salesiana Edit. in 32, pag 126, L. 0,20.

L. MATTEUCCI. - In famiglia. - Narrazioni storiche e morali. Torino, Libreria Salesiana San Giov. Evangelista 1899, p. 274, L. 1. - Del Matteucci abbiamo elogiato altri libri; e ci è pur grato di annunciare anche questo, ove si raccolgono ventitrè narrazioni tratte dalla storia antica e recente, piene tutte di squisito sentimento e convergenti insieme ad un unico scopo, la moralità. Si procuri la diffusione di questo volumetto, specialmente fra chi non ha tempo di leggere cose lunghe e produrrà un gran bene. (Dal Verona Fedele).

Fede e civiltà. - E' il titolo di un bellissimo numero unico illustrato uscito dalla nostra Tipografia di Parma a favore della nobile istituzione di Mons. Conforti per le Missioni cattoliche all'estero. Il pio e zelante Vicario Generale della Diocesi Parmense già da parecchi anni aperse un Istituto perla formazione del Missionario Cattolico, ed ora, visto i primi ubertosi frutti dell'opera sua, con generoso ardimento, si accinge ad erigere in Parma un apposito edificio per questo scopo. Questo numero unico - nobile appello alla carità di tutti per l'erezione di detto edifizio - è ricco per illustrazioni, ed attraente per bellissime e svariate pagine di eroismo cristiano. Tra queste abbiamo notato con piacere quella che parla dell'Apostolo dei lebbrosi, il nostro D. Michele Unia.

Le nostre più vive grazie ed i nostri migliori auguri al benemerito e carissimo Mons. Conforti.

L'Apostolo D. Michele Unia da Roccaforte (Mondovì). - Memorie biografiche raccolte dal Sac. Dott. G. B. Francesia. In 24, pag. 224 L. 0,40. Vendibile presso le Librerie Salesiane.

I lettori ed i Cooperatori Salesiani specialmente saranno grati alla penna gentile del solerte nostro D. Francesia, il quale ci ha ritratto, come in una bella fotografia, un'amabile figura: D. Unia, l'apostolo dei lebbrosi di Agua de Dios. Non appena questo novello P. Damiano passava, martire della carità, a cogliere in cielo le palme de' suoi meriti eroici, si accese in tutti la brama di avere notizie di questo campione, al quale la storia delle Missioni Cattoliche consacra una pagina eletta. Ed ecco opportuno, a secondare le comuni aspettazioni, il presente volume pubblicato dalle Letture Cattoliche.

Lo spirito di quel santo sacerdote d'una semplicità infantile e temprato insieme ad una vigoria ed attività tutta pratica e salesiana, è riprodotto in un ordito di vicende e di episodi ameni che provocano all'ammirazione, talvolta anche all'ilarità, e sempre all'edificazione. Ma lo zelo da una parte, che come una calamita prepotente lo attraeva tra i suoi cari lebbrosi, fino ad imporsi alla natura riluttante che lo faceva cadere in deliquio :all'orrido aspetto di quelle miserie; e dall'altra, l'amore onde quegli infelici ricambiarono sempre il loro buon Padre, mentre riescono il capolavoro e l'aureola di D. Unia, danno campo a scene commoventi ed entusiastiche.

Tutto, i contrasti ed i successi, le lotte ed i trionfi, che sono l'impronta d'ogni impresa generosa, si alternano in questa del grande Missionario che fu sovranamente nobile; cosicche la biografia, mentre somministrerà una graditissima lettura a tutti, rimarrà come l'epopea di un eroe cristiano, cui si compose da sé, coll'apostolica sna vita, ed inoltre conte uno dei monumenti che già si andarono e si vanno erigendo al generoso Missionario Salesiano.

R. ANTOLisEI. - Sulla laguna - Barcarola, a quattro voci - L. 1,60 (E); parti del canto L. 1,00 (E) - Libreria Salesiana, Torino.

Segnaliamo ai nostri lettori questo nuovo pezzo di musica edito dalla nostra Libreria e composto dal Sacerdote Raffaele Antolisei, Organista e Maestro di Cappella al Sacro Cuor di Gesù in Roma. Questa Barcarola è di fattura veramente classica per la spontaneità della melodia, per lo stile moderno, per l'eleganza delle frasi e l'insieme è di molto effetto. Noi ci congratuliamo col giovine autore, perché siamo sicuri che la sua Barcarola otterrà un vero successo presso tutti gli istituti d'educazione.

ACTIS CAPORALE PIETRO. - I Tre Martiri di Lentini. Dramma in quattro atti con la farsa « I Maffiosi ». Prezzo L. 0,50 - Tipografia Artigianelli, Torino - Rivolgersi però all'autore - Scuole Apostoliche, Martinetto, Torino.

BARBIER. I Tesori di Cornelio Alapide. - È uscito il V° volume di quest' importantissima pubblicazione. Prezzo d'abbonamento L. 14 (C) franco di porto e terminata la pubblicazione, cioè nel prossimo agosto, sarà posta in vendita a L. 18.

ANTONIO LAGO. La 1.a Crociata. - Vol. 2. Libreria Salesiana S. Giovanni Evangelista. Torino. Prezzo dei due volumi L. 1. 60.

Questi due volumi che formano il. N. 25 e 26 delle Letture amene ed educative, sono un vero gioiello di quest'importante collezione. La narrazione storica è attraente e piena di diletto. Ambo i volumi poi sono riccamente illustrati con ben riuscite vignette (di cui parecchie a multiformi colori) e con opportune carte geografiche. L'opera può servire di premio splendido agli scolari ed ai figli da parte dei rispettivi maestri e genitori.

Pro Charitate. Strenna agli orfanelli di Betlemme. - Zagabria, 1899. Cent. 0,50.

Raccomandiamo questa bella strenna dell'ottimo D. Luigi Manzoni, ricca di belli e commoventi articoli. Il titolo basta per indicare il nobilissimo fine del compilatore e per eccitare tutti a coadiuvarlo nel raccogliere offerte a favore degli orfanelli di Betlemme. - Rivolgersi a D. Luigi Manzoni. Zagabria.

Atti e Documenti del XVI Congresso Cattolico Italiano tenutosi a Ferrara nel 1899. - Vol. 2. Venezia. S. Maria Formosa, n. 52-54. Prezzo dei due volumi, L. 5,00.

Il Monitore Liturgico riprese le sue pubblicazioni fin dall'aprile scorso sotto la nuova direzione di D. Nivardo Bossi Miss. Ap. Pievano di Palazzo d'Arcevia (Prov. di Ancona).

Esce una volta al mese in fascicoli di pagine 48 con copertina. Contiene trattati di S. Liturgia, di Archeologia Sacra, di Diritto Canonico per quanto concerne la detta materia. Valenti e dotti Liturgisti hanno dato promessa di cooperare alla sua compilazione. In un fascicolo a parte si pubblicheranno discorsi d'occasione, Decisioni dei tribunali ecclesiastici e civili, e quanto altro possa essere di utile al Clero in generale. Il prezzo dell'annua associazione è di sole L. 4 e di L. 5 per l'Estero.

Chi desidera associarsi si rivolga al M. R. D. Nivardo Bossi.

TEOL. COLL. DANTE MUNERATI - Appunti di Diritto Canonico - Tip. Salesiana 1900 TorinoPrezzo L. 1,00 (E).

Questo volumetto dell'egregio nostro Confratello è stato scritto specialmente per i chierici salesiani, ma per le molte bello doti di cui va adorno, come la brevità e la chiarezza delle varie parti, può tornare utilissimo a quanti si dedicano agli studi delle Scienze Sacre. Noi lo raccomandiamo specialmente a quei Seminaristi che desiderassero avere in succinto quanto nelle opere di Diritto Canonico trovasi di più importante ed opportuno per la loro condizione e così formarsi una giusta idea e, per quanto è possibile, completa della perfezione e santità dell'ecclesiastica legislazione.

In quanto alla bontà di questi Appunti non aggiungiamo altro ; diciamo solo che quanti se li procureranno e leggeranno con amore se ne diranno altamente soddisfatti, come capitò a chi scrive. Vediamo poi con piacere annunziate in corso di stampa due altri lavori dell'autore di questi Appunti e cioè Theologiae Sacramentariae elementa e la Teologia morale del Card. T. GOUSSET ad uso dei confessori riccamente annotata. Quest'ultimo lavoro, che desideriamo abbia presto a veder la luce, anche per via di associazione, se occorre, sarà un completo repertorio della materia morale di cui i sacerdoti tanto abbisognano. Riserbandoci a parlarne in altra circostanza, preghiamo l'autore a volerne affrettare la pubblicazione.

GIOVANNI SCOTTI. Elementi di Geometria ad uso dei corsi complementari secondo gli ultimi programmi governativi con 172 figure e 350 esercizi - Tip. Salesiana 1900 Torino - Prezzo L. 1,00 (E).

La bella fama che già si acquistò l'autore coi suoi Elementi di Aritmetica pratica premiati all'Esposizione Generale di Torino del 1898 colla Massima Onorificenza assegnata alle pubblicazioni di Matematica, sarà confermata ed accresciuta da questi Elementi di Geometria ai quali noi auguriamo semplicemente la fortuna e la diffusione dei primi, essendo inutile, ogni altra raccomandazione. Il Verona Fedele annunziando questo testo dice: « la copia delle figure e degli esercizi insieme con la chiarezza e con l'ordine fanno ascrivere questo volumetto tra i migliori manuali di geometria per le scuole. »

Cooperatori defunti in Febbraio, Marzo ed Aprile 1900.

1. Abriani D. Gio. Batta. - Peschiera (Verona).

2. Adorni Maria-Cusignano (Parma). 3. Asperti D. Matteo - Martinengo (Bergamo).

4. Badino Luigia Ved. Faggiolo -Pinerolo (Torino).

5. Bagalini Giovanni - Monfiore dell'Aso (Ascoli Piceno).

6. Baldi Luigi - Ferrara.

7. Balzani Don Antonio, Arciprete - Bovolone (Verona).

8. Bertoletti Regina - Fonteno (Bergamo).

9. Boaro Gio. Batta. - Venezia.

10. Boggio Maria - Goloso (Torino). 11. Borselli Trombetta Adele - Torino. 12. Bugna Prof. D. Gio. Batta - Martiniana (Cuneo).

13. Bosio Luigi - Mantova.

14. Botto D. Giovanni - Scicli (Siracusa).

15. Bovio Giovannina - Bitonto (Bari). 16. Campagna Damigella Petronilla - Torino.

17. Campana Lorenzo - Lodetto (Brescia).

18. Capone Comm. Cristoforo-Napoli. 19. Caretto Cattorina - Mombarcaro (Cuneo).

20. Casarotto Antonio - Vicenza.

21. Casini Orlando - Roma.

22. Cerotti Don Ambrogio - Tortona (Alessandria).

23. Cesarini-Sforza Contessa CarolinaParma.

24. Chionio Baronessa Ernestina-Torino.

25. Ciansanelli Ved. Carlotta n. Fineschi - Scarperia del Mugello (Firenze). 26. Claretta Barone Gaudenzio - Torino.

27. Comi Vittoria - Corigliano d'Otranto (Lecce).

28. Comi Barone Nicola - Corigliano d'Otranto (Lecce).

29. Compatte di Brichanteau Contessa Gabriella - Torino.

30. Consani Agata-S. Angelo (Lucca). 31. Conzati Vincenzo - Rovereto (Tirólo).

32. Coppelli Assunta, Maestra - Vecchietto (Massa Carrara).

33. De Col Antonietta - Milano.

34. Delprimo Luigia Ved. Decaroli - Torino.

35. Demartini Can. D. Pietro, Arciprete - Lu (Alessandria).

36. Di Jorio D. Domenicangelo - Frosolone (Campobasso).

37. Fagiollo Luigia- Pinerolo (Torino). 38. Falzacappa Benci Can. D. Giacomo - Acquapendento (Roma).

39. Freddi Clotilde - Mantova.

40. Gavatti Margherita - Pian Camuno (Brescia).

41. Gíampieri D. Paolo, Priore - Brusciana (Firenze).

43. Giraudo Maddalena - Torino. 43. Giubelli Giuseppe - Cuneo.

44. Giulini Conte Benigno - Milano. 45. Laghetto Mons. Pietro, Arcip. Vic. Foraneo - Lonigo (Vicenza).

46. Lalatta Marchese Alberto -Parma. 47. Lella Siffredi Francesco-Messina.

48. Leonardi Francesco fu Giuseppe - Mezzomerico (Novara).

49. Lunati D. Andrea, Parroco - Carpignano Sosia (Novara).

50. Lupi Carlo - Bobbio (Pavia).

51. Lusetti Palma - Magreta (Modena). 52. Magnani Angela - Milano. 53. Malinverni Filomena - Torino. 54. Marimouti Giuseppina - Milano. 55. Meneguzzo Ottavio - S. Stefano (Vicenza).

56. Mensio D. Rocco, Capp. o - Murello (Cuneo).

57. Olivero Anna - Villanova Solaro (Cuneo).

58. Pagliari Mons. Elvezio, Arcivescovo di Spoleto - Perugia.

59. Pararri Don Antonio. Arciprete - Viadana (Mantova).

60. Paschiui P. Giacomo - Tolmezzo (Udine).

61. Pavarino Giuseppe, Impresario - Spezia (Genova).

62. Peretti Maria Vedova Moratorio - Diano Marina (Porto Maurizio). 63. Peverolli Pia - Milano. 64. Paletti Angelo - Mantova.

65. Proporti Can. D. Geremia - Onna (Aquila).

66. Provana di Collegno Conte Saverio - Torino.

67. Quagliotti Bai Maria - Mantova. 68. Rebolini Umberto - Bobbio (Pavia). 69. Riservato Pietro, Bagnata -Arzene (Udine).

70. Rossi Maria - Gorla Maggiore (Milano).

71. Sada Enrico - Marzo (Milano).

72. Salino Avv. Ferdinando - Ivrea (Torino).

73. Sallier do laTour Co. Marta, March.a di Cordon - Orio Canavese (To- rino).

74. Scotti di Mezzano Madre Luigia Stanislaa - Piacenza.

75. Sifletto Antonio - Ciriè (Torino). 76. Silvestro Michele - Osasio (Torino). 77. Sera D. Francesco, Penit. Catt. - Bobbio (Pavia).

78. Telesio Bar. Antonietta n. Albani - Cosenza.

79. Torelli Foa Angela - Moncalieri (Torino).

80. Truschelli D. Carlo -Castione (Verona).

81. Vassanelli Carola - Castelnuovo (Verona).

82. Vietti Lucia - Rivoli (Torino).

83. Vinai Giovanna - Cuneo.

84. Zaffino Sei alino-Piazza Armerina (Caltanissetta).

85. Zantedeschi Augusta - Fumane (Ve. rona)

86. Zardini Maria - Fúmane (Verona). 87. Zenoni Antonietta - Antognate (P>ergavro).

88. Zorborri Catterina - Borgomanero (Novara).

89. Zola Alfonso -- Bianzè (Novara) 90. Zonato Giustina - Montebello (Vicenza).

91. Zurrnan D Carlo - Scodovacca - (Austria).

1. Aceti Angelo, Segretario Comunale - Masate (Milano).

2. Aceti Antonio - Masate (Milano). 3. Agasso Maria - Torino.

4. Anzi D. Francesco, Canonico - Vicenza.

5. Barale Antonina, Vedova - Falicetto (Cuneo).

6. Battaglini Conte Francesco - Rimini (Forli).

7. Benobbi Domenico fu Pietro - Riccò del Golfo (Genova).

8. Benoldi Can. Dott. Ferdinando - Parma.

9. Bentivoglio Conte Ing. Annibale - Bologna.

10. Bersezio Virginia - Peveragno (Cuneo).

11. Biancani Ferdinando - Bologna. 12. Boggio Domenico - Saluggia (Novara).

13. Bonardi Can. Comm. Stefano - Pinerolo (Torino).

14. Bondi Don Andrea - Arzignano (Vicenza.).

15. Bordi Nicolò - Pieve di Ledro (Tirolo).

16 Borio Giovanna - Costigliole d'Asti (Alessandria).

17. Botta Cav. Antonio - Avigliana (Torino).

18. Bottero Carlo - Orsara Bormida (Alessandria).

19. Breventani Can. Camillo -Bologna. 20. Brun Cav. Geometra Domenico - Pinerolo (Torino).

21. Bruno Prof. Comm. Lorenzo, Senatore - Torino.

22. Bugini D. Federico, Parroco a San Sigismondo - Bologna.

23. Calvetti Carmine - Pianezza (Torino).

24. Canera dei Conti di Salasco Nob. Giuseppe - Torino.

25. Canevari Cav. Dott. Gio. Batta. - Sampierdarena (Genova).

26. Cattani Lorenzo - Marradi (Firenze).

27. Cervi Giuseppe - Milano.

28. Chiappetti Prof. Alessandro - Iesi (Ancona).

29. Gioia D. Vincenzo - Pozzovetere (Caserta).

30. Comastri D. Enrico - Bologna. 31. Combi Margherita Ved. Grossi - Cremeno.

32. Dagna-Quaglia Maddalena - Acqui (Alessandria).

33. Dal Pian Rodighiaro Marta - Montagnana (Padova).

34. De Chantierguent Maria Luisa - Parma.

35. Delfino Giovanni - Beinette (Cunco).

36. Dell'Oro Annunziata - Garlate (Como).

37. Ellena Giuseppe - Torino.

38. Farnè-Dalmonte Carolina - Bologna.

39. Federighi Angelina - Quote (Belluno).

40. Feni Fiorina - Foresto Sparso (Bergamo).

41. Ferrero Margherita fra Giacomo Antonio - Osasio (Torino).

42. Ferretti Daniele - Ancona.

43. Fornelli-Ballarlo Giovanna Diaria - Torino.

44. Franceschini Don Giovanni - Bologna.

45. Fusi Bottino - Bagolino (Brescia). 46. Fusi Gaetano - Bagolino (Brescia). 47. Gallini Prof. Mons. Carlo - Bologna.

48. Gallo Margherita - Torino.

49. Geninati Margherita Ved. Benanzio - Torino.

50. Gioannetti Pietro - Nichelino (Torino).

51. Giudice Ugolina nata Olivero - Torino.

52. Gozzadini-Popoli Contessa Anna - Bologna.

53. Grasso Luigia - Bolzaneto (Genova).

54. Grasso Rosa- Bolzaneto (Genova). 55. Graziano Benvenuto - Mondoví (Cuneo).

56. Griffa Anna Vedova - La Loggia (Torino).

57. Guareschi Maria Ved. Gennari - Parma.

58. Guidalotti, Via Guerrazzi, 18 - Bologna.

59. Guidelli-Scarselli Guglielmina - Bologna.

60. Lambertini-Padovani Ing. Augusto - Bologna.

61. Lanteri Maddalena - Briga Marittima (Cuneo).

63. Laputti Rag. Prof. Giuseppe - Alba (Cuneo).

63. Maggi Rachele - Molino di Pietra de' Giorgi (Pavia).

64. Mancini Armenia nata Santoni - - Genzano (Roma).

65. Manolino Domenico - Sani di Villanova d'Asti (Alessandria). 66. Manzoni D. Raimondo, Parroco - Torre di Bussi (Bergamo).

67. Mareggiani D Raffaele - Bologna. 68. Martinasso Antonio fa Lorenzo - Rubiana (Torino).

69. Masserano Sebastiano- Biella (Novara).

70. Mercatelli Natalina - Bologna. 71. Mille Maria - Racconigi (Cuneo). 72. Murialdo Teol. D. Leonardo - Torino.

73. Palau Teresa nata Celesia - Genova.

74. Pelizzari Annunziata - Bagolino (Brescia).

75. Pini Dottor Domenico - Sestola (Modena).

76. Piovano Lucia - Torino.

77. Polver Giovanni - Desenzano (Brescia).

78. Priolo Domenico - Ovada Cremolino (Alessandira).

79. Priotto Giovanni - Pinerolo (Torino).

80. Provana Maria Ved. Forrero - S. Vittoria d'Alba (Cuneo).

81. Rambaldi Gio. Batta. - Torri del Benaco (Verona).

82. Ramello Can. D. Gio. Batta - Torino.

83. Ranuzzi Cospi Marchese Tommaso - Bologna.

84. Redaolli Giuseppina - Rancio (Como).

85. Rizzo Maria - Orsara Bormida (Alessandria).

86. Ronna Comm. Generale Ferdinando - Parma.

87. Rossi Lucia - Bologna.

88. Rossi Pietro - S. Michele Mondovì (Cuneo).

89. Salis Cont. Giuseppina Ved. Comm. Corvi - Tirano (Sondrio).

90. Salvi Teresina - Bologna.

91. Sciarsciotti Filomena in Calciati - Sarnano (Macerata).

92. Schiaffino Gio. Batta fu Prospero - Camogli (Genova).

93. Sisti Andrea, Maestro - Gragnana (Massa Carrara).

94. Sterza D. Andrea - Parma.

95. S. Em. Rev. il Cardinale Luigi di Canossa - Verona.

96. Suor Giuseppa Petracchi, Superiora dell'Istituto Francescano - Carmignano.

97. Suor Maria Eugenia Ferrante, Superiora Mon. Visitazione - S. Vito al Tagliamento.

98. Superiora Conservatorio San Giuseppe - Genova.

99. Tecchia Lucia nata Santià - Saluggia (Novara).

100. Tinti D. Aristide - Bologna.

101. Tirchi Don Giovanni - Colugna (Udine).

102. Tornieri Caterina Ved. Siena - Zevio (Verona).

103. Turiccia Avv. Giovanni - Bologna.

104. Turletti Comm. Vincenzo - Torino.

105. Velli P. F. - Alessandria d'Egitto.

106. Vercellotti Vittoria nata Carenza - Trino (Novara).

107. Viani D Carlo Missionario Apostolino - Kaduwella (Ceylan).

108. Viro Domenica - Canale (Cuneo ).

109. Zivelonghi Elisabetta - Marano (Valpolicella).

Pater-Ave-Requiem

NB. Di queste due liste la prima comprende i Cooperatori defunti ed annunziati alla Direzione del Bollettino dal 15 febbraio al 15 marzo ; la seconda invece quelli dal 15 marzo al 15 aprile 1900.

IMPORTANTISSIMO PER LA STAGIONE ESTIVA

Nell'intento di favorire i R. R. Sacerdoti e buoni Signori , bisognosi di passare alcun tempo d'estate in luogo alpestre, i Salesiani pensarono mettere a loro disposizione la vasta e ben mobiliata villeggiatura avuta in donazione presso il simpatico e quieto paese di Oulx. Questo paese, Capo Luogo di Mandamento, trovasi sulla linea ferroviaria Torino-Modane all'altezza di circa 1100 metri sul livello del mare e distante da Torino appena due ore di diretto.

La posizione ridente, l'aria e l'acqua saluberrima, il luogo ricco di belle passeggiate e di splendidi panorami rendono il soggiorno di Oulx oltremodo grato e vantaggioso alla salute.

Distante pochi metri dalla Villeggiatura trovasi la stazione ferroviaria e s'innalza l'antica Chiesa abbaziale funzionata dai Salesiani, i quali abitano la stessa villeggiatura e l'hanno appositamente preparata per ricevere e servire i villeggianti di quanto può loro occorrere sia pel vitto, come per la camera.

Inoltre per l'ampiezza dei locali una parte di questi sono destinati ai giovanetti che le famiglie desiderassero collocarvi durante le vacanze per ristabilirsi in salute. Questi, oltre al buon trattamento, ed alla continua assistenza avrebbero tutti i giorni un po' di scuola impartita da Professori Salesiani. Alla medesima scuola potranno pure intervenire, i giovanetti le cui famiglie villeggiassero in Oulx.

Per le ulteriori informazioni circa la retta mensile e le altre condizioni rivolgersi al R.d° Don GUGLIELMO RINALDI Rettore della Chiesa Abbaziale di OULX (Susa)